domenica, 12 Aprile 2026

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Credere in se stessi: come ti creo il guru

Credere in se stessi

Credere in se stessi: come ti creo il guru. Questo articolo non è un manuale, è solo un’idea.

Nella nostra società siamo tutti in cerca di un guru, di un maestro, una motivazione: qualcosa che ci aiuti a credere in noi stessi e che ci dia la spinta.

Troppe volte abbiamo sperimentato ansia, panico, depressione, infelicità e abbiamo disperatamente cercato qualcosa o qualcuno a cui aggrapparci. In oriente ci sono i guru, i maestri di vita, che insegnano la loro saggezza agli allievi che cercano la strada.

A ben pensarci ognuno di noi ha un guru, qualcuno che c’ispira e che ci ha aiutato a migliorare e a guarire in certe situazioni. Solo che non è necessariamente sempre una persona.

Credere in se stessi: la ricerca di guru

Avete trovato il maestro o lo state cercando? Perchè non crearne uno?

Troppo difficile? In realtà no. Certo se si tratta di una persona tanto meglio, possiamo porre domande e ricevere risposte ma un guru può essere anche un’ispirazione, frasi, musica, libri che ci aiutano ad attraversare la vita senza perdere i nostri obiettivi, senza impantanarci o almeno riuscendo ad uscirne.

Credere in se stessi: i miei esempi

Il concetto di guru mi è sempre stato chiaro, solo dove trovarne uno? Devo andare in India? Devo cercarlo nei corsi di yoga? Sì potrebbe essere un’idea, ma io ho scelto dei guru diversi: i libri.

Due libri in particolare mi aiutano quando ho bisogno di ricordarmi di alcune lezioni di vita: Le lezioni di Madame Chi di Jenniffer Scott e Benvenuta in paradiso di Terry McMillan.

Sono dei guru un po’ buffi lo so, ma mi aiutano molto: in entrambi ritrovo sempre una guida su come varrebbe davvero la pena di vivere con passione, gusto, risate e un poco di follia dosata al giusto quantitativo di ordine.

Tutto questo mi ricorda che credere in se stessi è il primo passo per uscire dai problemi e per godersi la vita.

Quali sono i vostri guru?

Luciano Ligabue torna come regista con Made in Italy

Luciano Ligabue

Luciano Ligabue torna come regista con Made in Italy, dopo ben 20 anni!

Il famoso cantante aveva lasciato la regia con Radiofreccia, e poi era tornato per un breve interludio con Da Zero a Dieci.

E poi? Forse mancava l’ispirazione, forse la motivazione, ma ora è tornata.

Luciano Ligabue torna come regista con Made in Italy

Made in Italy è l’album omonimo di Ligabue uscito un anno e mezzo fa che lui ha definito “Una scelta anacronistica e presuntuosa quella di voler fare un concept negli anni Duemila, di voler costringere qualcuno ad ascoltare un disco dall’inizio alla fine. Ma avevo una storia da raccontare. E cosi’ e’ caduta la scusa che mi davo ormai da 15 anni, di non avere il materiale giusto per tornare a fare il regista. Un lavoro faticosissimo, soprattutto per me, abituato alle emozioni che fluiscono. Nei film invece le emozioni in qualche modo vanno progettate prima”.

Insomma è venuto da sé, è stato quasi naturale che Luciano ne traesse una storia da raccontare.

Luciano Ligabue e Made in Italy, al cuor non si comanda

Il film, in sala dal 25 gennaio con protagonisti Stefano Accorsi (Riko) e Kasia Smutniak (sua moglie Sara), ci parla della realtà precaria, il lavoro in una fabbrica colpita dalla crisi economica, il futuro sempre piu’ incerto, un matrimonio che traballa tra abitudine e tradimenti. E i cambiamenti ovviamente, quelli che fanno paura ma che bisogna affrontare.

Lo stesso Ligabue dice “I cambiamenti fanno paura, ma sono movimenti naturali della vita. E il modo in cui noi reagiamo agli eventi, muta il nostro modo di guardare alle cose e produce la realta’. Il film vuole rappresentare proprio quel percorso li’. Gia’ 10 anni fa con il brano Buonanotte all’Italia avevo cominciato a raccontare questo mio sentimento verso un Paese che e’ in una fase di incertezza, tra amore e frustrazione. Ora l’ho voluto raccontare attraverso gli occhi di chi ha meno privilegi di me, di tutte quelle persone perbene che non hanno mai voce in capitolo: io provo a dargliela”.

Made in Italy è dunque un’analisi sociale per raccontare degli uomini e delle donne bloccati in questo limbo che è la nostra società,

Hogwarts Mystery, prima app di gioco ufficiale

Hogwarts Mystery

Hogwarts Mystery, prima app di gioco ufficiale del mondo di Harry Potter.

