venerdì, 3 Luglio 2026

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Le App che rendono la vita più semplice

Le nuove tecnologie non ci aiutano a risolvere qualsiasi problema quotidiano, ma una cosa è certa. Le numerose applicazioni di cui sono dotati tutti i telefoni cellulari di ultima generazione, possono fornirci qualche piccolo grande aiutino nell’organizzazione delle nostre giornate. Bastano infatti pochi minuti per scaricarle, la maggior parte delle quali sono gratuite e sempre a portata di mano, batteria permettendo. Ecco quindi alcune delle migliori App in circolazione, che in fatto di organizzazione non deludono, anzi, aiutano a ottimizzare anche le giornate dei peggiori maniaci del controllo. Che si tratti di lavoro, casa o shopping, basta un click ed è fatta.

Remember the Milk

Pratica, veloce e semplice. Questa app vi permetterà, proprio come un’agenda digitale, di selezionare le vostre priorità, organizzare i vostri impegni e ricevere un sms per ricordarvi le prossime scadenze. Niente più liste e fogli andati perduti o mai compilati e controllati. Questa applicazione non lascerà nulla al caso e non vi farà dimenticare nemmeno un impegno.

Lectios

Se non avete tempo per leggere le ultime novità, questa app lo farà per voi, permettendovi di rimanere informati su tutto quello che vi interessa mentre vi state allenando o siete bloccati nel traffico. Basterà infatti indossare gli auricolari e lasciare che Lectios legga tutti gli articoli, le news e i contenuti web di vostro interesse.

Buffer

Se i social network sono per voi un lavoro a tempo pieno e non potete fare a meno di pubblicare in continuazione nuovi aggiornamenti e post sui propri profili personali, basta affidarsi a Buffer. L’applicazione vi permetterà di programmare i nuovi post Facebook, Twitter, Linkedin e Google+ in modo da avere sempre qualcosa da dire e passare una serata lontana dal proprio cellulare, senza rischiare di infastidire i propri amici.

Ziplist o La Spesa Semplice

Con queste applicazione anche il tempo passato a fare la spesa sarà uno da record. Non solo vi aiuteranno a scegliere la ricetta giusta per una cena improvvisata, ma compileranno automaticamente la vostra lista della spesa, da condividere e sincronizzare con la propria famiglia. E in men che non si dica, avrete tutti gli ingredienti per preparare una cena deliziosa. Beh, almeno per quella ci vorrà un po’ d’olio di gomito e non solo uno smanettare veloce sulla tastiera.

Stylish girl

Questa è l’applicazione adatta a tutte quelle donne che perdono ore e ore davanti all’armadio, in attesa di un’illuminazione sui capi da indossare. Con Stylish girl dimenticatevi le ore buttate nell’ansia del non so cosa mi metto o del non ho niente da mettere, nonostante l’armadio strabordi. Con questa app saprete esattamente quello che avete nei cassetti e selezionando i vostri indumenti potrete creare gli abbinamenti perfetti per la serate.

Youppit Offerte

Si tratta di una delle app più amata dalle donne. Con Youppit Offerte potrete visualizzare tutti gli sconti e le offerte nei negozi e centri commerciali più vicini, direttamente su una mappa. Le offerte vengono divise per categorie, come Ristoranti, massaggi, manicure, pedicure, parrucchieri, barbieri, SPA, centri benessere, cosmetici, profumi, tecnologia, ecc.

Il computer indovina l’umore grazie alle modalità di digitazione

Triste? Annoiato? Felice? Il tuo computer lo percepirà, non guardandoti negli occhi, ma percependo la modalità di digitazione. Questo il risultato possibile attraverso la creazione di un programma, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Behaviour and Information Technology e condotto da ricercatori dell’University of Technology in Bangladesh.

Durante la ricerca, 25 persone, che vanno dai 15 ai 40 anni, sono stati invitati a ridigitare due paragrafi tratti da Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Il programma è stato in grado di captare le emozioni che i soggetti provavano durante la trascrizione del testo, in base al vigore e alla velocità della digitazione.

