venerdì, 10 Aprile 2026

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La disoccupazione? È anche un problema di sovrappeso

Le persone in sovrappeso sono considerate poco desiderabili dai loro potenziali datori di lavoro, agli occhi dei quali esse appaiono meno produttive e operose: a rivelarlo è un sondaggio condotto nell’ambito dell’assunzione di professionisti nel settore delle risorse umane, in cui più della metà degli intervistati ha ammesso di trovare l’obesità una caratteristica poco piacevole, indice tanto della personalità quanto dell’etica lavorativa del candidato. Il sondaggio è scaturito da una precedente ricerca statunitense da cui è emerso che le persone obese sarebbero meno capaci sul posto di lavoro e più inclini a incidenti.

I ricercatori della Virginia Tech e dell’Università di Buffalo hanno calcolato quanto tempo impiegassero persone di varia stazza nello svolgere un dato incarico e i soggetti obesi sono risultati avere in media il 40% di resistenza in meno: uno studio messo a punto subito dopo il caso di Karsten Kaltoft v Billund Kommune in Danimarca, una baby-sitter obesa che è stata licenziata perché incapace di abbassarsi per allacciare i lacci delle scarpe ai bambini a cui badava, in cui si è ritenuto che l’obesità andasse considerata come un handicap.

Attraverso questo nuovo sondaggio, l’avvocato Thomas Mansfield ha voluto misurare il livello di demonizzazione che si raggiunge nei confronti delle persone obese durante i colloqui di assunzione: i risultati hanno mostrato che in presenza di due candidati con requisiti identici, l’uno obeso e l’altro no, più della metà dei datori di lavoro ha preferito assumere quello “normale”. Più di un terzo dei responsabili all’assunzione ha inoltre confessato di avere difficoltà a giudicare in maniera imparziale candidati in sovrappeso, mentre il 56% dei partecipanti al sondaggio ha affermato di vedere nell’obesità un indice della personalità e della potenziale prestazione del candidato.

Considerato che il numero di adulti obesi al livello mondiale nel 2013 ha superato i 2 miliardi, i risultati del sondaggio sembrano suggerire che i datori di lavoro tendano a privarsi di persone in sovrappeso seppure talentuose a causa di un vero e proprio pregiudizio discriminatorio: i dati, difatti, mostrano chiaramente che durante il colloquio d’assunzione lo stereotipo dell’obesità influisce negativamente nella scelta del candidato, portando il datore di lavoro a scartare quello effettivamente più qualificato solo perché in sovrappeso. Un esito sconcertante che mette in luce quanto la discriminazione in base al peso continui a penalizzare delle persone che soffrono di problemi non di certo auto-inflitti, ma di vere e proprie disfunzioni patologiche.

Diciassette anni fa moriva Lady Diana (FOTO)

credit photo www.lettera43.it

Un essere umano straordinario“, che “nei momenti felici come in quelli di sconforto, non aveva mai perso la capacità di sorridere, o di ispirare gli altri con il suo calore e la sua bontà”. Così la ricordava la Regina Elisabetta, il giorno del suo funerale.

Indimenticabile nei ricordi di tutto il mondo fu quella mattina del 1 Settembre, quando tutti i Tg annunciavano la notizia della scomparsa della Principessa Diana, che la sera precedente, il 31 Agosto 1997, a soli 36 anni, perse la vita in un tragico incidente stradale, insieme al suo compagno Dodi Al Fayed, figlio di Mohamed Al Fayed, e il loro autista Henry Paul.

La notizia fece il giro del mondo, lasciando sgomento e lacrime ovunque.

Diana aveva rubato il cuore dei suoi sudditi dal primo istante in cui è comparsa al fianco del principe Carlo, erede al trono, al quale ha dato 2 figli, William e Henry.

Nata il 1 Luglio 1961, sin da giovanissima entrò nel pubblico mondo Reale inglese, dal quale si allontanò solo nel 1992 con la fine del suo matrimonio infelice con Carlo, il quale a suo dire era sempre stato troppo “affollato”, riferendosi alla relazione adultera del Principe con Camilla Parker-Bowles.

Milano è la capitale dei single

Milano nominata capitale dei single: sono 380mila, più del doppio delle coppie.

È la città più “dinamica” di tutto lo stivale: regina di moda e lifestyle, perfetta per la movida e attenta anche alla cultura, all’arte, all’economia e al “pollice verde”, nonostante smog, umidità e nebbia tipica milanese sembrino remare contro. È la città delle opportunità e del successo personale. È la capitale dei single: se Parigi vanta di essere la “città dell’amore” a Milano si vive da soli.

I dati provengono direttamente dall’Anagrafe del Comune della città: Milano ha analizzato i suoi cittadini, suddividendoli in famiglie più o meno grandi, a seconda dei dati. Oggi ci sono 718.674 nuclei familiari e di questi solo 52 sono composti da un numero di persone a doppia cifra: sono 31 nuclei, infatti, quelli con dieci componenti, 11 con 11 membri, 3 famiglie con 12, 5 famiglie 13 e solo 2 arrivano a quota 14.

Una realtà, quella milanese, che ha perso da tempo la tradizione delle “famiglie allargate” e punta sempre più sui giovani e sui single: liberi e indipendenti, alla ricerca di successo e futuro roseo. Sono 379.035, infatti, i single contati in città, a differenza delle 164.435 coppie.

Sempre per rimanere in tema famiglia, nei primi sei mesi del 2014 si sono sposate 955 coppie con rito civile e 374 con cerimonia religiosa, per un totale di 1.329 matrimoni.

Per non parlare dei cognomi. La classifica dei primi 20 a Milano sembra essere una bagarre tutta aperta: in testa il cognome Rossi (4.281 persone), seguito a breve distanza da Hu (4.132) – per alcuni, invece, dovrebbe essere il contrario. Ma, dati alla mano, non sembrerebbe esser così.

[Fonte: Repubblica]

Apre ‘Central Perk’, il famoso bar di ‘Friends’ (FOTO)

telezkope.com

Chi non hai mai sognato di avere una parte o – addirittura – di essere il protagonista della propria serie televisiva preferita? Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo immaginato di avere una madre come Lorelai in “Una mamma per amica” o di passare le nostre giornate in California come i personaggi di “The O.C”.

Per i fan di “Friends” questo sogno sta per realizzarsi: per il ventennale del famoso telefilm, la Warner Bros, in collaborazione con la Eight O’Clock Coffee, ha ricreato, nel modo più fedele possibile, il bar dove si ritrovavano tutti i protagonisti del telefilm.

I fan più accaniti – che si troveranno a New York o che decideranno di andarci solo per sedersi sullo stesso divano di Jennifer Aniston – potranno visitare Central Perk dal prossimo autunno. Il celebre bar sarà aperto al pubblico dal 17 settembre al 18 ottobre, precisamente in Lafayette street, situata nella parte meridionale dell’isola di Manhattan.

In più, proprio per far sentire i fan come in uno degli episodi del telefilm, nel nuovo bar si sono inventati iniziative molto originali: sarà servito a tutti caffè gratis e ci sarà la possibilità di scattarsi una foto sul noto divano, che ha assistito e fatto da sfondo ad alcune delle scene più belle ed importanti della serie tv.

E, come se non bastasse, l’attore Michael Tyler, che interpretava il barista Gunther in “Friends”, farà delle apparizioni proprio dietro al bancone del nuovo Central Perk.

Che aspettate ad andare? Non vorrete farvi scappare l’occasione di fare una selfie sul famoso divano o – se sarete fortunati – con Michael Tyler.