sabato, 31 Gennaio 2026

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Ben Heine, l’artista che unisce fantasia e realtà (FOTO)

Il suo nome è Ben Heine, un illustratore e fotografo belga nato nel 1983 in Costa d’Avorio, che ultimamente sta spopolando sul web per una raccolta di diverse immagini ricche di fantasia e realtà.
Ma di cosa si tratta? L’artista visivo non fa altro che unire disegno e fotografia, ricostruendo con la matita parti della foto originaria.

Le sue opere più conosciute mescolano disegno e fotografia, immaginazione e realtà, creando immagini piene di poesia e surrealismo, questo progetto prende il nome di “Pencil Vs Camera Images“, ovvero matita contro macchina fotografica.

Cosa rende magico il suo lavoro? Semplice, il giovane Heine partendo dalla realtà la trasforma in parte in disegni ed in parte fotografia, fino ad arrivare allo scatto finale che unisce le due cose.
Un vero idillio per gli occhi e la mente insomma.

Per il fotografo ed illustratore Ben Heine non importa che si parli di oggetti, animali o persone, l’importante è che siano reali.
In effetti questo è il primo requisito di cui ha bisogno l’artista belga per ideare e realizzare le sue strepitose opere di fantasia mescolata a realtà.

L’inventore del nuovo filone spopolato in rete si muove su due criteri:

Primo: fa del disegno un prolungamento talvolta bizzarro di una realtà anonima e comune (in tal caso il fulcro dell’opera è proprio il disegno e non lo scatto in sé)

Secondo: arricchisce uno scatto che di per sé è già di grande effetto, attraverso l’aggiunta di un disegno interessante per lo spettatore e stravolgente per la realtà della foto stessa.

Le opere della serie “Pencil Vs Camera” sono il risultato di numerosi anni di esplorazione grafica e la logica conseguenza della mia evoluzione artistica” afferma l’artista,e come dargli torto?

Ma ecco qui qualche immagine del suo Pencil Vs Camera per capire meglio di cosa si tratta:

Un vero genio questo Ben Heine.

Funeral Selfies, la nuova moda spopola sul web (FOTO)

beagle-voyage.com

Il “selfie“, ormai, è diventato una vera e propria moda. Una moda questa così tanto coinvolgente che l’Oxford Dictionaries ha indicato, come parola dell’anno, proprio il termine “selfie”.

Sono milioni le persone che ogni giorno si fanno autoscatti con i propri smartphone, per poi postarle sui vari social network: Instagram, Facebook, Twitter e Tumblr sono solo alcuni di essi. L’obiettivo è quello di farsi vedere e conoscere, beccarsi più “like” possibile o ricevere condivisioni e retweet da diverse persone.

Questa moda non ha risparmiato nemmeno i vip: infatti, per loro, ogni occasione è buona per condividere una nuova foto. Da Miley Cyrus che si scatta foto in bagno, a Michele Obama che decide di immortalarsi con il proprio cane. Perfino Papa Francesco è stato contagiato da questa nuova moda: il suo selfie ha fatto il giro di tutto il mondo.

Da qualche mese però la situazione sta degenerando. Principalmente tra i ragazzi anglofoni, è iniziata la moda del “Funeral Selfies“, ossia gli autoscatti con linguacce e strane espressioni – a volte addirittura tristi – fatte in situazioni non proprio adatte.

Che sia stato Barak Obama a dare il via a questa nuova tendenza? Al Memoriale di Nelson Mandela, proprio il presidente americano è stato immortalato da un fotografo della AFP mentre si faceva un autoscatto con due premier, la danese Helle Thorning Schmidt e il britannico David Cameron. Secondo alcuni, Obama, ma anche i due premier, avrebbero potuto risparmiarsi questo gesto, soprattutto perchè non molto appropriato ad un’occasione che non era delle più spensierate.

Iniziata da Obama o meno, la novità dei “Funeral Selfies” spopola sul web. Moltissime, ad oggi, le foto trovate su Instagram e Twitter della nuova e orribile moda. Ma non è tutto. Su Tumblr è stato creato un blog apposta per i selfies scattati durante i servizi funebri.

Un modo per rendere i funerali situazioni meno malinconiche o profonda mancanza di rispetto?

Mondiali 2014: 10 ragioni (non sportive) per tifare Italia

Sì sa, purtroppo ci ricordiamo di essere italiani solo durante i Mondiali. Che sia occasionale o dal profondo del cuore, il tifo di tutto lo Stivale grida “Forza Italia”. Tra talenti vecchi e nuove scoperte, schemi tecnici, falli e cartellini, inserimenti, filtranti e arabona, tra punizioni magiche e muro in difesa, la nostra Nazionale merita tutto il sostegno possibile. Ma anche l’occhio vuole la sua parte, e, all’insegna dello stile, della moda e della simpatia, ecco 10 ragioni – non sportive – per tifare Italia a questi Mondiali 2014.

Donzelle, questo è per voi.

1. Sono i maghi del selfie

2. Sono particolarmente fotogenici

3. Vivono a pieno lo spirito di gruppo

4. Non si separano mai dagli affetti più cari

5. Classe ed eleganza firmata Dolce e Gabbana

6. Sono i più belli

7. E i più sexy

8. Animali tifosi

9. Sanno portare la barba

Mondiali 2014: 10 ragioni - non sportive - per tifare Italia

Mondiali 2014: 10 ragioni - non sportive - per tifare Italia

10. Claudio Marchisio

Un minuto di silenzio, per favore. 100 punti a Grifondoro.

Se lo Spornosexual è un uomo

Credits photo: telegraph.co.uk

Se negli anni Novanta erano i Metrosexual ad andare per la maggiore, col loro massimo esponente nella figura curatissima di David Beckham, ad aver conquistato la scena attuale sono invece i cosiddetti Spornosexual. Il termine, nato dalla fusione di “sport” e “porn” e coniato dal giornalista inglese Mark Simpson – anche inventore della denominazione “Retrosexual”, che indica al contrario un tipo d’uomo dotato di maggiore virilità -, definisce un personaggio atletico ma estremamente esibizionista, che ama sfoggiare il proprio corpo in costumi da bagno – ahinoi – davvero striminziti.

Volendosi sentire desiderati e ammirati soltanto per la loro forma fisica, e non per il proprio stile o per la propria brillantezza intellettuale, gli Spornosexual hanno trovato un valido alleato nel più che azzardato modello di costume da mare che sta creando non poco scalpore da un po’ di tempo a questa parte: lo String Latéral della casa Alter, un micro-indumento estivo costituito da un fazzoletto di licra che raccoglie a stento le vergogne di chi lo indossa, con tanto di retro in versione perizoma.

A riportare il capo d’abbigliamento di dubbio gusto alla nostra attenzione, Bobby Norris ed Harry Derbidge, due partecipanti di “Towie – The Only way is Essex”, reality britannico che sembrerebbe incarnare l’omologo dei format americani di The Hills e di Jersey Shore e che ha persino vinto un premio della BAFTA, la British Academy of Film and Television Arts. Norris e Derbidge hanno sfoderato i loro mini-costumi lungo le spiagge di Marbella in Spagna, suscitando la disgustata curiosità di stampa e di ingordi di gossip, in probabile attesa di un imminente e imbarazzante “scivolamento”.