lunedì, 26 Ottobre 2026

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Emoticon, arrivano quelle per gli introversi

Le emoticon? Non sono più solo per chi adora comunicare.
Rebecca Evie Lynch ha disegnato una serie di faccine per chi è introverso, ispirandosi a un momento molto triste della sua vita personale. Come capita a tante ragazze, Rebecca ha dovuto accettare una pausa di riflessione richiesta dal proprio ragazzo, in un periodo apparentemente felice della loro storia d’amore. Un colpo durissimo, arrivato dopo tre anni di unione idilliaca.
Grazie a questa parentesi, però, la ragazza ha trovato l’ispirazione per dare forma alle emozioni dell’essere umano, attraverso una serie di raffigurazioni create apposta per chi, come il suo fidanzato, fatica ad esprimere i sentimenti, e per chi, come lei, non è bravo a comprendere quelli degli altri.

Il suo linguaggio dei simboli è composto da 30 faccine speciali, diverse da quelle che usiamo quotidianamente nelle nostre chat e inventate nel 1982 dagli informatici della Carnegie Mellon University.
Tra queste spicca quella in cui i due personaggi si tengono per mano mentre uno legge e l’altro lavora al computer: un modo dolce per far sapere che è meraviglioso essere vicini anche quando ognuno si occupa delle proprie cose.
C’è poi quella in cui la faccina ha sulla testa un cuscino, come quando siamo stanchi e non vogliamo saperne di uscire dal letto.
Per il momento le ‘Introji‘ sono solo dei prototipi, ma la loro creatrice vorrebbe diffonderle attraverso una vera e propria app per introversi.
Il progetto è aperto: sulla pagina Facebook ‘Introji: Emoticons for Introverts‘ sono infatti ben accetti suggerimenti di chiunque ritenga che alcune emozioni non siano ancora state rappresentate.

‘Quando il mio ragazzo si decise a parlarmi ero sorpresa, ma poi mi sono resa conto che i miei sentimenti d’amore non mi avevano permesso di notare certi segnali importanti. Spesso gli introversi tendono a trovare fastidiosa la compagnia degli altri, e difficile la semplice comunicazione. Il bisogno di solitudine viene scambiato per depressione, e per difficoltà all’adattamento: rappresentare questi stati d’animo complessi con dei disegni può aiutare a rendere chiare le emozioni, semplificando le cose a sé e agli altri.

Oscar 2015, Dakota Johnson bellissima sul red carpet dopo 15 anni

Dakota Johnson torna sul red carpet nella notte degli oscar 15 anni dopo la sua esperienza al fianco della mamma. Nel 2000 Dakota Johnson aveva 11 anni, era il 26 marzo e la giovane Anastasia Steele (chi l’avrebbe mai detto che sarebbe arrivata ad un così tanto grande successo mondiale?) era al fianco di sua madre, la bellissima Melanie Griffith, e Antonio Banderas in occasione della 72esima edizione degli Academy Awards.

Oscar 2015, Dakota Johnson bellissima sul red carpet dopo 15 anni

15 anni dopo, tutto cambia. Le protagoniste rimangono le stesse, ma con qualche anno in più, abiti e vestiti diversi e tanta, tanta esperienza da ricordare: agli Oscar 2015 è stata mamma Melanie ad accompagnare la figlia al Dolby Theatre di Los Angeles, dove Dakota è stata tra le premiatrici.

È stato un bel siparietto, quello tra Dakota Johnson e la mamma Melanie Griffith ai microfoni internazionali: “Per me è tempo di riposare”, ha ironicamente ammesso la mamma. “Sono qui con mia madre, è lei il mio appuntamento”, ha risposto scherzosamente la figlia. “Sono una madre molto orgogliosa”, ha confessato la Griffith.

Dakota Johnson è apparsa bellissima come sempre davanti alle telecamere: era sicuramente tra le più eleganti e di classe, in un long dress rosso fuoco Yves Saint Laurent (quasi a ricordare il terzo e ultimo appuntamento con la Saga 50 Sfumature, che si chiama, appunto, 50 Sfumature di Rosso?) e gli sguardi del mille fotografi non se la sono di certo fatta sfuggire.

Eddie Redmayne, miglior attore protagonista (IDENTIKIT)

È terminata da poco la notte degli Oscar, e per chi ha seguito l’evento, l’emozione e le sorprese sono state davvero uniche. Mentre scopriamo qualcosa di più sui due vincitori che hanno commosso l’Academy, ecco un’identikit di Eddie Redmayne.

