lunedì, 24 Agosto 2026

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Friends, i dietro le quinte che forse ci siamo persi (FOTO)

La prima battuta in Friends è stata “Non c’è niente da dire”. Eppure, dopo undici anni, questa frase viene smentita dagli stessi art e set designer che hanno curato l’arredamento della serie tv cult degli anni ’90, Greg Grande e John Shaffner, oltre che da una serie di lunghe interviste fatte al cast originale.

A quanto pare, c’è ancora molto da dire su Friends. Curiosità e dettagli che coinvolgono l’arredamento al Central Perk, l’appartamento di Monica, fino ai timori degli attori ai primi provini. Torniamo quindi indietro nel tempo e scopriamo i dettagli sulla serie tv più famosa degli ultimi anni.

1. Solo poche persone conoscevano il finale

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Scenderà dall’aereo oppure no? Queste le parole che hanno tenuto Ross e il pubblico col fiato sospeso fino alla fine. Rachel aveva detto addio all’uomo che amava, eppure all’ultimo aveva cambiato idea, rendendosi conto del’errore commesso, ed era tornata a dichiarare il suo amore a Ross. Il finale era sconosciuto a molti membri del cast e della crew; un episodio tanto segreto che neanche i figli di Martha Kauffman sapevano come sarebbe finito Friends.

2. La casa delle bambole di Phoebe esiste

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La fantastica casa delle bambole di Phoebe era molto più grande di come appariva nel telefilm. Gli autori dovettero girare la scena diverse volte ed essa finì per bruciarsi. Nonostante si crearono molte copie dell’originale, solo una di loro non venne usata e si conservò col tempo.

3. Friends era girato live davanti un pubblico

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Girare una sit-com in diretta e davanti un pubblico rende l’effetto risata più spontaneo e genuino. Lo studio di Friends era davvero grande, tanto da contenere almeno 300 persone che assistevano alle riprese.

4. La goffaggine di Chandler

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Gli autori di Friends presero nota delle personalità degli attori e scrissero per loro i personaggi da interpretare, ma alcune qualità di Chandler erano specifiche per Matthew Perry. La sua goffaggine con le donne, il suo essere fuori luogo con battute spontanee e tutte quelle smorfie divertenti furono un’invenzione di Perry, che lo aggiunse al suo personaggio, rendendolo unico nel suo genere. Gli autori scrissero persino un intero episodio su Chandler che veniva preso in giro dai suoi colleghi per via del suo modo di parlare.

5. L’appartamento di Monica

Friends

Vi siete mai chiesti come faceva Monica a permettersi un appartamento del genere? La risposta viene direttamente dalle esperienze personali dei creatori della serie. Durante gli anni ’70, Shaffner e Stewart condividevano un appartamento che era esattamente come quello di Monica, e si sono ispirati a questo per realizzare la casa dove vivevano Monica e Rachel: “spazioso ma economico perché al sesto piano senza ascensore”.

6. Le reazioni al matrimonio gay

Friends

Quando la NBC mandò in onda l’episodio in cui Carol e Susan convolavano a nozze, la rete si aspettava molte email di odio e di lamentele da parte del pubblico. Invece, con grande sorpresa, la NBC e la crew di Friends ricevettero una serie di complimenti per come avevano affrontato il tema.

7. Friends non era il titolo originale

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Il titolo originale della serie tv non era così semplice. Tra i nomi proposti prima della messa in onda del pilot erano: Friends Like Us, Six of One, Across the Hall, Once Upon a Time in the West Village, e Insomnia Cafe. Fortunatamente, alla fine gli autori optarono per un semplice Friends.

8. Il famoso cane bianco era di Jennifer Aniston

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Joey e Chandler avevano nel loro appartamento questa scultura di un cane bianco, che Joey aveva comprato quando recitava ne “I giorni della nostra vita”. Nella vita reale, questo oggetto apparteneva a Jennifer Aniston, la Rachel Green del telefilm, ed era un regalo di una sua amica. Neanche a dirlo, la scultura venne usata nella serie tv per anni, diventando una gag ricorrente nello show.

9. Il divano arancione

Credits: Getty Images
Credits: Getty Images

Difficile immaginare che il mitico divano arancione, simbolo del ritrovo dei sei ragazzi al Central Perk, fosse in realtà un pezzo antiquato. Trovato a brandelli negli angoli di un seminterrato, gli autori decisero di rimetterlo in piedi e sistemarlo per usarlo nella serie tv.

9. La cornice gialla sulla porta

Credits: Getty Images
Credits: Getty Images

Ricordate la cornice gialla attorno allo spioncino della porta di casa di Monica e Rachel? Quel dettaglio, copiato poi da molti americani nelle proprie case, avrebbe dovuto contenere una foto. Purtroppo il vetro accidentalmente si è rotto durante le riprese e non è mai stato sostituito.

