venerdì, 19 Dicembre 2025

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Whistles sotto accusa per i suoi manichini (FOTO)

Credits photo: dailybraille.co.uk

Anoressia è una parola che, spesso e volentieri, fa rima con Alta Moda. Ma non solo. Vetrine, riviste e persino i manichini sono diventati un cult per chi, anche tra le persone comuni, ricerca un esempio da imitare ed emulare per ritrovare un po’ di autostima. Capro espiatorio, perciò, stavolta è uno dei manichini esposti dalla catena di abbigliamento Whistles, grande marchio in voga a Londra soprattutto tra le celebrità, tra cui la principessa Kate Middleton. Questo, infatti, contraddirebbe i corretti standard di salute e bellezza del corpo.

Lo scandalo è partito dalla foto pubblicata on line dalla giovane Amina Hays, che ha avvistato il manichino con il petto sporgente e le gambe troppo sottili in un negozio Whistles ad Angel (quartiere popolare a Londra per i pub e la vita notturna). Da lì si sono mosse alcune associazioni contro i disturbi alimentari che hanno richiesto immediatamente le scuse da parte dell’agenzia principale.

In particolare, contro il marchio Whistles, ha levato la sua voce Mary George, dall’associazione Beat, che ha così affermato:
“È deludente vedere un manichino così sottopeso nella via principale.”

A seguire anche Marg Oaten MBE, segretaria e coofondatrice del SEED Eating disorder Support Services, ha denunciato la falsità dell’immagine rappresentata dal manichino. In più ha sottolineato la mancanza di preoccupazione per i suoi clienti da parte della grande azienda, non curante forse che ben il 20% delle donne muoiono ogni anno in Inghilterra per problemi di anoressia.

D’altra parte, però, la principessa Kate Middleton, fedele cliente del brand cammina sulle vie della capitale inglese indossando un vestitino firmato Whistles, senza troppi dilemmi.

katemiddleton

Ma questo non è l’unico caso. Anche il famoso negozio Top shop, frequentato soprattutto dalle giovanissime, era stato messo sotto accusa per una foto apparsa sul web di una ragazza accanto ad un manichino dalle gambe davvero troppo fini.

L’immagine della studentessa Becky Hopper era stata condivisa on line 7000 volte, mentre uno dei commessi aveva difeso il brand affermando che il manichino era basato su una taglia 10, ossia una 42 italiana.

top shop

Mentre Whistles controbatte segnalando che la misura utilizzata per il manichino è l’unica che consente di porre e togliere gli indumenti senza sgualcirgli.

La risposta appare comunque debole, specie quando sono gli stessi clienti, giovani e suscettibili ai messaggi che le fonti esterne gli trasmettono, a notare la magrezza di questi manichini.
La Whistles sembra dunque costretta a fare marcia indietro.

[Credits: http://www.dailymail.co.uk/]

Tutte le bellezze del mondo (FOTO)

Il suo progetto si chiama Atlas of beauty, cioè L’Atlante della bellezza, e racconta la diversità del fascino femminile con un fotoreportage realizzato in 37 diversi Paesi del mondo. Lo spettacolo è garantito.

Per immortalare LA bellezza, Mihaela Noroc, fotografa e autrice del progetto, ha, con lo zaino in spalla e la macchina fotografica in mano, girato tutto il mondo.
Nei suoi scatti ci sono donne di New York, Oxford e Sydney, ma anche volti e bellezza ritratte nei quartieri più poveri della Colombia e del Brasile, e in tutti i luoghi più segreti delle terra.

Quando, in un’intervista le è stato chiesto come mai ha deciso di fotografare proprio la bellezza delle donne, Mihaela Noroc ha risposto: “Perché le sento più vicine a me. Volevo mostrare che posso, da giovane come loro, raccontare la loro bellezza. È un progetto che poi voglio replicare anche con soggetti più maturi. Le donne più interessanti le ho incontrate per strada. Avevo 30 secondi per realizzare un ritratto. Altre le ho conosciute sui social network, contattandole un giorno prima”.

