giovedì, 18 Luglio 2024

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Salmone: ecco perché è meglio evitarlo

Credit: passionepesce.it

Troppi falsi miti nel campo del food. Il salmone – da molti decantato come un toccasana per le diete ipocaloriche, perfetto per chi soffre di colesterolo alto e ottimo per combattere l’osteoporosi e il cattivo umore – è sconsigliato in una dieta abituale, soprattutto se proviene da allevamenti intensivi, proprio come la maggior parte di quella che mangiamo.

Per oltre 25 anni ricercatori ed esperti di tutto il mondo hanno denunciato i danni che procurano gli allevamenti intensivi di salmone, all’ambiente, all’acqua, alle risorse ittiche e all’ecosistema dei fondali marini.
Decine di migliaia di salmoni d’allevamento confinati nelle reti producono una quantità enorme di rifiuti: chimici, biologici, organici e inorganici.

Il problema principale è che i reflui degli allevamenti intensivi non vengono mai lavati via, ma si lasciano cadere attraverso le reti; si depositano così nel fondale tonnellate di escrementi e rifiuti.
Il risultato è che i salmoni che dal supermercato finiscono sulla nostra tavola hanno prima sguazzato in una zuppa di muco ed escrementi, alimentando così le mutazioni di agenti patogeni.

“Si dovrebbe evitare il salmone di allevamento come la peste”. Questo è quanto afferma uno scienziato statunitense dopo un studio sugli allevamenti intensivi. I risultati dello studio rivelano che il 95% dei salmoni che compriamo e poi mangiamo proviene da allevamenti intensivi dove verrebbe sottoposto ad una colorazione artificiale – inserita direttamente nel mangime dei pesci – per renderlo più simile nell’aspetto al salmone selvaggio.

Il Render Magazine ha riportato che in alcuni casi i mangimi per i salmoni da allevamento potrebbero contenere proteine derivate da sottoprodotti di origine animale, soprattutto provenienti da suini.
Inoltre, la sostenibilità di questi allevamenti è parecchio inefficiente: per ottenere un kg di salmone ne servono almeno 5 di altri pesci – il che sta portando all’estinzione di molte specie. Proprio dove ci sono allevamenti di salmoni intensivi si è, infatti, registrato un drastico calo di salmoni selvatici.

I medici norvegesi hanno anche sconsigliato alle donne incinte di evitare di mangiare salmone a causa delle tossine contenute in quelli da allevamento intensivo. Sostanze conosciute per provocare danni allo sviluppo del cervello nei bambini.

Migliaia di persone mangiano il salmone sicuri che faccia bene alla salute, che sia ricco di Omega 3, vitamine e sali minerali, e che sia povero di calorie. Non è così, ed è bene saperlo.

[Credit: ciboecibo.it]

Hell’s Kitchen Italia: le ricette dalla quarta puntata

tvblog.it

Dalla quarta puntata arrivano ben 3 nuove ricette variegate e particolari, contenute nel menù ufficiale della cucina. Tutte ovviamente cucinate e da preparare su indicazione del pluristellato chef Carlo Cracco. Vediamole insieme.

Uovo in camicia alla curcuma con spaghetti di zucchine e topinambur

Ingredienti:
1 uovo
1 radice di curcuma
mezza zucchina
sale grosso q.b.
20 gr di olio d’oliva
aceto di vino q.b.
2/3 rametti di timo

Preparazione: Sbucciare e centrifugare le radici di curcuma, mettere il succo in un pentolino, cuocerlo leggermente per evitare che si ossidi. Allungarlo quindi con poca acqua e metterlo in un recipiente stretto e con i bordi alti in modo che il liquido possa coprire completamente le uova in camicia. Lasciare marinare per una notte le uova in frigo. Per la preparazione delle uova in camicia invece salare abbondantemente dell’acqua acidulata e una volta portata a bollore cuocere l’uovo per 2 minuti circa, creando un vortice in modo che il tuorlo resti liquido. Far cuocere quindi il topinambur in forno, in una teglia, appoggiato su un letto di sale grosso. Infornare a 165°/170°C per circa un’ora. Nel frattempo tagliare la zucchina con la lama liscia della mandolina ottenendo delle fette alte circa o,5 cm. Tagliare al coltello le fette in modo da ottenere degli spaghetti di zucchine. Saltarli quindi in padella con burro, aglio e timo, tenendole al dente. Per finire il piatto prelevare le uova dalla marinatura, scolarle e appoggiarle in una teglia. Rigenerarle poi in forno a 120°C. Completare il piatto con gli spaghetti di zucchine saltati, uovo in camicia, topinambur caldo leggermente schiacciato, un filo d’olio e sale maldon.

Spaghetti al pomodoro con colatura di alici

Ingredienti:
spaghetti
pomodoro s.Marzano
colatura di alici
aglio
olio
sale
pepe

Preparazione: Mettere dell’acqua a bollire con del sale e aggiungere successivamente gli spaghetti. Nel frattempo tagliare i pomodori s.Marzano e farli cuocere con uno spicchio d’aglio e un po’ di olio. Alla fine della preparazione della salsa aggiungervi un pizzico di sale. Girare la pasta, scolarla e farla saltare con la salsa di pomodoro. Servire infine la pasta nel centro del piatto con la sua salsa e un cucchiaino di colatura di alici.

