mercoledì, 8 Luglio 2026

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Guida all’uso di Snapchat (FOTO)

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Avete mai sentito parlare di Snapchat? Se non avete mai utilizzato il social con l’icona del fantasmino vuol dire che siete rimasti un tantino indietro in fatto di tendenze social. Io, ad esempio, mi ci sono iscritta subito ma non ho mai utilizzato il mio contatto. Troppo pigra per gestire contemporaneamente Facebook, Instagram, Twitter, Google Plus e pure Snapchat.
Eppure pare che le star ne siano davvero dipendenti, così come i comuni mortali che lo usano per spiare le loro vite glam attraverso il web.

Ma veniamo al punto: come funziona tecnicamente Snapchat? Partiamo con il dire che si tratta di un sistema di messaggistica istantanea (sia pubblica che privata) nonché di una rete sociale attraverso cui la gente comunica mediante immagini e video.
A differenza degli altri social tutto quello che direte, scriverete e mostrerete verrà cancellato in pochissimo tempo.
Alcuni contenuti vengono rimossi dopo sole 24 ore mentre altri vengono eliminati solo pochi istanti dopo la loro pubblicazione.
Attualmente viene usato dalle celebrità per filmare momenti privati della propria vita e generare la curiosità dei fans, che sono letteralmente impazziti per i loro Snap. Immaginate Snapchat negli anni ’60: quanto sarebbe stato figo spiare Jhon Lennon e Marlon Brando?

Per iscriversi basta meno di un minuto, dopo di che bisogna ‘autorizzare’ la fotocamera per la registrazione e la pubblicazione dei vostri contenuti. Una volta fatto ciò non vi resta che creare la vostra rete personale aggiungendo amici, conoscenti e le celebrità che adorate. Se schiacciate il tasto centrale una sola volta scatterete una foto, se lo tenete premuto invece verrà fuori un video (che non potrà durate più di 10 secondi). Se non vi va di inquadrare il vostro volto ma ciò che avete di fronte a voi, dovete cliccare il tasto in alto a destra.
Snap, in italiano, significa letteralmente ‘schiocco’; a differenza di tutti gli altri social network esso è stato progettato per persone che amano farsi vedere, che sono autoironiche e un po’ fuori di testa.

Dorghe e sesso: come le prime influiscono sulle prestazioni col partner

Credit: www.rockandlol.com

Non è solo riferito a una leggenda metropolitana il fatto che le droghe influenzino la vita sessuale di chi ne fa uso.
Certo il risultato dipende da diversi fattori tra i quali, le risposte individuali del soggetto, l’uso, la quantità e il tipo di droga scelto.
In ogni caso, giusto per chiarirci, è utile ribadire che l’abuso e la dipendenza di qualsiasi sostanza stupefacente annienti il desiderio, con tutte le conseguenza che ne possono conseguire. Ed è stato provato, non si scappa.

L’uso occasionale, invece – e incredibilmente – indirizzato al solo utilizzo sessuale può aumentare e quindi migliorare le prestazioni sia in termini di qualità che di durata.
Questo aspetto si può rifare a tutte le droghe tranne l’eroina che, in quanto sedativa, tende ad annientare il desiderio, facendo chiudere l’individuo in uno stato d’intorpidimento.

Nel dettaglio, analizziamo:

La cocaina, che stimola e, proprio come l’alcol, tende a distruggere i tabù, allargando lo spettro delle possibilità e della facilità d’azione. La diffusione dell’Hiv è dovuta anche agli effetti di questa droga, i cui contagi avvengono spesso nel momento che coincide con i rapporti avvenuti dopo averne fatto uso.

Le anfetamine agiscono in maniera simile, ma con effetti più contenuti, così come la cannabis che alleggerisce e rende disinibiti, escludendo, però, il lato eccitante o stimolante.

L’ecstasy induce un’attrazione empatica tale da stimolare diversi rapporti che vengono consumati sotto il suo effetto. Ci si senti aperti in maniera affettuosa e sentita verso il prossimo.

Esiste poi la Ghb, una nuova droga conosciuta come il farmaco usato nella terapia contro l’alcolismo. Proprio come l’alcol però, disinibisce e spinge ad una forte euforia che può sfociare anche in una maggiore potenza fisica.
Viene considerata l’aperitivo delle droghe, nel senso che apre la strada a tutto ciò che verrà buttato giù da questa in poi.

Come già detto e come cultura popolare ci insegna, anche l’alcol – che ormai trattiamo da più di un articolo come droga – deve essere consumato in maniera misurata per avere gli effetti desiderati che ci aiutino un po’ a scioglierci. Chi ne abusa, infatti, ha conosciuto da vicino la realtà dell’impotenza e del calo del desiderio.

