lunedì, 13 Luglio 2026

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Amatelo, nonostante tutto, e sarete felici

I segreti per una coppia felice? Eh a saperli. Se solo esistesse un libro con delle regole o un manuale da seguire a quest’ora il mondo sarebbe un posto migliore.

Ma sicuramente una cosa che identifica una coppia matura è l’equilibrio; quel “io+tu=noi”, che permette di condividere un territorio comune dove vengono creati passione e sentimento, pur rispettando l’identità e lo spazio personale. L’equilibrio, però, è in continua evoluzione, e spesso instabile: la difficoltà, infatti, sta nell’essere felici nel tempo, rimanendo se stessi e conciliando le proprie aspirazioni con quelle dell’altro, anche se tali aspirazioni non corrispondono.

Ed ecco che entra in gioco la comunicazione: una coppia felice è quella che sa comunicare, non solo con le parole, ma anche con i silenzi e con gli sguardi, che spesso sono più significativi di lunghi e stremanti discorsi. Siate sempre sincere e vere con il vostro partner, non vergognatevi mai di dirgli qualcosa, qualunque cosa vi frulli in testa, e soprattutto, siate sempre voi stesse, anche se la cosa può farvi paura, esprimente i vostri pensieri, i vostri dubbi, le vostre felicità e le emozioni; se non condividete tutto con il vostro lui con chi altro potete mai farlo?
Certo ci vuole molta intimità, una buona dose di confidenza e un elevato tasso di complicità per poter parlare liberamente di tutto, ma d’altronde, per una relazione felice, un compagno deve essere anche un buon amico. E se non riuscite a passare una serata da soli sul divano a chiacchierare, o vi imbarazzano i silenzi, allora tra voi due c’è qualcosa che non va.

Un buon punto di partenza è quello di condividere con lui i vostri hobby, le vostre passioni. Se poi avete gli stessi interessi ben venga, ma altrimenti non c’è alcun problema, non fasciatevi la testa. Raccontategli comunque cosa vi piace, e cosa amate fare: così gli aprirete una porta diretta che lo porterà nel vostro mondo, e sono certa che a lui farà più che piacere. D’altronde è davvero bello quando una persona vi porta di sua spontanea volontà nel suo mondo: ci fa sentire accettati, e voluti.
Condividere i valori e i progetti, condividere il futuro vi farà sentire amati. E questo è un pilastro indispensabile per una coppia duratura.

Parlate di tutto, dai discorsi filosofici che fanno girare il mondo, alle cose più comuni e banali che vi vengono in mente. Non pretendete di avere sempre ragione, anche se siete nel bel mezzo di una discussione: provate sempre a vedere le cose dal punto di vista dell’altro, con empatia, senza entrare nel vortice ansioso del giudizio gratuito. Ricordate che tutti possono sbagliare. Se il vostro fidanzato fa o dice qualcosa che non riuscite proprio a digerire, non aspettate neanche un minuto, parlategli subito. Evitare i chiarimenti genera solo rancori e ad una bugia raccontata per “quieto vivere” è probabile ne segua presto un’altra..e poi un’altra.
Per cui, impariamo a praticare la santa arte della tolleranza, ‘ché qui nessuno è perfetto.

Ridete, ridete di tutto e di tutti, anche di voi stessi, perché non bisogna mai prendersi troppo sul serio. Ridere è il miglior antidoto contro la noia e la tristezza; rilassa e predispone ad una maggiore attenzione e tenerezza nei confronti dell’altro.

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Prendetevi i vostri spazi se ne sentite l’esigenza: un breve stacco spesso vi darà un attimo di respiro da tutte le cose che nella vostra vita non vanno bene in quel momento. Questo può aiutare a ritrovare “il bisogno dell’altro”.
Ma non fatevi mettere i piedi in testa: se lui vi tratta male, allora mandatelo a quel paese; con affetto ma mandatecelo. Mica siete lì per essere prese a pesci in faccia.

Cercate l’intimità, sopra e sotto le lenzuola. Certo, il sesso non è tutto, ma è comunque una cosa fondamentale.
Non di poca importanza, infatti, per una coppia solida è una buona intesa sessuale: una condivisione di emozioni e fantasie, mica del solito missionario. Anche in questo caso è importante comunicare, saper dichiarare all’altro cosa ci piace o cosa ci piacerebbe sperimentare, cosa ci rende felici, e quali sono le nostre sensazioni. Ma ricordatevi che la felicità è uno scambio, un dare e ricevere, quindi non siate egoiste.

Create costantemente un vostro equilibrio, venitevi incontro, aiutatevi a vicenda.

Coltivate i vostri sogni, cercate in ogni modo di realizzarli e fate in modo che anche la vostra metà possa realizzare i suoi.