Portafoglio di salmone

Ingredienti:
salmone
scarola
pinoli
uvetta
sale
sugo di carne
vino rosso
scalogno

Preparazione: Pulire il salmone, dividerlo a metà, tagliare dei tranci di 5/6 cm e poi con il coltello dividerlo ancora una volta a metà. Farlo quindi rosolare in una padella con un po’ di olio dai due lati esterni – parte superiore e parte inferiore – facendolo cuocere brevemente solo da un lato per fetta. Nel frattempo tagliare gli scalogni e mettere il vino rosso in una pentola, facendolo prima fiammeggiare e poi ridurre. Una volta ridotto aggiungere il sugo di carne fatto in precedenza, fare ridurre il tutto ancora e montare con un po’ di burro. Per la guarnizione: mettere dei ciuffi di scarola in una padella con uvetta ammollata e un po’ di pinoli tostati e farli rosolare. Infine servire prima il salmone cotto solo dalla parte inferiore, aggiungere un cucchiaio di scarola con pinoli e uvetta di traverso, chiudere con l’altra fetta di salmone dorata dalla parte superiore e ricoprire il tutto con la salsa di vino rosso.

Il latte fa male alle salute, a dirlo sono i nutrizionisti di Harvard

Siamo cresciuti con l’idea che il latte faccia bene soprattutto alle ossa perché contiene del calcio, ma da alcune recenti ricerche fatte dai nutrizionisti dell’Università di Harvard sembrerebbe non essere così. Secondo questo studio, infatti, il latte consumerebbe una percentuale maggiore di calcio rispetto a quella che dà.

Date le ricerche, il latte contiene alcune proteine acide di origine animale che per essere smaltite tendono a consumare una gran quantità di calcio, ciò può portare all’osteoporosi. Di conseguenza il nostro scheletro potrebbe andare incontro ad una notevole perdita di massa ossea e sarà soggetto a fratture patologiche.

Ciò però non pare essere un problema per i più piccoli, o almeno fino allo svezzamento. Difatti il latte, in particolare quello materno -che si consiglia di dare almeno fino ai sei mesi di vita- è di fondamentale importanza nell’alimentazione dei bambini, in quanto è costituito da precise percentuali di macronutrienti, quali lo zucchero, proteine e grassi, che favoriscono la produzione dell’ ormone della crescita necessario per ogni bambino.

Per quanto riguarda gli adulti si consiglia di moderare il consumo di latte (qualora se ne abusi) e di far ricorso ad altri alimenti, come le verdure, per compensare il consumo di calcio.
Inoltre, secondo le ricerche Healthy Eating Plate, i latte e i suoi derivati (i formaggi) contengono un alto tasso di grassi saturi che, oltre a provocare l’aumento del peso, potrebbero causare nel tempo lo sviluppo di malattie quali il cancro alla prostata e alle ovaie.

Per il mondo vegano, che è sempre in prima linea per i diritti degli animali e contro qualsiasi tipo di maltrattamento loro imposto, questa è una bella notizia al contrario degli onnivori che hanno prontamente risposto che si tratta di una trovata per condurre l’uomo a praticare una dieta vegana.
Che sia vero o meno, i medici consigliano di non eliminare del tutto il latte dalla propria alimentazione ma di diminuirne il consumo.

Caro cibo, ti amo e non ti spreco (VIDEO)

Lo spreco alimentare è attualmente uno dei problemi più rilevanti a livello mondiale. Secondo uno degli ultimi report effettuati dal Food policy research center, negli Stati Uniti quasi il 40% delle scorte alimentari (pari a 1.500 calorie per persona al giorno) viene sprecato. Un dato choc, a cui si aggiungono anche quelli provenienti dagli altri paesi e le conseguenze ambientali, derivanti dalla dispersione di risorse naturali che lo spreco alimentare provoca. Un terzo dei fertilizzanti, delle sementi e un quarto dei consumi d’acqua finiscono infatti in alimenti che non verranno mai mangiati.

Il benessere e l’abbondanza di risorse alimentari che caratterizzano la maggior parte dei paesi economicamente sviluppati, determinano una minore attenzione dei consumatori per il cibo che mettono in tavola quotidianamente, a cui si aggiunge il basso livello educativo in ambito alimentare.

Minute Earth.ong ha tentato di sensibilizzare il pubblico virtuale proprio su questo argomento. L’associazione realizza video educational che cercano di condensare in brevi pillole argomenti ecologici e scientifici di interesse planetario in modo da renderli facilmente comprensibili e accessibili a tutti. E quale mezzo migliore del Web? Il focus dell’ultimo video pubblicato lo scorso aprile sul canale Youtube è proprio lo spreco alimentare, tema caldo del 2014.

Si tratta di una lettera d’amore che uomini, donne e bambini di ogni parte del mondo dedicano proprio al cibo. Un compagno vitale, indispensabile alla sopravvivenza, che porta gioia di stare insieme, dolcezza nel condividere i momenti importanti con famiglia e amici, appagamento. Una dichiarazione non solo d’amore, ma fondamentalmente di scusa, per tutte le volte che il cibo non viene valorizzato. Sprecato a causa di varie motivazioni, che possono essere estetiche, dovute alla distrazione o a calcoli economico-produttivi. Uno spreco di soldi, di forze e perché no, una mancanza di rispetto.

Quando si ha tutto il necessario per vivere, si arriva a non apprezzarlo più.