mercoledì, 8 Luglio 2026

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Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

I ritratti dei sopravvissuti ad Auschwitz (FOTO)

Ricorre domani,27 gennaio, il 70esemio anniversario della liberazione dai nazisti del campo di concentramento ad Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.
In occasione di quest’importante data, i fotografi Reuters si sono riuniti per fare ritratti dei sopravvissuti ad Auschwitz, pochi ancora in vita ad oggi, e per raccontare al resto del mondo le loro terribili storie, le loro paure, la loro vita, e tutto quello che è successo durante l’Olocausto.
Ritratti per non dimenticare.

Auschwitz, situato nella Polonia occupata dai nazisti, è forse il campo di concentramento più famoso della storia. Liberato, appunto, il 27 gennaio del 1945, si stima abbia ucciso più di un milione di persone, la maggior parte ebrei.
Dei 200.000 detenuti che sono stati liberati nel 1945, circa 300 sono vivi ancora oggi, e il loro coraggio li ha portati a mostrare al mondo cos’è stato davvero Auschwitz.

Erano bambini, adolescenti o poco più al tempo della guerra e della deportazione. Oggi sono anziani, con il terrore negli occhi, e una foto della famiglia morta nei campi di concentramento in mano.

Erzsebet Brodt, Marian Majerowicz, Danuta Bogdaniuk-Bogucka, Jacek Nadolny e tanti altri nomi. Sono persone, volti, sogni, valori; non numeri da mandare nelle camere a gas.

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Laszlo Bernath, Eva Fahidi, Maria Stroinska, Bogdan Bartnikowski: sono ricordi, affetto, famiglia. Sono vita. Non persone da sterminare senza pietà.

[Credit photos: boredpanda.com]

Miss Universe 2015, la vincitrice è Paulina Vega

Non sarà il momento di maggiore autostima della settimana ma questo lunedì ci regala le immagini di Miss Universe 2015.
La fortunata vincitrice del concorso di bellezza più importante al mondo si chiama Paulina Vega, ha 22 anni e viene dalla Colombia.

Inutile ripetere che si tratti di un gran pezzo di ragazza, anzi, di un vero e proprio alieno per noi comunissime mortali, rassegnate ad una esistenza insopportabile di etichette come ‘carina‘, ‘particolare‘, ‘un tipo‘.
Come tutte le Miss appena incoronate anche la bellissima Vega, in preda a potentissime scariche di adrenalina, afferma di essere una ragazza studiosa e di volere cambiare il mondo attraverso la propaganda di una diversa immagine della donna.
Naturalmente noi irriducibili carine vorremmo conoscere il contenuto di questo ambizioso progetto per supportare, eventualmente, una futura crociata della Miss nella sua battaglia contro i poteri del male.
In altre parole: siamo verdi d’invidia e vorremmo anche noi affrontare una guerra per il cambiamento, ma per avere il suo stacco di cosce e i suoi denti catarifrangenti.

Nonostante il podio non comprenda nostre conterranee c’è sempre un pò di Italia anche in Miss Universo: lo sponsor ufficiale della kermesse è Yamamay, uno dei marchi di intimo più amati nel nostro paese e all’estero.
Le partecipanti al concorso hanno infatti sfoggiato una bellissima collezione di costumi da bagno, coloratissimi e decisamente seducenti, in linea con lo stile del brand.
Yamamay, da anni leader nel settore dell’intimo, ha fatto passi da gigante in termini di immagine e pubblicità: è infatti sempre all’avanguardia in fatto di testimonial, manifestazioni e strategie pubblicitarie.
Chissà che un giorno non diventi come Victoria’s Secret dato che, a giudicare da volti (volti?) come Emily Ratajkowski, in fatto di angeli ‘sono sempre sul pezzo‘.

