mercoledì, 8 Luglio 2026

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Christian Dior, le invenzioni del genio della moda francese (FOTO)

Credits photo: blogs.britannica.com

Non esiste donna al mondo che non desideri indossare qualcosa di Dior: capi ed accessori del celebre marchio francese sono i più desiderati da quasi un secolo.
Domani verrà celebrato l’anniversario della nascita del suo fondatore, divenuto nel dopo guerra un’icona di stile, bellezza e lusso.
Ancora oggi Christian Dior è sinonimo di alta moda e le sue creazioni hanno mantenuto un livello altissimo di qualità e ricerca.
Sono tantissime le invezioni riconducibili alla casa di moda francese, divenuta popolare per avere cambiato radicalmente l’immagine della donna in seguito al secondo conflitto mondiale, che aveva arrestato brutalmente l’haute couture.
La moda femminile degli anni quaranta, infatti, era basata su una linea estremamente semplice e mascolina, con gonne al ginocchio, spalle quadrate e tessuti sintetici e poco pregiati.

La prima importante innovazione fu percepibile già dalla sua prima sfilata, denominata ‘Corolla‘, nella quale ridisegnò le proporzioni femminili allungando l’orlo delle gonne, assottigliando il punto vita attraverso l’utilizzo di bustini e arrotondando le spalle. Il cambiamento fu così importante da indurre i giornlisti americani a definire lo stile di quella collezione ‘New look‘.

Credits photo: Fred Ramage/Keystone/Getty Image
Credits photo: Fred Ramage/Keystone/Getty Image

Qualche anno dopo, e cioè nel 1948, Dior lanciò le linee ‘Envol‘ e ‘Zig – Zag‘ concepite con un’architettura spiccatamente asimmetrica. Le giacche erano come imponenti piramidi, di lana per il giorno e di faille per la sera; per l’autunno i cappotti erano abbottonati sul retro e le tasche venivano posizionate sui fianchi
Sempre nel 1948 la maison lanciò una raffinata fragranza al mughetto, Diorissimo, che veniva spruzzata in abbondanza su divani e tessili che arredavano il suo atelier. I profumi sono sempre stati un elemento di punta per il marchio, che ancora oggi ripropone Diorissimo nella sua versione rivisitata.

Credits photo:  furinsider.wpengine.netdna-cdn.com
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Con il lancio della collezione ‘Trompe l’Oeil‘ Dior riuscì a reinventarsi ancora una volta attraverso abiti costituiti da pannelli intercambiabili, che davano una innovativa sensazione di movimento nonostante l’assenza di volume.
La linea ‘Mezzo secolo‘, invece, puntava su linee più scivolate, composte da giacche morbide strette in vita e da gonne a matita, così strette da rendere necessario un taglio posteriore per consentire alle signore di camminare.
Le pettinature sembravano sfidare le leggi della natura e i capelli venivano adagiati a lato della testa, mentre l’ombrello era elemento necessario e indispensabile per bilanciare le modelle che facevano fatica a sfilare in passerella.
Nel 1950 nacque invece la linea ‘Verticale‘ in cui lanciò gonne strettissime o plissettate, anche per accontentare i produttori di tessuti.

Credits photo: furinsider.wpengine.netdna-cdn.com
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Negli anni le tendenze hanno modificato oltremodo i modelli di capi e accessori ma il marchio Dior, nonostante la scomparsa del suo fondatore avvenuta nel 1957, è riuscito a confermare il suo potere innovativo.
Oggi, ad esempio, la Lady di Dior, ovvero una borsa da sera con manico e tracolla, è una it bag talmente meravigliosa da non tramontare mai.

Blue Monday, la bufala sul giorno più triste dell’anno

Oggi non si parla d’altro: il web è invaso da link che riguardano articoli sul presunto Blue Monday, ovvero il giorno peggiore dell’anno.
Si può immaginare con che tempi questa notizia abbia fatto il giro del mondo passando di bacheca in bacheca in pochissimo tempo: tutti, infatti, non hanno perso occasione per lamentarsi della giornata attuale, incolpando il Blue Monday di sventure di ogni sorta.
Ma la notizia vera è che si tratta di una bufala orchestrata ad arte: non esiste alcun calcolo matematico basato sull’economia, sul meteo o sul parrucchino di Sandro Mayer che possa accreditare questa diceria. Si tratterebbe, infatti, di una notizia priva di ogni fondamento ma con una origine precisa.

