martedì, 23 Aprile 2024

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Proposte dal mondo del cibo: ristorazione, dieta, ricette e cucina

L’hamburger diventa un piatto da gourmet

Poco importa se lo preferite ben cotto, al sangue, con cheddar e insalata o condito con ketchup e maionese: l’hamburger, ormai a detta persino dei più grandi chef, non è più da considerarsi cibo spazzatura, nemmeno in Italia che – anzi – per Joe Bastianich, “è l’unico posto in grado di rendergli giustizia”. A sancirne l’assoluto trionfo sulle tavole di tutto il mondo, gli straordinari cuochi del ristorante parigino Blend, Victor Garnier, David Japy ed Elodie Rambaud con il libro “Hamburger Gourmet”, disponibile anche nelle librerie italiane: “L’hamburger è un invito a cucinare, a mangiare con gusto – spiega Garnier – per non parlare della convivialità che ispira: davanti a un buon hamburger ci si sente bene: riunisce, avvicina. L’hamburger, poi, ha una peculiarità: il piacere di prepararlo è pari a quello di mangiarlo”. Insomma, degli ottimi motivi per elaborare le 58 ricette proposte nel volume, che spaziano dall’hamburger semplice al bacon a quello a base di agnello, prugne e paprika. Al parere degli esperti si aggiunge, ad ulteriore conferma, il proliferare lungo tutto lo Stivale delle hamburgerie, che hanno fatto della specialità americana un piatto per veri intenditori.

Nato in Texas nel 1880 per opera di Fletcher Davis, l’hamburger rinasce in versione gourmet intorno al 2000, anno in cui quasi tutti gli chef stellati cominciano a inserirlo nei loro menù: fra questi, il pioniere assoluto è il francese Daniel Boulud che a New York propone il suo hamburger al foie gras a 29 dollari. In terra nostrana, tutto ha inizio a Milano, con Andrea Berton e Nespor & Roncoroni di Al mercato: stravolgendo l’immagine d Alberto Sordi di “Un americano a Roma”, sostituiscono la salsa barbecue con il pesto, il cheddar con la scamorza, aggiungono svariati ingredienti mediterranei e pane tipico, dando vita così all’hamburgeria all’italiana, adatta a tutti i palati e a tutte le tasche, ma sempre di alta qualità.

Tra le più quotate, la California Bakery di Milano offre “solo carne italiana di bovini cresciuti al pascolo e alimentati in modo naturale senza uso di antibiotici”, senza escludere varianti più esotiche come quella del Burger di quinoa bio, con cipolla rossa di Tropea pickles e salsa di yogurt greco con erbe fini. Il Denzel, dal canto suo, serve l’Art Burger kasher, senza formaggio, mentre il Damini & Affini di Arzignano (Vi) è contemporaneamente macelleria, banco dei formaggi e ristorante. Sorgono poi un po’ dappertutto le hamburgerie di Eatitaly, a base di carne piemontese de La Granda e di formaggi di Langa, cui vanno ad aggiungersi le sedi di Roma e di Milano dell’Ham Holy Burger: qui è lo YouthBurger a farla da padrone, con carne Presidio Slow Food, crudo doppia corona 18 mesi, julienne di porri, frico di Parmigiano Reggiano e maionese di capperi. All’Orsone di Bastianich a Gagliano di Cividale, in Friuli, ci si delizia invece con l’hamburger di fassona, servito col gorgonzola. Frattanto a Cagliari, ai tavoli di Retroburger, si possono ordinare anche hamburger di cavallo, di asino e d’anatra, di provenienza italiana, sudamericana, irlandese o neozelandese. E, ancora, al Kilo di Roma l’hamburger è così grande da diventare “sociale”, perché da dividere con gli amici. Un trend che non ha risparmiato neanche la terra della Fiorentina, dove il Danny Rock in riva all’Arno fa furore col Pitburger di manzo e salsiccia. Ma niente paura per i vegetariani: la variante meat free è disponibile per ogni piatto sul menù.

Gelato gusto canapa, dedicato a Bob Marley

Credit: http://gds.it/

Si chiama Marley e sarà il nuovo gelato di Perlecò di Via Torino 46 Alassio. Indovinate il gusto “stupefacente”? Canapa.

Mentre si discute sulla legalizzazione della cannabis, che scientificamente è meno dannosa di altri tipi di droga, tra questi anche l’alcool, la gelateria di Alassio ha deciso di lanciare sul commercio questo nuovo e particolare gusto dedicato al cantante e attivista giamaicano Bob Marley. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione avviata con Canapa Ligure, un’associazione che promuove i benefici effetti della canapa.

I produttori, che hanno l’obiettivo di metterlo in commercio entro la fine dell’anno, dicono: “È buono e fa bene. Si tratta di un gelato con semi di canapa decorticati, buonissimo e con tutte le proprietà benefiche proprie della canapa dovute soprattutto all’alta presenza degli acidi polinsaturi che li rendono preziosi per combattere e prevenire diversi disturbi tra i quali l’arteriosclerosi, disturbi cardiovascolari, colesterolo, artrosi, malattie del sistema respiratorio, eczemi e acne”.

Due risotti facili e veloci

Quando c’è poco tempo per cucinare, c’è bisogno di qualcosa di facile e veloce. Ecco qua due ricette per due risotti molto facili da preparare.

