sabato, 11 Aprile 2026

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Unhappy ever after: i finali Disney come non li avete mai visti (FOTO)

Credit: koikoikoi.com

Dalla mente di Jeff Hong, artista d’animazione newyorkese di 35 anni, sono (ri)nati i più grandi protagonisti Disney. La differenza è che non vivono più in un mondo roseo e fiabesco come quello in cui li abbiamo sempre visti: Jeff Hong, con un pizzico di cinismo, li ha fatti (ri)nascere nella nostra realtà.

Sul suo profilo Tumblr l’artista, amante della Disney, ha disegnato Cenerentola, Chicken Little, Ariel, Bambi e tanti altri con un finale tutto diverso. Scordatevi il motto Disney “dove i sogni diventano realtà”, scordatevi principi e castelli, scordatevi il grande amore e il lieto fine. Il famoso “e vissero per sempre felici e contenti” non vale più.

Nel finale di Hong, che prendono il titolo di “Unhappy ever after”, la Sirenetta si trova in un mare inquinato pieno di petrolio, Winnie The Pooh combatte il problema della deforestazione, Alice nel Paese delle Meraviglie è diventata tossicodipendente, Belle si dà alla chirurgia plastica e Bambi non è altro che un pezzo d’arredamento. L’obiettivo è quello di mettere in evidenza i problemi che ci circondando, facendo combattere ai nostri miti Disney la povertà, lo scioglimento dei ghiacciai, lo stupro e i mali più comuni di questo XXI secolo.

Ecco le foto:

E vissero per sempre infelici e scontenti.
Voi? Credete ancora al lieto fine?

[Credit: hintmag.com]

Jane Birkin mette all’asta la sua storica Birkin di Hermès (FOTO)

Era il lontano 1984 quando Jean-Louis Dumas, stilista della maison francese Hermés, incontrò in un volo Parigi-Londra l’attrice Jane Birkin. Dumas, oltre che dalla sua bellezza e dalla sua simpatia, rimase particolarmente colpito dalla moltitudine di roba che Jane teneva all’interno la sua borsa “Spesso viaggio con un cestino di vimini perché nessuna delle mie borse riesce a contenere tutte le mie cose” gli disse l’attrice. E da lì l’illuminazione.

Dumas si mise all’opera e modificò alcuni aspetti di un modello basico di borsa di casa Hermès che venne poi ribattezzata con il nome di Birkin, in onore dell’attrice.
La Birkin di Hermès, insieme alla “sorella” Kelly, è considerata la borsa più costosa al mondo e di conseguenza alla portata di pochi. Ma una borsa Hermès è come un diamante: per sempre. Ma non per Jane Birkin.
Infatti l’attrice, sempre in prima linea nelle cause benefiche, ha deciso di mettere all’asta la sua storica Birkin per raccogliere fondi a favore di Anno’s Africa, una fondazione che si occupa di offrire un’educazione artistica ai giovani nelle città più povere del continente africano.

Il prezzo d’asta di partenza è di 10.000,00 dollari ma è assai probabile che possa arrivare a sfiorare i 100.000,00. Anche Charlotte Gainsbourg, la figlia della Birkin nata dalla sua relazione storica, quanto scandalosa, con il cantante e musicista Serge Gainsbourg, ha deciso di mettere all’asta- sempre per questa causa -un’altra borsa di lusso, ovvero un’edizione speciale della City Bag di Balenciaga.

Tea Giant Tetley, nuovo lavoro per gli amanti del tè e dei viaggi

Credits photo: alimentazione.letteradonna.it

In tempo di crisi e di precarietà lavorative, Tea Giant Tetley – la più grande azienda del tè della Gran Bretagna, fondata nel 1837 – offre un nuovo tipo di lavoro. Ma ad una – anzi due – condizioni: amare il tè e avere una passione per i viaggi.

Il lavoro proposto dalla Tea Giant Tetley è semplice: le persone scelte – solo due purtroppo – avranno la possibilità di viaggiare per il mondo, trascorrere le loro giornate in giro per Kenya, Malawi, India, Tanzania ed Uganda e – ovviamente – assaggiare tè.

Quello che la Tea Giant Tetley descrive come il lavoro più bello del paese è molto richiesto da candidati provenienti da tutto il mondo, ma non è molto conosciuto. E, soprattutto, non è per tutti.

Per essere uno dei due prescelti i requisiti richiesti non sono pochi. Prima di tutto è importante amare viaggiare e assaggiare tè, di tutti i gusti possibili ed immaginabili: infatti, i due fortunati dovranno provare circa cento tipi di tè diversi ogni giorno.

Altri requisiti – ma non meno importanti dei precedenti – sono la consapevolezza e la curiosità culturale e commerciale, oltre alla buona capacità di comunicare con i clienti per sviluppare forti relazioni con i fornitori di tutto il mondo. Non devono mancare nemmeno le capacità di analisi, pianificazione ed organizzazione di eventi.

I due fortunati scelti dalla Tea Giant Tetley saranno “educati” per poter svolgere al meglio questo nuovo ed originale lavoro. La degustazione e la miscelazione del tè infatti sono delle arti, e per addestrare un assaggiatore ci vogliono circa cinque anni.

Usare la telepatia da oggi è possibile

Un gruppo di ricercatori, guidato dal prof. Alvaro Pascual Leone, docente di Neurologia presso l’Harward University, ha dimostrato la capacità di due cervelli, distanti migliaia di chilometri, di comunicare con l’aiuto di internet.

L’esperimento ha coinvolto quattro volontari, di età compresa tra i 28 e i 50 anni, monitorati con un elettroencefalogramma collegato a internet. Con una tecnologia robot-assistita di stimolazione magnetica transcranica, uno dei volontari mandava segnali semplici quali ‘ciao’ o ‘hola’ e i ricercatori, dopo averli tradotti in codice binario, li inviavano dall’India alla Francia, dove l’interfaccia computer-cervello trasmetteva il messaggio al cervello del ricevente tramite una stimolazione celebrale non invasiva.
I riceventi hanno potuto ricevere il messaggio attraverso dei fosfeni, ovvero dei puntini luminosi, che comparivano nella loro visione periferica in sequenza numerica.

La telepatia vera e propria, senza l’ausilio di macchine esterne, non sembra più così lontana. Nel frattempo ci avviciniamo sempre di più alla possibilità di trasferire informazioni dal computer al cervello umano e viceversa.
“Pensiamo che potrebbero esserci degli scambi diretti tra computer e cervello umano in un futuro non troppo lontano, che permettano una comunicazione da un cervello all’altro quasi automatico e creino delle nuove possibilità di relazioni sociali”, afferma Pascual. Ad esempio, comunicare con delle persone paralizzate o incapaci di parlare.

Stupisce ogni giorno di più la tecnologia, sopratutto quando associata al genio umano, che non smette di ricercare sistemi per rendere la comunicazione sempre più accessibile, abbattendo le barriere geografiche, culturali e linguistiche.

L’unica cosa da temere è che ben presto i nostri pensieri non saranno solo nostri, ma alla portata di tutti.
Mel Gibson nel film ‘What women want’ riesce a trarne beneficio e sfruttare questa abilità a suo favore, ma siamo sicuri che sia questo che vogliamo davvero?