10. I membri del cast erano intimoriti da Matt LeBlanc

Credits by NBC/NBCU Photo Bank via Getty Images
Credits by NBC/NBCU Photo Bank via Getty Images

Jennifer Aniston ricorda come lei e gli altri membri del cast fossero spaventati da Matt LeBlanc (Joey), solo leggendo quale sarebbe stato il suo personaggio. “Quel ragazzo mi intimoriva”, ha confessato l’attrice. “Era quel tipo di persona muy macho che ci provava costantemente con te. Invece, Matt, nella vita reale, era un ragazzo che sapeva confortarti, proprio come facevano Courtney e Lisa con me.”

11. Il Central Perk

Credits by Joseph Del Valle/NBC/NBCU Photo Bank via Getty Images
Credits by Joseph Del Valle/NBC/NBCU Photo Bank via Getty Images

Dalla realtà alla finzione: il Central Perk di Friends era ispirato a un vero ristorante di Manhattan, l‘Arnold’s Coffee, dove spesso gli autori si ritrovavano.

Dopo questa lista di curiosità, vi abbiamo fatto venir voglia di rivedere tutti i 236 episodi di Friends?

Whistles sotto accusa per i suoi manichini (FOTO)

Credits photo: dailybraille.co.uk

Anoressia è una parola che, spesso e volentieri, fa rima con Alta Moda. Ma non solo. Vetrine, riviste e persino i manichini sono diventati un cult per chi, anche tra le persone comuni, ricerca un esempio da imitare ed emulare per ritrovare un po’ di autostima. Capro espiatorio, perciò, stavolta è uno dei manichini esposti dalla catena di abbigliamento Whistles, grande marchio in voga a Londra soprattutto tra le celebrità, tra cui la principessa Kate Middleton. Questo, infatti, contraddirebbe i corretti standard di salute e bellezza del corpo.

Lo scandalo è partito dalla foto pubblicata on line dalla giovane Amina Hays, che ha avvistato il manichino con il petto sporgente e le gambe troppo sottili in un negozio Whistles ad Angel (quartiere popolare a Londra per i pub e la vita notturna). Da lì si sono mosse alcune associazioni contro i disturbi alimentari che hanno richiesto immediatamente le scuse da parte dell’agenzia principale.

In particolare, contro il marchio Whistles, ha levato la sua voce Mary George, dall’associazione Beat, che ha così affermato:
“È deludente vedere un manichino così sottopeso nella via principale.”

A seguire anche Marg Oaten MBE, segretaria e coofondatrice del SEED Eating disorder Support Services, ha denunciato la falsità dell’immagine rappresentata dal manichino. In più ha sottolineato la mancanza di preoccupazione per i suoi clienti da parte della grande azienda, non curante forse che ben il 20% delle donne muoiono ogni anno in Inghilterra per problemi di anoressia.

D’altra parte, però, la principessa Kate Middleton, fedele cliente del brand cammina sulle vie della capitale inglese indossando un vestitino firmato Whistles, senza troppi dilemmi.

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Ma questo non è l’unico caso. Anche il famoso negozio Top shop, frequentato soprattutto dalle giovanissime, era stato messo sotto accusa per una foto apparsa sul web di una ragazza accanto ad un manichino dalle gambe davvero troppo fini.

L’immagine della studentessa Becky Hopper era stata condivisa on line 7000 volte, mentre uno dei commessi aveva difeso il brand affermando che il manichino era basato su una taglia 10, ossia una 42 italiana.

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Mentre Whistles controbatte segnalando che la misura utilizzata per il manichino è l’unica che consente di porre e togliere gli indumenti senza sgualcirgli.

La risposta appare comunque debole, specie quando sono gli stessi clienti, giovani e suscettibili ai messaggi che le fonti esterne gli trasmettono, a notare la magrezza di questi manichini.
La Whistles sembra dunque costretta a fare marcia indietro.

[Credits: http://www.dailymail.co.uk/]

Tutte le bellezze del mondo (FOTO)

Il suo progetto si chiama Atlas of beauty, cioè L’Atlante della bellezza, e racconta la diversità del fascino femminile con un fotoreportage realizzato in 37 diversi Paesi del mondo. Lo spettacolo è garantito.

Per immortalare LA bellezza, Mihaela Noroc, fotografa e autrice del progetto, ha, con lo zaino in spalla e la macchina fotografica in mano, girato tutto il mondo.
Nei suoi scatti ci sono donne di New York, Oxford e Sydney, ma anche volti e bellezza ritratte nei quartieri più poveri della Colombia e del Brasile, e in tutti i luoghi più segreti delle terra.

