martedì, 7 Luglio 2026

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Rimedi per i postumi della sbornia di Capodanno

A capodanno, come da tradizione si buttano giù fiumi di spumante e alcool di ogni tipo. Si festeggia, un bicchiere tira l’altro, tra una risata e una partita a carte ci si rende conto di aver esagerato solo il giorno dopo, quando ci si sveglia con un martello pneumatico nella testa e una festa in corso nello stomaco che procede senza il nostro consenso.
A dispetto di altri giorni però è Capodanno e in cucina ci aspetta una lunga tavolata ricca di ogni tipo di cibo, commestibile e non, con tutti i parenti in attesa che tu dia il via all’abbuffata. Un’impresa che nessuno, in quelle condizione potrebbe mai sostenere. Ecco che arriviamo in soccorso noi con i rimedi per i postumi della sbornia di Capodanno che ti faranno rinascere, o almeno ci proveranno, in modo da non deludere la nonna che ti guarderà soddisfatta mentre mangi le sue amate lasagne.

BERE TANTA ACQUA

Per prima cosa, dimenticatevi la teoria del “chiodo scaccia chiodo” che qualcuno applica anche in questo campo. Niente alcool, che vi farebbe sentire solo peggio, ma acqua, tanta tanta acqua. Bisogna reidratare il vostro organismo.
Un’ottima soluzione sarebbe quella di berne abbastanza prima di andare a dormire, ma in realtà dubito che ve ne ricordereste mentre fate fatica a raggiungere il letto senza sbandare e andare a sbattere a porte immaginarie.

LATTE APPENA SVEGLI

Per lo stesso principio sopra citato, oltre all’acqua la sera prima è buona norma bere un bel bicchiere di latte appena svegli. Si, lo so, è l’ultima cosa che pensate anche solo di avvicinare al vostro olfatto per paura di vomitare, ma fidatevi. Vi farà sentire subito meglio, calmerà l’irritabilità del vostro stomaco.
Niente caffè per oggi, e neppure coca cola o altre bevande gassate. Queste infatti, tendono a provocare acidità e, stimolando la secrezione di succhi gastrici, rischiano di irritare ancora di più la mucosa del vostro povero stomaco.

SPREMUTA DI AGRUMI

Per accelerare lo smaltimento della sbornia, poi, un buon consiglio è la spremuta di agrumi, ricca di vitamina C che, come il miele possiede spiccate proprietà anti sbornia per il suo alto contenuto di fruttosio. Non solo vitamina C ma anche vitamina B che, assunta tramite integratori diminuisce la durata dei postumi, come anche la banana mangiata al mattino appena svegli.

NIENTE PARACETAMOLO

Se con questi rimedi il mal di testa non va via, potete optare per un analgesico ma attenzione che non sia paracetamolo. Affatichereste ulteriormente il vostro fegato. Preferite un’aspirina, piuttosto.

Di rimedi in giro per il mondo ce ne sono di infiniti. In Cina il thè verde, in Turchia la trippa in brodo con aglio e panna. C’è chi ricorre alla cipolla e alle aringhe marinate, giusto per accentuare quel tenue odore sgradevole a prima mattina.
La verità è che di rimedi se ne possono provare molti, ma la soluzione migliore è sempre quella di bere responsabilmente. Per divertirsi non bisogna necessariamente ubriacarsi fino a scordarsi il proprio nome.
Brindate al nuovo anno ma non esagerate.

I peggiori epic fail del 2014

Ogni anno è fatto di alti e bassi, ma a volte i bassi sono più incisivi degli alti. Per ogni notizia ambigua venuta alla luce nel corso di quest’anno ci sono interpretazioni tanto buoniste quanto spietate: proprio queste ultime sono quelle da cui scaturisce tutta quella serie di prese in giro virali che fa di un fenomeno un colossale epic fail. Diamo un’occhiata, allora, al lato peggiore di questo 2014.

Partiamo dall’intimità, col Fappening: come dimenticare quando quest’estate spuntarono fuori le scandalose immagini di celebrità senza veli? Il mondo delle star, si sa, è il bersaglio preferito degli hacker, che quest’anno hanno dimostrato al mondo intero quanto debole sia il sistema di protezione del tanto decantato iCloud: con più di 500 account craccati e altrettante immagini di nudità derivanti, certo non ci illudiamo più di essere al sicuro, neanche nel 2015.

Un altro fenomeno cresciuto a dismisura nell’arco del 2014 è quello dei servizi musicali in streaming: un business digitale che non è andato a genio proprio a tutti, soprattutto a musicisti e cantautori preoccupati circa il pagamento delle proprie royalties. Alcuni artisti, tra cui Taylor Swift, hanno persino levato i propri pezzi dalle playlist perché contrari alla svalutazione del proprio lavoro artistico.

E che dire di Uber, il network per passaggi in macchina che ha spopolato in 200 diverse città in tutto il mondo? Lo si potrebbe definire un servizio di taxi, ma ai regolamenti dei taxi veri e propri Uber non risponde, mettendo semplicemente in contatto i proprietari di auto private e le persone a cui serve un passaggio tramite app. Un metodo rivoluzionario per spostarsi, certo, ma non troppo congeniale per chi il tassista lo fa di professione regolarmente: moltissimi si sono opposti e hanno contrastato questa concorrenza sleale, appellandosi a un intervento da parte delle autorità governative. Staremo a vedere chi avrà la meglio l’anno prossimo.

