sabato, 10 Dicembre 2022

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Le 4 foto di un viaggio da non pubblicare mai (FOTO)

credits photo: laboratoriowebtoscana.it

Sarà l’entusiasmo, sarà la voglia di ricordare ogni minimo dettaglio, ma ogni volta che intraprendiamo un viaggio la mania di fotografare ogni cosa ci assale e non ci abbandona più. Non ha importanza se sei un viaggiatore abituale o un “novellino”, se si tratta di un viaggio di lavoro o di piacere. La voglia di scattare foto si impadronirà di te senza lasciarti scampo.

Immortalare dei momenti emozionanti non è sbagliato, ma ci sono 4 foto che sarebbe meglio evitare di pubblicare su Instagram, e che invece sono le più postate. Ecco quali sono i soggetti da evitare:

Biglietto, carta d’imbarco, passaporto

credits photo: jaunted.com
credits photo: jaunted.com

Sono i primi ad essere immortalati e pubblicati, già prima di partire. Niente di più sbagliato. Infatti, in questo modo, state rendendo pubblici tutti i vostri dati personali e probabilmente anche le informazioni per modificare il vostro biglietto. Quindi, se non volete una spiacevole sorpresa, evitate di pubblicare questa foto poco originale, o, perlomeno, cercate di nascondere i dati importanti.

Stanza d’albergo

credits photo: atticomoss.com
credits photo: atticomoss.com

Va sempre così. Arriviamo in albergo, apriamo la porta della nostra stanza e rimaniamo sulla soglia con il cellulare in mano per fotografarla e postarla su Instagram. Per una questione di sicurezza, però, sarebbe meglio aspettare il momento in cui ce ne andiamo per pubblicare la nostra foto. Infatti potremmo ricevere visite inaspettate e non gradite.

Cicatrici e ferite da viaggio

credits photo: instagram.com/rustyinthesun
credits photo: instagram.com/rustyinthesun

Mostrare al mondo le vostre cicatrici, per quanto provocate da qualche esperienza eccitante, è davvero una cosa di cattivo gusto. Eppure Instagram è pieno di queste immagini. Vogliamo quindi fare un appello: evitate di postare questo tipo di foto. Vedere ferite, sangue e ossa rotte non è piacevole.

Attività illecite

credits photo: instagram.com/mohammedhindash
credits photo: instagram.com/mohammedhindash

Prima di pubblicare una testimonianza di quello che state facendo, e che non dovreste fare, pensateci due volte e ricordatevi che una volta postata su internet la foto rimane lì per sempre. Tenete per voi le foto dei pazzi week-end ad Amsterdam e di ogni attività che i vostri genitori, datori di lavoro e fidanzati non sarebbero felici di vedere.

Lione si illumina per la Festa delle Luci (FOTO)

Celebrata a Lione dal lontano 8 dicembre 1852, giorno in cui i lionesi posizionarono delle candele accese alle proprie finestre in omaggio alla statua della Madonna appena ultimata nel quartiere di Fourvrière, la Festa delle Luci rappresenta uno degli eventi più celebri e attesi in Francia, ma non solo.

A partire dall’inizio di dicembre, dunque, l’intera città di Lione s’illumina e richiama milioni e milioni di visitatori da tutta Europa: dal 5 all’8 dell’ultimo mese dell’anno, quattro notti si accendono d’incanto grazie al genio e all’estro di numerosi artisti che presentano le oltre 70 installazioni a cui hanno lavorato, presenti in ogni angolo della ville.

Chiese, piazze, strade si trasformano in una sorta di tela incessantemente animata da scenografie luminose che esaltano le bellezze monumentali e architettoniche della magnifica Lione: un momento di incontro e di confronto per i creativi (giovani e navigati), certo, ma anche uno spettacolo da mozzare il fiato per chi vi assiste.

Ben quattro milioni di visitatori, francesi e stranieri, erano attesi nell’arco di queste quattro splendenti giornate: una vera fiumana che si è riversata lungo le vie e nelle piazze, del tutto rapita dall’incredibile spettacolo di luci offertole ad ogni singolo passo.

Un piacere per gli occhi, dunque, ma anche un modo estroso e originale per riscoprire la grandezza del patrimonio artistico di Lione, che tra Opéra, cattedrale di Saint-Jean, piazza Bellecour, piazza Jacobins, collina di Fourvière, chiesa di Saint-Nizier, Hôtel-Dieu e molti altri scorci di città, lascia inevitabilmente a bocca aperta. O forse sarebbe più calzante dire ad occhi aperti.

