domenica, 25 Ottobre 2026

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A 14 anni anoressica per assomigliare alle modelle (FOTO)

India Edmonds è una ragazza 17 enne, sopravvissuta ad un mostro comune a molte adolescenti: l’anoressia.
“Ho smesso di mangiare per assomigliare alle foto delle modelle su Instagram” ha ammesso la giovane che ad appena 14 anni ha conosciuto uno dei disturbi alimentari più diffusi al mondo. India, prima ha iniziato una dieta ferrei, poi intensi allenamenti in palestra, per finire con il digiuno. “Le foto delle modelle – spiega – erano diventate un’ossessione. Poi un giorno un ragazzo mi disse che avevo le gambe paffute e questo mi ha abbattuto ancora di più. Continuavo a farmi selfie per vedere se dimagrivo e anche quando sono diventata uno scheletro non me ne sono accorta”.

Costretta al ricovero in ospedale perché in evidente stato di malnutrizione e deperimento, la ragazza, nonostante rischiasse di morire, per un certo periodo di tempo ha continuato a condividere sul social alcuni selfie in cui appariva magrissima e solo oggi che ha iniziato a recuperare peso e a stare meglio, ha voluto rendere pubblico il suo percorso, per spiegare come spesso gli adolescenti usino i social nel modo sbagliato.

Quello dei disturbi alimentare è un mondo cupo e triste ma molto più diffuso di quel che pensiamo. Nel 95% dei casi l’anoressia interessa adolescenti e giovani donne, ma il disturbo può presentarsi anche più precocemente, già nell’infanzia. Negli ultimi anni i disturbi del comportamento alimentare sono nettamente aumentati in particolare nel mondo occidentale, dove l’ideale di magrezza e di linea perfetta è sempre più diffuso, infatti in zone del mondo dove c’è malnutrizione essere grassi è considerata una prova di salute e benessere sociali.

Le statistiche sono spaventose. Nei paesi industrializzati come l’Italia, 8-10 ragazze su 100 tra i 12 e i 25 anni di età soffrono di disturbi del comportamento alimentare, di queste 1-2 nelle forme più gravi. In Italia fanno tre milioni di persone, e nel 90% dei casi si tratta di donne.

Uno dei vissuti più angoscianti delle persone anoressiche, è legato ad una errata percezione del proprio corpo, vissuto come sgradevole e perennemente inadeguato. Alcuni si sentono grassi in riferimento a tutto il loro corpo, altri pur ammettendo la propria magrezza concentrano le loro critiche ad alcune parti del corpo (di frequente la pancia, i glutei, le cosce). Il disturbo dell’immagine corporea non è imputabile ad un disturbo della percezione, in quanto tendono a sovrastimare anche il peso e la forma di altre persone, ma mai quanto i propri. Questa distorsione tende inoltre a diminuire man mano che le persone riacquistano peso.
Il livello di autostima e di valutazione di sè è influenzato dalla capacità di controllare il proprio peso e i fallimenti sono seguiti da autocritica e svalutazione. Essendo gli standard attesi molto elevati e il metro di giudizio tendente al perfezionismo, diventa molto facile che gli obiettivi non vengano raggiunti e si presentino tali condizioni negative.

L’altra faccia della medaglia che vede coinvolte il doppio delle vittime di anoressia è, invece, la bulimia, quando alle condotte di restrizione del’assunzione del cibo, si aggiungono episodi di abbuffate alternate a condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso eccessivo di lassativi o diuretici).
Nei paesi occidentali la prevalenza è di circa un caso ogni cento giovani donne, anche se forse i dati di prevalenza e incidenza tendono a sottostimare la dimensione effettiva del fenomeno, dal momento che questa patologia tende a essere tenuta nascosta per vergogna e che le persone affette possono mascherare il disturbo per anni.

È quello che è successo ad un’altra ragazza, sempre 14 enne, Fiona Geraghty, impiccatasi dopo essere stata schiacciata dalla bulimia che l’ha colpita a causa dell’ossessione di assomigliare alle modelle sulle riviste patinate.
In questo caso la denuncia arriva dal medico legale che ha attaccato per questo motivo il mondo della moda ritenendolo responsabile della morte della quattordicenne la quale si sentiva a disagio con il suo peso. “I responsabili sono i membri della fabbrica della moda. I problemi di disordine alimentare sviluppati in special modo dalle ragazze più giovani sono dovuti alle pubblicità e alle foto delle modelle che promuovono in ogni modo una figura femminile magra e asciutta che spesso influenza negativamente le ragazze. Io chiedo loro di smetterla di pubblicare queste immagini”.

14 anni, anoressica per assomigliare alle modelle (FOTO)

Come India e Fiona, moltissime altre donne, e non solo, si trovano a dover fare i conti, già giovanissime, con canoni di bellezza troppo rigidi, che non rispecchiano la realtà. Modelle troppo magre definite bellissime, senza porre l’attenzione sulla gravità e la pericolosità di questa malattia. Di recente la rivista danese “Cover Magazine” è stata coinvolta in una bufera mediatica per aver pubblicato delle foto di una modella in evidente stato di eccessiva magrezza.

“É stato un vero errore, lo ammetto e me ne scuso con i lettori. Quello che abbiamo in mente noi non è questo genere di donna, e lo abbiamo dimostrato con tante cover-girl che incarnano il tipo opposto” si è scusato il direttore. Ma le scuse non bastano, non sono sufficienti quando le lettrici sono delle spugne in età difficile. La debolezza, la superficialità, l’insoddisfazione e la mancanza di autostima rendono questi “errori” letali per molte di loro.

