domenica, 8 Febbraio 2026

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Sorry for Bruxelles, il messaggio del piccolo migrante

Credits: www.repubblica.it

Oggi è un giorno pieno di dolore, come lo è stato lo scorso 13 novembre, con gli attentati terroristici che hanno sconvolto la città di Parigi. Come lo è ogni volta che l’umanità viene distrutta in modo tragico, quando povere vittime innocenti perdono la vita senza una ragione, perché che ragione ci deve essere a lasciare questo mondo, a lasciare amici e familiari?

Gli attentanti di Parigi, quelli di Ankara e tutti gli altri ci rendono impotenti davanti ad un mondo che ci sembra sempre peggio, giorno dopo giorno. Un mondo in cui sembrano prevalere l’odio, la cattiveria e l’inimicizia, dove l’amore sembra solo un lontano ricordo. E ci sentiamo vicini a chi la vita l’ha persa, a chi ha perso un proprio caro, a chi sta vivendo momenti tragici in queste ore e chi le vive ogni giorno, nelle condizioni di guerra in cui è costretto a vivere.

Siamo tutti Charlie, siamo tutti Parigi, siamo tutti Ankara. E, oggi, siamo tutti Bruxelles. Tutti, anche un piccolo bambino migrante di Idomeni, che si trova da giorni in un campo per profughi al confine tra Grecia e Macedonia. Un bambino che, come tutti i suoi compagni, è lì per cercare un rifugio dalla situazione in cui viveva, per cercare un futuro migliore.

Proprio questo piccolo bambino, che avrà sicuramente vissuto situazioni non facili, si sente vicino alla strage di Bruxelles: in ricordo delle vittime, dei parenti e della situazione attuale ha alzato un foglio bianco verso il cielo, come a chiedere delle risposte a qualcuno, in cerca anche di un aiuto per mettere un punto a tutto ciò. Sorry for Bruxelles è la grande scritta che appare sul foglio, un messaggio di cordoglio. Ma anche di tanta speranza.

Credits: www.repubblica.it
Credits: www.repubblica.it

Le donne devono dormire di più degli uomini a causa del loro “cervello complesso”

donne che dormono
Credits: D-Repubblica

È questo il risultato di una ricerca scientifica: poiché il cervello delle donne lavora molto di più rispetto a quello degli uomini, hanno anche bisogno di dormire di più rispetto a loro. Gli scienziati, infatti, hanno scoperto che le donne necessitano di circa 20 minuti in più di sonno.

Lo studio è stato condotto su un campione di 210 uomini e donne di mezza età. “Una delle principali funzioni del sonno è quello di permettere al cervello di recuperare energia e riparare se stesso”, ha dichiarato l’autore dello studio Jim Horne, un esperto di sonno ex direttore del Centro di Ricerca sul Sonno presso la Loughborough University. “Più si utilizza il cervello in svariate attività durante il giorno, più esso ha bisogno di recuperare forze e, di conseguenza, si ha bisogno di più tempo per dormire e riposarsi”.

Ma perché le donne hanno bisogno di più tempo per dormire? “Come sappiamo, sono multi-task – fanno più di una cosa in una sola volta e sono molto flessibili – e così usano molto di più il cervello, rispetto agli uomini. A causa di questa loro attività il loro bisogno di sonno è maggiore”, ha continuato poi.

La media di “sonno in più per le donne rispetto agli uomini” é di circa 20 minuti, ma alcune donne possono avere bisogno di altro tempo tra le braccia di Morfeo, in quanto svolgono attività più complesse, più stancanti o più frenetiche.

Attentati Bruxelles, ovvero quando il terrore toglie la voglia di vivere

Credits: ilpost.it

Due esplosioni all’aeroporto di Bruxelles, vicino agli imbarchi per gli Stati Uniti, e poi una terza, nella stazione della metropolitana di Maalbeek, a due passi dalla Commissione Ue. Il panico dei passeggeri, le urla dei cittadini, il fumo che avanza: è tutto reale. Questa mattina, alle ore 8:00 circa, il Belgio ha capito di essere sotto attacco. Oggi Bruxelles è una città blindata, occupata dall’esercito che tenta di ristabilire l’ordine e trovare il responsabile delle tremende esplosioni, mentre i suoi abitanti piangono almeno 13 morti e 35 feriti. Un bilancio che fa male e fa pensare: si poteva evitare un’altra strage?

Nel frattempo, noi, che cosa possiamo fare? Di nuovo, sui social network, torniano a diffondere le nostre preghiere verso i caduti, come abbiamo fatto per Parigi, per Charlie e per Ankara. Anche stavolta siamo qualcuno, siamo Bruxelles. Basteranno 140 caratteri su Twitter o un lungo post su Facebook per far sentire il nostro conforto ai parenti delle vittime? Cosa possiamo fare quando un attentato, apparentemente distante geograficamente, ci colpisce nel profondo? È più o meno in quel momento che realizziamo il senso di paura. Quando il terrore ci toglie la voglia di vivere, ci impedisce di respirare, di viaggiare e di guardare “l’altro” come una persona e non come uno straniero, comprendiamo che siamo in trappola. Fermi, immobili, prigionieri del nemico chiamato terrorismo.

Non serve a nulla chiudere le frontiere, impedire gli sbarchi, come vorrebbero i nostri governi, poiché il male è già radicato all’interno dei nostri paesi. Per questo, dobbiamo alzarci. È ora di svegliarci e di aprire gli occhi: questo non è un gioco, questo è il mondo che ci siamo meritati. Un posto fatto di violenza, sangue e repressione, dove l’integralismo e la globalizzazione non funzionano se non c’è cooperazione e sicurezza a livello internazionale. Prima di domandarci in che mondo viviamo, chiediamoci di quante persone possiamo realmente fidarci e di quanto siamo protetti nella nostra casa.

Attentati Bruxelles: la Farnesina invita a non viaggiare (FOTO)

credits photo: flickr.com

Quello di oggi è stato un triste risveglio. Il terrorismo è tornato a farci tremare colpendo il cuore dell’Europa: Bruxelles. La notizia degli attentati all’aeroporto e alla metro della capitale del Belgio hanno fatto scattare l’allarme in tutti gli altri paesi europei.

E mentre si fa la conta delle vittime, sperando in un numero che sia il più basso possibile, la Francia ha chiuso le metro, l’Olanda i confini e a Bruxelles a tutti è stato chiesto di non uscire di casa. Anche in Italia l’allarme è alto: il livello di sicurezza all’aeroporto di Fiumicino è stato innalzato e la Farnesina invita, soprattutto i nostri connazionali che si trovano a Bruxelles, a non viaggiare e ad evitare ogni spostamento.

Inoltre è stato convocato il ‘Comitato nazionale per l’ordine e per la sicurezza pubblica‘ che si riunirà questo pomeriggio per valutare ulteriori misure di prevenzione e di contrasto alla minaccia terroristica.