Quando, in un’intervista le è stato chiesto come mai ha deciso di fotografare proprio la bellezza delle donne, Mihaela Noroc ha risposto: “Perché le sento più vicine a me. Volevo mostrare che posso, da giovane come loro, raccontare la loro bellezza. È un progetto che poi voglio replicare anche con soggetti più maturi. Le donne più interessanti le ho incontrate per strada. Avevo 30 secondi per realizzare un ritratto. Altre le ho conosciute sui social network, contattandole un giorno prima”.

Perché si, e vero che tendenze si moda, costume e quant’altro ci spingono a essere tutte uguali, ma è anche vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda. D’altronde, il mondo è bello perché è vario no?

L’aspetto più emozionante del mio viaggio – racconta la fotografa – è stato il ritrovarsi in Paese diversi, con enorme divari culturali da affrontare e sentendosi al tempo stesso incredibilmente vicine con le varie donne. Vorrei che questo progetto diventi una testimonianza sociale, per le culture e le tradizioni della mia epoca”.
Una testimonianza di tutte le bellezze del mondo.

Il tuo Mr Perfect esiste? Ecco i segnali per riconoscerlo

Lo chiamiamo in tanti modi l’uomo dei sogni. Principe azzurro, Mr Perfect, Jamie Dornan, “la leggenda narra…”. Lo chiamiamo, invochiamo con sedute spiritiche, ricerchiamo come spie russe e preghiamo come monaci buddisti, ma niente, non vuole proprio saperne di rispondere. Così abbassiamo le aspettative. Ancora. Un altro po’. Fino al barcollare sul confine tra “sei tu quello che voglio” e “non c’era niente di meglio”. Un’instabilità che non porta a niente, se non alla quotidiana e perenne insoddisfazione e infelicità.

Tracey Cox, esperta di body language, in una sua ricerca, ha dimostrato come una donna media bacerà svariati uomini e avrà due relazioni più o meno importanti, prima del magico incontro. Ma quando ci si stanca di cercare il principe azzurro? È sensato restare in una relazione fittiziamente perfetta, ma in cui non sei te stessa? O peggio, in una relazione drammatica, degna di un Oscar? Questi sono gli interrogativi che la scrittrice Tracey Cox pone ai suoi lettori. Questo è lo spunto che dovremmo fare nostro per un quadro generale più lucido e distaccato.

Come si fa allora a beccare casualmente il nostro Mr Perfect?

#1 Cambiamo tipo

La nostra ultima relazione non è andata a buon fine? La penultima non è neanche riuscita ad iniziare? Bene, chiediamoci che tipologia di uomo stiamo cercando. Chiediamoci se è sempre lo stesso. Se è così, cambiamo, persona, ambito, modi di fare ricercati. Chissà, magari un piatto che non hai mai assaggiato si rivela mille volte più buono di quelli conosciuti.

#2 Come sei?

Sei una persona attenta, premurosa, dolce e fisica? Sicuramente il tuo lui dovrà esserlo almeno un po’. Sei distratta, maschilista e apparentemente disinteressata? Non c’è bisogno che ti dica io che l’incarnazione di Teddy Bear non fa per te. Per amare qualcuno bisogna amare se stessi, e per amarsi bisogna conoscersi.

#3 Ti stai accontentando?

Ognuno di noi, in questa unica vita, deve combattere per ottenere quello che merita. Sul lavoro, a scuola, in palestra, in un rapporto di coppia. Dunque, chiediti: “merito di meglio?”. Nel profondo lo sai, non ti resta che prendere in mano la situazione e cambiare qualcosa.

#4 Ti senti al sicuro?

La base della felicità, l’ingrediente segreto dell’amore, è proprio questo: la sicurezza. Paure, preoccupazioni, mancanza di fiducia, non permettono di vivere il rapporto con spontaneità e serenità. Ché l’amore è un rifugio, il nostro posto sicuro. Se ti fa stare in guardia, qualcosina da rivedere in fondo c’è.

#5 Dimentica il passato

Il bello dell’amore è che ti rapisce e ti sconvolge senza che tu te ne accorga. Ma alcuni scudi non dipendono da noi. Alcune cicatrici tornano inevitabilmente a galla, facendoci perdere occasioni. Mettiamo da parte il passato, liberiamo la mente. Il resto verrà da sé.

#6 Com’è il sesso?

Non parlo di quello sconvolgente e selvaggio, quello della storia di una notte. Parlo di quello speciale, fatto di alchimia e complicità, quello che non basta mai. Ecco, quello sì che è un parametro, un segnale per capire. Ché il tempo allevierà anche la passione, ma ciò che importa è che resti la magia.