Dulcis in fundo, una cosa tanto ovvia quanto di fondamentale importanza. Amatelo.
Amatelo come non avete mai fatto prima. Amate tutto di lui, i suoi pregi, i suoi difetti e le sue lune storte. Amatelo quando ride, che è una favola, e amatelo quando vi urla addosso, che tanto è una favola lo stesso quando cerca di fare l’arrabbiato. E poi diciamocelo, non è così facile sopportarci.
Amatelo quando vi coccola, e amatelo di più quando dice le cose sbagliate e vorreste prenderlo a testate. Amatelo quando russa, quando lascia in giro i vestiti per casa, e quando parla con quella sventola che attira le attenzioni di tutti. Sì, amatelo anche in quel caso, perché anche lui (probabilmente) vi ama quando voi cercate di farlo ingelosire. E non dite “io non l’ho mai fatto”, perché non ci credo, infondo siamo donne.

Insomma, amatelo nella buona, e sopratutto nella schifosa sorte.
Amatelo, nonostante tutto, e sarete felici.

Fisico perfetto su Instagram? Ecco qual è il trucco (FOTO)

Fisico perfetto nelle foto su Instagram? Non è tutto oro quel che luccica. Ed è per questo che una ragazza ha deciso di divulgare sui social qual è il trucco che si nasconde dietro queste foto.

“Non siamo Barbie – scrive la ragazza – Siamo fatti di carne e di sangue. Ho lavorato duro per avere un corpo come il mio e ne sono orgogliosa. Devi amare te stesso e non odiarti solo perché hai un filo di pancia”.
È questo l’appello che scatta sul web. Un modo semplice e di effetto per dire “no” ai ritocchi Photoshop, alla finzione dei social network, alle foto menzognere.

Fisico perfetto su Instagram? Ecco qual è il trucco (FOTO)

Il trucco svelato è molto semplice: nelle due immagini a sinistra la ragazza sembra avere un fisico perfetto, senza pancia né fianchi in rilievo. Insomma, un fisico da modella. Ma sarà davvero così? In realtà la ragazza è tutt’altro che perfetta: nelle foto di destra, infatti, dimostra come in realtà lei abbia un po’ di pancetta.

Il trucco è semplice, basta tenere un po’ il fiato trattenuto, mettersi leggermente di profilo e fotografarsi dall’alto. Un gioco di luci, inoltre, aiuterà moltissimo a nascondere i vari “difettucci” fisici. Ecco svelato il piccolo “trucco” per sembrare magrissime con un corpo perfetto.

Dimmi che colore di smalto usi e ti dirò che persona sei

Il colore del vostro smalto racconta molto della vostra personalità: è quanto sostiene il naturopata Luciano Maria Cavalieri, che riesce a dare una spiegazione più che logica al fenomeno basandosi sulla psicologia dei colori, attraverso la scelta dello smalto.

Smalto rosso

RossoChe sia vermiglio, color “sangue” o mela, che sia appena accennato o intenso, il rosso è da sempre uno dei colori più scelti per gli smalti. È un “colpo sicuro”, con il rosso non si sbaglia mai. Tantissime sono state le varianti e le mille sfumature che i grandi guru e brand hanno portato sul mercato, ed è per questo che il rosso, fin dalla sua iniziale esplosione, è uno degli smalti più amati dalle donne.
Se indossi spesso il rosso e lo ami sulle tue unghie, allora “Hai un desiderio inconscio di conquistare attraverso le mani e anche di esprimere una sorta di potere attraverso la seduzione”. Se invece lo odi “È probabile che laccare le unghie di rosso potrebbe indicare una comunicazione un po’ troppo aggressiva per la tua personalità, e una carica volutamente sensuale in cui non ti ci vedi. Ti senti più a tuo agio con i colori più tenui”.

Smalti neutri, color carne e trasparenti

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Smalti nude sulla pelle: possono essere di colori appena accennati, delicati e quasi invisibili, trasparenti o riparativi dell’unghia, neutri. Tra questi anche la french manicure. Se ami usare questi colori “Preferisci curare la tua persona senza osare troppo, perché temi di risultare stravagante. Eleganza e discrezione sono le tue parole chiave”. Se invece non li indossi mai “Potresti trovare queste tonalità “troppo semplici”, quando tu invece ti senti una persona vivace e ricca di sfaccettature. Non ti riconosci infatti in uno smalto che ti annoia, perché a te piace il colore”.

Smalto giallo

giallo
Secondo la cromoterapia, il giallo è il colore che migliora l’umore, favorisce la concentrazione e stimola l’emisfero dell’intelletto, quello sinistro del cervello. Se ami indossarlo allora “Vuol dire che attraverso le mani desideri manifestare la tua volontà di esprimerti liberamente. Nella vita ricerchi il nuovo e non disdegni il cambiamento”; se invece non lo metti mai è perché “Sulle mani non è così facile da portare, soprattutto se non sei abbronzata. E questo potrebbe essere il motivo principale per cui lo smalto giallo viene scelto pochissimo. La spiegazione psicologica invece indicherebbe che non ama il giallo chi ha paura di cadere e chi desidera appoggiarsi agli altri”.

