mercoledì, 4 Febbraio 2026

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Jane Birkin mette all’asta la sua storica Birkin di Hermès (FOTO)

Era il lontano 1984 quando Jean-Louis Dumas, stilista della maison francese Hermés, incontrò in un volo Parigi-Londra l’attrice Jane Birkin. Dumas, oltre che dalla sua bellezza e dalla sua simpatia, rimase particolarmente colpito dalla moltitudine di roba che Jane teneva all’interno la sua borsa “Spesso viaggio con un cestino di vimini perché nessuna delle mie borse riesce a contenere tutte le mie cose” gli disse l’attrice. E da lì l’illuminazione.

Dumas si mise all’opera e modificò alcuni aspetti di un modello basico di borsa di casa Hermès che venne poi ribattezzata con il nome di Birkin, in onore dell’attrice.
La Birkin di Hermès, insieme alla “sorella” Kelly, è considerata la borsa più costosa al mondo e di conseguenza alla portata di pochi. Ma una borsa Hermès è come un diamante: per sempre. Ma non per Jane Birkin.
Infatti l’attrice, sempre in prima linea nelle cause benefiche, ha deciso di mettere all’asta la sua storica Birkin per raccogliere fondi a favore di Anno’s Africa, una fondazione che si occupa di offrire un’educazione artistica ai giovani nelle città più povere del continente africano.

Il prezzo d’asta di partenza è di 10.000,00 dollari ma è assai probabile che possa arrivare a sfiorare i 100.000,00. Anche Charlotte Gainsbourg, la figlia della Birkin nata dalla sua relazione storica, quanto scandalosa, con il cantante e musicista Serge Gainsbourg, ha deciso di mettere all’asta- sempre per questa causa -un’altra borsa di lusso, ovvero un’edizione speciale della City Bag di Balenciaga.

Tea Giant Tetley, nuovo lavoro per gli amanti del tè e dei viaggi

Credits photo: alimentazione.letteradonna.it

In tempo di crisi e di precarietà lavorative, Tea Giant Tetley – la più grande azienda del tè della Gran Bretagna, fondata nel 1837 – offre un nuovo tipo di lavoro. Ma ad una – anzi due – condizioni: amare il tè e avere una passione per i viaggi.

Il lavoro proposto dalla Tea Giant Tetley è semplice: le persone scelte – solo due purtroppo – avranno la possibilità di viaggiare per il mondo, trascorrere le loro giornate in giro per Kenya, Malawi, India, Tanzania ed Uganda e – ovviamente – assaggiare tè.

Quello che la Tea Giant Tetley descrive come il lavoro più bello del paese è molto richiesto da candidati provenienti da tutto il mondo, ma non è molto conosciuto. E, soprattutto, non è per tutti.

Per essere uno dei due prescelti i requisiti richiesti non sono pochi. Prima di tutto è importante amare viaggiare e assaggiare tè, di tutti i gusti possibili ed immaginabili: infatti, i due fortunati dovranno provare circa cento tipi di tè diversi ogni giorno.

Altri requisiti – ma non meno importanti dei precedenti – sono la consapevolezza e la curiosità culturale e commerciale, oltre alla buona capacità di comunicare con i clienti per sviluppare forti relazioni con i fornitori di tutto il mondo. Non devono mancare nemmeno le capacità di analisi, pianificazione ed organizzazione di eventi.

I due fortunati scelti dalla Tea Giant Tetley saranno “educati” per poter svolgere al meglio questo nuovo ed originale lavoro. La degustazione e la miscelazione del tè infatti sono delle arti, e per addestrare un assaggiatore ci vogliono circa cinque anni.

Usare la telepatia da oggi è possibile

Un gruppo di ricercatori, guidato dal prof. Alvaro Pascual Leone, docente di Neurologia presso l’Harward University, ha dimostrato la capacità di due cervelli, distanti migliaia di chilometri, di comunicare con l’aiuto di internet.

