domenica, 1 Febbraio 2026

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‘Le Mans ’66 – La grande sfida’: recensione in anteprima

‘Le Mans ’66 – La grande sfida‘: cinema gratis? Sì grazie. Potevo non parlarvene? Ovviamente no.

Due ore e trenta minuti. Ragazzi, due ore e trenta minuti di film. Dopo esser usciti dalla sala sembrava di averla fatta quella corsa di 24h a Le Mans.

Bando alle ciance.

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold: ford vs ferrari

Anni 60 e il marketing della Ford è in crisi: ci vuole qualcosa che attiri i giovani e li spinga ad acquistare.

Carroll Shelby (Matt Damon) è un ex pilota che ha dovuto mollare, Ken Miles (Christian Bale) è un genio della meccanica che non sa tenere la nocca chiusa.

Henry Ford 2 prova a trattare con Ferrari ma avendo ricevuto un due di picche si lascia persuadere dai collaboratori: se non potrà avere la ferrari allora la batterà in pista.

Ford si rivolge a Carroll che si rivolge a Ken.

La missione? Costruire macchine più leggere, più veloci e più potenti delle Ferrari.

Ma Ford è un uomo orgoglioso ed insofferente, Carroll è un uomo frustrato che non sa che pesci pigliare ma vede una ghiotta occasione e Ken non sa stare alle regole, non sa stare in team e riesce a far saltare i nervi a tutti.

Come possono battere la Ferrari?

‘Le Mans ’66 – La grande sfida’ di James Mangold: recensione in anteprima

Un film potente, a tratti adrenalinico, mai noioso o scontato.

E’ un film sul coraggio, sul portare avanti le proprie convinzioni nonostante tutto. E’ una sfida, un rischio ma è anche un film che ci parla di passioni, di talento e di voglia di mettersi in gioco.

Fantastico. Attori pazzeschi e pazzesca ricostruzione di un pezzo di storia automobilistico.

E’ un film scorrevole, con spunti interessanti e con diverse riflessioni su come ci poniamo nei confronti del nostro lavoro e delle nostre passioni.

Curiosità: a un certo punto della lavorazione, i produttori avevano pensato di affidare i ruoli protagonisti a Tom Cruise e Brad Pitt.

Le ragazze di Shangai di Lisa See

Le ragazze di Shanghai

Le ragazze di Shangai di Lisa See è un libro squisito.

Sia questo che Fiore di Neve ed il ventaglio segreto mi sono piaciuti parecchio, per nulla noiosi, non scadono nello scontato e sono in fin dei conti storie molto semplici perché non c’è cosa peggiore di una trama complicata e impossibile da seguire.

Le ragazze di Shanghai di Lisa See

L’ambientazione è per l’appunto Shanghai, sul finire degli anni 30, definita in quel periodo la Parigi d’Oriente. May e Pearl sono le protagoniste, due sorelle molto unite, la prima bellissima affascinante ma abbastanza superficiale e capricciosa mentre Pearl è un po’ meno carina secondo i canoni del luogo ma ha molto più senso pratico.

La loro è una famiglia benestante con genitori decisamente all’antica, diciamo inizialmente in apparenza: la madre ha gli ormai noti piedi fasciati ed il padre è un eccellente imprenditore. Nonostante la rigidità alle due sorelle viene lasciato un margine di libertà tanto che esse si trovano un lavoro come modelle per un pittore che dipinge manifesti di pubblicità.

Tutto sembra andare bene: le sorelle spendono e spandono, la cultura fervente, il futuro di libertà ed innovazione è dietro l’angolo…almeno finchè il padre non perde tutti gli averi al gioco d’azzardo. Per assicurare un futuro a tutti fa esattamente ciò che ci si aspetta che faccia: combina un matrimonio per le figlie.

Che figurarsi poverine non vogliono nemmeno sentirne parlare e come di consueto faranno esattamente ciò che ci si aspetta da loro (che tutti si aspettano, alla faccia del progresso): si sposano.

A questo punto tutto viene sconvolto: il lavoro delle ragazze non è più un gioco ma un modo per sfamare la famiglia e le ragazze dovranno chinare la testa e soffocare desideri e rancori. Nel mentre tutta la regione viene presa di mira dai Giapponesi che la bombardano.

Pearl e May sono costrette a partire con i mariti alla volta della Chinatown di Los Angeles… qui le ragazze dovranno fare i conti con un matrimonio che le forza a vivere con un estraneo e al contempo stesso abituarsi a vivere in un universo totalmente diverso dal loro in cui loro sono solo delle estranee…

Le ragazze di Shanghai di Lisa See

Se siete indecisi sulla vostra prossima lettura non lasciatevelo sfuggire e se l’atmosfera di Shanghai v’incanta non perdetevi il film Shanghai Dream’s ambientato negli anni settanta che vede protagonista una ragazza che vive in una rigida tradizionale famiglia cinese.

Il capofamiglia la tratta alla stregua di una ragazzaccia, sempre convinto che lei non sia altro che un adolescente ribelle che pensa solo ai ragazzi senza vedere che in realtà sua figlia è un modello di virtù.

