sabato, 29 Agosto 2026

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Social network ed effetti sulla personalità

personalità e social network

Ammettiamolo, molti stati pubblicati su Facebook o su altri social network sono veramente insopportabili. Eppure molti di noi pubblicano e aggiornano il propio status quasi ogni giorno e anche di più. Bene è arrivato ora un nuovo studio che conferma quanto l’attività sui social possa svelare molto della nostra personalità. Quello che scriviamo può rivelare, ad esempio, se siamo narcisisti o nevrotici e anche indagare sul nostro livello di autostima.

Lo studio è stato condotto dalla Brunel University analizzando 555 sondaggi online compilati dagli utenti dei social network. I ricercatori si sono basati su cinque aspetti chiave della personalità: estroversione, apertura, piacevolezza, coscienziosità e nevrosi oltre che autostima e narcisismo. E naturalmente quello che è emerso è che gli utenti tendono a pubblicare messaggi molto in linea con la loro personalità. La Dottoressa Tara Marshall che ha condotto lo studio, si è detta non particolarmente sorpresa riguardo i risultati, secondo lei ancora più importante è capire perché si scrive di più su determinati argomenti rispetto ad altri.

Vediamo allora quali sono le personalità più attive sui social network.

Narcisisti

Gli argomenti preferiti dei narcisisti sono ovviamente i propri successi, la forma fisica e la dieta. Ricercano l’attenzione degli altri attraverso il numero di like ricevuti e di conseguenza tenderanno a replicare maggiormente quegli status che hanno ottenuto più successo.

Curiosi e creativi

Le persone aperte mentalmente, molto curiose e creative tendono a pubblicare maggiormente post riguardo opinioni politiche o argomenti intellettuali. Sono meno interessati all’interazione sociale e al numero di like ma cercano più che altro informazioni e messaggi da condividere.

Coscienziosi

Pubblicano raramente sui social network che utilizzano per aggiornarsi su vecchi e nuovi amici. Sono generalmente più attenti a non esporsi troppo pubblicamente. I loro rari post riguardano soprattutto il partner, la famigli o i figli.

Insicuri

Cercano conferme sui social network catturando attraverso i like l’attenzione degli amici, ma spesso questo atteggiamento si rivela un boomerang perché rimangono delusi quando i post pubblicati non raggiungono il successo sperato. L’argomento preferito dell’insicuro è l’amore e i il proprio partner.

Compleanno social per Emma: i ringraziamenti ai fan (VIDEO)

credits photo: trinitynews.it

Tanti auguri ad Emma Marrone che oggi compie 31 anni. Ovviamente il calore dei suoi fan non è tardato ad arrivare ed Emma è stata sommersa da auguri e messaggi affettuosi provenienti da ogni tipo di social network. I suoi ringraziamenti non si fanno aspettare e, appena sveglia, ancora con la testa sul cuscino e la voce rauca, posta un video su instagram.

Buongiorno e grazie a tutti per gli auguri, siete veramente carini. Comunque tranquilli, ho solo 31 anni e non mi cambierei con nessuna al mondo. Buona giornata“. Queste le parole della cantante, fiera e grintosa come sempre, nonostante il gossip, proprio in questo periodo, la veda protagonista.

Dapprima la notizia della relazione con Fabio Boriello, poi le voci di una crisi, causata, a quanto pare, proprio da una vecchia conoscenza. Il calciatore, infatti, sarebbe andato ad una serata a Milano, organizzata da Belen Rodriguez, a sua volta in crisi con il marito De Martino, mentre Emma Marrone si trovava a Roma.

Grazie a tutti ❤️ #brown31 #buonagiornata

Un video pubblicato da Emma Marrone (@real_brown) in data:

Caro ex, oggi ti scrivo

È stato amore a prima vista, il mio. Ricordo con precisione la prima volta che ti ho incontrato: eravamo a casa di amici, tu avevi un maglione scuro girocollo e io le vampate di quando si va in menopausa.
A distanza di anni mi ricordo ancora con precisione quella sensazione fortissima di calore e vertigine, in una stanza che in quel momento mi appariva come un’opera di Esher.
Credo di avere passato i successivi quattro anni a cercare di demolire l’istante in cui ci siamo fissati per la prima volta, e nel quale seppi con precisione che era te che avrei voluto accanto per tutta la vita.
Ma poi la nostra relazione è finita, come del resto accade a tutti gli amori che nascono quando hai solo 18 anni, gli ormoni a palla e il cervello in sciopero permanente.
La nostra non è stata una storia da favola: niente fiori, niente follie né lettere d’amore. Ho desiderato tanto le attenzioni di un fidanzato da te; ho provato a immaginarle ogni giorno, chiudendo gli occhi come si fa quando da bambino aspetti la Befana rannicchiato nel letto. Quello stesso letto dal quale anni dopo mi chiedevo dove fossi, con chi parlassi, e nel quale ricordo di avere pianto più di un neonato. Quando tu sparivi all’improvviso e mi veniva voglia di aprire la finestra e lanciarmi di sotto.
Devi esserti accorto della mia presenza quando ho deciso di andare via per sempre, per concedere a me stessa la possibilità di trovare l’amore vero. Quello sincero, leale e spontaneo. L’amore che ho trovato per fortuna subito dopo e che ho cercato di tirarti fuori in ogni giorno della nostra relazione.
Ci sono tante cose che avrei voluto dirti prima del silenzio, prima di tagliare tutti i contatti con il tuo mondo. Nonostante la consapevolezza di avere fallito, e di averlo fatto malamente, non rimpiango nemmeno un momento del tempo passato insieme a te. Forse non lo immagini, ma senza saperlo mi hai insegnato tantissime cose.

A lottare

Hai saputo rendermi determinata, caparbia e testarda. Mi ero convinta che saresti stato il padre dei miei figli e ho lottato fino all’ultimo per fare in modo che tu mi volessi allo stesso modo. Non saprei dirti se tu mi volevi come io volevo te; so, però, che non ho mai visto alcuna progettualità in te. Non mi hai mai parlato del nostro futuro mentre io, stupidamente, ci pensavo ogni giorno. Nonostante i nostri limiti di coppia avrei portato avanti un rapporto imperfetto fino alla morte e ti avrei scelto ogni giorno in maniera infelice. Ma lo avrei fatto.

A soffrire

Non mi vergogno nel dirti che per te ho sofferto da morire; il dolore che provavo quando sembravi sfuggirmi dalle mani mi ha lacerata per anni. Senza sosta.
All’epoca soffrivo di strane coliche all’addome, ma da quando ci siamo lasciati non ne ho più avute. Coincidenza? Non lo so. Ma so che mi trema l’occhio sinistro quando parlo di te e che ho imparato, a mie spese, che la rabbia di una donna che non ottiene ciò che vuole non conosce limiti. Quella maledetta assenza di confine l’ho pagata a caro prezzo, con la mia salute. Ma tu non eri una persona cattiva, anzi: sono più che sicura che tanti uomini siano stronzi a prescindere, perché la natura li ha creati così. Si comportano male perché non saprebbero fare altrimenti.
Tu ti sei comportato da stronzo centinaia di volte, abbandonandomi quando ne avevo più bisogno e ritornando alla base quando ne avevi tu. Forse con me avrai imparato che una donna detesta giocare a ping pong e che prima o poi arriva il momento in cui la racchetta va lasciata cadere per terra, per sopravvivere.

A toccare il fondo

Con il tempo ho capito che anche io ho le mie colpe, che ho un brutto carattere e che rendevo le cose difficili.
Non voglio giustificarmi, ma il mio era un riflesso involontario alla insoddisfazione che mi procurava la tua sordità. Parecchie volte mi sono sentita come il protagonista de ‘L’Urlo‘ di Munch, e proprio come accadeva nel quadro, tu eri uno di quelli che passava di li. Senza fermarsi.
Con te ho scoperto che non sono invincibile e che non sono in grado di stare in piedi da sola. E quando stavamo insieme crollavo di frequente, per la mia incapacità di vivere basandomi solo su me stessa.
Ma le persone fragili non conoscono indipendenza, al contrario hanno sempre bisogno di qualcuno che gli dica che andrà tutto bene. Tu non l’hai mai fatto. Ed essendo piccola e inesperta non sapevo partire da me stessa, perché nella mia testa l’unico ‘via’ possibile eri tu.

A fottermene

Dopo la nostra rottura ho capito che anche se mi avessi dato quello che cercavo insieme non avremmo mai funzionato. Nemmeno su un altro pianeta. Ma mi hai insegnato ad essere egoista, a non darmi troppo alle persone. Forse è proprio questo ciò che amavo di te: il tuo bastarti. Sì, tu bastavi a te stesso e io ti ammiravo da morire. Non mi hai mai fatto entrare veramente, non ho mai toccato la tua anima. Tu sei uno che sopravviverebbe anche nello spazio, da solo. Non avevi bisogno di qualcuno come ne avevo io e per uno così la persona che ero poteva essere solo un limite.
Oggi mi guardo allo specchio e non sono contenta di come sono diventata: vorrei riacciuffare l’animo che avevo quando ti ho conosciuto e che ti sei portato via. Forse sarà stata l’età o il periodo storico differente, ma prima ero una persona migliore. Più dolce e capace di dare agli altri. Certi giorni mi osservo e capisco che me ne fotto del mondo, che non faccio entrare quasi nessuno e che non ho più bisogno di tante cose che prima erano indispensabili. Spesso mi sorprendo a fare le cose che facevi tu e che io detestavo. Oggi non ho paura di dire che, per alcuni aspetti, sono esattamente uguale te.