Due risotti facili e veloci: Risotto al pomodoro e mozzarella

Il primo dei due risotti è un classico, molto semplice da preparare.

Ingredienti:

  • 320 g di riso Arborio o Carnaroli
  • 1 cipolla piccola,
  • 2 spicchi d’aglio
  • 400 g di pomodori pelati
  • 200 g di mozzarella
  • 1 litro di brodo vegetale
  • Olio d’oliva

In una pentola, scalda un po’ di olio d’oliva e aggiungi la cipolla tritata finemente e l’aglio. Cuoci a fuoco medio fino a quando diventano traslucidi.

Unisci il riso e fallo tostare leggermente per un minuto, mescolando continuamente.

Aggiungi i pomodori pelati e mescola bene. Aggiungi gradualmente il brodo vegetale, un mestolo alla volta, mescolando costantemente. Continua a cuocere, aggiungendo brodo man mano che il riso lo assorbe.

Dopo circa 15-20 minuti, quando il riso è quasi cotto, aggiungi la mozzarella a cubetti e mescola delicatamente fino a quando si fonde nel risotto.

Due risotti facili e veloci: Risotto ai funghi

Ecco un classico per cui bastano pochi semplici ingredienti.

Ingredienti:

  • 320 g di riso Arborio o Carnaroli
  • 250 g di funghi misti (funghi porcini, champignon, etc.) tagliati a fettine
  • 1 cipolla piccola, tritata finemente
  • 2 spicchi d’aglio, tritati finemente
  • 1 litro di brodo vegetale
  • 60 ml di vino bianco secco
  • 2 cucchiai di burro

In una pentola, fai fondere il burro e aggiungi la cipolla e l’aglio. Cuoci a fuoco medio fino a quando diventano traslucidi. Aggiungi i funghi e cuoci fino a quando sono dorati.

Aggiungi il riso e fallo tostare leggermente per un minuto, mescolando continuamente.

Aggiungi il vino bianco e lascialo evaporare completamente.

Aggiungi gradualmente il brodo vegetale, un mestolo alla volta, mescolando costantemente. Continua a cuocere, aggiungendo brodo man mano che il riso lo assorbe.

Dopo circa 15-20 minuti, quando il riso è quasi cotto, assaggia e aggiusta di sale e pepe.

Il vino subacqueo

credits: www.enotecagrazia.it

Il vino subacqueo, cioè la moda di far invecchiare il vino sott’acqua, è una pratica che sta diventando sempre più diffusa soprattutto in Spagna, Italia e Francia.
Il vino Lagunare, lo spumante Abissi, la cantina subacquea in Spagna sono degli esempi molto importanti riguardo la pratica del vino subacqueo; ultimamente anche in Francia, una delle griffe più importanti di Bordeaux cioè Chateau Larrivet Haut-Brion, invecchia un Bordeaux sotto il livello del mare.

Quella di fare invecchiare il vino o lo spumante sott’acqua è una pratica che nasce per caso, per scommessa, per errore, come nel caso delle 6.500 bottiglie di spumante dell’azienda ligure, fatte invecchiare a 70 metri di profondità. L’azienda in questione si chiama Bisson di Chiavari, ed è la prima che in Italia ha fatto un esperimento d’avanguardia di spumantizzazione subacquea.

L’esperimento è iniziato nel 2009 con la posa in fondo al mare delle 6500 bottiglie divise in vari gabbioni; data la profondità a cui sono state immerse, le bottiglie hanno potuto godere del perfetto bilanciamento di pressione, ottenendo un’omogenea spinta dall’interno verso l’esterno e viceversa. Questo effetto di pressione ha favorito un intenso amalgamarsi delle bollicine e conferito al vino subacqueo un miglior aspetto organolettico e quindi una maggiore sensazione di piacere nella degustazione. Un altro importante aspetto è stato l’effetto dondolo svolto naturalmente dalle correnti marine che ha permesso di mantenere in sospensione le cosiddette fecce; processo che nel normale invecchiamento in cantina viene attuato tramite appositi macchinari.

credits: www.vocedialghero.it
credits: www.vocedialghero.it

Un altro importante esperimento di vino subacqueo è quello del Lagunare, un vino vissuto affinandosi fra terra e mare. Il vino in questione è un rosso che finisce sott’acqua quando è ancora dentro la botte e l’insieme della porosità della botte, degli scambi tra ambiente interno e ambiente esterno, e il fatto che le bottiglie siano sommerse, rende questo vino veramente unico. In progetto c’è, anche, la produzione di un Lagunare bianco e di un passito sempre con gli stessi metodi di invecchiamento subacqueo.

In Spagna, invece, il vino subacqueo viene fatto invecchiare direttamente in una cantina sottomarina che si chiama Lseb (Laboratorio submarino envejecimiento bebidas); si tratta di un luogo composto da particolari moduli per contenere le bottiglie, adagiati sul fondale e attrezzati con sensori e videocamere che trasmettono in tempo reale in superficie, i dati registrati. L’esperimento spagnolo è mirato a dimostrare quali sono gli effetti positivi che l’acqua del mare ha sull’invecchiamento del vino.

I due casi italiani, quello spagnolo, quello recente francese, sono ancora rari ma sono destinati, in futuro, a portare numerose novità nel profilo organolettico del vino subacqueo e sicuramente saranno d’esempio per altre cantine vinicole che inizieranno a dedicarsi a questa particolare pratica di invecchiamento.