lunedì, 9 Febbraio 2026

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Consigli per un amore da record

Credits: libero.it

L’amore vero, quello con la A maiuscola, quello che non vede confini esiste.
Ne sono la prova vivente John e Ann Betar che hanno festeggiato il loro 83esimo San Valentino da marito e moglie.
La loro storia inizia come quella di Giulietta e Romeo, separati dai genitori sono costretti a lasciare il loro quartiere siriano di Bridgeport in Connecticut per approdare a Harrison, New York, dove poi si sono sposati nel 1932.
Oggi i coniugi sono la coppia sposata più longeva degli Stati Uniti con i loro 83 anni di matrimonio.

Un vero e proprio amore da record.

Per celebrare l’amore vero hanno voluto elargire consigli e segreti su Twitter rispondendo alle domande degli utenti che hanno utilizzato l’hashtag #longestlove.

Le domande di rito non sono mancate. Una ragazza ha chiesto ad Ann come avesse fatto a capire, a soli 17 anni, che John era l’uomo giusto. La risposta è stata chiara: “Prima di amare una persona questa ti deve piacere. Noi eravamo buoni amici”.

Ann e John hanno svelato in altri tweet i segreti per un amore duraturo ma sopratutto felice. Le piccole attenzioni quotidiane senza andare mai oltre i propri mezzi e la comprensione.

E quando si litiga? Beh, i signori Betar litigano solo per il cibo, forse perché Ann utilizza la parola chiave che mette in allerta qualsiasi uomo sulla terra “Fai quello che vuoi”.

Sono state poste anche domande più personali, come il piatto preferito di John e la canzone che gli ricorda di più la loro relazione, Green Eyes in onore degli occhi verdi della moglie. Quest’uomo è la tenerezza fatta persona.
Un ultimo consiglio riguardante l’educazione dei ragazzi è stato molto apprezzato dagli utenti. John e Ann hanno 5 figli, 14 nipoti e 16 pronipoti, perciò sono ferrati in materia. “L’educazione dei ragazzi è subordinata al rispetto per gli adulti” – dicono i due coniugi. Un bambino che sa ascoltare diventerà un adulto comprensivo e capace di capire il mondo che lo circonda.

Dai tweet che John e Ann hanno scritto a San Valentino è evidente come, anche dopo 83 anni, se l’amore è forte riesce a resistere ad ogni frattura e ad ogni cambiamento, non solo esteriore.
Ascoltare, comprendere, rispettare sono azioni importanti e imprescindibili se si vuole vivere insieme a qualcun altro. Solo così i problemi, anche quelli più grandi, possono essere superati, restando uniti ed innamorati come il primo giorno.

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

A 207 anni dalla nascita di Charles Robert Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882) si è celebrato il famoso “Darwin Day” per ricordare il grande biologo e naturalista britannico, celebre per aver formulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale agente sulla variabilità dei caratteri ereditari e della loro diversificazione e moltiplicazione per discendenza da un antenato comune. L’obiettivo è quello di promuovere la scienza e mettere in evidenza i suoi contributi nel campo di ricerca grazie a “L’origine delle specie”, pubblicato nel 1859.

Come si è evoluto il mondo di Darwin? Ad oggi ci chiediamo: siamo migliorati o, al contrario, peggiorati nel corso di questi due secoli? Abbiamo sviluppato la tecnologia, o ne siamo diventati schiavi? Ecco perché BoredPanda ha deciso di celebrare l’avvenimento con una serie di immagini e fumetti che illustrano, in maniera ironica ma tanto veritiera da strappare un sorriso e allo stesso tempo un dispiacere, come il mondo si sia evoluto, fino ad arrivare ad oggi, nel 2016, con i suoi pro e i suoi – tanti – contro.

L’evoluzione dell’uomo

L’evoluzione della biancheria

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione della tecnologia

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione del fotografo

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione di Dio

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione della scrittura

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione dei Lego

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

L’evoluzione della comunicazione

Darwin, come si è evoluto il mondo? (FOTO)

[Credits: BoredPanda]

Foto di nozze indignano i passanti: lei è una bambina (VIDEO)

credits photo: youtube.com

Siamo in Libano, precisamente a Beirut, sul lungomare. Due novelli sposi si fanno immortalare dal fotografo e tutto ciò provoca scalpore tra i passanti. Perchè? Semplice, lui ha circa 60 anni mentre lei è una bambina di 12, con tanto di abito bianco con il velo. Le reazioni sono diverse ma tutte supportano la stessa sensazione: indignazione.

