mercoledì, 23 Settembre 2026

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Il curioso caso della nascita del vibratore

Ne esistono di varie forme e modelli, resistenti all’acqua, per la stimolazione del punto G, con anello vibrante, chi più ne ha più ne metta. I vibratori hanno, dal momento della loro invenzione, stimolato la curiosità delle donne e non solo.

Questi oggetti magici permettono alle donne di raggiungere l’orgasmo più velocemente e facilmente. Sono a volte raccomandati da sessuologi alle donne, che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo in altri modi e vengono anche utilizzati dalle coppie per aumentare il piacere di uno o di entrambi i partner.

Nel novembre 2005, secondo la rivista Harper’s Magazine, che cita come fonte la Durex, il 46% delle donne statunitensi possedeva un vibratore. La vendita dei vibratori o di oggetti simili è illegale in alcuni stati nella parte meridionale degli Stati Uniti d’America, ma molti negozi li vendono ugualmente a patto che l’acquirente firmi una liberatoria dove afferma di usare l’oggetto solo per scopi educativi.

Ma tutti noi ci chiediamo da dove sia venuta fuori questo elettromassaggiatore portatile, nome scelto per il bizzarro aggeggio. Tutto nacque nello studio di un medico inglese Joseph Mortimer Granville, che lo ideò inizialmente per curare disturbi nervosi negli uomini. Da qui, l’oggetto si trasforma in generoso guaritore delle isteriche donne londinesi.

HYSTERIA

Il termine “Isteria” viene dal greco Hysteron, utero. Infatti, secondo una concezione che trova radici nella medicina dell’antica Grecia, i sintomi di questo tipo erano legati a uno spostamento dell’utero stesso. Per Ippocrate il miglior rimedio era il matrimonio.

Nell’Inghilterra vittoriana, perbenista e conservatrice, il fenomeno raggiunge proporzioni preoccupanti, interessando il 75% della popolazione femminile. L’unico rimedio efficace era il “massaggio pelvico“, con lo scopo di far raggiungere alla paziente il “parossismo isterico”, definizione di orgasmo nell’epoca vittoriana, dopo il quale ella appariva calma e serena. Una pratica lunga e stancante che, a causa dell’abbondanza delle pazienti, poteva causare dolori alle mani e ai polsi di chi eseguiva il trattamento

meg ryan orgasmo

Per far fronte al problema, in Francia, nel 1734, era stato inventato il “tremoussoir”, il primo oggetto vibrante per la stimolazione clitoridea, dotato di un meccanismo a molla, che risultava poco pratico. Solo nel 1869 si ebbe una svolta con il fisico statunitense George Taylor che inventò il “manipulator”, il vibratore a vapore: un tavolo a cui era collegata una sfera che esercitava stimolazione del clitoride avviata da un meccanismo a vapore.

In questo modo la cura risultava più facile e meno stancante per i medici. L’Inghilterra vittoriana non si scandalizzava, in quanto tutto si esauriva in ambito medico, rientrando in scopi puramente curativi, perché era considerato impossibile che la donna potesse raggiungere piacere senza un vero rapporto.

Solo negli anni ottanta Joseph Mortimer Granville inventò il “Granville’s Hammer“, il martello di Granville: il primo vibratore elettrico, nato per trattare, grazie al suo movimento stimolante, i dolori di origine nervosa e muscolare degli uomini. Essendo meno ingombrante e più maneggevole ebbe un successo immediato presso gli ambulatori medici che cominciarono a usarlo per curare l’isteria femminile, facendo ciò che oggi conosciamo come masturbazione, che a quel tempo vedevano come una pratica lontana dal sesso.

hysteria

Il film del 2011 Hysteria, racconta in versione romanzata, la nascita dell’oggetto del piacere, in cui in una abbottonatissima Inghilterra conservatrice, comincia a serpeggiare il desiderio rosa dell’emancipazione sessuale nelle donne, che capirono al volo le potenzialità di “mister tremarello”, acquistandolo come elettrodomestico casalingo per la ricerca della gioia.