Smalto blu

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Gli smalti sulle tonalità del blu sono quelli che indicano sincerità, verità, calma pura, come il mare e il cielo. È scelto soprattutto da chi ama indossarlo anche per vestiti e accessori; è un colore molto amato dalle donne over 30 e si abbina facilmente soprattutto sui jeans e sugli abiti più eleganti, da cerimonia.
Se ami il blu sulle unghie “Per te il blu significa calma, senso di appagamento, di affetto, di sicurezza e di armonia. Simboleggia inoltre la serenità e la moderazione. Ciò vale per tutte le gradazioni di azzurro, dal celeste al blu navy”. Se invece non lo ami è perché “I cromoterapeuti sostengono che il disamore verso il blu indicherebbe una difficoltà a lasciarsi andare e una tendenza ad evitare di legarsi affettivamente”.

Smalto verde

verde“Portare il verde sulle unghie significa mostrare perseveranza, costanza, solidità e senso di stabilità. Non essendo un colore facile da indossare sulle mani, lo smalto verde indica autostima ma può anche rivelare la simulazione di un’apparente stabilità”. Ma non a tutte piace “Secondo la cromoterapia, accusi una certa instabilità che ti porta all’ambivalenza comportamentale (buono/cattivo, aperto/chiuso)”.

Smalti sul marrone o grigio

chanel-nails-brownColori al limite, colori a metà, colori non colori. “Scelgono questi colori di smalti le donne che vogliono essere al passo con i tempi, ma anche che desiderano valorizzare la loro bellezza naturale”. Ma “Sono tinte poco allegre che difficilmente si adattano a personalità energiche e vivaci. Oppure qualcuna potrebbe ritenerli troppo stravaganti, preferendo i colori tradizionali”.

Smalto nero

neroSmalto nero non solo per esprimere un forte “no” ai colori e alla gioia delle varie sfumature cromatiche.
Se lo ami è perché “Hai uno spirito ribelle che a volte può essere scambiato per un look dark e punk. In realtà, scegliere di dipingere le unghie di nero può voler indicare una richiesta di visibilità più forte del rosso”. Se invece non ti piace è perché “Il nero ti evoca tristezza e pensieri cupi e, dal tuo punto di vista, potrebbe spegnere la tua vitalità comunicando una persona che non sei”.

Smalto bianco

Smalto-biancoÈ un effetto molto d’impatto: le unghie con smalti bianchi sono davvero rare, ma regalano un colpo d’occhio davvero unico. Se lo indossi è perché il bianco “Indica desiderio di farsi notare, pur manifestando delicatezza e freschezza”. Se invece non lo metti mai “Rifiutare il bianco significa paradossalmente restare in sottotono, almeno dal punto di vista della seduzione con le mani”.

[Fonte: donnamoderna]

Come il cervello cancella i traumi

Il nostro cervello non è in grado di incamerare informazioni all’infinito e una recente ricerca ha svelato che la memoria opera secondo dei principi di selezione. Il meccanismo di riattivazione della memoria provoca la perdita di alcuni ricordi, col risultato sostanziale che i nostri sforzi di ricordare certe cose portano a dimenticarne delle altre.

Lo studio, condotto dall’Università di Birmingham in collaborazione con il Medical Research Council Cognition e la Brain Sciences Unit dell’Università di Cambridge, è stato in effetti il primo ad analizzare come funziona il procedimento del dimenticare, basandosi appunto sul monitoraggio dei cambiamenti che avvengono al livello cerebrale quando cerchiamo di ricordare qualcosa. L’esperimento ha coinvolto 24 persone, a cui è stato chiesto di associare delle parole a immagini random di persone,scene e oggetti noti.

Nel mostrargli le parole chiave, i ricercatori hanno inoltre chiesto ai partecipanti di segnalare quale fosse il collegamento predominante dettato dalla memoria: per esempio, se la parola “sabbia” veniva associata immediatamente a Marilyn Monroe e, subito dopo, a un cappello, i partecipanti avrebbero dovuto premere un tasto per indicare che il collegamento immediato corrispondeva alla Monroe.

Queste parole chiave sono state, poi, mostrare a più riprese durante il corso dell’esperimento: da qui si è potuto constatare che la foto della Monroe continuava a essere più associata alla sabbia rispetto al cappello. Quanto più frequente era la scelta, tanto più evidente diventava il fatto che ripetere un pensiero specifico lo rende ancora più chiaro e scontato al livello cerebrale.

Viceversa, il ricordo del cappello nei partecipanti si è fatto via via più sbiadito: quasi tutti hanno cominciato a non ricordare neanche l’immagine alternativa che gli era stata data all’inizio. Il fatto che un ricordo diventi più vivido a scapito di un altro dimostra che possediamo l’abilità di diminuire il potere di certi pensieri.

Si tratta di una forma di soppressione attiva – spiega il Dottor Michael C Anderson – di cui le persone non sono necessariamente consce. La dimenticanza sorge laddove tracce mnemoniche rivali interferiscono col controllo del recupero delle informazioni e il sistema di controllo dell’inibizione si attiva per sopprimere la distrazione che esse causano“.

La possibilità di controllare i nostri ricordi potrebbe avere delle implicazioni più che significative: potrebbe permettere alle vittime di abusi di eliminare ricordi spiacevoli andando a rafforzare la conservazione di altri tipi di memorie. Eppure, chi ci assicura che non potrebbe essere anche un’eterna via di fuga dalle cose che non vogliamo né affrontare né ricordare perché troppo dolorose?