sabato, 10 Aprile 2021

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I 10 mercati più belli d’Europa

Andiamo ormai incontro a Natale e le tradizioni ci sembrano quasi d’obbligo: eppure in questo caso non ci sono solo quelle, ma c’è molto molto di più. Ecco tutto ciò che vi conquisterà presso i 10 mercati più belli d’Europa.

Il Markhtal di Rotterdam

Vera e propria esplosione di sensazioni, il Markhtal di Rotterdam – che ha aperto soltanto di recente (a ottobre di quest’anno) – è un innovativo mercato a forma di ferro di cavallo, dove più di 100 tra negozi e bancarelle vendono da mangiare: si possono assaggiare involtini speziati alla salsiccia provenienti dal Suriname, ma anche yogurt-gelato. E per la nonna cosa c’è di meglio che regalarle un’intera forma di Gouda?

Il Dalston di Londra

Già noto per le specialità africane che offre, il Dalston ha recentemente reso disponibili prodotti di salumeria, piante e fiori. Ma questo celebre mercato londinese è anche il posto ideale per mangiare un bello snack invernale: souvlaki, gyoza, pizza e persino burrito coreani… Da assaggiare assolutamente.

Il Kauppatori di Helsinki

Tra i più famosi mercati della Finlandia, il Kauppatori ha la fortuna di trovarsi proprio di fronte al porto di Helsinki, bagnato dalle gelide acque baltiche, ed è di sicuro il miglior posto al mondo dove mangiare pesce fresco. L’arringa e il salmone sono le vere specialità della casa, serviti caldi assieme a patate lesse fumanti. E per il freddo non c’è da preoccuparsi: potete consumare il tutto ben riparati nelle apposite aree riscaldate.

Il Village Market di Berlino

Ogni domenica al Village Market potete sorseggiare in tranquillità del vin brulé o prendere a morsi un omino di marzapane. Ma anche mangiare dell’ottimo yogurt-gelato o dell’hamburger di maiale, rallegrati da musica live o da spettacoli teatrali.

Il Bristol Eats di Bristol

Tra gli eventi più in del sud-ovest britannico, il Bristol Eats vi dà la possibilità di darvi spassionatamente alla griglia: qui potete godere di ciambelle ripiene al manzo, curry vegano speziato e sformati al lime. Perché privarsene?

Il Naschmarkt di Vienna

Soddisfatta la vostra fame culturale al Secession, tra le gallerie più belle d’Europa, sarete colti senz’altro da un bel più reale appetito da placare con gli shakshuka e i sambusak venduti al Naschmarkt di Vienna. Naturalmente, potrete gustare anche autentici sapori tradizionali dell’Austria, ordinando pancakes o schnitzel accanto al vostro caffè viennese.

Il Great Market Hall di Budapest

Il Market Hall di Budapest è davvero un incredibile incontro di stili diversi: qualcosa a cavallo tra una moschea orientale e una stazione ferroviaria francese. Qui potete fare grandi scorpacciate di Lángos, ciambelle ultra-fritte ripiene al formaggio, quintessenza dello street food ungherese. Sugli stand tutt’intorno, invece, si possono acquistare paprika e vini ungheresi: senz’altro un must have!

Il Marché Raspail di Parigi

Chissà quale star d’Oltremanica potrete incontrare al Raspail! Si tratta infatti del mercato più frequentato dalle celebrità francesi. E la domenica, in particolare, è giornata bio, con prodotti provenienti da sole località francesi. Da non perdere: l’hamburger con Bleu d’Auvergne.

L’Östermalms Saluhall di Stoccolma

Per chi ama la cioccolata questo mercato di Stoccolma è insuperabile: solo qui troverete in vendita il chokladsnittar, cioccolato svedese a fette fatto a mano – una prelibatezza unica al mondo. Se poi volete andare sul salato, non temete: all’interno c’è anche un Sushi Baren davvero molto quotato.

Il Torvehallerne di Copenhagen

Non è vero che gli Scandinavi sono gli europei più moderni: al Torvehallerne si comportano piuttosto come uomini delle caverne. E questo perché la filosofia che vige è quella di mangiare soltanto i cibi naturali che si consumavano in tempi preistorici, come crema di avocado, insalata non condita, melograni o mandorle. E chi non può proprio fare a meno della contemporaneità? Niente paura, c’è liquirizia, caramello e formaggio islandese per tutti.

Greenland: un viaggio verso la fine del mondo (FOTO)

Si chiama Ilulissat ed è la capitale mondiale degli iceberg.
Caratterizzata da strisce di iceberg infiniti e da colori oltremodo mozzafiato è stata una delle location più amate dal fotografo Paul Zizka, artista di grande livello e dall’invidiabile spirito avventuriero.

Zizka, affascinato da sempre da luoghi selvaggi e inesplorati, ha deciso di dedicare la sua raccolta ad un luogo dai colori magici e dalla natura impervia e apocalittica. Come da lui stesso dichiarato, infatti, l’ambiente che lo ha ospitato per tutta la durata dell’avventura di 10 giorni lo ha affascinato a tal punto da voler tornare con un altro fotografo per offrire un workshop a 16 aspiranti partecipanti.

Greenland sembra lo scenario di un film sulla fine del mondo, qualcosa che va al di là di ogni possibile immaginazione e che offre tutto quello che un fotografo può cercare in un viaggio all’insegna delle tappe più significative per la creazione di un album dai livelli superiori.