L’esperimento ha coinvolto quattro volontari, di età compresa tra i 28 e i 50 anni, monitorati con un elettroencefalogramma collegato a internet. Con una tecnologia robot-assistita di stimolazione magnetica transcranica, uno dei volontari mandava segnali semplici quali ‘ciao’ o ‘hola’ e i ricercatori, dopo averli tradotti in codice binario, li inviavano dall’India alla Francia, dove l’interfaccia computer-cervello trasmetteva il messaggio al cervello del ricevente tramite una stimolazione celebrale non invasiva.
I riceventi hanno potuto ricevere il messaggio attraverso dei fosfeni, ovvero dei puntini luminosi, che comparivano nella loro visione periferica in sequenza numerica.

La telepatia vera e propria, senza l’ausilio di macchine esterne, non sembra più così lontana. Nel frattempo ci avviciniamo sempre di più alla possibilità di trasferire informazioni dal computer al cervello umano e viceversa.
“Pensiamo che potrebbero esserci degli scambi diretti tra computer e cervello umano in un futuro non troppo lontano, che permettano una comunicazione da un cervello all’altro quasi automatico e creino delle nuove possibilità di relazioni sociali”, afferma Pascual. Ad esempio, comunicare con delle persone paralizzate o incapaci di parlare.

Stupisce ogni giorno di più la tecnologia, sopratutto quando associata al genio umano, che non smette di ricercare sistemi per rendere la comunicazione sempre più accessibile, abbattendo le barriere geografiche, culturali e linguistiche.

L’unica cosa da temere è che ben presto i nostri pensieri non saranno solo nostri, ma alla portata di tutti.
Mel Gibson nel film ‘What women want’ riesce a trarne beneficio e sfruttare questa abilità a suo favore, ma siamo sicuri che sia questo che vogliamo davvero?

Scatti di energia: le star unite nella lotta contro il tumore ovarico (FOTO)

Francesco Renga, Elisa De Francisca, Emma Marrone e Claudio Santamaria sono solo alcuni dei 12 personaggi, che hanno deciso di posare per il fotografo delle star Dirk Vogel per partecipare a “Scatti d’energia – Insieme contro il tumore ovarico“, una grande campagna nazionale itinerante d’informazione e sensibilizzazione realizzata da ACTO onlus – Alleanza contro il Tumore Ovarico con il sostegno di Roche.

Le immagini sono in mostra a Milano e poi saranno a Napoli dal 22 al 28 ottobre e a Roma, Bari e in altre città nel corso del 2015. Ma alla campagna in realtà possiamo partecipare tutti attraverso la pagina Facebook dell’iniziativa www.facebook.com/scattidenergia, dove si può caricare un selfie accompagnato da un messaggio e contribuire a sensibilizzare tutte le donne sull’importanza di conoscere i sintomi di questa patologia, non trascurarli e per sottoporsi regolarmente a visita ginecologica. Riconoscere i sintomi è importante ma in questa neoplasia sono quanto mai aspecifici: dolori addominali (crampi, fitte), gonfiore addominale, cambiamento delle abitudini dell’alvo sono disturbi che possono presentarsi in molte altre patologie.

È il tumore femminile fra i più letali, meno conosciuti e subdolo. Il tumore ovarico colpisce circa 5000 donne ogni anno nel nostro Paese, 250mila nel mondo, ma sei italiane su dieci non conoscono questa patologia e sette su dieci non sanno indicarne i sintomi e gli esami a cui sottoporsi. A peggiorare la situazione c’è che i segnali che la malattia può dare sono piuttosto vaghi, non vengono riconosciuti e la diagnosi arriva così quasi sempre in fase avanzata, quando le terapie hanno minori probabilità di successo. Proprio per promuovere l’informazione che potrebbe dare un’opportunità di vita in più a migliaia di donne, ACTO onlus ha lanciato questa campagna.

La prima tappa è in Piazza Cordusio con i dieci ritratti di personaggi famosi che hanno accettato di farsi fotografare dal fotografo delle star, mostrando un messaggio di sensibilizzazione sul tumore ovarico. “Verranno distribuiti gratuitamente a tutti i visitatori l’opuscolo ’10 fatti che tutte le donne devono conoscere e sarà anche possibile ritirare la prima Guida al Tumore Ovarico realizzata quest’anno dalla nostra associazione in collaborazione con 7 società scientifiche” spiega Cerana.

È molto importante che le donne e i medici focalizzino l’attenzione sulle persone a rischio in base alla familiarità e alla predisposizione genetica. Tutti insieme nella lotta contro il cancro.