Il successo commerciale arrivò nel 1902, quando l’azienda statunitense “Hamilton Beach”, pubblicizzò il “massaggiatore”, utile per sciogliere la tensione di donne e uomini. L’oggetto entra in questo modo nelle case di tutti al pari di un normale elettrodomestico, piazzandosi al quinto posto tra gli elettrodomestici più venduti.

Le pubblicità lo descrivono come “delizioso compagno” in grado di “far vibrare il piacere della gioventù” in ogni donna. Negli anni Venti i vibratori cominciarono a essere usati nell’industria pornografica e a essere pubblicamente associati a pratiche sessuali, quindi diventò impossibile, per la moralità dell’epoca, continuare a pubblicizzarli come strumenti medici. L’oggetto che conosciamo noi come vibratore nasce negli anni Sessanta, in pieno periodo di rivoluzione sessuale: è del 1968 il brevetto del primo vibratore senza fili.

Forse basterebbe educare la popolazione di Marte a rapportarsi in maniera più attenta e generosa al gentil sesso, a cominciare dall’ascoltarne le esigenze, di qualunque natura esse siano. Come dice il detto: Uomo avvisato, mezzo salvato.

L’amore è questione di cuore. Lo dicono poeti e scienziati

Credit: deabyday

L’amore è una questione di cuore, i poeti ce lo dicono da sempre. E ora sembra lo abbiano capito anche gli scienziati.

La risposta della scienza sugli interrogativi che collegano cuore-amore arriva da una recente ricerca dell’Università di Pisa, che ha dimostrato come sia possibile leggere in maniera molto chiara le emozioni semplicemente analizzando i battiti del cuore con un semplice algoritmo matematico. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.
La ricerca è stata condotta all’interno del progetto PSYCHE, in collaborazione con l’Università dell’Essex, l’Harvard Medical School e il Massachusetts Institute of Technology, proprio con l’obiettivo di scoprire nuove tecnologie che permettono di leggere e comprendere le emozioni.

Questo nuovo “algoritmo cardiaco” è riuscito a superare le limitazioni dei sistemi per il riconoscimento delle emozioni già esistenti, che non fornivano, in breve tempo, una caratterizzazione precisa dei sentimenti.

La comprensione delle emozioni del cuore avviene attraverso un test denominato Holter cardiaco (o elettrocardiogramma dinamico completo secondo Holter): si tratta di un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del muscolo cardiaco. Poi è “facile”, dai risultati si crea un algoritmo matematico.
I ricercatori spiegano: “In pratica data una certa dinamica cardiaca, siamo in grado di predire il battito successivo e comprendere quale emozione è stata provata dal soggetto sotto osservazione – gli esperti continuano così sul sito web dell’università di Pisa – questa scoperta va nella direzione degli studi dell’asse cuore-cervello, indagato fino ad oggi con varie tecniche, tra cui l’imaging funzionale. In questo caso, un semplice holter ECG fornirebbe un approccio innovativo alla cura delle patologie mentali che, come supporto alla clinica, utilizzano questionari e interviste”.

Ma il progetto PSYCHE, promosso 5 anni, si è occupato principalmente dello studio di macchine per il riconoscimento affettivo. Così, si è arrivati a sviluppare una “T-shirt intelligente” integrata con sensori ed elettrodi in grado di monitorare costantemente lo stato emotivo dei pazienti.
Vero amore? Eccessiva tristezza? Ira furente? Chiedetelo al vostro cuore, la risposta giusta arriva proprio da lì.

[Credit: sfilate.it]

Settimana Mondiale del Luogo Comune. Le frasi più divertenti

Idea semplice ed estremamente divertente quella di JediGian Gianni Spoldi, Aldo Dell’Accio e Barbara Suber. Sono gli ideatori della pagina Facebook – nata il 18 giugno – dedicata a un evento particolare: parliamo della Settimana Mondiale del Luogo Comune.

