mercoledì, 8 Luglio 2026

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Bruxelles: il mondo esprime solidarietà sui social (FOTO)

credits photo: huffingtonpost.it

È possibile vivere in un mondo del genere? No.
Non c’è un’altra risposta. Non ci sono scuse o giustificazioni. Non c’è un valido motivo del perché debbano accadere certe cose. Eppure accadono, e dinnanzi a tanta violenza, il mondo si spegne.
Prima la Francia, ora il Belgio. Come se le città fossero il centro di uno spaventoso tiro al bersaglio, di cui tutti ci sentiamo vittime.

In questo momento, non abbiamo altro modo per esprimere la nostra solidarietà e il nostro cordoglio per l’accaduto, se non tramite i social. Ed è lì che il mondo esprime il suo cordoglio.
Bruxelles” – in tutte le lingue del mondo – è la parola più cliccata da ieri su Twitter, perché tanti sono coloro che anche attraverso un semplice post, hanno voluto esprimere la loro vicinanza al Belgio. “Pray for Brussels“, “Pray for Belgium“, “Je suis Bruxelles“, sono tra gli hashtag più cliccati da ieri, utilizzati decine di migliaia di volte dagli utenti.

L’immagine più condivisa è stata quella disegnata da Plantu, un vignettista francese del giornale LeMonde, esplicitamente legata agli attacchi che hanno colpito Parigi lo scorso anno: quello alla rivista Charlie Hebdo a gennaio e, la mattanza avvenuta nel centro della città a novembre.

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Anche TinTin, personaggio dei cartoni animati, molto famoso in Belgio, è diventato protagonista di alcune immagini di solidarietà, in una delle quali il viso dell’omino è rigato da tre lacrime, ognuna di uno dei tre colori che rappresentano la bandiera belga: il nero, il giallo e il rosso.

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Tra i punti di riferimento di Bruxelles che sono stati utilizzati per esprimere solidarietà sul social, ci sono l’Atomium – un edificio costruito nel 1958, sulla base di un modello atomico – e il Manneken Pis, una famosa statua di un bambino che urina.

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Ma è dal cuore della città colpita, che viene lanciato il grido di solidarietà più forte: i marciapiedi ricoperti da scritte realizzate dagli abitanti col gesso, per omaggiare e ricordare le vittime.

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Oltre ai messaggi dedicati alle vittime e alla città, sono tanti anche gli hashtag, come “Brussels lift”, “open house”, “open door”, “i want to help”, utilizzati per offrire aiuto e assistenza a coloro che sono rimasti intrappolati a causa del blocco delle reti di trasporto, in questa meravigliosa città diventata un teatro dell’orrore.

[Credit photos: Twitter]

Come decorare la tavola per Pasqua (FOTO)

credits: http://blog.karte.it

Pasqua è ormai alle porte e, oltre a decidere il menù del pranzo, bisogna anche pensare a come decorare la tavola da presentare ai nostri ospiti.
Il messaggio della Pasqua è puro e semplice e rimanda ad un senso di pace, beatitudine e gioia.
Si consiglia, quindi, di preferire delle tonalità tenui, come il beige, il bianco, il rosa, il giallo o il verde, che richiamano anche i colori della primavera.

Un altro consiglio è quello di puntare su uno stile rustico ed informale, ma allo stesso tempo elegante e raffinato. Come? Niente di complicato, ma ricordate alcune cose che non devono assolutamente mancare sulla vostra tavola:

Segnaposti

Se in famiglia siete in tanti non dovranno sicuramente mancare i segnaposti, con il nome dei vari amici e famigliari. Sarà divertente, soprattutto per i bambini, cercare il bigliettino con il proprio nome, magari accostato ad un ramoscello d’ulivo o all’interno del guscio di un uovo.

Centrotavola

credits: http://tempolibero.pourfemme.it
credits: http://tempolibero.pourfemme.it

Il centrotavola è un elemento essenziale per decorare la tavola di Pasqua. Alcuni esempi potrebbero essere i nidi realizzati con paglia, all’interno dei quali mettere delle uova colorate, ghirlande con fiori di campo o anche semplici cestini colmi di fiori o frutta fresca.

Uova e coniglietti di cioccolato

credits: http://www.donnamoderna.com
credits: http://www.donnamoderna.com

Simboli per eccellenza della Pasqua sono le uova sode, che potete decorare con forme colorate e i coniglietti di cioccolato, che potreste spargere qua e là sulla tovaglia. Chi riuscirà a resistere a questa tentazione prima della fine del pranzo?

Candele profumate

credits: http://www.desainer.it
credits: http://www.desainer.it

Un tocco di classe e raffinatezza può essere fornito dalle candele, meglio se leggermente profumate.

Fiori e piante

credits: http://www.desainer.it
credits: http://www.desainer.it

Essendo in primavera cercate di rendere la tavola un’esplosione di fiori e di colori. Abbellite quindi la tavola con ramoscelli d’ulivo, simbolo pasquale per eccellenza, e con rami di fiori di pesco.