Come creare una famiglia femminista

credits photo: igorvitale.org

Per alcune persone i valori sono importanti. È il caso di Byron Hurt e sua moglie che hanno deciso di crescere la loro bambina di sei anni con una sensibilità femminista, incoraggiando la sue qualità innate, anche quelle che la società non ritiene adatte ad una bambina perché troppo maschili.

Fondare una famiglia sui valori femministi e sfidare gli stereotipi di genere è difficile e Byron Hurt lo sa bene. ‘Prendere una decisione del genere significa andare a riscrivere le regole’, afferma Byron, e questo può creare confusione visto che ogni giorno vengono riproposti stereotipi di genere e che nella maggior parte dei programmi mancano figure femminili complesse. In un mondo in cui la disuguaglianza di genere è così radicata, sta ai genitori spiegare il proprio punto di vista e dare ai bambini gli strumenti adatti per superare la realtà e cambiarla.

Hurt è molto attento all’esempio che dà ai suoi figli. Svolge in casa lavori che nella società sono generalmente ritenuti femminili. ‘Cucino, lavo i piatti e pulisco i miei vestiti’, dice Hurt e poi aggiunge ‘Non credo che lei stia crescendo pensando che è strano vedere un uomo che fa queste cose, o che si tratti di lavori da donna’.

Questo atteggiamento trova l’appoggio di Catherine Hill, vice presidente di ricerca all’American Association of University Women, un’associazione che sostiene l’uguaglianza di genere e che afferma che i ruoli dei familiari dovrebbero riflettere i valori femministi. In questo modo ‘non si cresce un figlio femminista, ma una famiglia femminista’. Addio quindi alla divisione del lavoro sulla base del genere. Passare l’aspirapolvere, pulire, lavare i piatti, fare la lavatrice è un lavoro che tocca a tutti, senza differenza tra maschi e femmine.

Creare una famiglia femminista, però, non significa solo divisione dei lavori senza differenze di genere ma anche risolvere i conflitti senza violenza e senza aggressività. Una famiglia femminista è, infatti, fondata sul rispetto e sull’amore.

Cheerios: scompare l’ape dalla scatola dei cereali

credits photo: popsci.com

L’azienda canadese Honey Nut Cheerios, madre dei golosi cereali omonimi, ha deciso di ridisegnare la scatola di questi ultimi, eliminando la simpatica ape Buzz, che per anni ha sponsorizzato il prodotto. Il motivo non è da ricercare in una banale scelta di design, anzi. La Cheerios, infatti, ha preso questa decisione per attirare l’attenzione sulla massiccia scomparsa delle api.

Il noto marchio ha rimosso dalla scatola di cereali la storica mascotte volante, per cercare di sensibilizzare i consumatori al problema delle api, attraverso una campagna: #BringBackTheBees.
Sul sito ufficiale della campagna è stato riportato che, Buzz è assente perché: “…qualcosa di serio sta accadendo nel mondo delle api. Con il progressivo deterioramento delle loro colonie, milioni di api stanno scomparendo dappertutto . È ora di fare qualcosa per loro”.
Questa decisione, dalla nobile motivazione, ha come obiettivo quello di portare il problema all’attenzione di tutti.

“Un terzo dei cibi che mangiamo sono prodotti grazie al naturale processo di impollinazione delle api. La nostra è una vera e propria chiamata all’azione per i cittadini canadesi, affinché piantino 35 milioni di semi di fiori selvatici per fronteggiare il problema della riduzione della popolazione delle api”, ha dichiarato Emma Eriksson, direttrice marketing della General Mills, durante una conferenza stampa.
Proprio per questo, l’azienda alimentare americana General Mills sta donando confezioni di semi di fiori selvatici da piantare, che possono essere richieste da chiunque direttamente dal sito ufficiale.

Marla Spivak, professoressa di Entomologia all’Università di Minnesota, spiega che “una serie di minacce incombe sulla popolazione delle api del Canada, ma il più grande pericolo è l’eliminazione di piante da fiore e, più in generale, della copertura vegetale nelle aree urbane e rurali. Occorrerà, dunque, piantare 35 milioni di fiori selvatici al fine di costruire un habitat naturale per le api, aiutandole così nell’approvvigionamento del cibo”.
Da uno studio condotto dall’Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services, è emerso che in nord America e nel nord-ovest dell’Europa, non solo le api ma tutti gli insetti impollinatori, sono seriamente a rischio estinzione.

Le api sopravvivono grazie al nettare e al polline dei fiori selvatici, e noi abbiamo bisogno di queste piccole ma importanti creature per sopravvivere.
Simon Potts, uno degli autori dello studio e professore di biodiversità presso l’Università di Reading, conclude affermando che, senza le api “molti di noi non potrebbero più godere di caffè, cioccolato, mele e molti altri cibi che sono parte delle nostre abitudini quotidiane”.