lunedì, 2 Febbraio 2026

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Mutuo aiuto solidale ai tempi di facebook

Mutuo aiuto

Mutuo aiuto solidale ai tempi di facebook: che ci crediate o no è possibile.

Lo so perché ho realizzato un mio progetto.

Solitamente i gruppi di auto aiuto riguardano un problema ben specifico che le persone hanno e che condividono per aiutarsi. Più o meno è la stessa cosa.

La mia idea era quella di realizzare un gruppo che facesse fronte alla crisi ed al disagio economico.

Come? Con il baratto.

Baratto 2.0 nell’era di facebook: mutuo aiuto solidale

Sono partita da un’idea: chi più, chi meno produce qualcosa. Qualcuno magari si fa la pasta in casa, qualcuno coltiva, qualcuno fa artigianato ed ho pensato che sarebbe stato fantastico se queste persone messe in comunicazione potessero scambiare fra loro.

Io sono in Sardegna e la cosa più logica che potevo fare era un sondaggio in vari gruppi della mia regione per proporre l’idea.

Ho trovato subito molte persone entusiaste ed ho creato il gruppo Produciamo e scambiamo in Sardegna.

L’idea alla base del mutuo aiuto solidale

In realtà di idee alla base del gruppo ce ne sono molte, eccone alcune:

  • il baratto come mezzo per contrastare la crisi
  • recuperare i rapporti ed i legami umani
  • slegarci dal consumismo eccessivo
  • riscoprire il valore delle cose

In primis è stato il discorso di un amico a tirarmi fuori l’idea dalla mente, mi parlava del fatto che non c’è più dialogo e comunicazione fra le persone, non ci si parla, non ci sono più legami. Questo gruppo serve anche a mettere in contatto fra loro le persone.

Poi c’è da dire che ormai noi diamo un prezzo a tutto, ma non tutto può realmente avere un prezzo mentre ha un valore ed è questo che va riscoperto.

Ovviamente non tutti producono qualcosa, chi non produce nulla può scambiare il tempo, le proprie competenze o il proprio mestiere. Un po’ come una banca del tempo.

Collaborazioni, scambi, amicizie e molto altro, ecco gli obiettivi del gruppo.

Il mio sogno? Contagiare tutte le altre regioni d’Italia e far sì che il 2019 sia davvero l’anno del cambiamento.

Segno zodiacale cinese: come sarà l’anno del maiale

Segno zodiacale

Segno zodiacale cinese: oggi scopriamo come sarà l’anno del maiale.

Il calendario lunare inizia il 5 febbraio con il Capodanno Cinese e questo è l’anno di uno dei segni zodiacali. Sempre secondo il calendario cinese ogni anno è rappresentato da un animale, seguendo cicli di 12 anni.

Le caratteristiche del segno zodiacale cinese del Maiale

La personalità di questo segno generalmente ha tratti generosi, compassionevoli, modeste, responsabili ed amichevoli.

I nati sotto il segno del Maiale non sono avvezzi a chieder aiuto nelle difficoltà ma cercano di cavarsene da soli.

C’è da dire anche se si mettono qualcosa in testa nessuno riesce a farli desistere!

Qualcuno potrebbe approfittarsi della loro ingenuità: attenzione! Per l’anno nuovo occorrerà fare un buon proposito: stare attenti a non esser un bersaglio per truffe ed inganni.

Buoni sì, scemi no.

Segno zodiacale cinese del maiale: salute

Nel 2019 l’oroscopo cinese non prevede particolari difficoltà di salute.

Attenzione allo stress: i nati sotto questo segno tendono a caricarsi di responsabilità, vogliono far tutto da soli ma poi si ritrovano nervosi ed in preda all’ansia.

Scaricatevi facendo sport o con una buona dormita.

Buoni propositi per l’anno nuovo: delegare. Ognuno faccia il proprio.

Segno zodiacale cinese del maiale: lavoro

Un anno decisamente fortunato vi attende!

A quanto pare non si vedono ostacoli all’orizzonte. Il vostro senso della responsabilità vi ha portato a prevedere già tutto ciò che potrebbe andare storto.

Avrete occasioni per far uso del vostro ingegno, siate creativi, è l’anno giusto per intraprendere nuovi lavori seguendo il vostro istinto. Se ad esempio avete intenzione di aprire un ristorante questa è l’occasione giusta.

Segno zodiacale cinese del maiale: amicizia ed amore

Che cosa dice l’astrologia cinese 2019? Tutti vi vogliono bene e tutti sono vostri amici ma come sopra detto aprite gli occhi!

Siete fin troppo disponibili a volte, dovreste cercare di ritagliarvi degli spazi tutti per voi, anche a costo di sembrare egoisti.

Chi vi ama non si approfitta di voi.

Se siete in coppia è giunto il momento d’imparare una corretta comunicazione con il partner, se c’è un problema occorre parlarne per il risolverlo. Essere onesti è la base di un buon rapporto duraturo.

Isola dei famosi: pelì, pipì ed uragani. Spegnete la tv.