Percezioni rivelatesi corrette in media al 70%. Più facile è stato captare le emozioni di gioia, con un 87% di positivo, mentre più complicato si è rivelato captare quelle di tristezza. Nonostante i risultati più o meno accurati, questo traguardo rappresenta un importante passo sul cammino che porta allo sviluppo di quell’intelligenza artificiale, sempre più presente nelle nostre vite.

Interagire emotivamente con la macchina, avere di fronte uno strumento che consenta di acquisire consapevolezza circa i propri stati d’animo e dunque fare qualcosa per modificarli, è una conquista fondamentale in ambito tecnologico.

Attendiamo con ansia ulteriori progressi.

Whatsapp: i messaggi che fanno capire che l’amore è finito (FOTO)

Sono ormai lontani i tempi delle serenate sotto casa, delle lettere d’amore e delle lunghe conversazioni al telefono, adesso che nella nostra vita è entrato Whatsapp.

Amato e odiato, con Whatsapp non dobbiamo più aspettare giorni per sentire la persona amata, così come accadeva quando venivano mandate le lettere. Il messaggio arriva in tempo reale, riusciamo anche a vedere quando quella persona sta per risponderci oppure, se abbiamo semplicemente voglia di conversare, possiamo mandare una registrazione vocale, un contatto più diretto con la persona amata che ci fa sentire più vicini a lei rompendo quella barriera virtuale del messaggio.

Inoltre, se il nostro cuore è così pieno d’amore che le sole parole non riescono a spiegarlo, possiamo riempire i nostri messaggi romantici di emoticon, cuori e faccine. Sembra tutto meraviglioso se non fosse per il fatto che non sempre i nostri messaggi ottengono risposta o se l’ottengono non sempre la risposta è tra le più simpatiche, romantiche e cordiali; inoltre il visualizzato alle..– senza rispsota- ci rende isterici ma il profilo senza il visualizzato non è da meno, perché non riusciamo a capire se quella persona non ha visto il messaggio o ci sta ignorando di proposito.

Questi sono i primi campanelli d’allarme che ci avvertono che qualcosa nel nostro rapporto non va e che il nostro amore è finito o non è ricambiato. Ecco, dunque, una serie di messaggi d’amore, inviati tra partner, che ci fanno capire che l’amore è finito (o quasi).


Halloween, per quest’anno arriva il costume da “ebola”

Ebola, qui non c’è nulla da scherzare. Eppure c’è già chi ha colto la palla al balzo per far parlare di sè. Halloween è alle porte: come fare per non passare inosservati anche quest’anno? Arriva il nuovo costume da “ebola”, per essere “malati” e “spaventare tutti” anche nel giorno più pauroso di tutto il 2014.

L’idea è venuta in mente ad un’azienda che ha messo in commercio il travestimento da ebola perfetto per Halloween al prezzo di circa 80 dollari in 3 varianti diverse: c’è il costume da operatore sanitario, quello da paziente e, dulcis in fundo, quello da “zombie” in preda alla malattia.

Subito in rete la polemica: è giusto “ironizzare” fino a questo punto con una malattia così seria? Dopo il 2° caso sospetto di ebola in Texas, subito dopo il caso del paziente zero, ora arriva addirittura un costume Halloween per “essere sempre alla moda anche questo 31 ottobre”. Sul web tantissime critiche e sgomento, ma online continua ancora la vendita.

Halloween, per quest'anno arriva il costume da "ebola"

“Sick or treat?” È questo il tormentone degli ultimi giorni, giocando con le parole della frase “Trick or treat?” (“Dolcetto o scherzetto?”), tipiche di Halloween, sostituendo la parola “trick” con “sick”, cioè “malato”.

“È un travestimento poco divertente, ma inevitabile” parla Jonathan Weeks, chief executive di “BrandsOnSale”, azienda che ha messo in commercio il travestimento. “Questo costume fa sì che le persone rimangano fuori dalla situazione, che non immaginino neppure la sofferenza umana che gli sta dietro”, spiega al TIME Kathryn Getek Soltis, direttrice del “Center for Peace and Justice Education” e assistente di “Etica Cristiana” alla Villanova University, secondo la quale il costume “è molesto”: “Se lo indossi non significa necessariamente che sei una cattiva persona, ma contribuisci a distogliere chi ti vede e ti sta accanto in quel momento da quello che rappresenta davvero l’ebola. È questo il problema”.