giovedì, 1 Dicembre 2022

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Oblivion, la nuova attrazione di Gardaland (FOTO E VIDEO)

Credit photo: www.gardapost.it

Gardaland, uno dei parchi divertimenti più belli d’Italia, ha inaugurato sabato scorso, 28 marzo, una nuova attrazione: Oblivion – The Black Hole, una delle montagne russe più grandi d’Europa. Per i suoi 40 anni di divertimento, Gardaland si regala questa nuova e strabiliante giostra, che lascerà tutti i visitatori a bocca aperta.

Oblivion vanta di due primati: è il primo dive coaster in Italia e il più lungo d’Europa. Lo sapevate? Questa grandiosa giostra ha un’altezza di 42,5 metri, un percorso di 566 metri, una velocità di circa 100 km/h, una discesa in picchiata verticale con inclinazione di 87°. Per questa attrazione il parco divertimenti ha dovuto ritagliare uno spazio di ben 13.000 metri quadrati.

Un’avventura che non vi scorderete facilmente questa sull’Oblivion. Prima di poter salire sulla nuova giostra, vi attende un lungo allenamento, utile per aumentare le vostre capacità di reazione fisiche e mentali e per non farvi arrivare impreparati. Per attraversare il famoso Black Hole, salite su un veicolo dallo stile futuristico, legati ad un sedile, ma con le gambe nel vuoto. L’adrenalina sarà altissima: attraverso capovolgimenti e rotazioni sembrerà di esseri catapultati in un altro mondo.

Mentre volerete in aria a bordo del nuovo Oblivion, molto probabilmente non vi accorgerete della bellezza della nuova giostra: binari bianchi e treni arancio sono la sua caratteristica principale, che l’avvicinano ancora di più a tutta l’area, che si ispira allo stile NASA.

Ad accompagnare i coraggiosi ci sono test e prove speciali, suoni, giochi di luce e LED screen. Ma l’elemento fondamentale di queste nuove montagne russe è il cosiddetto buco nero, che più attira l’attenzione dei coraggiosi e dei curiosi, che però la giostra la guarderanno solo dal basso.

Bristol: la migliore città inglese in cui vivere

La migliore città in Gran Bretagna in cui vivere? Bristol.
Il riconoscimento arriva da Sunday Times’ che nomina, appunto, Bristol come migliore città inglese in cui vivere, grazie soprattutto allo shopping, al paesaggio e ai luoghi.

Nella Rubrica “Best Place to Live List” il Sunday Times’ ha profilato per 64 città del continente, ma Bristol si è differenziata in positivo anche perché vanta “uno dei tassi di disoccupazione più bassi del paese, un vario e bellissimo patrimonio edilizio, scuole decenti, cultura frizzante e vita notturna, e la possibilità di vedere alcuni fantastici paesaggi”.

Bristol, una contea non metropolitana del Sud Ovest dell’Inghilterra, principale scenario della serie britannica Skins, con una storia tutta da raccontare passeggiando per le rive del suo fiume Avon.
Bristol, quella contea non metropolitana che più volte è uscita trionfante davanti a tutto il resto della Gran Bretagna, e l’ultimo e più recente esempio è proprio il fatto che sia stata nominata la “città più vivibile” nel Regno Unito, secondo una analisi dei fattori economici e di stile di vita.

Ha superato la capitale inglese, meta di moltissimi giovani speranzosi, che è stata nominata “Best Connected City”, e poi Cambridge, alla quale è stato assegnato il premio “UK’s Brainiest City”, per avere alcune delle migliori università del mondo.

Scendendo nella classifica si trovano: Belfast, nominata città più ottimistica del Regno Unito, sulla base di un’analisi del numero di emoticon smiley presenti nelle immagini non scattate dagli abitanti; Glasgow, nominata “Best for Sport”, anche in vista dei Giochi del Commonwealth di questa estate; mentre a Edimburgo è stato asseganto il premio come città avente la migliore City Views.

[Credit: TheIndipendent]

Gli Hadza, ecco l’ultima tribù primitiva presente sulla Terra

Nei pressi del Parco Naturale Serengeti in Tanzania si trova la tribù degli Hadza, una civiltà che vive come si faceva 10.000 anni fa. Si tratta di una tribù che conduce un’esistenza molto simile a quella dell’uomo del Paleolitico (che visse circa 2 milioni e mezzo di anni fa), svolgendo una vita senza regole e in piena libertà, dedita alla caccia e alla cura della famiglia. È proprio nei pressi del lago Eyasi, a nord del paese, che vive la più grande tribù di cacciatori Hadza.

Il loro mondo è uno degli ultimi rimasti incontaminato, al quale è sconosciuto l’uso della tecnologia (che per noi è diventata una dipendenza), tanto che le tecniche di caccia e coltivazione si tramandano oralmente di generazione in generazione. Non esistono i soldi, carte di credito, messaggi, chiamate, lavoro e neanche orari da rispettare, e la cosa più vicina ad una forma di mercato è lo scambio di un paio di sandali con una tribù vicina.

