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#ToyLikeMe, nascono le bambole con disabilità (FOTO)

bambole con disabilità

Abbiamo sempre considerato le bambole della nostra infanzia, specialmente le Barbie, come rappresentazioni della bellezza femminile. Fin da bambine ci siamo abituate a considerare la perfezione, anche fisica, come unico modello a cui aspirare. Ma la realtà non sempre è così, e se una volta raggiunta l’età della ragione comprendiamo che le donne possono essere belle ed esprimere la loro femminilità anche con tante e diverse imperfezioni, per i bambini affetti dalle più diverse malattie non è facile comprendere le loro diversità. E i giocattoli, in questo, hanno il loro ruolo.

Ecco perché dopo una campagna virale su Facebook, #ToyLikeMe, sono nate le prime bambole con disabilità. La campagna era stata promossa in Gran Bretagna dai genitori di bambini con diverse disabilità, proprio per sensibilizzare la società e le case produttrici di giochi sull’argomento. Ed in pochi giorni ha raggiunto un pubblico di 50.000 persone tanto che un produttore di giocattoli britannico, Makies, ha subito raccolto l’invito realizzando una nuova linea di bambole con disabilità. Le bambole saranno progettate su misura delle piccole proprietarie e stampate in 3D. La società prevede anche la possibilità di riprodurre le caratteristiche della faccia del bambino proprio per rendere le bambole il più simili possibili a loro.

Oltre alla prima serie di bambole con disabilità in cui erano previste bambole con stampelle, ma anche voglie facciali o cicatrici, la Makies ha annunciato che produrrà anche bambole sulla sedia a rotelle. Le Makie Dolls costeranno 69 sterline in Gran Bretagna. Speriamo che l’esempio della Makies venga presto seguito da altre case produttrici di giocattoli e che i bambini con disabilità possano sentirsi a loro agio durante il gioco.

L’ordine di nascita influisce sulla personalità

Credit photo: www.nonsprecare.it

L’avreste mai detto che la nostra personalità dipende dall’ordine della nascita all’interno della famiglia? Primogeniti, figli di mezzo e figli più piccoli hanno comportamenti molto differenti tra loro, a partire dalla strategia con cui, da bambini, cercano di attirare le attenzioni dei genitori.

A spiegare questa nuova teoria è il dottor Kevi Leman, psicologo e autore delle opere “Il libro sull’ordine di nascita” e “Il vantaggio del primogenito”, che spiega all’Huffington Post USA che “ogni bambino impara a interpretare un ruolo all’interno della famiglia“.

Anche il comportamento dei genitori cambia nel tempo: con i primogeniti tendono ad essere più apprensivi e ad avere sempre la situazione sotto controllo, mentre con i figli successivi lasciano un po’ la corda. Per questo i primi figli difendono la propria autorità, anche obbedendo, al contrario degli altri che, il più delle volte, assumono atteggiamenti di ribellione. Ma vediamo bene e nel dettaglio i vari comportamenti.

Primogenito

Il primogenito è l’immagine del figlio modello: ambizioso di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, studente brillante e leader in ogni situazione. Le caratteristiche che meglio lo rappresentano sono responsabilità e competitività. Non a caso molti dei presidenti degli Stati Uniti d’America sono stati fratelli maggiori.

Figlio intermedio

Il figlio intermedio, invece, rappresenta il riappacificatore per eccellenza, almeno in famiglia: infatti è un grande negoziatore ed è sempre alla ricerca di un compromesso che possa accontentare tutti, genitori e fratelli in particolare. Il figlio di mezzo è molto socievole, con persone di ogni età, e crede pienamente nell’amicizia. L’unica pecca – se così si può definire – è quella di essere una persona difficile da controllare.