Perché si, e vero che tendenze si moda, costume e quant’altro ci spingono a essere tutte uguali, ma è anche vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda. D’altronde, il mondo è bello perché è vario no?

L’aspetto più emozionante del mio viaggio – racconta la fotografa – è stato il ritrovarsi in Paese diversi, con enorme divari culturali da affrontare e sentendosi al tempo stesso incredibilmente vicine con le varie donne. Vorrei che questo progetto diventi una testimonianza sociale, per le culture e le tradizioni della mia epoca”.
Una testimonianza di tutte le bellezze del mondo.

Il tuo Mr Perfect esiste? Ecco i segnali per riconoscerlo

Lo chiamiamo in tanti modi l’uomo dei sogni. Principe azzurro, Mr Perfect, Jamie Dornan, “la leggenda narra…”. Lo chiamiamo, invochiamo con sedute spiritiche, ricerchiamo come spie russe e preghiamo come monaci buddisti, ma niente, non vuole proprio saperne di rispondere. Così abbassiamo le aspettative. Ancora. Un altro po’. Fino al barcollare sul confine tra “sei tu quello che voglio” e “non c’era niente di meglio”. Un’instabilità che non porta a niente, se non alla quotidiana e perenne insoddisfazione e infelicità.

Tracey Cox, esperta di body language, in una sua ricerca, ha dimostrato come una donna media bacerà svariati uomini e avrà due relazioni più o meno importanti, prima del magico incontro. Ma quando ci si stanca di cercare il principe azzurro? È sensato restare in una relazione fittiziamente perfetta, ma in cui non sei te stessa? O peggio, in una relazione drammatica, degna di un Oscar? Questi sono gli interrogativi che la scrittrice Tracey Cox pone ai suoi lettori. Questo è lo spunto che dovremmo fare nostro per un quadro generale più lucido e distaccato.

Come si fa allora a beccare casualmente il nostro Mr Perfect?

#1 Cambiamo tipo

La nostra ultima relazione non è andata a buon fine? La penultima non è neanche riuscita ad iniziare? Bene, chiediamoci che tipologia di uomo stiamo cercando. Chiediamoci se è sempre lo stesso. Se è così, cambiamo, persona, ambito, modi di fare ricercati. Chissà, magari un piatto che non hai mai assaggiato si rivela mille volte più buono di quelli conosciuti.

#2 Come sei?

Sei una persona attenta, premurosa, dolce e fisica? Sicuramente il tuo lui dovrà esserlo almeno un po’. Sei distratta, maschilista e apparentemente disinteressata? Non c’è bisogno che ti dica io che l’incarnazione di Teddy Bear non fa per te. Per amare qualcuno bisogna amare se stessi, e per amarsi bisogna conoscersi.

#3 Ti stai accontentando?

Ognuno di noi, in questa unica vita, deve combattere per ottenere quello che merita. Sul lavoro, a scuola, in palestra, in un rapporto di coppia. Dunque, chiediti: “merito di meglio?”. Nel profondo lo sai, non ti resta che prendere in mano la situazione e cambiare qualcosa.

#4 Ti senti al sicuro?

La base della felicità, l’ingrediente segreto dell’amore, è proprio questo: la sicurezza. Paure, preoccupazioni, mancanza di fiducia, non permettono di vivere il rapporto con spontaneità e serenità. Ché l’amore è un rifugio, il nostro posto sicuro. Se ti fa stare in guardia, qualcosina da rivedere in fondo c’è.

#5 Dimentica il passato

Il bello dell’amore è che ti rapisce e ti sconvolge senza che tu te ne accorga. Ma alcuni scudi non dipendono da noi. Alcune cicatrici tornano inevitabilmente a galla, facendoci perdere occasioni. Mettiamo da parte il passato, liberiamo la mente. Il resto verrà da sé.