I passanti, che in breve circondano la troupe per avere spiegazioni, non sanno però che si tratta di una messa in scena. Gli sposi sono due attori che recitano per una campagna a favore della sensibilizzazione alla causa delle spose bambine, fenomeno che interessa Libano, Giordania, Yemen, Iran, Siria, Burkina Faso e altre (troppe) parti del pianeta.

In Libano, in particolare, i genitori possono autorizzare i matrimoni delle figlie già a partire dai nove anni. Un fenomeno, purtroppo, molto diffuso. Basti pensare che, secondo le stime di United Nation Population Fund, nel 2050 saranno oltre un miliardo le bambine costrette a sposarsi, anche con uomini molto più grandi di loro e, talvolta, poligami.

L’ultimo rapporto dell’Unicef afferma che nel 2015 ci sono state più di 700 milioni di donne che si sono sposate prima della maggiore età. Il 15% di loro vive in Africa, e una su tre è arrivata al matrimonio non ancora quindicenne. Queste donne, o per meglio dire bambine, fanno parte della popolazione più povera del mondo e sono destinate a rimanere in questa condizione, rischiando, tra l’altro, maltrattamenti, di morire di parto o subire complicazioni a seguito della nascita dei figli, anch’essi destinati ad un futuro non roseo. Ovviamente, non c’è nessuna speranza di poter ricevere una educazione di base.

Il video del finto matrimonio a Beirut si propone di portare questo fenomeno, che spesso ci sembra lontano, limitato e non reale, all’attenzione della popolazione mondiale. Scopo raggiunto, visto che si è arrivati ad oltre un milione di visualizzazioni.

Primo mazzo di fiori raccolto nello spazio

credits photo: ansa.it

È stato raccolto il primo mazzo di fiori nello spazio, composto da delle zinnie sbocciate nel mese di gennaio, sulla Stazione Spaziale. I fiori sono stati raccolti dall’astrogiardiniere americano Scott Kelly, che le ha curate e fatte crescere nella serra spaziale Veggie. ”Ho curato i fiori spaziali sino ad oggi e ora restano solo ricordi”, ha scritto su Twitter l’astronauta rammaricato.
La stessa operazione è stata fatta sulla Terra, in una serra uguale a quella presente nello spazio, piantando la stessa tipologia di fiori.
Lo scopo è quello di analizzare i due mazzi di fiori e confrontarli per capire come l’assenza di peso possa influenzare, e in che modo, lo sviluppo delle piante.

Dispiaciuti anche i giardinieri che si sono occupati della serra terrestre, Chuck Spern e John Carver, entrambi della Nasa, che hanno dovuto tagliare le corolle dopo averle curate costantemente per tre mesi. ”È nell’interesse della scienza, così potremo andare su Marte”, ha dichiarato Spern.

Da questi test sarà possibile ottenere informazioni su altre piante da fiore che potrebbero essere coltivate e mangiate nello spazio, come ad esempio i pomodori.
Le zinnie sono state seminate nel novembre dello scorso anno, cresciute in circa tre mesi e sono state sottoposte a fattori di stress sconosciuti alle loro corrispettive ‘terrestri’, che avrebbero potuto compromettere l’esito dell’esperimento.

Il confronto tra i fiori sbocciati nello spazio e quelli sbocciati sulla Terra, avverrà in seguito a varie analisi; i fiori raccolti nel laboratorio del Kennedy Space Center e i fiori raccolti nello spazio sono stati sottoposti a tre tipi di trattamento: alcuni sono stati essiccati per raccoglierne i semi, altri sono stati congelati ad una temperatura di 80 gradi sotto lo zero, mentre altri sono stati semplicemente pressati.

Nell’attesa dei risultati, le attività di giardinaggio sulla Stazione Spaziale continuano.
Infatti è in preparazione una nuova versione di serra spaziale, che ospiterà due tipi di ortaggi: la lattuga rossa romana, già gustata dagli astronauti nell’agosto del 2015 e la verza Tokyo Bekana.