Questo nuovo fenomeno di costume facebookiano, espose pochi giorni fa, sta davvero conquistando il web. Attualmente sono 197,9 mila gli utenti che dopo un semplice “like” hanno partecipato attivamente alla pagina scrivendo luoghi comuni e frasi esilaranti.
L’interazione è stratificata, è diventata un fenomeno nazionale molto divertente, e viene accentuata anche con l’inserimento nella pagina della richiesta di Domande e Risposte, che sta avendo molto successo.

Dal classico “Non ci sono più le mezze stagioni”, e “L’importante è essere belli dentro”, nella pagina ci sono tanti altri luoghi comuni da sfatare ma che per abitudine e consuetudine si sono ormai insediati nella nostra vita quotidiana.

Eccone alcuni:

Il problema non sei tu, sono io

Il nero snellisce

Le bambine maturano prima dei maschietti

*Cilecca* – Ti giuro è la prima volta che mi succede

I figli unici sono tutti viziati

Domani mi alzo presto e studio

Non è che non ti amo, è che non ti merito

Ho bisogno di ritrovare me stesso/a

Ti faccio sapere

Non esistono più gli uomini di una volta

Le donne non sanno guidare

Meglio vestirsi a cipolla

“Hai una sigaretta?” “No guarda l’ho appena scroccata”

Era un bravo ragazzo

La prima impressione è quella che conta

In amore vince chi fugge

È intelligente ma non si applica

Gli italiani sono tutti mammoni

Siamo solo amici

Gli extracomunitari ci rubano il lavoro

Con la laurea in giurisprudenza puoi fare tutto

Chi mi ama mi segua

Chiusa una porta si apre un portone

Si stava meglio quando si stava peggio

Che l’estate abbia inizio: Solstizio e Festa della Musica

Bando al maltempo che ci ha fatto temere le sorti dell’estate 2014: a partire da questo fine settimana, infatti, in tutte le regioni d’Italia tornerà a splendere il sole, protagonista assoluto dal giorno della sua festa in poi. Un 21 giugno in cui il Solstizio d’estate verrà a coincidere anche con un’altra imperdibile manifestazione: la Festa della Musica.

Sebbene il 21 giugno sia il giorno più lungo dell’anno, esso rappresenta al contempo il momento in cui comincia il suo declino: è a partire da questa data, infatti, che le giornate iniziano impercettibilmente ma anche inevitabilmente ad accorciarsi fino al sopraggiungere del solstizio invernale. La stessa parola “solstizio” viene dal latino “solstat” e indica una sorta di immobilità del sole, che acquista in questo periodo la sua massima potenza: un beneficio energetico di cui già gli antichi erano a conoscenza, come testimoniato da cerimonie e rituali che, come quelli dei moderni ordini druidici di Stonehenge, durano tuttora.

In ogni tempo e in ogni luogo il giorno del Solstizio d’estate viene festeggiato attraverso le più svariate manifestazioni, ma la più significativa è senz’altro la Festa della Musica, grande evento di respiro europeo ormai giunto alla ventesima edizione. Aperta a tutti coloro vogliano prendervi parte, siano essi amanti della musica, principianti o professionisti, la Festa della Musica fu lanciata in Francia nel 1982, per poi diffondersi a macchia d’olio in tutte le città d’Europa: da Atene a Barcellona, da Berlino a Bruxelles, da Lisbona a Liverpool, da Madrid a Napoli, passando per Parigi, Praga, Roma e molte altre ancora, questa festa popolare si configura quale momento di socialità e creatività assolutamente libero.

In Italia, la manifestazione si tiene dal 1994 a Roma e, da allora in poi, grazie al coordinamento dell’Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica (A.I.P.F.M.) si è allargata a tutto lo stivale: moltissime le città e i borghi italiani che ospiteranno l’evento, che quest’anno privilegia le musiche urbane, favorendo l’incontro tra fanfare e generi come l’hip-hop o l’elettronica. Tra tutte, quella che che le farà da sfondo per la prima volta a partire dalla presente edizione è Milano, dove la musica dal vivo – dal jazz allo swing, dal classico al pop – animerà tutti i quartieri, con musicisti che si esibiranno per strada fino alle 24 di questa notte.