#6 Com’è il sesso?

Non parlo di quello sconvolgente e selvaggio, quello della storia di una notte. Parlo di quello speciale, fatto di alchimia e complicità, quello che non basta mai. Ecco, quello sì che è un parametro, un segnale per capire. Ché il tempo allevierà anche la passione, ma ciò che importa è che resti la magia.

Buon compleanno Alessandro Gassmann (FOTO)

Difficile passare inosservati con un cognome come il suo, sopratutto se si parla di Alessandro Gassmann. Figlio del grande Vittorio, attore soprattutto di teatro prima che di cinema, Alessandro ha aggiunto la seconda “n” al cognome, ricordando le origini tedesche della sua famiglia (il nonno era tedesco).

Inizia a recitare giovanissimo, grazie a suo padre. Un talento che Blog di Lifestyle vuole festeggiare proprio oggi: 50 anni fa nasceva Alessandro Gassmann, e noi della redazione gli facciamo gli auguri ricordando la sua carriera, la sua famiglia e specialmente il suo essere “un uomo” prima di essere “attore”.

La carriera

Alessandro Gassmann nasce a Roma il 24 febbraio 1965 dall’attore italiano Vittorio Gassmann e dall’attrice francese Juliette Mayniel. Esordisce a 17 anni nel film autobiografico “Di padre in figlio” (1982), scritto e diretto dal padre, e in seguito, studia recitazione alla Bottega Teatrale di Firenze. Il debutto a teatro avviene nel 1984 nell’opera “Affabulazione” di Pier Paolo Pasolini. Dal 1986, Alessandro Gassmann alterna il lavoro teatrale a quello televisivo. E’ da sempre grande amico di Gian Marco Tognazzi (figlio di Ugo Tognazzi) e il loro legame è dimostrato attraverso i film che recitano insieme, quali “Uomini senza donne”, “Lovest”, “I miei più cari amici”, e “Teste di cocco.” Nel 1997 si fa conoscere al pubblico internazionale grazie alla sua interpretazione in “Il bagno turco” di Ferzan Ozpeteck, film che ottiene numerosi premi. All’estero lavora in “Transporter: Extreme”, mentre in Italia è protagonista di una serie di fiction quali “Piccolo Mondo Antico”, “La Sacra Famiglia” e l’ultima attualmente in onda, “Una grande famiglia”. Tra i film recenti ci sono “Tutta colpa di Freud” e “Il nome del figlio.”

La famiglia

Dal 1998 è sposato con Sabrina Knaflitz, dalla quale, nello stesso anno, ha avuto un figlio. Per anni Alessandro Gassmann ha tentato di staccarsi di dosso l’eredità del padre, considerato ancora oggi uno dei maggiori esponenti del teatro e cinema italiano. Tra Vittorio e Alessandro c’è sempre stato uno stretto rapporto, dimostrato dall’incoraggiamento del padre verso il figlio a seguire le sue orme. Nel corso degli anni, tuttavia, Alessandro ha fatto di tutto oltre al mestiere dell’attore, alternando calendari dove sfoggiava il suo fisico, alle tematiche sociali a lui più care: la violenza sulle donne, il razzismo e l’integrazione.

L’attivismo

Al di là dell’essere attore, Alessandro Gassmann ha saputo farsi apprezzare per la sua bravura e il suo attivismo. Non ha mai fatto parlare di sé sui giornali di gossip, restando un personaggio ordinario, fiero della sua “famiglia normale”. E’ da molti anni testimonial di Amnesty International, e ha partecipato alla campagna lanciata dalla Regione Lazio contro la violenza sulle donne.

Per tutte queste caratteristiche, Alessandro Gassmann rappresenta uno dei maggiori artisti italiani contemporanei, incarnando l’immagine coerente di un uomo che si è fatto strada da solo, realizzandosi come uomo, marito e padre.
Buon compleanno, Alessandro!