sabato, 11 Luglio 2026

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Anglicismi in italiano: quanti sono?

In Italia parliamo l’italiano, certo. Ma non solo: le parole inglesi di uso comune nel linguaggio dei più disparati settori sono ormai sempre più in aumento. L’accademia di inglese online ABA English, a cui hanno accesso più di 6 milioni di persone, ha analizzato il fenomeno, facendo una panoramica di quelli che sono gli anglicismi più utilizzati oggigiorno. Una guida, insomma, dedicata a chi non è troppo sicuro di capire cosa gli stiano dicendo quando gli parlano in ‘itanglese’.

La tendenza ad utilizzare anglicismi oggigiorno sembra inarrestabile e sempre di più si utilizzano parole di origine inglese all’interno di conversazioni in italiano” – puntualizza la Chief Learning Officer di ABA English Maria Perillo. “Le lingue cambiano e vivono anche di scambi con altre lingue: molte parole inglesi non hanno corrispondenti semplici, diffusi o efficaci, ma bisogna sempre cercare di fare un uso appropriato e consapevole di questi nuovi termini”.

Partiamo dalla politica, che sotto il governo Renzi appare costellata di termini inglesi: dal Jobs Act, ossia la riforma del lavoro messa a punto di recente, alla questione della stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio che il proprio partner ha avuto da un’unione precedente, passando per le già da note legge sulla privacy o per la riforma del welfare, l’inglese sembra proprio avere la meglio.

Per quanto riguarda, poi, il mondo degli affari, sappiamo bene che tutte le aziende, siano esse startup o meno, affrontano diversi tipi di business: c’è il B2B (Business-to-Business, la produzione di servizi per altre aziende) o il B2C (Business-to-Consumer, la produzione di servizi per il consumatore finale). E al loro interno le figure di riferimento sono ormai mutate in abbreviazioni: il CEO (Chief Executive Officer) è il direttore generale, il CMO (Chief Marketing Officer) il responsabile del marketing, il CTO (Chief Technology Officer) è il responsabile della parte tecnologica e il CFO (Chief Financial Officer) la persona che si occupa del lato finanziario. Pronti a lavorare duro per rispettare la deadline (la data di consegna)? Fareste meglio ad esserlo ASAP (As soon as possible, cioè il prima possibile).

Inutile dire quanto il mondo della tecnologia sia zeppo di anglicismi, proprio perché l’evoluzione del settore high tech viaggia a una velocità che rende impossibile trovare prontamente delle alternative in italiano: abbiamo tutti i nostri smartphone (cellulari intelligenti, alla lettera) o i nostri laptop (computer portatili), e quando vogliamo comprare una nuova macchina fotografica, tra le preoccupazioni principali ci sono i pixel delle immagini che andremo a scattare.

Infine, neanche l’ambito della moda – un campo notoriamente di nostra competenza – è stato risparmiato dall’invasione linguistica dell’inglese: molti impazziscono per i must-have dell’anno (gli accessori che si devono avere) da procurarsi quanto prima per poter sfoggiare l’outfit (il completo) più trendy di sempre. Ogni tendenza, poi, va sotto una certa denominazione: dagli hipster ai punk, ognuno è a suo modo una fashion victim.

Come sarebbero le bambole senza trucco? (FOTO)

credits photo: etsy.com

Le ‘bambole struccate‘ sono un’idea di Sonia Singh, un’artista australiana che ha pensato di rendere le bambole più naturali.
Lo ha fatto creando delle bambole completamente senza trucco, senza tagli di capelli o acconciature alla moda, senza abiti glam e con le sopracciglia al naturale.

credits photo: iwda.org.au
credits photo: iwda.org.au

L’idea delle bambole sempre più vicine alla realtà, alle persone e ai bambini sembra riscuotere un grande successo. Recentemente hanno spopolato anche le bambole con disabilità, proseguendo fino ad arrivare alla creazione di bambole struccate.

Ma cos’è che ha reso queste bambole tanto famose? La particolarità di queste bambole, è che la creatrice le ha immortalate prima e dopo lo struccaggio, come se fossero delle vere e proprie fotomodelle.
Dopodiché sono state vestite con abiti semplici realizzati a mano, in lana, cotone e tessuti comodi, e fotografate all’aria aperta, a contatto con la natura ed in compagnia di animali come cani e galline.
Insomma, sono diventate delle vere e proprie bambole ‘nature‘ che, dopo una lunga carriera in abiti succinti e trucchi sberluccicosi, si sono trasformate in tipe acqua e sapone.