La famiglia è ossessionata da un solo pensiero: tornare a Shanghai. L’ammiratore segreto della ragazza ha una sola ossessione che lei parta e non possa rivederla mai più. Il finale è sconcertante.

Seggiolini auto antiabbandono: cosa sono e che multe sono previste

Seggiolini auto antiabbandono: obbligatori dal 7 nombre 2019.

Chi trasporta bimbi di età inferiore ai 4 anni a dotarsi di ovetti e seggiolini anti-abbandono involontario.

Sono stati diversi i casi di genitori che hanno dimenticato i figli in auto e li hanno ritrovati morti. Ora, giustamente, per legge tutti devono dotarsi di dispositivo antiabbandono.

Seggiolini auto antiabbandono: cosa sono e come funzionano

I dispositivi per i bimbi con meno di 4 anni possono essere già integrati nel seggiolino o costituire un accessorio indipendente sia dal seggiolino sia dal veicolo. Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni previste. Il certificato sarà nella scatola.

I dispositivi dovranno attivarsi automaticamente e dovranno avere un allarme che avvisa il conducente della presenza del bambino nel veicolo con segnali visivi e acustici percepibili dentro e fuori dal veicolo (anche di un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate).

Alcuni dispositivi funzionano anche con smartphone o senza a seconda dei dispositivi presenti. Sono allarmi visivi ed acustici che ricordano che c’è il bambino a bordo.

Alcuni dispositivi inoltre se non confermi la disattivazione dell’allarme inviano ai numeri memorizzati 3 SMS con localizzazione della vettura.

Seggiolini auto antiabbandono: le multe

Chi trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni con un seggiolino non munito di sistema antiabbandono (integrato nel seggiolino o separato) rischia per il nuovo articolo 172 del Codice della strada:

– 81 euro di multa;

– la decurtazione di cinque punti patente;

– la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi, se viene colto a commettere la stessa infrazione più di una volta nel giro di due anni

Le multe scatteranno da marzo 2020.

Seggiolini antiabbandono: bonus e normative

Occorre chiedere esplicitamente al venditore la dichiarazione di conformità, che è sostanzialmente un’autocertificazione, di cui l’allegato B del Dm fornisce uno schema. Meglio desistere dall’acquisto se il venditore rifiuta di fornirla.

Sarà previsto un provvedimento con il quale si prevede un bonus di 30 euro per le prime 500.000 famiglie che ne acquisteranno uno.

La cucina degli ingredienti magici di Jael McHenry

La cucina degli ingredienti magici di Jael McHenry: il libro che ha il sapore dei ricordi.

Visto l’orario e visto che mentre vi scrivo sto spadellando per mettere in tavola il pranzo non posso esimermi dal citarvi un gran bel romanzo: La cucina degli ingredienti magici.

In effetti se ci pensaste bene per un attimo cucinare è un po’ una magia, si mischiano materiali completamente diversi fra loro, specie nei dolci, per ottenerne qualcosa di sublime. Chi di noi non si è mai sentito un maghetto o una maghetta rimescolando ingredienti che sobbollivano sul fuoco?

Personalmente come ormai ben saprete i romanzi che trattano all’interno di cucina e ricettine varie m’intrigano assai perché la mia fantasia galoppa e spesso trasformo i piatti che leggo in realtà.

Ma bando alle ciance, vediamo gli ingredienti di questa storia: sapori antichi, ricette perdute, una donna giovane e sola, famiglia ritrovata.

Il primo ingrediente ed il secondo mi fanno pensare alle ricette dei nostri antenati, ai piatti semplici della tradizione che vanno sempre più scomparendo (molto male visto che gridiamo alla crisi) che comprendevano pochi ingredienti, tanto sapore e poco tempo. Gli altri due ingredienti mi fanno pensare alle emozioni, alle necessità, all’intraprendenza ed alla solitudine, oltre che all’affetto.

La cucina degli ingredienti magici di Jael McHenry

La protagonista è Ginny ventiseienne riservatissima e cronicamente timida che cerca e trova consolazione nella cucina (vi è mai capitato? Beh per me la cucina è soprattutto relax, una sorta di rifugio o casa sull’albero dallo stress quotidiano, un po’ come questa rubrica di libri insomma). Mescola, affetta, taglia ed inspira il profumo delle sue sublimi creazioni. Il suo conforto principale è un vecchio ricettario della nonna che le riporta alla mente i ricordi della famiglia. Un giorno la cucina si trasforma nel teatro dell’apparizione del fantasma proprio della nonnina che sussurra a Ginny questa frase: Non lasciateglielo fare. E scompare.

Che vorrà dire?

Poi un giorno una notizia: Amanda, la sorella maggiore, vuole vendere la casa in cui sono sempre cresciute con la loro famiglia. Ginny non può farci molto tranne che portarsi via gli ultimi ricordi ancora disseminati per la casa e scopre così qualche segretuccio…

La trovo assolutamente una storia piacevole a primo acchito, molto interessante.

Non vedo l’ora che esca per comprarmelo!

Chi è Jael McHenry?

Ha compiuto i suoi studi presso Washington dove ha conseguito un master in scrittura creativa. Ora è una giornalista nonché cuoca che scrive per diverse riviste e vive a New York City. Questo simmerblog.typepad.com è Il suo blog di cucina.