Infine, lo scandalo che ha lasciato il mondo a bocca aperta: quello di Bill Cosby, che stando alle dichiarazioni di ben 28 donne diverse sarebbe un molestatore sessuale. La cosa non ha naturalmente giovato alla notorietà dell’attore settantasettenne, che si è visto annullare contratti da parte delle più grandi emittenti televisive e che continua, assieme alla sua famiglia, a dichiarare la sua innocenza. Chissà se il 2015 sarà dalla sua.

I selfie più strani del 2014 (FOTO)

Tra le tante cose che ricorderemo del 2014 ci sarà sicuramente la mania selfie.

Durante questi 12 mesi di selfie ne abbiamo visti tanti, dal più celebre scattato durante la notte degli Oscar da Ellen De Generes (che è stato ritwittato più di 2 mila volte) a quelli realizzati per cause filantropiche, fino a selfie fake che vedevano Will Smith in giro per il mondo e agli #aftersex, scattati dopo aver fatto l’amore.
Quella dei selfie è ormai una vera e propria moda/mania entrata prepotentemente nella nostra vita quotidiana con l’arrivo degli smartphone, perché tutti -almeno una volta al giorno- prendiamo il nostro cellulare per farci un autoscatto.

Intorno a questa moda si è anche aperto un vero e proprio mercato: sono stati ideati dei selfie stick per agevolare lo scatto, è stata realizzata la selfie song– che su youtube vanta oltre 2 milioni di visualizzazioni- da ballare in discoteca, e alcuni youtuber hanno iniziato a realizzare dei video che testimoniano cosa c’è dietro a quello che viene comunemente definito “il selfie perfetto”.

In giro per il web e tra i social basta inserire l’hashtag #selfie per trovarne di tutti i tipi. Alcune persone, dalle idee piuttosto originali, hanno scattato dei selfie davvero particolari e insoliti (anche se alcuni sono piuttosto estremi) che hanno ottenuto un posto d’onore nella categoria dei selfie più strani del 2014.

Il linguaggio segreto degli assistenti di volo

Credit photo: studentslife.it

Il linguaggio degli steward e delle hostess è un vero e proprio slang: infatti solo coloro che fanno parte del mestiere riescono a comprenderlo fino in fondo. Per la maggior parte delle persone i termini usati dagli assistenti di volo sono strani ed inusuali, tanto che sentir pronunciare parole come “bidding” e “pax” non significa assolutamente nulla.

A farci capire qualcosa di più riguardo questo linguaggio in codice ci ha pensato Sarah Steegar, un’assistente di volo con circa 15 anni di esperienza in una compagnia aerea statunitense, nel sito internet FlyerTalk – una pagina perfetta per i “frequent flyer”, ossia quelle persone che usano l’aereo molto spesso.
La Steegar ha messo in luce il significato di alcune delle parole più usate: ecco quindi alcuni termini appartenenti al linguaggio segreto degli assistenti di volo.

Bidding

Con questa parola gli assistenti di volo fanno riferimento ad un processo mensile molto usuale per loro: si tratta di raccontare alla propria compagnia aerea ciò che si preferirebbe fare durante il lavoro successivo, indicandone il programma. Un processo questo che avviene “per anzianità” perché chi lavora per la compagnia da più tempo avrà maggior possibilità di lavorare per quello che ha chiesto.

Deadhead

Purtroppo non tutti usano la parola “deadhead” nel modo giusto: usato correttamente il termine si riferisce a tutti gli assistenti di volo che viaggiano come passeggeri. E non per hobby o passione, ma come incarico di lavoro. Succede infatti che le compagnie aeree abbiano bisogno che il personale sia in qualche altro luogo, oppure capita che alcuni assistenti non siano necessari per il lavoro.

Furlough

“Forlough” è il termine usato dalle compagnie aeree quando devono licenziare qualcuno del personale. Un termine questo meno forte, anche se il concetto espresso è sempre lo stesso, non simpatico per nessuno. Ma se l’attività riesce a riprendere al meglio, la compagnia deve rioffrire il lavoro agli ex assistenti, prima di assumere nuovi lavoratori.

Pax

“Pax”, nello slang degli assistenti di volo, significa semplicemente passeggeri.

Slam-click(er)

Questa parola può essere usata sia come nome che come verbo. Si riferisce all’azione svolta da hostess e steward che, una volta atterrati dopo il lavoro, si chiudono nel proprio albergo e non escono fino a quando devono ripartire nuovamente. Questi assistenti sono chiamati proprio “slam-clicker”.

Coach roach

L’espressione è usata in modo ironico, rivolta a hostess e steward che preferiscono svolgere il proprio lavoro nella cabina di volo principale.

Blue juice

Il cosiddetto succo blu è l’acqua che c’è nella toilet. Mi raccomando, non confondetela con il “crew juice”, un cocktail speciale che solitamente di beve durante la sosta in hotel, come aiuto per il sonno soprattutto quando si è appena tornati da un volo notturno.

Crotch watch

Conosciuto anche con il nome di “groin scan”, questa parola indica l’azione svolta dagli assistenti di volo quando camminano nel corridoio che si trova in mezzo ai posti dei passeggeri, controllando che le cinture di sicurezza siano allacciate correttamente.

Landing lips

Fare un “landing lips” significa rinfrescarsi ed aggiustarsi il make-up dopo una lunga giornata di lavoro, in questo caso dopo un faticoso volo.