martedì, 25 Agosto 2026

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Invecchiare tatuati? Si può (FOTO)

Il tatuaggio, forma artistica di decorazione corporale per eccellenza, non ha sempre incontrato il favore di tutti: non è che da pochi anni, infatti, che si riconosce la sua effettiva “ammissibilità” in ambito sociale. Eppure, nonostante la passione per i tatuaggi guadagni punti a più non posso, con fiere e mostre a essi appositamente dedicati, un quesito non può fare a meno di materializzarsi in quanti si mettono nelle buone mani dell’amico tatuatore: “che aspetto avrò tra quarant’anni“?

Una preoccupazione comprensibile data l’irreversibilità di questo tipo abbellimenti e i costi decisamente proibitivi necessari alla loro rimozione. Eppure invecchiare con i propri tatuaggi bene in vista non sembra rappresentare più un problema, almeno non per questi fantastici anziani tatuati il cui estro stenta davvero ad affievolirsi: ogni ritratto è la testimonianza lampante di una fierezza e di una complicità col proprio corpo senza eguali.

Inutile, perciò, preoccuparsi di quel che sarà il futuro: mal che vada potrete andarvene anche voi in giro a esibire a testa alta i vostri tatuaggi, magari con tanto di barba bianca lasciata infoltirsi selvaggiamente o con un paio di espansioni ai lobi. Sarete senz’altro fantastici anche voi, ma soprattutto sarete probabilmente identici a tutti gli altri vostri coetanei: data la rapida evoluzione dei tempi in fatto di estetica non dovreste affatto ritrovarvi da soli. Per il momento, però, godetevi la vostra giovinezza e il vostro “inchiostro fresco” mentre date un’occhiata a questi splendidi ritratti i cui soggetti ci insegnano certamente qualcosa: la vecchiaia non è che uno stato mentale. Completamente fuori moda.

Buona giornata di felicità

Essere felici è un diritto, lo sapete? È un qualcosa talmente tanto importante che l’ONU ha scelto una data, che dovreste segnarvi bene sul calendario, per celebrare la Giornata Internazionale della Felicità. Quella data è proprio oggi, il 20 marzo.

A istituire questa giornata è stata, appunto, l’Assemblea Generale dell’Onu, che riconosce e certifica la rilevanza della felicità e del benessere come obiettivi universali e aspirazioni nella vita di tutti gli esseri umani. E un paese con un alto numero di persone felici è un paese felice, e di conseguenza è un paese più produttivo.
Già, perché la felicità è una faccenda seria, mica può essere un discorso che si chiude così, con due parole.

felicita

La felicità è un’arte. E in quanto tale si può imparare.
Si può imparare a combattere lo stress e le insoddisfazioni quotidiane con un sorriso. Si può imparare a svegliarsi sempre con il piede giusto, prendendo i sogni nel cassetto e ritirando il pessimismo. La felicità si può imparare perché si tratta di un percorso di “orientamento all’essere”, che porta alla consapevolezza della propria identità profonda: ci permette di scoprire noi stessi e il nostro valore, ci permette di sperimentarci come individui capaci, abili, e ricchi di un potenziale umano e creativo.
Imparare a comprendere le proprie emozioni e i propri sentimenti è un punto fondamentale per sentirsi liberi e sicuri giorno dopo giorno. Per vivere in modo naturale l’arte di essere se stessi.

Per questo io vi dico:

siate felici

E non solo oggi perché è la Giornata Internazionale delle Felicità. Siate felici sempre.
Siate felici anche se pensate di non averne motivo. Siate felici e sorridete: sorridete a chi incontrate per caso sul marciapiede, a chi vi taglia la strada e a chi nemmeno vi guarda in faccia. Sorridete sopratutto a chi ricambia il vostro sorriso, e ne fa un raggio di luce in quella che potrebbe essere una giornata buia. Fatelo per loro. Perché un giorno può diventare più luminoso grazie a una risata.
Sorridete, perché un motivo per essere felici c’è sempre: cercatelo in voi stessi, cercatelo nel profondo del vostro essere, sono certa che ognuno di noi ha almeno un motivo per cui vale la pena sentirsi felici, ed esserlo veramente.

Siate felici per quello che avete; anche se vi sembra poco, vorrei ricordarvi che ce lo avete lo stesso. Siate felici per quello che vi succede; qualsiasi cosa sia affrontatela con serenità. Siate felici con e per chi vi sta accanto; giorno dopo giorno.

Tutto questo può migliorarvi la vita.

