giovedì, 5 Febbraio 2026

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Alcune cose da autoprodurre per evitare gli sprechi

Il tempo che manca e la perenne vita frenetica non ci consentono di dedicarci, come succedeva un po’ di anni fa, alla creazione di alimenti o altri prodotti indispensabili nella vita di ogni giorno.

Compriamo tutto, senza accorgerci degli sprechi quotidiani. Di denaro o di cose. Ma è possibile contrastarne l’incremento grazie ad alcuni piccoli accorgimenti e all’autoproduzione.

Pane fatto in casa, saponi per l’igiene personale, giochi per bambini: gli sprechi saranno ridotti a zero grazie ad alcune ricette semplici ed economiche.

Pane

Pochi ingredienti, costo minimo, durata maggiore e una ricetta tra le più antiche del mondo. Il pane fatto in casa è buono e semplice da fare. Farina, acqua, lievito di birra e sale, oltre a un po’ di tempo di lievitazione, lo rendono una soluzione salva sprechi.

Dentifricio

Cinque misurini di argilla bianca, uno di bicarbonato di sodio, quattro di glicerolo vegetale e gocce di olio essenziale alla menta, limone o fragola, per mettere su un dentifricio degno dei migliori. Basta amalgamare bene i tre ingredienti fino a creare una crema omogenea e riporre poi tutto in un recipiente a chiusura ermetica.

Deodorante

Due dosi di bicarbonato e una di amido di mais e nient’altro per questa polvere disinfettante. Per la variante in crema bisogna aggiungere il burro di karitè equo-solidale. Si scioglie a bagnomaria, si mischia alla polvere bicarbonato e mais, si mette in vasetto e il giorno dopo è già pronto per deodorare le ascelle, economicamente.

Pasta modellabile

Sì, proprio quella utilizzata dai bambini e che costa un po’ nelle cartolerie. Bastano 230 g di farina, 30 ml di olio di semi, 100 g di sale, 24 g di cremor tartaro, 350 ml di acqua, 5 g di glicerolo vegetale, coloranti vegetali a piacere. Si deve mescolare farina, sale, olio, cremor tartaro, aggiungere acqua calda e mescolare lentamente finchè l’impasto non diventerà un po’ appiccicoso e si potrà lavorare con le mani. Poi bisogna aggiungere il glicerolo che renderà l’impasto lucido. Dividetelo in palline, aggiungete i coloranti alimentari e lasciate che i vostri bambini giochino. Conservate la pasta in un recipiente di plastica con il tappo ben chiuso e rimarrà per mesi sempre morbida.

Andate, autoproducete e risparmiate.

Roxie Hunt: la stylist che ha colorato le ascelle per protesta

Chi l’ha detto che una donna è bella solo se è depilata? Con questo messaggio star dal calibro di Beyoncè, Drew Barrymore e Madonna hanno detto no al rasoio con una protesta contro i canoni di bellezza convenzionali.

Roxie Hunt, un hair stylist di Seattle, ha abbracciato così tanto la protesta da voler dare un contributo un po’ speciale decidendo di dipingersi i peli delle ascelle dello stesso colore dei suoi capelli. La stylist ha fatto notare che la maggior parte delle donne tende a tingersi i capelli e in questo modo il colore dei peli non sarà più uguale a quello della chioma. Così la Hunt ha deciso di colorare i peli delle ascelle di verde acqua, proprio come i suoi capelli.

Questa iniziativa era già stata presa dalla cantante Lady Gaga che durante i Much Music Awards del 2011 si è presentata con i peli delle ascelle e pubici colorati di verde.
Che sia l’inizio di una nuova moda hipster?

Ecco chi cerca un single

Credit: amando.it

Una ricerca rivela quello che già, più o meno, si poteva immaginare: la maggior parte dei single in cerca d’amore non guarda al di fuori della sua razza, del suo gruppo etnico.