Nel 2010 è morta a soli 28 anni la modella anoressica Isabelle Caro, diventata celebre aver posato nuda in uno spot anti-anoressia di Oliviero Toscani per una pubblicità di Nolita. La ragazza, francese, è morta a Tokyo il 17 novembre: al momento del ricovero pesava solo 31 chili per 1 metro e 65.

Complice di questa continua ed ossessionata ricerca della perfezione, quest’anno è nata una nuova moda, il mons pubis, il pube piatto appunto. Per dimagrire anche nelle parti intime si ricorre addirittura alla chirurgia estetica. Rincorrere canoni irreali e soprattutto sbagliati non ha mai reso nessuna felice. La tristezza che si legge negli occhi di chi vive con questi disturbi alimentari dovrebbe far riflettere sul vero valore della vita. E non sono banali retoriche, ma vere e proprie riflessioni. Magari per una volta potremmo provare ad andare controcorrente, smettere di rincorrere qualcosa ed essere schifosamente e abbondantemente vivi, sani e felici.

@ioTiAmavo, per spezzare un cuore bastano 160 caratteri (TWEET)

“Io ti amavo, ma…“, l’abbiamo detto, guardando negli occhi la persona a cui abbiamo spezzato il cuore. E abbiamo elencato i motivi più disparati. Perché sì, quando si lascia, qualsiasi scusa è superflua, qualsiasi motivo non basta. L’imperfetto del verbo parla da solo e a noi non resta che ridere di questa incoerenza tra amore e giustificazioni.

Su Twitter impera, su questo tema, la pagina @ioTiAmavo, che fotografa le parole pronunciate in momenti infelici, cogliendo l’ironia intrinseca che dietro di esse si cela.

Ecco i tweet più divertenti.

http://twitter.com/iotiamavo/status/541872321183510528

http://twitter.com/iotiamavo/status/541691153850978304

Dopo 50 Sfumature arriva il boom di ricerche hot sui siti porno

50 Sfumature di Grigio, si continua a parlare di te.

Il film hot più discusso degli ultimi mesi ha influito moltissimo anche sulle ricerche all’interno dei siti porno più famosi del web, tra cui YouPorn e PornHub. La storia di Christian Grey e Anastasia Steele sotto le lenzuola – e non solo – ha visto un aumento sostanzioso delle ricerche internet dei termini “sottomissione” e “dominazione“. La pellicola tratta dalla saga di E.L.James ha stuzzicato le fantasie e la curiosità più nascosta di milioni di fan, invogliati dal film a cercare informazioni e approfondimenti su una tematica di cui – forse – non sapevano ancora abbastanza.

PornHub ha infatti stilato una classifica di genere sulle ricerche online successive all’uscita nelle sale cinematografiche di 50 Sfumature di Grigio. Le ricerche di PornHub hanno portato a risultati tutti da analizzare: sarebbero le donne, infatti, ad aver fatto più ricerche degli uomini. Il termine “sottomissione“, che è il più cercato, è stato digitato sulle tastiere impazzite del sito porno con un +219% da parte delle donne rispetto al +46% da parte degli uomini.

Dopo 50 Sfumature arriva il boom di ricerche hot sui siti porno

A questa seguono “dominare” (+196%/+32%), “Bdsm” (+186%+30%), “sculacciare” (+158% delle donne contro un +5% dei maschi), “bondage” (+131%/10%), “punire” (+115%/+1%), “legato” (111%/6%), “schiavo” (101%/5%), “padrone” (99%/2%), “flagellare” (78%/11%), “ammanettare” (77%/12%).

Dopo 50 Sfumature arriva il boom di ricerche hot sui siti porno

Secondo quanto si legge sul Mirror, il sito PornHub avrebbe visto anche un’impennata abbastanza rilevante di visite e, quindi, di conseguenza, di incassi. “Dovrebbe essere sufficiente dire che, i nostri utenti di sesso femminile hanno sicuramente canalizzato la loro Anastasia Steele interiore”, scrive PornHub.

Quanto è sexy il tuo nome?

Alessandro per i maschietti e Scarlett (Rossella) per le femminucce. Ecco quali sono i nomi più sexy del momento, a rivelarlo Laura Wattenberg, fondatrice del sito babynamewizard.com che guida i genitori verso la scelta del nome. Gli utenti della pagina che hanno dovuto esprimere la propria preferenza hanno dovuto scegliere tra 40mila possibilità e hanno deciso che alcuni nomi sono più sensuali ed eccitanti di altri. In particolare, negli ultimi anni andrebbero di moda i nomi stranieri ed esotici, che donano un tocco di originalità al proprio bambino. Per dare virilità e importanza al nome, invece, basta che finisca con la lettera “o” o che, al suo interno, abbia una lettera doppia.

Certo, la bellezza di Alessandro Magno è discutibile, ma pensiamo a tutti gli Alessandro che conosciamo nel mondo dello spettacolo. Alessandro Preziosi, Alessando Cattelan o Alessandro Gassman. Sono o non sono sexy?

Tra i nomi più votati, dopo Alessandro, troviamo Lorenzo, Rhett, Romeo, Matteo, Dimitri, Dane, Marcello, Dante e Remy. Non sono nomi propriamente italiani, ma ricordiamoci che il sito di riferimento è inglese. Tra i nomi peggiori, invece, abbiamo: Howard, Bob, Ernesto e Norman.

Nella top ten dei nomi al femminile troviamo dopo Scarlett, Nicoletta, Natalia, Anais, Paulina, Alessandra, Chanel, Soraya, Adriana, e Giuliana. I meno gettonati, invece, a causa delle troppe consonanti al loro interno, sono Gertrude, Agnese, Mildred e Bertha.