Dalla nota saga è una un’app che permetterà ai fan di calarsi nel ruolo dei maghetti nella scuola di magia.

In quanti hanno sempre desiderato avere un bel gioco stile HP a portata di mano? Uno interattivo in cui essere il protagonista,in cui poter essere un vero mago e vivere tutte le avventure della scuola di magia?

Desiderio quasi realizzato. Questa nuova app sarà anche più invadente e famosa di Pokemon go. Non servirà andare a Diagon Ally basterà scaricare la app e creare un avatar per poter iniziare a giocare.

Hogwarts Mystery: come funzionerà

Ognuno potrà creare un proprio personaggio ed essere uno studente di Hogwarts, come in un gioco di ruolo. Il periodo è situato tra la nascita di Harry Potter e la sua iscrizione a Hogwarts, Nella scuola erano iscritti all’epoca Ninfadora Tonks e Bill Weasley.

Quindi creato l’avatar il giocatore dovrà frequentare le lezioni, sviluppare la magia, creare amicizie ed affrontare rivalità e duelli. Si potrà aggiornare l’avatar e scegliere il proprio animale.

La grafica è decisamente niente male. Inoltre il miglioramento delle proprie capacità sarà utile per risolvere misteri e per poter affrontare le avventure proposte dal team di sviluppo. Inoltre quando miglioreremo le nostre capacità, sbloccheremo infatti, tra le altre cose, nuove località, nuovi incantesimi e altri poteri magici.

Ci saranno sotto trame, incontri e l’interazione con i personaggi. Inoltre ritroveremo i famosi professori come Piton.

Hogwarts Mystery: data di uscita

Harry Potter: Hogwarts Mystery debutterà in primavera su dispositivi Apple e Android.
Decisamente è uno dei giochi più attesi dell’anno. Lo state aspettando con impazienza?

Intanto potrete ricevere la vostra lettera da qui http://www.harrypotterhogwartsmystery.com/

e guardare questo:

Harry Potter: Hogwarts Mystery Official Teaser Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=0aCPEgJz3uQ

Siete curiosi,non vedete l’ora di provarlo?

Gene Gnocchi insulta Claretta Petacci, la maiala di Roma

Gene Gnocchi insulta Claretta Petacci

Gene Gnocchi insulta Claretta Petacci nella scorsa puntata di DiMartedì.

Un’altra puntata nel salotto di Floris in cui un Gene Gnocchi ormai senza freni ha dato il peggio di sé. Ho avuto la sfortuna di seguire molte delle sue copertine e ho trovato parecchio strano che ancora nessuno lo abbia querelato, visti gli insulti che elargisce verso praticamente tutti con grande leggerezza.

Ma questa può essere la volta buona che lo cacciano.

Gene Gnocchi insulta Claretta Petacci, la maiala di Roma

“Si chiama Claretta Petacci” dice Gene Gnocchi mostrando la foto del maiale fra i rifiuti di Roma, è un maiale femmina, una maiala dunque.

Per chi se lo fosse scordato Claretta Petacci era l’amante di Mussolini che morì con lui ed il cui corpo fu esposto in Piazzale Loreto.

Si è scatenato il putiferio in rete, specie su Twitter dove l’hashtag #GeneGnocchi sta imperversando.

Fascisti, antifascisti, ma soprattutto la destra pretende le scuse del Gene ed una pedata nel di lui sedere.
E tutti a chiedersi le femministe dove sono?

Gene Gnocchi insulta Claretta Petacci: le reazioni

Ora, al di là del fatto che si sia di destra o no, offendere gratuitamente una donna, per di più morta, è sinceramente di cattivo gusto. Definirla poi una maiala! Ma questo Gene Gnocchi chi si crede di essere?

Queste battutine non fanno che perpetrare la corrente di odio contro le donne e solleticano inoltre i fascistelli dormienti che si stanno svegliando e cercano solo una buona scusa per andare in giro in camicia nera e braccio teso.

Alla battutaccia hanno risposto così:

Alessandra Mussolini “Gene Gnocchi, tu sei un verme! Paragonare il maiale che gira per Roma alla Petacci è una merdata che solo uno stronzo come te poteva partorire”.

Massimo Corsaro “Signora Presidente (Boldrini), nulla da dire sulla performance di Gene Gnocchi e Floris?”.

Roberto Fiore: “L’infelice battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci non rappresenta altro che la triste retorica di chi, come i sinistroidi, non ha altre argomentazioni da proporre se non offese”.

E’ già in atto una raccolta di firme per chiedere l’allontanamento di Gnocchi dal programma.