Molti single moderni usano siti di chat e dating online per cercare la propria anima gemella, in un ampio bacino di single romantici e speranzosi provenienti da tutte le possibili classi sociali.
Proprio su questi siti è interessante notare – come sottolinea una recente ricerca – come la maggior parte degli iscritti dice di essere a favore di ogni genere di relazioni inter-razziali, ma nella verità, molti sono gli utenti che hanno mostrato un forte orientamento verso persone della stessa etnia. Inoltre, è da evidenziare il fatto che siano in prevalenza le donne, rispetto agli uomini, a mostrare maggiormente la preferenze di un partner della stessa razza.

Questione di corrispondenze o pregiudizi? Non si sa.
Il cofondatore e amministratore delegato di OkCupid, Christian Rudder, si affretta però a sottolineare che questo genere di prevalenze e preferenze per single della stessa etnia di provenienza non fa degli gli utenti dei siti di incontri persone razziste nel senso tradizionale del termine.
“An individual can’t really control who turns them on. I do think the fact that race is a sexual factor for so many and in such a consistent way, raises deeper questions”.

I risultati della ricerca che provengono dai dati raccolti da oltre tre milioni di membri OkCupid, confermano però alcuni stereotipi secolari; come quello dell’età.
Mentre le donne single sono più portate a cercare partner della loro stessa età – più o meno – gli uomini hanno la tendenza a preferire le donne più giovani, cercando, nel mercato dei single, anche ragazze ventenni.

Un’altra cosa che sembra emergere dalla ricerca è che non c’è nulla di scritto nel destino. Le domande che vengono fatte agli utenti iscritti ai siti d’incontro online sono piuttosto banali e patetiche del tipo “ti piacciono i film di paura?” o “hai mai viaggiato da solo in un altro paese?”, per questo se tra due scatta una scintilla duratura non bisogna dare “merito” al destino o al romanticismo dei siti di dating, ma solo e soltanto a se stessi, e alla compatibilità che si dimostra giorno dopo giorno.

[Credit: DailyMail]

Unto, bisunto e comunicativo: Chef Rubio re dei social

Credit Photo: variety.com

È la volta dei Tweet Awards 2014 e anche qui Chef Rubio porta a casa il premio come miglior account food su Twitter: una mortadella, e l’affetto smisurato di chi tutti i giorni lo segue.

Da dividere con tutti voi – scrive – il premio è vostro.

Già un mese fa lo avevamo visto vincitore dei Macchianera Italian Awards 2014 dove si è aggiudicato il premio come miglior Chef.
E a testimonianza del suo successo comunicativo i numeri dei suoi profili social: 340.516 i suoi fan sulla pagina Facebook, 52.208 i follower su Twitter e 30 mila seguaci su Instagram fanno di lui il re dei social.

Ma come ci riesce?

Non sto qui a dirvi che il merito è dei baffi – che non ha più – o dei suoi tatuaggi. Ne tanto meno che è l’anti-Cracco. E anche la storia dell’ex rugbista forse ha un po’ stancato, no? Perché ad osservarlo per bene Gabriele Rubini tende a mostrare mille sfaccettature di un volto che, se bene noto, intende distogliere l’attenzione dalla sua immagine. Anche questa sembra rivelarsi una tecnica (marketing) vincente.
“Sono una persona, non un personaggio e la gente lo avverte” (ndr) ha affermato più volte.
Lo Chef più mediatico del momento intende essere ricordato per quello che fa e, dunque, mosso da una grande passione e voglia di fare, fa tutto all’ennesima potenza. Si lascia riprendere dalle telecamere nel mentre di un contatto diretto con quel che mangia, che ancor prima di passare per la sua bocca passa tra le sue mani scaturendo lo stupore di molti. In realtà si tratta di uno dei gesti più naturali al mondo, tanto da rievocare sensazioni primordiali in chi lo osserva: da bambini tutti noi abbiamo conosciuto quanto ci circonda attraverso l’utilizzo del tatto e del gusto.

Ci riesce così Chef Rubio.
L’ingrediente principale del suo successo mediatico è la spontaneità, aggiunge un pizzico di ironia e condisce il tutto con il folclore del suo accento romanesco per lasciare tutti – una volta tanto – a bocca aperta.