venerdì, 13 Febbraio 2026

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La penetra ‘per sbaglio’ e viene assolto: perché?

È stato assolto il milionario saudita accusato di aver violentato una diciottenne, i giudici della corte di Southwark Crown avrebbero creduto alla sua tesi più che mai grottesca. “Le sono scivolato addosso e l’ho penetrata per sbaglio“, aveva dichiarato in sua difesa alla stampa l’agente immobiliare quarantaseienne Ehsan Abdulaziz, sottoposto a processo per l’accusa di tentato stupro.

L’accaduto risale al 7 agosto dell’anno scorso: Abdulaziz, incontrata la giovane insieme con un’amica comune di 24 anni all’esclusivo nightclub Cirque le Soir, invita entrambe a trascorrere la seconda serata nel suo appartamento nella zona Maida Vale, a Londra. Dopo aver offerto da bere fiumi d’alcool alle due, l’uomo s’intrattiene sessualmente con la ventiquattrenne, mentre la ragazza di 18 anni si addormenta sul divano.

Alle prime ore del mattino, però, la diciottenne si ritrova Adbulaziz addosso, nel tentativo di penetrarla: “Cosa stai facendo?“, gli avrebbe chiesto, “Va tutto bene“, avrebbe risposto lui alludendo all’altra ragazza che dormiva, stando alle dichiarazioni raccolte dal pubblico ministero Jonathan Davies. Scattata in piedi alla ricerca dell’amica, la giovane comincia a innervosirsi: così, non riuscendo a svegliarla, chiama due amici e poi, in un secondo momento, la polizia.

Condotto in arresto, Abdulaziz dichiara: “Dovrà provarlo“. Secondo la sua versione, infatti, lui sarebbe andato a chiedere alla diciottenne se avesse avuto bisogno di una t-shirt per dormire o se, eventualmente, avesse voluto che le chiamasse un taxi per rientrare a casa sua. A quel punto, sarebbe stata lei a spingerlo contro di sé posizionandosi il suo pene tra le gambe, per poi arrabbiarsi non appena resasi conto che lui la stava invitando a tornare a casa in taxi.

Le prove presentate da Abdulaziz dimostrerebbero che la diciottenne gli avrebbe preso la testa tra le mani per spingerlo a sé, provocandogli una caduta. “Sono debole, sono caduto ma non è successo niente, niente di niente, tra me e questa ragazza“, ha detto lui. Le tracce del suo DNA rinvenute nella sua vagina sarebbero, pertanto, attribuibili alla sua scivolata o al fatto che, dopo aver consumato un rapporto con l’altra, tracce di seme sarebbero potute essergli rimaste sulle dita.

Abdulaziz ha dichiarato alla corte che, dopo aver lasciato la discoteca, avrebbe proposto alle due di andare a casa della ventiquattrenne, salvo poi cambiare idea e dirigersi a casa sua per un ultimo giro di bevute. Qui, lui si sarebbe chiuso in camera da letto con la ragazza di 24 anni. La diciottenne, addormentatasi sul divano, si sarebbe risvegliata verso le 4 e mezza del mattino, mentre Abdulaziz la violentava.

Eppure, il milionario ha affermato che lei stessa avrebbe cercato di sedurlo, spingendolo a sé. Ma, dopo i test effettuati, è stato riscontrato che tracce del suo sperma erano effettivamente presenti all’interno della sua vagina: così, Abdulaziz ha cambiato versione, sostenendo che potrebbe averla penetrata accidentalmente nella scivolata presa mentre lei cercava di stringerlo a sé.

Durante il processo, il giudice Martin Griffiths ha acconsentito ad ascoltare privatamente l’accusato – cosa che avviene ben di rado. Nel corso di tutta la seduta, Abdulaziz ha ribadito continuamente il rispetto che nutre nei confronti del genere femminile: “Non mi è mai successo di conoscere una ragazza e portarla a casa la sera stessa: io rispetto le donne, ho anche una sorella. In questi ultimi vent’anni che ho vissuto a Londra non è mai accaduto niente di simile“, ha dichiarato il milionario saudita, che conosceva già la ventiquattrenne da svariati mesi ma non aveva mai approfondito la cosa a causa dei troppi impegni lavorativi.

Abdulaziz ha, inoltre, puntualizzato che quella sera la diciottenne aveva mostrato grande entusiasmo già nel salire nella sua Aston Martin, dove ha chiesto di sedersi davanti. Una volta accomodatasi, avrebbe dapprima insistito per invitarlo nell’appartamento condiviso con la ventiquattrenne, per poi suggerire di andare tutti da lui. Stando a quanto ha raccontato, inoltre, una delle due gli avrebbe domandato se volesse chiamare anche ‘qualche amico’ da coinvolgere nel post-serata: “A dire il vero – avrebbe risposto Abdulaziz – non saprei chi chiamare alle 4 del mattino“.