La meraviglia della nascita: i migliori scatti (FOTO)

Che emozioni avete provato quando è nato il vostro bambino? In molti vi avranno posto questa domanda e voi avrete iniziato il vostro lungo racconto oppure vi sarete limitati ad un semplice aggettivo: “indescrivibili” seguito dalle lacrime agli occhi. Ed è proprio da quell’emozione visibile nello sguardo che sono partiti i partecipanti del concorso Image of the year, che grazie alla loro sensibilità sono davvero riusciti a cogliere le diverse sfumature de “la meraviglia della nascita”. Dal senso del dolore pre-parto, all’ansia, la felicità, la commozione e tanto altro: noi di Blog di Lifestyle abbiamo deciso di riproporvi alcuni scatti tra i 60 che hanno ottenuto l’approvazione della giuria.
Preparatevi ad uno tsunami di emozioni.

I mesi trascorrono con il pancione che diventa sempre più grande, tra preoccupazioni e paure e poi arriva il fatidico giorno: quello in cui nella testa avviene come un’evoluzione repentina che solo chi è mamma o papà può capire. La vostra vita non è più solo un continuo ripetersi di frasi come “Io voglio..”, ma cambiano i soggetti e i desideri e si inizia a pensare “Vorrei che mio figlio..”, ma prima ancora di questo ci sono quelle ore interminabili in sala parto e il suo arrivo.

In un primo momento la nascita comporta dolore quando quella piccola creatura decide che è ora di uscire da quella sacca ed essere parte del mondo.

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Da lì inizia una nuova vita che è l’espressione più incantevole dell’amore tra due persone. Non esiste differenza tra razza, etnia, stato sociale etc.

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La nascita è la gioia di vedere quanto sia meraviglioso, piccolo e innocente quel minuscolo bambino che ora vi ritrovate stretto tra le braccia e potete avvolgere dolcemente tra le vostre mani.

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La nascita è pura e semplice emozione. Lacrime, sorrisi di padri, madri, dottori, amici e parenti.

La nascita è l’istante in cui il feto che portavate in grembo è lì di fronte a voi che vi guarda teneramente per la prima volta.

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La nascita è capire che sarà difficile offrirgli serenità ogni singolo momento ma vi impegnerete e insieme ce la farete.

[Credits photo: repubblica.it]

Uomini che amano troppe donne

La paura di finire innamorate di un moderno Don Giovanni ci perseguita sin dai tempi dell’asilo: quasi sempre abbiamo paura di farci male ancora prima di iniziare una relazione. Ma se ne siamo così coscienti dei rischi, perché finiamo con lo scegliere gli uomini sbagliati? Se cerchiamo il principe azzurro, perché quando lo incontriamo ci sembra uno sfigato?
La verità è che gli unici a farci battere il cuore sono proprio loro, gli stronzi, quelli che non fanno progetti, che sono online su whatsapp alle 4 del mattino e che non ci richiamano dopo un incontro ‘di quel genere’.
Ci sono uomini predisposti per l’accoppiamento facile, per la promiscuità e una per una insopprimibile capacità di provare sentimenti.
Siamo state abituate a spasimare per Mr. Big in Sex and the city, ovvero il prototipo di uomo bello, misterioso, intrigante e maledettamente inafferrabile.
Anche se nella realtà i Casanova sono molto meno sexy e conturbanti dei loro equivalenti cinematografici, noi altre non perdiamo mai occasione per invaghircene.

Nonostante all’apparenza certi soggetti ci appaiano più interessanti e sicuri di quanto siano in realtà, la loro condizione di maschi senza scrupoli né emozioni nasconde un quadro psicologico sorprendente.
Ci sono uomini che non riescono ad affezionarsi agli altri, che sono passivi ed incapaci di provare le emozioni più comuni e banali. La loro aridità li rende ‘preda’ delle donne più che cacciatori: si lasciano ‘prendere’ senza protestare, da chiunque lo richieda.
Un uomo passivo non fa altro che adeguarsi all’ambiente e alle offerte circostanti, e il suo atteggiamento di distacco viene scambiato per altro. Certe volte un uomo intrigante è solo qualcuno completamente anaffettivo, il cui comportamento tradisce una incapacità di ‘entrare’ in un rapporto e di decifrare la propria stessa vita.
Alcuni ritengono difficile concentrare la propria attenzione su un’unica femmina, proprio come cantava Nina Zilli ne ‘L’Uomo che amava tutte le donne‘. Ed è proprio per questa ragione che molti di essi vivono più situazioni contemporaneamente, senza però assaporarne nessuna nel profondo.

Il vero nodo della questione è che questi comportamenti non fanno altro che generare messaggi confusi, che finiscono con il creare incertezza, confusione e disagio tra loro e le donne con cui vengono in contatto.
Ed è per questa ragione che i rapporti tra Marte e Venere sono così complicati: manca la comunicazione, l’apertura e la sincerità.
In certe situazioni la realtà è distorta ed intricata, al punto da trasformare inerti molluschi in uomini misteriosi, e donne intraprendenti in soggetti incapaci di capire, di considerare e di scegliere il meglio per se stesse.