Un sottopasso per cammelli contro gli incidenti d’auto (FOTO)

Credits: www.flickr.com

Ciò a cui i grandi emiri tengono di più, oltre che al petrolio, sono i cammelli.
Ecco perché i grandi signori del deserto stanno facendo costruire un sottopasso per questi animali ai margini di una superstrada nel deserto a Ras Al Khaimah, uno dei sette emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti.

I cammelli sono culturalmente centrali nella vita di Dubai e degli Emirati tutti e si contano circa 180.000 cammelli negli Emirati Arabi Uniti secondo i dati del 2003. Con la scoperta del petrolio però, l’utilità pratica dell’animale è andata via via scemando e così negli ultimi anni gli sceicchi hanno dato vita ad una nuova pratica per ridare importanza all’animale e alle tradizioni del popolo beduino: le corse di cammelli. I cammelli da corsa vengono allevati e selezionati e nel Paese se ne contano 14.000. Il cammello perciò è stato trasformato da fonte di reddito e fondamento economico dell’emirato a simbolo forte di appartenenza ad una cultura che le moderne tecnologie e i profitti stanno cancellando.

Nonostante ciò il numero di animali presenti sul territorio è enorme ed è molto facile che alcuni esemplari scappino alla supervisione del mandriano dei vari allevamenti.
Così, sulla strada Al Shuhada che collega l’emirato con Fujariah, gli sceicchi hanno ordinato la costruzione del sottopassaggio, come spiega l’ingegner Ahmed Al Hammadi direttore generale del dipartimento dei lavori pubblici e sociali, che sarà lungo 7 metri e alto 3,6 metri con “lo scopo di garantire il movimento di cammelli tra i lati di strada che è una delle strade a più rapido scorrimento del Paese“.
I cammelli erranti negli ultimi anni sono diventati una preoccupazione non solo per gli automobilisti ma anche per i proprietari degli animali, che, solo l’anno scorso, si sono visti investire 213 esemplari, provocando incidenti molto pericolosi, se non mortali e grosse perdite economiche.

I sottopassaggi di questo tipo interessano sempre più gli ingegnieri degli Emirati, che ne stanno progettando altri in tutto il Paese per tutelare tanto gli animali quanto soprattutto le persone, diminuendo il rischio di incontrare animali vaganti sul proprio tragitto.
Quest’ultima trovata fa sempre più riflettere sull’ingegnosità e attenzione che sta nascendo in questa parte del mondo, fortino delle più moderne tecnologie e di ricchezze sia materiali che umane, che pochi Paesi al mondo possiedono.

I festival più colorati del mondo (FOTO)

Il mondo è pieno di divertimenti e di gente folle: la prova lampante? Che esistano manifestazioni come queste: dall’Australia alla Spagna, passando per la Tailandia, il Giappone e l’India, sono tantissimi i festival più colorati del mondo, eventi tra i più pazzi e caotici che si siano mai visti che rappresentano un luogo di ritrovo per milioni e milioni di persone da ogni angolo della Terra.

Da guerre a base di cibo, come quella dell’uva in Australia o quella dei pomodori in Spagna, a festival musicali sottomarini o al “salto del bambino” (una sorta di corsa a “ostacoli”), c’è qualcosa per ognuno di noi: i festival, del resto, sono un’occasione straordinaria per fare esperienze nuove e per conoscere pienamente la cultura di un Paese diverso. Perciò, se state già iniziando a dare un’occhiata in giro per le vostre vacanze, controllate bene se nei posti in cui andrete sia previsto qualche festival.

Ecco quelli più colorati in assoluto: lo Yi Peng Lantern in Tailandia, l’Agitagueda in Portogallo, l’Holi Color in India, il festival della fioritura dei ciliegi in Giappone, il festival delle lanterne galleggianti ad Honululu (nelle Hawaii), il celebria Dia de los Muertos in Messico, il Burning Man Festival in Nevada, il Rouketopolemos (guerra dei missili) in Grecia, il Jaipur, festival degli elefanti in India, il Merfest, festival di sirenette e sirenetti in North Carolina, e la Fiesta del “salto del bambino” in Spagna. Non c’è, dunque, che l’imbarazzo della scelta: che aspettate a unirvi alla festa?