All’inizio del 2005 la compagnia di viaggi Sky Travel lanciò una campagna pubblicitaria in cui si affermava che il 24 gennaio (ma per molti altri il 19 gennaio) altro non era che il Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell’anno.
La scoperta, naturalmente, si presupponeva essere basata su calcoli scientifici ascrivibili ad un gruppo di analisti che operavano una valutazione sulla base di fattori quali il meteo, i debiti di ciascuno, i giorni che ci separano dal prossimo Natale, il salario mensile, un flebile grado di motivazione e, infine, un curioso coefficiente legato alla consapevolezza che ‘c’è bisogno di agire‘. Il risultato è inequivocabile perchè il giorno più grigio dell’anno è il lunedì dell’ultima settimana che ricade nel mese di gennaio ed esso viene fuori da una particolare equazione:
Blue-Monday

Nonostante questa formula apparentemente sembri avere un senso, essa è completamente priva di ogni fondamento. Riflettendoci: che clima viene considerato? Quello di Nairobi, quello delle Isole Canarie, o quello di Berlino? E poi la distanza dal Natale non incide granché su chi abbraccia credi religiosi che non prevedono questa festività.
Il Guardian ha scoperto che la leggenda del Blue Monday, supportata da Cliff Arnall, che nel 2005 veniva presentato come appartenente al Centre for Lifelong Learning affiliato alla Cardiff University, è una questione unicamente di soldi. La Cardiff University ha naturalmente preso le distanze da Arnall, confermando l’assenza di ogni tipo di ricerca rivolta in questa direzione.
Infatti sono altri i fattori da cui dipende la felicità delle persone, che sono oggetto continuo di ricerche scientifiche, psicologiche ed economiche.

Quali sono le #fivewordstoruinadate? Ce lo dice Twitter

Ci vogliono cura, tempo e dedizione per guadagnarsi un primo appuntamento, e, una volta conquistato, basta pochissimo per renderlo l’esperienza più deludente della storia degli appuntamenti. Il social che cinguetta lo sa bene e con il suo trend #fivewordstoruinadate ha permesso ai suoi utenti di pronunciare quelle esigue e catastrofiche parole.

E nonostante, la maggior parte delle volte, lo rovini la torcia dell’iPhone di lei puntata sulla vostra faccia, mentre vi mitraglia di domande, al peggio sembra non esserci mai fine ed è copioso l’elenco di bizzarri e simpatici tweet sotto questo hashtag.

Dai differenti gusti alimentari, alle ignoranze letterarie, fino alle cadute di stile e alle nomination dei vari ex, le paroline magiche in grado di farla/o infuriare e scappare a gambe levate, sono in gran parte raccolte qui.

Perché, care ragazze, se non gli ricordate sua madre e mette le crocs, non c’è bisogno che ve lo dica Barbara D’urso che non è quello giusto. E a voi, cari ragazzi, se non le piace la pizza e non ricorda il vostro nome dopo dieci minuti di conversazione, neanche lo dico.

Ecco le #fivewordstoruinadate cinguettate più divertenti.

Lutto per Britney Spears: muore l’ex fidanzato John Sundhal

È lutto per la reginetta del pop Britney Spears. È infatti recentemente arrivata in casa Spears la notizia della morte del suo ex fidanzato John Sundhal, ucciso da un missile che ha colpito proprio il suo elicottero mentre sorvolava i cieli dell’Afghanistan.

La tragedia ha inevitabilmente scosso la popstar, profondamente legata a John Sundhal da un rapporto di amicizia. John Sundhal è morto, a 44 anni, proprio mentre svolgeva il compito che aveva sempre amato: guidare elicotteri che, nel suo caso, trasportavano ufficiali e autorità pubbliche da un paese all’altro. Causa dell’incidente è stato un fuoco talebano che ha colpito proprio il suo elicottero.

Secondo quanto affermano i giornali americani, Britney Spears è profondamente devastata dalla perdita.
A quanto pare infatti i due si erano conosciuti in uno dei momenti più grigi e tristi della vita della Spears: l’incontro sarebbe avvenuto nel 2007 quando Britney Spears, dopo aver rasato completamente il capo e tatuato i numeri 666, aveva iniziato a seguire la terapia per superare i problemi di depressione e abuso d’alcol.

Proprio in una riunione con il gruppo degli alcolisti anonimi, a Los Angeles, c’era anche John Sundhal, ex pilota, che da allora aveva iniziato a sostenerla e darle forzaa, ripetendole le seguenti parole: se non vuoi restare sobria, fallo per il futuro dei tuoi figli.

Britney Spears era allora una giovane mamma, reduce da un divorzio disastroso con Kevin Federline, una pausa dal mondo della musica, che l’aveva destabilizzata, e la nascita del suo secondo figlio. In quei momenti John Sundhal era stato dunque amico fondamentale e, come spesso succede, i due si erano innamorati.

La relazione è durata solo qualche mese, ma sicuramente John Sundhal era una di quelle persone che nemmeno dopo la fine di una storia d’amore vale la pena perdere ed è per questo che i due erano rimasti in contatto, senza troppi sotterfugi, fino alla notizia del lutto.