Instagram: 5 consigli infallibili per diventare popolari

La domanda che mi viene fatta più spesso è: ‘Ma come fai ad avere tutti questi followers su Instagram‘?
Riflettendoci, da quando i miei seguaci sono aumentati ho notato un repentino cambio di atteggiamento delle persone nei miei confronti, quasi come se fossi divenuta d’un tratto più interessante ai loro occhi.
Oggi la popolarità è praticamente tutto poiché qualsiasi cosa passa per il filtro dei social network: compleanni, viaggi, shopping, cene, cambio di mutande, peli incarniti.
Una foto viene considerata ‘sfigata’ se dopo X minuti non prende almeno X like, di qui la necessità di ottenere per forza una certa misura di gradimento da parte degli altri, quasi come se la quantità di pollici o cuoricini fosse un metro insindacabile per giudicare il ‘peso’ di ciascuno nella società. Virtuale naturalmente.
Ci sono diversi metodi per ottenere più K su instagram, alcuni dei quali considerati da me ‘seri’, altri più o meno discutibili, ma comunque efficaci.

Scegliere una linea guida

Instagram è invasa da profili di ogni sorta: fitness, food, fashion, landscape.
Bisogna scegliere che tipo di galleria creare e specializzarsi in quel settore.
Ti piace cucinare? Potresti considerare l’idea di pubblicare la ricetta dei tuoi muffin, oppure gli ingredienti della mitica pasta al forno della nonna. Ti piace la palestra? Potresti pubblicare video e foto dei tuoi esercizi e dare preziosi consigli su come scolpire i dorsali, cosa utilissima se siamo in gennaio e i locali di Ibiza aprono tra soli 4 mesi.
Si può inoltre postare ogni giorno la foto dei propri outfit, senza però avere timore di rendersi ridicoli: non dimentichiamo che Chiara Ferragni prima di Cartier e Chanel si faceva chiamare Diavoletta87. I colleghi Bocconiani la deridevano alla grande, prendendo in giro le sue (brutte) foto su FlickAir.
Oggi la Ferragni è su Forbes nei Top 30 under 30, e i suoi vecchi colleghi (forse) ancora fuoricorso.

Qualità delle foto

Anche se Instagram ha più o meno la stessa efficacia di ‘Non è la Rai‘, e cioè regala talvolta popolarità anche a chi non sa nemmeno soffiarsi il naso, sa dimostrarsi in alcuni casi un luogo meritocratico. Infatti, se sei un ottimo fotografo e le tue foto sono straordinarie, in tanti si accorgeranno di te, e la tua galleria sarà seguita quanto una popolare fashion blogger con la carta da zucchero al posto del cranio.

Essere belli (e spogliati)

Purtroppo la società ci pretende sempre perfetti: naso perfetto, seno perfetto, sedere rotondo. Non c’è spazio per i brutti ma solo per denti sbiancati e riccioli fluenti.
Che tu sia bello sul serio, o debba utilizzare programmi per correggere i difetti, a Instagram non importa: in foto devi essere splendido.
Non a caso possiamo ricorrere all’aiuto di filtri miracolosi, capaci di darci la pelle di Nicole Kidman e occhi luminosi come le luci di un passaggio a livello.
Non devi preoccuparti troppo se dal vivo hai due capelli erranti che giocano a scacchi sulla tua fronte: su Instagram e per Instagram devi averli come Starsky e Hutch.
Altro importante suggerimento: spogliati. Naturalmente non devi essere nudo, altrimenti gli altri utenti ti segnaleranno a Instagram e verrai bloccato.
Devi solo comportarti come se ti trovassi a Miami e indossare pochi indumenti: nessuno vuole vedere foto di persone imbacuccate come quando si visita Sanpietroburgo, a meno che il piumino non sia firmato Lanvin.

Fare la bella vita

Niente attira la curiosità del prossimo come una ‘vita smeralda‘, fatta di shopping, viaggi e giornate in piscina. Purtroppo a noi tutti piace spiare le giornate di chi ha più possibilità di noi e che sale e scende da un aereo con la stessa frequenza con cui noi saliamo e scendiamo da casa per firmare la posta. La verità è che all’uomo medio piace sospirare, guardare in alto e sentirsi meno fortunato del prossimo, come se assumere una certa dose di depressione fosse ingrediente immancabile di qualsiasi giorno.
Riflettete: il grande successo delle fashion blogger esplode nel momento in cui il seguace si rende conto che quella data persona compra da Hermès come noi da Esselunga, partecipa a serate di gala e prende più sole delle tende Tempotest. Sapere abbinare i calzini, dunque, diventa un dettaglio.