Una volta giunti a casa sua, l’uomo si è appartato con la ventiquattrenne. “Più tardi, sono andato in salotto per spegnere la televisione e versarmi un po’ d’acqua, e l’ho vista dormire in una posizione imbarazzante sul divano. Le ho trovato una t-shirt perché potesse stare più comoda, dicendole che se voleva restare a dormire era la benvenuta, altrimenti avrei potuto chiamarle un taxi“. Lei avrebbe spalancato gli occhi e ridacchiando l’avrebbe baciato, per poi mettergli le mani dietro la nuca e anche fra le gambe.”Immagino fosse imbarazzata per avermi frainteso. Le ho detto che la sua amica restava a dormire da me e che, se voleva, poteva anche andar via“.

La ragazza, peraltro, ha affermato di averlo spinto via, ma se così fosse stato lui sarebbe caduto all’indietro sul tavolino, sostiene lui: “Se fosse andata così, sarei finito in ospedale, c’è davvero pochissimo spazio tra il tavolo e il divano“. La diciottenne ha anche aggiunto che lui l’avrebbe spintonata quando cercava di liberarsi: “Un uomo che alza le mani su una donna, per me, non è un uomo. Mai in vita mia ho alzato le mani su di una donna“, ha replicato lui.

È inoltre emerso che all’epoca dell’incidente Abdulaziz era sposato con una donna con cui ha un figlio di 10 anni, con i quali condivideva l’appartamento: i due, però, non erano presenti perché stavano trascorrendo le vacanze estive in Repubblica Ceca, Paese di cui la moglie è originaria. Tuttavia, l’uomo ha spiegato che si era separato da tempo dalla moglie, con cui non aveva più rapporti sessuali da otto anni.

Abdulaziz ha persino negato di trovarsi in una discoteca per cercare di rimorchiare donne e per bere. “Cosa ci faceva allora a un tavolo da 1.000 sterline?“, gli ha chiesto il pubblico ministero. “Per stare con amici e colleghi“, ha risposto lui. Tuttavia, il miliardario saudita ha ammesso di essere andato a svegliare la diciottenne in déshabillé e che il suo pene eretto avrebbe potuto fare ‘capolino’. Ma ha precisato: “Non sono andato lì per parlarci o che, volevo spegnere la tv e versarmi dell’acqua, dopotutto è casa mia“.

Ancora, la presunta vittima ha dichiarato di essere corsa in camera da letto per cercare di svegliare la sua amica prima di andar via. Secondo la versione di Abdulaziz, ciò non sarebbe mai accaduto. In più, la ragazza avrebbe detto che, seppur temendo per la vita dell’amica che non riusciva a svegliare, non avrebbe chiamato immediatamente la polizia per non ‘aggravare la situazione’. Ma le è stato obiettato: “Se pensavi che la tua amica fosse morta, come avresti potuto aggravare ulteriormente la situazione?“.

Se, perciò, aver affermato di averla penetrata ‘per sbaglio’ deve essere stato un grande azzardo per Abdulaziz, risulta evidente che anche i racconti della ragazza sono poco chiari, così come probabilmente avrebbero potuto esserlo le sue sue intenzioni quella sera. Perché se è vero come è vero che molti uomini trattano le donne come oggetti, allo stesso modo è innegabile che sempre più donne strumentalizzano gli uomini per il tramite della propria sessualità. In questo caso, poi, nessuno dei due riesce a risultare in alcun modo credibile, facendo della vicenda più che un triste episodio di cronaca una squallida, becera gara di meschinità.

Chiesa spagnola diventa la Cappella Sistina dello sport urbano (FOTO)

Una chiesa antichissima sconsacrata, situata nel comune di Llanera, a nord della Spagna, è stata rimodernata per i giovani. È diventata la Iglesia Skate, uno skate-park unico nel suo genere.

Gli skater di tutto il mondo stanno accorrendo numerosi, e chi ha già avuto la fortuna di provare le sue fantastiche rampe, ne parla come un’esperienza straordinaria.

Rampe di legno, vetrate colorate, fasci di luce e dipinti l’hanno trasformata nella “La Cappella Sistina dello sport Urbano“.
Gli abbellimenti sono stati curati dall’artista Okuda San Miguel, che ha dipinto l’intera chiesa con disegni coloratissimi, facce e teschi geometrici ispirati alla cultura latino americana.

La visita è consigliata a tutti, anche a chi non ama in particolar modo lo skate, perché il risultato finale è sensazionale. Sono riusciti a mantenere la spiritualità del luogo, integrando anche un tocco street. Incantevole.