Tovaglia e posate colorate

credits: http://www.lifeandthecity.it
credits: http://www.lifeandthecity.it

La tovaglia e le posate dovranno essere accuratamente abbinate, scegliendo il colore che preferite. Si consiglia l’utilizzo di tovaglie di lino o di cotone, bianche o dai colori pastello e piatti e posate in ceramica, che ricordano uno stile rustico e campagnolo. Se volete dare un tocco bon ton, potreste scegliere posate d’argento, mentre la brocca dell’acqua in cristallo o vetro.

Lasciatevi ispirare dai colori e dalla vivacità della primavera e, con un pizzico di fantasia e di creatività, lascerete i vostri ospiti senza parole.

Scienziati trovano “interruttore” colpevole del senso di fame

Credit: urbanpost.it

Gli scienziati hanno trovato un “interruttore” che aiuterebbe a ridurre o placare il senso dell’appetito, risolvendo così il problema dell’obesità, che specialmente in America colpisce una fetta sempre più crescente della popolazione.

I ricercatori coinvolti nella scoperta, hanno dimostrato come sia il livello di zuccheri nel sangue e far funzionare questa specie di interruttore che modererebbe l’appetito. Così, quando questa specie di segnaletica non dovesse funzionare, ecco palesarsi il problema del sovrappeso.

Le ricerche che stanno avanzando sull’argomento sono molto importanti, in quanto dimostrano come sia l’attività del cervello e degli ormoni a stabilire il senso di appetito e di sazietà.
La scoperta è stata un caso, durante degli studi condotti sulle cellule nervose nei laboratori di studi sui topi, per delle attività basate sullo studio della memoria.

Nello specifico, la ricerca voleva dimostrare cosa succede quando un enzima di nome OGT, fosse eliminato in certe zone del cervello dei topolini.
L’OGT è fondamentale all’interno del processo metabolico, in quanto coinvolge il circolo di insulina e glucosio all’interno del sangue, che aumentano sempre dopo un pasto o un drink alcolico.

Uno degli scopi di questo enzima è quello di andare ad aggiungere un derivato chimico del glucosio alle proteine e questo, apparentemente, risulterebbe un passaggio fondamentale nella sensazione di sazietà, in quanto cadrebbe nel centro di controllo dell’appetito da parte del cervello. Quando il gene di questo enzima viene cancellato o eliminato, ecco che il topo ingrassa del doppio rispetto al suo peso originario in due settimane.
A dimostrazione del fatto che, rimosso l’OGT, il topo non riesce più a distinguere il senso di pienezza dallo stato di fame, tanto da farlo continuare a mangiare senza controllo.

Ma quando è stato riprodotto geneticamente il segnale prima rimosso, ecco che il topo si arresta, tornando a sentire il senso di sazietà e quindi terminando il processo di nutrizione a non finire.
Giunti a queste rivelanti conclusioni, è scontato che i ricercatori abbiano deciso di darsi da fare nell’avanzamento di studi al riguardo, cercando delle sostanze – che potremmo chiamare droghe, ma solo per intendere fattori esterni che condizionino e alterino dei processi naturali del corpo – che riescano a regolare questa specie d’interruttore, quando questo dovesse smettere di funzionare.

Gli scienziati hanno inoltre dichiarato che agire chimicamente sul problema dell’obesità porterebbe ad avere degli effetti più immediati e visibili rispetto alla dieta e alla semplice forza di volontà, che spesso non sono abbastanza, purtroppo.

Donna sente per la prima volta ma le sorprese non sono finite (VIDEO)

credits: mirror.co.uk

Noi poi ci abituiamo a tutto, alle luci, ai colori, ai suoni, ai posti, agli abbracci, anche a quelli non dati, ai sorrisi, ai baci che sanno di rossetto, ai profumi, all’inverno e alle mezze stagioni che non esistono più.

Chi ci fa più caso ai suoni dei clacson delle macchine ai semafori, alla voce di mamma e papà, alle urla dei vicini, alle risate tra amici. E non ci accorgiamo che lì fuori c’è chi a questi suoni non si è mai abituato: Andrea Diaz, per esempio.

Andrea é una giovane ragazza, vissuta all’ombra dei suoni della vita. Ma i miracoli, che hanno l’intelligenza medica, esistono e quando avvengono cambiano tutto. Dopo anni di mancata conoscenza, Andrea sente finalmente i rumori e le tutte le belle sinfonie che la circondano.

Non appena la ragazza prova il nuovo apparecchio acustico e sente per la prima volta, le lacrime solcano il suo viso incredulo e sorridente. Non poteva immaginare quanto fosse bello poter sentire. Ma le sorprese non sono finite. Ad accompagnare la ragazza, oltre alla madre, c’è anche il fidanzato, Kevin Peakman, molto nervoso.

Dopo essersi assicurato che Andrea lo sentisse, Kevin si è inginocchiato davanti alla ragazza e ha detto:“Volevo che le prime parole che tu potessi sentire fossero speciali. Volevo che tu potessi ascoltarmi mentre ti chiedevo di sposarmi.”

E tra pianti e abbracci e un istantaneo “sì, lo voglio”, mentre il ragazzo manifesta ancora una volta il suo amore incondizionato per Andrea, lei esclama:“Ora posso finalmente ascoltare la tua voce.”