Sonia Singh vuole con questo progetto lanciare un messaggio importante ben chiaro alle bambine e ai bambini: “Siete belli così come siete. Non nascondetevi con il trucco, non odiate il vostro aspetto, non rinnegate il vostro io naturale”.

Le Tree Dolls Change rappresentano solo una piccola parte del cammino verso la consapevolezza che, per essere belli non bisogna corrispondere a dei canoni di bellezza unici.

credits photo: today.com
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credits photo: etsy.com
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credits photo: gushmag.it
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credits photo: lifarnur.blogspot.com
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credits photo: tabithaemma.com
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credits photo: neatorama.com
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credits photo: handimania.com
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Se i film Disney fossero stati diretti da Tim Burton (FOTO)

credits photo: it.disney.wikia.com

Principesse con i capelli corti, principesse con i tatuaggi, principesse che cambiano etnia, principesse in epoche diverse, principesse che diventano principi e viceversa, principesse ingrassate, invecchiate, in versione Britney Spears o Miley Cyrus. I nostri film d’animazione preferiti ne hanno viste davvero di tutte i colori e sono stati sconvolti in tutti i modi possibili e immaginabili. Manca però ancora qualcosa. Avete mai pensato a come sarebbero state le locandine al cinema se i classici fossero stati diretti dal grande Tim Burton?

credits photo: tarusov.com
credits photo: tarusov.com

A darci un assaggio di quello che sarebbe potuto succedere ci pensa un artista di nome Andrew Tarusov. Nato a Ribinsk, Russia, vive attualmente a Los Angeles, California. Tarusov ha fatto delle sua passioni, l’arte e l’animazione appunto, la sua ragione di vita e, dopo dieci anni di intenso studio, la sua occupazione principale. Le sue opere sono tutte bellissime e spesso e volentieri ispirate a personaggi famosi, sia di fantasia che reali, come, per esempio, Audrey Hepburn.

Ma cosa l’ha spinto ad illustrare i classici Disney in versione Tim Burton? Ha risposto lui stesso. ‘Essendo un grande fan di classici Disney, ho immaginato come i nostri film preferiti dell’infanzia sarebbero apparsi se fossero stati diretti dal grande Tim Burton. Abbastanza interessante, eh?‘. Tra quelli rappresentati non manca nessuno. Pinocchio, La Bella e la Bestia, La carica dei 101, Bambi, La bella addormentata nel bosco, Biancaneve, La Sirenetta, Il re leone, Dumbo e tanti altri. Ci sono proprio tutti.

E voi che ne dite? Vi piacciano? Li trovate interessanti?

Kendall Jenner e il suo “gemello segreto” (FOTO)

Credits: www.marieclaire.co.uk

C’è ancora spazio per parlare di gossip, o si può affermare con decisione che il clan Kardashian-Jenner e ora West abbia monopolizzato tutto lo spazio dedicato alla comunicazione?

Perché quando pensi di aver letto e visto abbastanza, quando credi di essere a posto con le Kardashian-news per un po’, ecco saltar fuori l’ennesima notizia sulla big family più conosciuta della Terra.

Dopo essere venuti a conoscenza delle strane abitudini alimentari di Kim e della sua dieta post-parto, dopo le manie di grandezza di Kenye, che ha osato autoproclamarsi erede diretto del divino David Bowie – Kenye, andiamoci piano, che con certe cose non si scherza – pace all’anima sua, sulla linea dell’orizzonte appare all’improvviso un tale di cui nessuno fin’ora era a conoscenza: Kirby Jenner.

Il “gemello”, noto anche con @kirbyjenner specialmente per i suoi followers, ha sfondato nell’universo Instagram, raggiungendo quasi lo stesso numero dei fan della “sorella” Kendall, anch’essa presente nel crescente gruppo che ormai si è affezionato alla vicissitudini dell'”escluso” della famiglia e che lo segue con la stessa passione riservata a Kim, Khloe, Kourtney, Kendall e Kylie.

Ognuno di noi vuole la sua fetta di popolarità, e se per farlo bisogna aggregarsi al clan più ricco del momento, sarà utile tenersi “Al Passo Coi Kardashian”, che da quando hanno inchiodato il riflettore su di loro, non c’è stata tempesta che l’abbia scostato tanto da farli giacere nell’oscurità il tempo necessario a dire “gossip”.