Il premio come miglior attore protagonista per questi Oscar del 2015 è andato, appunto, all’affascinante Eddie Redmayne, che ha trionfato grazie alla sua notevole interpretazione del fisico affetto da SLA Stephen Hawking, in la Teoria del tutto.

Classe 1982, Eddie è un attore e un modello britannico che non ha avuto difficoltà ad entrare nei cuori degli spettatori già quando a 20 anni ha debuttato ne La dodicesima notte, presso il National Youth Music Theatre. La sua carriera come attore parte subito decisamente bene, recita, infatti, per i tre film che raccontano diversi periodi della dinastia Tudor, ne I pilastri della Terra, Marilyn e prende parte anche al musical kolossal Les Misérables diretto dal Premio Oscar Tom Hooper.
Sbagliano tutti coloro che pensano che, sulla sua carriera, ha influenzato l’aspetto fisico, perché con la celebre interpretazione del cosmologo Stephen Hawking, nel film di grande successo La teoria del tutto, diretto da James Marsh, per cui è molto apprezzato a livello internazionale tanto da fargli guadagnare un Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico, un BAFTA al miglior attore protagonista e la vittoria dell’Oscar come miglior attore, il giovane Eddie Redmayne ha superato se stesso.
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Per questo il premio Oscar di ieri sera è andato a lui, perché, anche se molto giovane, è riuscito – con molto successo – a confrontarsi con un ruolo difficile tecnicamente ma sopratutto impegnativo dal punto di vista morale (anche perchè la persona da lui interpretata è ancora viva). E non c’entra il suo bel faccino e una storia da brividi che parla di un malato e tocca il cuore delle persone.
Quest’anno si è voluto premiare una giovanissima stella di Hollywood e la sua interpretazione magistrale. Ma non solo, è stata premiata anche la sua semplicità, la sua gioia e il suo entusiasmo.
È stato premiato un ragazzo che è riuscito ad andare oltre all’ambita statuetta di miglior attore protagonista, ricordando, nel suo discorso, che “questo Oscar appartiene a tutte quelle persone in tutto il mondo che stanno lottando contro la SLA”.

Oscar 2015: chi sono Eddie Redmayne e Julianne Moore (FOTO)

Eddie Redmayne per il film ‘La teoria del tutto’ e Julianne Moore per ‘Still Alice’ si sono aggiudicati la statuetta più invidiata dagli attori di tutto il mondo. Candidati all’Oscar 2015 come attori protagonisti, si fanno portavoce di due personaggi che raccontano due storie vere, intense e accomunate dalla malattia. Ma chi sono Eddie Redmayne e Julianne Moore? Scopriamolo insieme.

Julianne Moore, il cui vero nome è Julie Anne Smith, è nata il 3 dicembre del 1960 a Fort Bragg, in North Carolina, dove suo padre era colonnello dell’esercito e giudice militare e la madre un’assistente sociale. A causa del lavoro del padre, tra i 5 e i 18 anni, ha frequentato 9 scuole diverse, e ha trascorso la sua giovinezza tra l’Europa e gli Stati Uniti, in una dozzina di località diverse. Dopo un matrimonio finito con l’attore e regista John Gould Rubin, Julianne si è risposata con il regista Bart Freundlich, 45 anni, con il quale è convolata a nozze nel 2003. Hanno due figli, Cal, 17 anni e Liv, 12. Tra i suoi film più famosi ricordiamo Il mondo perduto – Jurassic Park del 1997, Il grande Lebowski del 1998, The Hours del 2002 e il recente Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte I.

Edward John David Redmayne è un trentenne inglese come tanti, o quasi. Ha studiato presso l’Eton College proprio come il principe William e ha poi frequentato corsi di storia dell’arte al Trinity College di Cambridge. Appassionato di teatro, inizia a lavorare fin da subito come attore, debuttando nel 2002 ne ‘La dodicesima notte’ di William Shakespeare. Uno dei ruoli più famosi interpretati è quello di Jack Jackson, il mastrocostruttore, nella miniserie televisiva I pilastri della terra, ma lo ricordiamo anche con l’interpretazione del figlio omosessuale di Julianne Moore in Savage Grace. Nei panni dello scienziato Stephen Hawking è stato applaudito dalla critica di tutto il mondo, persino dallo stesso Hawking che, durante la prima del film, si è commosso per la bravura e veridicità dell’attore.

E a voi, sono piaciuti?