Secondo gli standard moderni degli studiosi, gli Hadza non dovrebbero esistere.
Eppure ci sono, e rappresentano più di un’anomalia: sono una tribù dimenticata. Non praticano la coltivazione e l’allevamento degli animali, ma si nutrono di cibi selvatici autoctoni raccolti e cacciati. La dieta degli Hadza consiste principalmente in: carne, miele, baobab, bacche e tuberi. Le donne Hadza si nutrono principalmente di prodotti vegetali (piante e tuberi) e passano la maggior parte del tempo nei campi. Gli uomini al contrario si spostano molto dal campo base alla ricerca di carne e miele. Anche se il cibo raccolto o cacciato è portato al campo e condiviso, gli uomini e le donne tendono a consumare, come spuntini nell’arco della giornata, il cibo che trovano. La loro lingua è una delle più antiche mai parlate dall’uomo, ed è composta da una dialettica a rime con dei suoni ritmati. Il sogno di ogni linguista, insomma.

Al contrario di noi, stressati dal lavoro e dalle preoccupazioni giornaliere, gli Hadza hanno tanto tempo per rilassarsi. Dato che la loro occupazione principale è cacciare il cibo, essi lavorano solo cinque ore al giorno. Durante tutti questi 10 mila anni, essi hanno lasciato molto più di un’impronta nella loro terra. Gli Hadza rappresentano una parte della cultura mondiale, ma allo stesso tempo, rappresentano anche ciò che l’umanità ha perso.

Mai come prima il nostro mondo è stato così connesso o conveniente. Ci basta cliccare su un bottone per cambiare canale, comprare un libro o prenotare un viaggio. Abbiamo tutte le comodità a portata di mano. In un breve lasso di tempo, la vita si è trasformata al massimo del comfort. E quindi quel senso di stress e di libertà che sogniamo è legata a qualcosa che abbiamo dimenticato e che solo i nostri ancestrali sapevano gestire. Popolazioni come gli Hadza sono il tesoro che abbiamo dimenticato.

Tutti i luoghi di “P.S. I love you” (FOTO)

photo credits: tourireland

C’è una cosa che accomuna le persone dall’animo romantico e quelle affette da wanderlust, passando per i prati verdi dell’Irlanda. Di cosa si tratta? Di uno dei film più strappalacrime di sempre, ovviamente: P.S. I love you.

Nato come romanzo dalla penna di Cecilia Ahern, P.S. I love you è conosciuto ed apprezzato anche per il film prodotto nel 2008.
Hilary Swank è la dolce e complicata Holly alle prese con un dolore davvero difficile da gestire: la morte prematura di suo marito Gerry, interpretato da Gerard Butler.
Nel film, Holly vola dagli Stati Uniti all’Irlanda per visitare i posti ed i luoghi dove Gerry è cresciuto e dove i due si sono innamorati.

Il successo di P.S. I love you va, senza dubbio, attribuito alla bellezza dei paesaggi mozzafiato irlandesi. Abbiamo selezionato tre luoghi dove è stato girato il film che vi faranno prenotare il primo volo per l’Irlanda.

Powerscourt Gardens


I giardini di Powerscourt si trovano a 20 chilometri da Dublino e sono tra i giardini botanici più belli d’Europa. Più di quaranta acri di terra arricchiti con cespugli e fiori di qualsiasi forma e colore.
Oltre al giardino italiano e giapponese, un caffè ed un ristorante accolgono i visitatori.
Chi sogna un matrimonio indimenticabile, sarà felice di sapere che la tenuta di Powerscourt ospita anche cerimonie nuziali.

Wicklow Mountains


Le Wicklow Mountains attraversano la parte sud-orientale dell’Irlanda ed ospitano, al loro interno, un parco nazionale molto frequentato. Sia i turisti che gli abitanti limitrofi apprezzano le attività che il parco offre. Pesca, arrampicata e barbecue tra amici sono tra le favorite.
Il paesaggio circostante viene fatto ammirare più volte nelle scene di P.S. I love you.

Sally Gap


Il primo incontro di Holly e Gerry è molto suggestivo. Holly, poco più che adolescente ed in gita scolastica, si perde tra le brughiere dell’Irlanda e non riesce a trovare le sue compagne di corso. Proprio tra le montagne di Wicklow, seguendo una strada tortuosa, si arriva al Sally Gap.
La leggenda vuole che il santo patrono dell’Irlanda, San Patrick, si sia spento su questo passo di montagna.
Il panorama dal Sally Gap è meraviglioso e permette di ammirare anche il lago Lough Tay, appartenente alla famiglia Guinness.