A camminare mano nella mano

Ho sempre voluto che mi prendessi per mano, che camminassi al mio fianco in ogni momento. Ma tu non eri un ‘mano nella mano‘, anzi: quando camminavamo assieme tu eri sempre cinque passi avanti a me. Io ti inseguivo con convinzione, proprio come si inseguono i professori universitari alla fine delle lezioni.
Hai sempre tirato via dritto, senza esitare. Ti voltavi di rado, solo per vedere se riuscivo a tenere il tuo passo. Io ero sempre li: in affanno.

Ad essere puntuale

In amore il tempismo è tutto, e credo che io e te lo abbiamo capito a nostre spese.
A volte per trovarsi non basta piacersi soltanto: bisogna sintonizzarsi sulla stessa frequenza. Io e te non ci siamo mai riusciti e la colpa credo sia di entrambi. Ma forse avrai capito anche tu che l’amore non vince su tutto come dicono gli scrittori, e che qualsiasi corda si spezza quando viene tirata con troppa forza.
La cosa più tragica della nostra storia è stato il tuo arrivare in ritardo. Perché alla fine sei arrivato.
A quel punto avrei voluto non arrivassi mai, esattamente come mi aspettavo da te. Sarebbe stato nel tuo stile tirare via dritto per sempre, come un treno veloce che non fa fermate.
Invece ti sei accorto di me quando ho ribaltato le tue previsioni, quando ho cominciato a volare in tua assenza. Ti sei ricordato di me quando mi sono innamorata di un altro ed era ormai troppo tardi.
Molte volte ho pensato al fatto che avrei preferito saperti indifferente alla mia nuova vita, invece hai fatto di tutto per riprendermi con te. Finalmente vedevo avverarsi tutti i miei desideri, ma a tempo scaduto. Non immaginerai mai e poi mai quanto è stato difficile per me tirare dritto senza voltarmi, proprio come facevi tu. Ho avuto il cuore pesante per moltissimo tempo, anche ad amore esaurito. Perché ho dovuto farlo evaporare con la forza, come l’acqua quando prepari una zuppa. Mi tormentava il dubbio atroce di avere sbagliato ad andarmene, di avere cestinato il progetto di vita che avevo sempre sognato. Ma che tu mi offrivi con imperdonabile ritardo.

Non ti ho mai tradito

Si, non ti ho mai tradito. Ma avrei dovuto. Te lo saresti meritato ogni volta che mi piantavi per una uscita o per l’ennesima vacanza, mentre io rimanevo a casa ad aspettarti con le coliche addominali. Ti saresti meritato questo e altro, eppure non ho mai avuto il coraggio di farlo. Tradire te sarebbe stato come tradire me stessa, quindi la cosa più importante in quel momento. Immaginavo spesso di farlo per farti dispetto, ma avevo così paura di perderti che nemmeno una sana vendetta sono riuscita ad organizzare.
Ho cambiato registro solo quando sapevo che non ti avrei più cercato, anche se in questi casi è più facile credere il contrario.

Perché

Oggi sono così felice da non chiedere nient’altro alla vita, ma mi chiedo il perché di tante cose. Perché la vita ci ha fatto incontrare al momento sbagliato, perché ci ha fatto innamorare e, soprattutto, perché ci ha fatto ritrovare in ritardo. C’è un libro che mi piace moltissimo, si chiama ‘Il Minotauro‘, e parla di una storia d’amore tra due persone che parlano per lettere, come io e te in origine facevamo per mail. I due si innamorano senza incontrarsi mai, almeno fino a quando si trovano ad essere così vicini da poterlo fare. Peccato però che lui muore proprio in quel momento, come sono morta io. Perché per quanto tu possa credere il contrario in quegli anni io sono morta dentro e nonostante sia tutto così lontano, porto ancora addosso il peso del mio fallimento. Una donna come me metabolizza con difficoltà l’idea di avere commesso un errore, in particolare in amore.
Certe volte penso di avere sbagliato a volerti a tutti i costi, a pretendere di volerti cambiare. Se solo avessi avuto un minimo di lucidità in più sarei stata in grado di non innamorarmi? Non lo so, ma forse avrei dovuto provarci. Per mettermi in salvo e per mettere in salvo te da una sofferenza inevitabile, perché la stella sbagliata sotto cui nascemmo non ci avrebbe dato mai scampo. Invece ho abbassato la guardia in un giorno di maggio, sparando i miei sentimenti nel cielo affinché potessi vedere il film che avevo girato nella mia mente. In soli 5 minuti.