Isola dei famosi

Isola dei famosi: pelì, pipì ed uragani. Questo sarebbe dovuto essere un articolo di gossip ma non lo sarà.

Parlerò invece della disinformazione, del perché certi programmi tv contribuiscano a non formare le opinioni delle persone e portino l’Italia allo sbando.

Isola dei famosi: l’importanza di non guardarlo

Mi è capitato per caso di leggere la news principale del reality più squallido di tutti i tempi.

Sull’isola si litiga perché uno si è rasato i peli e si è lavato in mare e l’altra ha fatto pipì fuori dalla tenda.

La notizia del giorno è che una tempesta ha travolto e sconvolto i naufraghi.

Ora capite bene che, nei tempi che stiamo vivendo, è davvero assurdo avere dei programmi tv che azzerano i pensieri delle persone.

Abbiamo un palinsesto, Mediaset in particolare, costruito in modo che la fetta media del popolo italiano, anziché farsi un’idea di come sta andando il mondo si interessi di fesserie.

La cosa migliore è spegnere la tv.

Isola dei famosi

Isola dei famosi: lo schiaffo alla povertà

Questo “reality” palesemente finti sono uno schiaffo alle persone che in Italia non arrivano a fine mese. Ci sono davvero persone affamate e disperate, non abbiamo bisogno di uno show fittizio.

I programmi come Il grande fratello e L’isola, servono a distrarre e livellare l’opinione pubblica.

Comunicano all’italiano medio “Fregatene di come va l’Italia, interessati di scemenze è andrà tutto bene”.

No.

Se vogliamo cambiare il Paese, se vogliamo uscire dalla crisi, dobbiamo dire no a tutto questo. Dobbiamo parlare, informarci, istruirci e discutere.

Mai come ora questo Paese ha la necessità di persone che pensino, s’informino e aprano gli occhi. Dobbiamo andare avanti, superare gli ostacoli.

E’ ora di smetterla con questa tv qualunquista, che vuole trasformare il popolo in un gregge di beoti.

Vogliamo programmi consistenti, educativi, di svago ma che non trattino di fesserie inutili.

Spegnete la tv ed accendete la mente.

Carrie film e libro: gli adolescenti di Stephen King

Carrie film

Carrie film e libro: gli adolescenti visti da Stephen King, fra bullismo, rivalse, riti di passaggio ma anche fanatismo religioso.

E’ stato uno dei primi libri che ho acquistato, precisamente nel 1999 quando vinsi un concorso letterario indetto nel mio paese.

E’ un libro abbastanza difficile, non da leggere: anzi è molto scorrevole, ma esplora molti lati oscuri dell’anima e molti risvolti imprevedibili delle azioni umane.

Sono fatti molto verosimili e ciò è uno dei punti di forza della riuscita di questi temi. Lo trovo anche un romanzo molto attuale per via dei temi trattati quali: il bullismo, di violenze in famiglia, di situazioni che accadono ovunque che siamo abituati a sentire al tg a cui King aggiunge quel tocco di paranormale che lo rende sconvolgente. Non lo definirei un horror, ma un libro del terrore con un fondo amaro, di tristezza.

Carrie film e libro: la storia della ragazza con i poteri

Carrie è una ragazza che vive nel Maine, un po’ in sovrappeso, abbastanza anonima. Abita con la madre, una fanatica fondamentalista cristiana.

Frequenta la Thomas Ewen High School dove è vittima di continui e crudeli scherzi da parte dei suoi compagni che la trovano ridicola è diversa per via dei suoi atteggiamenti “molto cristiani” e delle gaffe che commette.

Dopo un crudele scherzo, alcune ragazze sono costrette a rinunciare ad un ballo scolastico. E mentre qualcuna cerca di aiutare Carrie un’altra è pronta a giocarle l’ennesimo tiro.

Ma Carrie ha un segreto

Carrie film e libro: il genio di Stephen King

E’ interessante anche la struttura narrativa: King non si limita a narrare gli eventi ma intermezza la narrazione con pagine di libri di testimoni degli eventi, testimonianze, articoli di giornali (tutto naturalmente inventato) come se volesse dimostrarci che i fatti sono realmente accaduti. Inoltre il libro si conclude con una lettera che lascia ad intendere che è nata una nuova Carrie anni dopo…

Il bello è che a King questa storia inizialmente pareva banale e poco interessante, non si ricorda nemmeno quando ebbe iniziato la stesura. Si ricorda solo che ad un certo punto mentre lavorava per una rivista buttò giù qualche riga su una ragazza tormentata dalle compagne che scatena una terribile forza distruttiva. Ma l’idea non gli piacque e gettò via le bozze, fu sua moglie Thabita a recuperarle e convincerlo a riprenderlo in mano fino a trasformarlo in un romanzo. E fu il suo romanzo di debutto.

Riguardo il film non è certo che King fosse d’accordo con la stesura, tuttavia ha avuto un enorme successo.

Una curiosità: fu vietato in Finlandia.