Paul, inoltre, ha reputato necessario ritrarsi in alcuni autoscatti solo per mostrare allo spettatore la grandezza reale dei luoghi visitati, una sorte di scala per ridimensionare ogni singola parte del paesaggio.
Un’altra delle tecniche da lui usate, per trarre il massimo da ogni scatto e dalle possibilità che l’area circostante poteva offrire a chi osserva, è stata il time-lapse, utilizzato per massimizzare l’esposizione alla luce.

Di seguito gli scatti più belli dell’artista canadese.

Gli Hadza, ecco l’ultima tribù primitiva presente sulla Terra

Nei pressi del Parco Naturale Serengeti in Tanzania si trova la tribù degli Hadza, una civiltà che vive come si faceva 10.000 anni fa. Si tratta di una tribù che conduce un’esistenza molto simile a quella dell’uomo del Paleolitico (che visse circa 2 milioni e mezzo di anni fa), svolgendo una vita senza regole e in piena libertà, dedita alla caccia e alla cura della famiglia. È proprio nei pressi del lago Eyasi, a nord del paese, che vive la più grande tribù di cacciatori Hadza.

Il loro mondo è uno degli ultimi rimasti incontaminato, al quale è sconosciuto l’uso della tecnologia (che per noi è diventata una dipendenza), tanto che le tecniche di caccia e coltivazione si tramandano oralmente di generazione in generazione. Non esistono i soldi, carte di credito, messaggi, chiamate, lavoro e neanche orari da rispettare, e la cosa più vicina ad una forma di mercato è lo scambio di un paio di sandali con una tribù vicina.

Secondo gli standard moderni degli studiosi, gli Hadza non dovrebbero esistere.
Eppure ci sono, e rappresentano più di un’anomalia: sono una tribù dimenticata. Non praticano la coltivazione e l’allevamento degli animali, ma si nutrono di cibi selvatici autoctoni raccolti e cacciati. La dieta degli Hadza consiste principalmente in: carne, miele, baobab, bacche e tuberi. Le donne Hadza si nutrono principalmente di prodotti vegetali (piante e tuberi) e passano la maggior parte del tempo nei campi. Gli uomini al contrario si spostano molto dal campo base alla ricerca di carne e miele. Anche se il cibo raccolto o cacciato è portato al campo e condiviso, gli uomini e le donne tendono a consumare, come spuntini nell’arco della giornata, il cibo che trovano. La loro lingua è una delle più antiche mai parlate dall’uomo, ed è composta da una dialettica a rime con dei suoni ritmati. Il sogno di ogni linguista, insomma.

Al contrario di noi, stressati dal lavoro e dalle preoccupazioni giornaliere, gli Hadza hanno tanto tempo per rilassarsi. Dato che la loro occupazione principale è cacciare il cibo, essi lavorano solo cinque ore al giorno. Durante tutti questi 10 mila anni, essi hanno lasciato molto più di un’impronta nella loro terra. Gli Hadza rappresentano una parte della cultura mondiale, ma allo stesso tempo, rappresentano anche ciò che l’umanità ha perso.

Mai come prima il nostro mondo è stato così connesso o conveniente. Ci basta cliccare su un bottone per cambiare canale, comprare un libro o prenotare un viaggio. Abbiamo tutte le comodità a portata di mano. In un breve lasso di tempo, la vita si è trasformata al massimo del comfort. E quindi quel senso di stress e di libertà che sogniamo è legata a qualcosa che abbiamo dimenticato e che solo i nostri ancestrali sapevano gestire. Popolazioni come gli Hadza sono il tesoro che abbiamo dimenticato.

Appuntamento sulle montagne della Slovacchia (FOTO)

Credits: boredpanda.com / Facebook

Simon Trnka e la sua fidanzata Mishel sono una coppia come tutte: escono, si divertono, stanno insieme, si amano e adorano fare le stesse cose. Come ad esempio passare romantiche serate sulla neve, più precisamente sulle cime delle montagne più alta della Slovacchia. Simon Trnka è un fotografo conosciuto sul web: su Facebook ha una sua pagina personale chiamata Simon Trnka PhotoAdventures, che conta più di 15mila like, e un sito personale dove raccoglie tutti gli scatti delle sue avventure. Lui e Mishel passano quasi ogni weekend sulle montagne, portando con sé sacchi a pelo, tute da sci, e spendono la sera ad ammirare le stelle, prima di addormentarsi nella tenda.

L’amore per le montagne, e più in particolare per la Slovacchia, li ha uniti sempre di più, ed è facile capire perché da questi scatti realizzati dal fotografo. Il panorama imbiancato è maestoso, le cime innevate ci danno un senso di tranquillità, tanto da sentirci isolati dal resto del mondo. Forse è proprio per questo che Simon e Mishel hanno scelto di fare questo divertimento, insolito per una coppia normale, ma avventuroso per loro due. Svegliarsi baciati dalla luce del sole è “semplicemente straordinario”, scrive Simon su Facebook. Per condividere il suo amore per la neve e la Slovacchia, il fotografo ha condiviso alcuni scatti dal loro appuntamento. Eccone un paio: guardatele con attenzione e se vi piacciono, provate a fare questa esperienza. Siete coraggiosi abbastanza per buttarvi in quest’avventura?

Photo credits: boredpanda.com / Facebook