Avere un amico famoso

Un altro metodo molto utilizzato per aumentare la propria fama è accompagnarsi a chi è già molto popolare. In parole povere dovete fare quello che Paolini faceva durante i servizi del Tg: farvi vedere. Non importano luoghi, modi e circostanze: dovete cavalcare l’onda della popolarità altrui e sperare che qualcuno si accorga di voi.
Naturalmente, se non avete un interesse preciso, non siete abili nel fare foto, non siete belli e non fate la bella vita questo consiglio potrebbe avere la fugace efficacia di un fiammifero. E tornerete purtroppo alla vostra condizione di persona qualunque: con pochi K sulla vostra pagina Instagram.

#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)

Dario Franceschini, questa mattina, con un tweet ha informato tutti gli utenti del web riguardo l’apertura del sito che raccoglierà tutti gli eventi di Expo 2015: VeryBello.
#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)

“Il nostro obiettivo è quello di rendere più competitiva possibile l’offerta culturale italiana. Expo è l’occasione per diffondere l’offerta turistica del Paese, lavorando sull’idea del museo diffuso che rappresenta la forza dell’Italia. Dobbiamo lavorare sul Paese delle cento città, dei borghi, delle tradizioni, della storia, dei siti archeologici e della bellezza naturale. Vedremo come questa iniziativa funzionerà. Sono molto ottimista, in prospettiva quest’idea potrebbe diventare permanente, anche oltre l’Expo” ha dichiarato il ministro per i Beni culturali e il turismo.

Certamente non sappiamo se si aspettasse un coinvolgimento tale dal popolo del web, ma in pochissimo tempo l’hashtag #verybello è diventato un fenomeno virale. Via libera alle più pungenti critiche sulla scelta, alquanto discutibile, del nome.
#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)

Qualcuno lo ha reputato addirittura “imbarazzante” per l’Italia.

“Passi per il nome” sostiene qualcun’altro, “ma il sito è assolutamente indecente. Solo in italiano”
Da Palazzo Chigi rispondono rassicurandoci che le altre lingue arriveranno a breve. Al momento www.verybello.it è disponibile solo in lingua italiana.
“Io comunque non mi lamenterei tanto del fatto che #verybello è solo in italiano. Almeno siamo sicuri che all’estero non ci leggono” twitta un altro utente.

Il riferimento è alle continue -magre- figure che noi italiani siamo abituati a fare di fronte ad altri Paesi, un po’ per ingenuità, un po’ perché ce le andiamo a cercare. Come in questo caso.

No, il nome verybello non è piaciuto proprio a nessuno. Eppure il ministro Franceschini rimane ottimista e cinguetta ancora: “In 6 ore 500.000 accessi a http://www.verybello.it! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web… Verygrazie!”

#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)
Sempre peggio.
Gli utenti non si fermano e continuano ad esprimere il loro sdegno per la scelta di un nome misto italiano/inglese che non rappresenta in alcun modo il Bel Paese, proprio in un’occasione internazionale in cui ci si sarebbe dovuti far notare per le nostre risorse, come Expo 2015.
L’operazione, promossa dal ministro Franceschini, è farina del sacco dell’agenzia di comunicazione Lola, con uffici a Roma e Milano, che sul proprio sito rivendica la partenità del battesimo di “Very bello” . L’intento era quello di promuovere e rispecchiare la cultura e la bellezza della nostra penisola.
#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)
#VeryBello, è subito ironia per il sito eventi di Expo 2015 (FOTO)

D’accordo, “non importa se bene o male l’importante è che se ne parli”. Ma quando se ne parla solo male, vale ugualmente?