Scusa

Ai miei occhi sei il responsabile della morte del mio primo amore, del suicidio che ho dovuto orchestrare per sopravvivere a te. Eppure ti devo chiedere scusa per tante cose, in particolare per tutte le piccole cattiverie che ho commesso per punirti. Perché ho voluto fartela pagare.
Non ho avuto rispetto per il tuo dolore, ma devi sapere che se l’ho fatto è stato perché non ero in grado di gestire il mio.

Per sempre

Non è possibile esserci nella tua vita, come sarebbe impossibile una tua presenza nella mia. Eppure io ti vorrò bene fino a quando vivrò, né mai ti porterò rancore per come sono andate le cose.
So solo che la vita ha unito le persone sbagliate, ma non due persone sbagliate. Perché per quanto io ti abbia detestato so bene che la colpa è di entrambi, e che tu sarai in grado di rendere felice qualcuno esattamente come allora desideravo facessi con me. Non sono stata in grado di insegnarti ad essere migliore, perché onestamente non lo ero nemmeno io. So solo che ci siamo amati tantissimo, e che anche se l’amore è finito da tempo continueremo a esserci nella vita dell’altro. Magari dall’altra parte del mondo, come diceva quella canzone. In silenzio.

Le coppie gay vip più famose (FOTO)

L’amore non conosce età, razza, genere e sesso. L’amore è amore, non ha colori, non ha forme. E di qualsiasi tipo sia, l’amore deve essere liberamente espresso. Che la legge permetta o meno il matrimonio non si potrà mai impedire all’amore di essere provato, sperimentato e di renderci ugualmente felice.

Queste coppie lo sanno bene, e non hanno alcun problema a dimostrarlo. Nel panorama mondiale, sono icone di amore omosessuale, gay o chiamatelo pure come vi pare, perché tanto l’amore supera tutto, va oltre ogni pregiudizio e non si fa scalfire da nulla. Ci hanno fatto sognare in tv, al cinema o con qualche canzone. Hanno espresso i loro sentimenti in pubblico, lasciandoci senza fiato. Vedere una coppia felice è quel che fa rivivere in noi la voglia di innamorarci. Ma quando a questa coppia felice si aggiungono dei bambini felici si crea una famiglia meravigliosa, in cui regna solo l’amore, indissolubile. Ed è questa l’unica cosa che conta, l’unica cosa di cui i bambini hanno bisogno: sentirsi amati, far parte di una famiglia serena, che li accetti per quel che sono e vorranno dimostrare di essere.

Neil Patrick Harris e David Burtka con i figli

Neil Patrick Harris e David Burtka , il 12 ottobre 2010 sono diventati genitori di due gemelli, Harper Grace e Gideon Scott, nati da madre surrogata. Si sono sposati in Italia il 7 settembre 2014.

Ricky Martin e Carlos Gonzales

I due si sono lasciati, ma Ricky Martin continua a fare il padre a tempo pieno, innamoratissimo dei suoi figli a cui vuole insegnare l’unicità di ogni persona.

Elton John e David Furnish

I due si sono conosciuti nel 1993 ma sposati nel 2005 a Windsor. Sono diventati i genitori di un bimbo nato da una madre surrogata in California il giorno di Natale del 2010, mentre nel 2013 è nato il loro secondo figlio.

Cynthia Nixon e Christine Marinoni

Il 27 maggio 2012 le due si sposano a New York. La Nixon è madre di due figli avuti rispettivamente nel 1996 e nel 2002 dall’ex compagno Danny Mozes, e nel 2011 ha dato alla luce Max Ellington Nixon-Marinoni, dalla sua compagna.

Matt Bomer e Simon Hall

I due sono sposati dal 2011 e sono genitori di tre figli avuti da madre surrogata.

Jesse Tyler Ferguson e Justin Mikita

A settembre del 2012 Ferguson annuncia il suo fidanzamento con l’avvocato Justin Mikita, suo compagno da quasi due anni. I due si sposano il 20 luglio 2013 a New York.

Wanda Sykes e Alex

Nel novembre del 2008 Wanda ha ufficializzato la sua omosessualità. Un mese prima, la Sykes aveva sposato la sua compagna, Alex Sykes, incontrata nel 2006. Wanda e Alex hanno due figli.

Jim Parson e Todd Spiewak

Il 23 maggio 2012 in un articolo del New York Times, Jim rende pubblico di essere omosessuale e di avere una relazione col direttore artistico Todd Spiewak dal 2002.