Figlio più piccolo

Il figlio più piccolo, anche se a volte ingiustamente – è il più ribelle e manipolatore: attenzione però a non scambiare quest’intraprendenza con la delinquenza. Creativo, alla ricerca di attenzioni, molto estroverso e capace di cavarsela in ogni occasione. Tutto ciò è dovuto anche al diverso comportamento dei genitori, che dopo diversi figli, diventano più indulgenti.

L’amore nell’era di Facebook (VIDEO)

“Se l’amore è amore” cantava Venditti. Ma ora ci sarebbe da fare un remix “Se l’amore è (su) Facebook”.

La tecnologia ci sta rovinando, sta rovinando i nostri rapporti di coppia e sta rovinando quella platonica concezione d’amore che occupava le nostre menti e le nostre fantasie fino a poco tempo fa.
Ma ora se vedi una ragazza carina che ti piace, non ci vai mica a parlare, figurati sarebbe troppo difficile. Ora la cerchi su Facebook. E se ti va bene che ti ricordi più o meno la sua faccia, eh allora si passa al livello 2: stalking allo stato puro.

E così sembriamo tutti dei fuori di testa, privi delle capacità più semplici del linguaggio e della comunicazione.

La famosa pagina Facebook hmatt, gestita dall’inizio del 2007 da Matteo e Luca Accattino (dai soprannomi dei due nasce il nome della loro pagina), e con più di 250 mila mi piace, ha recentemente pubblicato un video degno dell’eccessivo tempo tutto impiegato al cazzeggio sui social. O a stalkerizzare qualcuno. D’altronde il lupo perde il pelo, non il vizio.

Le risate sono assicurate.

L'AMORE NELL'ERA DI FACEBOOK ..

Posted by hmatt on Venerdì 15 maggio 2015

17 Maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia 2015

Anche quest’anno ricorre la Giornata internazionale contro l’omofobia, per dire basta alle discriminazioni, alle paure e alle ingiustizie, per dire stop all’odio senza confini, alle denigrazioni, alle offese, alle minacce, alla violenza. Una giornata perfetta per ricordare quanto sia bello e importante l’amore, qualsiasi sia la sua forma, il suo colore, la sua preferenza.

Oggi, Domenica 17 maggio, si festeggerà in tutto il mondo la Giornata internazionale contro l’omofobia 2015. Dal 17 maggio del 2007, ogni anno, in questa giornata, si lotta e si combatte contro chi dice “no” alle coppie gay. Questa data è stata scelta per un motivo ben preciso: nel 1990, proprio il 17 Maggio, è stata rimossa dalla classificazione internazionale delle malattie mentali stilata dall’OMS.

Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto lasciare un messaggio: “In occasione della nona Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, istituita per iniziativa del Parlamento Europeo nel 2007, desidero incoraggiare quanti in questi anni si sono battuti e continuano a battersi contro ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale delle persone. Il principio di uguaglianza, sancito dalla nostra Costituzione e affermato nella Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea, non è soltanto un asse portante del nostro ordinamento e della nostra civiltà. Esso costituisce un impegno incessante per le istituzioni e per ciascuno di noi. Rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della personalità umana – osserva il Capo dello Stato – è una responsabilità primaria, dalla quale discende la qualità del vivere civile e della stessa democrazia. Le discriminazioni, le violenze morali e fisiche, non sono solo una grave ferita ai singoli, ma offendono la libertà di tutti, insidiano la coesione sociale, limitano la crescita civile. Dobbiamo promuovere il rispetto delle differenze laddove invece la diversità scatena reazioni intolleranti. E dobbiamo parlarne con i giovani, perchè purtroppo continuano a registrarsi atti di bullismo contro ragazze e ragazzi, che talvolta spingono alla disperazione. Si tratta di espressioni di disumanità insopportabili che vanno contrastate con un’azione educativa ispirata alla bellezza di una società aperta, solidale e ricca di valori”, aggiunge.

L’Arcigay è mobilitata da giorni in molte città, con iniziative e campagne di sensibilizzazione.