L’intera opera è stata finanziata da Red Bull, sponsor ufficiale.

credits photo: designboom.com
credits photo: designboom.com

Se l’Alzheimer non impedisce di viaggiare

Bob e Juanita Wellington ricordano perfettamente il viaggio fatto l’anno scorso in Sud America: la coppia di settuagenari, all’epoca, s’imbarcò su di una crociera la cui tratta andava dal Cile al Brasile, fermandosi in svariate città lungo il percorso. Giunti in cima gigantesco al Cristo di Rio de Janeiro, “Stavamo lassù e guardavamo la città ai nostri piedi: era stupenda – ricorda Juanita, 74 anni – Ci è sempre piaciuto scoprire altre culture, diverse dalle nostre. Non c’è niente di meglio che conoscere aspetti culturali diversi dai propri“.

L’esperienza di allora fu importante e non solo perché la solida coppia di Washington riuscì a trascorrere una splendida vacanza, ma perché a Bob, di 76 anni, nel 2010 fu diagnosticato il morbo di Alzheimer: a partire da quel momento, entrambi decisero che la malattia non gli avrebbe impedito di viaggiare ancora.

Viaggiare con qualcuno affetto da forme di demenza è possibile, benché vi siano delle precauzioni particolari da prendere, chiarisce Monica Moreno, direttrice dell’Alzheimer’s Association, associazione no profit che regolarmente organizza viaggi per persone al primo stadio della malattia.

Le raccomandazioni della Moreno insistono, innanzitutto, sul fatto di essere ben organizzati e preparati: occorre fornire la persona affetta da Alzheimer di un itinerario dettagliato, anche se viaggia in compagnia. “Una delle cose più utili è avere a disposizione un itinerario di viaggio che specifichi dove bisogna essere, a che ora, qual è il numero del volo, il posto passeggero, in quale albergo si alloggerà e i contatti a cui richiedere informazioni in caso di emergenza“. Monica Moreno suggerisce, inoltre, di arrivare molto in anticipo rispetto all’orario di imbarco per i voli, muniti di una lettera di un medico che agevoli tutte le procedure a cui si va incontro quando si deve prendere un aereo. Una buona idea consiste nel chiamare in anticipo presso gli uffici delle linee aeree o degli aeroporti, così da potersi garantire un iter di imbarco senza preoccupazioni in agguato.

Di grande aiuto nel muoversi con una persona affetta da Alzheimer è anche impostare le giornate in maniera quanto più familiare è possibile, il che può risultare un po’ difficile quando si viaggia. “Il fatto di avere una routine funziona alla grande – dice la Moreno – Cercate di restare nello stesso hotel, di visitare posti che rievochino una certa familiarità e di fare, per quanto possibile, tutto quello che fate quotidianamente quando siete a casa vostra“. Ed è esattamente quello che i Wellington hanno fatto. “Un tempo andavamo avanti e indietro senza sosta per vedere quante più cose possibile, ma adesso mi siedo non appena mi accordo che lui si sta stancando: così, ci fermiamo, ci sediamo al tavolo di qualche caffè per riposarci o mangiare qualcosa, rilassandoci per un po’“, dice Juanita.

Bob, dal canto suo, riconosce che se entrambi sono in grado di viaggiare è solo grazie alle abilità organizzative della moglie. “Lavora tantissimo perché tutto sia pianificato nei minimi dettagli, tiene sotto controllo tutto quel che c’è da fare o da portare con noi. È una mole di lavoro incredibile che le è piombata addosso. Tutti i suoi sforzi significano davvero moltissimo per me” dice Bob, che aggiunge “Il suo impegno lenisce il mio stress, anche se di certo non giova a lei. Se tutto va per il verso giusto, so che lo devo a lei“.

Juanita, però, si rende conto che è anche difficile sapere fino a quando sarà ancora possibile viaggiare insieme:”È di cruciale importanza riconoscere il momento il cui sta avvenendo un cambiamento e prendere provvedimenti in merito“. Nel frattempo, i Wellington hanno già prenotato due vacanze per il prossimo anno: due crociere in Africa e nel Mediterraneo.

Viaggiare è stato per anni la nostra passione – conclude Juanita – In più, ho studiato Storia dell’Arte in passato: vorrei vedere di persona tutte le meraviglie che ho visto sui libri. Il nostro tempo e il nostro denaro, del resto, li abbiamo sempre impiegati così: viaggiando“. E così gli auguriamo di continuare a fare.

Buckingham Palace, anche Baby George al pranzo di Natale

baby george

Si è tenuto oggi l’annuale pranzo di Natale a Buckingam Palace offerto dalla Regina Elisabetta per riunire poco prima del 25 Dicembre tutti i membri della famiglia reale e i più alti dignitari del Paese. Quest’anno poi anche Baby George ha fatto il suo debutto al cospetto della regale bisnonna. Il piccolo George è infatti apparso, seduto sul sedile posteriore di una Range Rover, elegantissimo con i suoi riccioli biondi, una camicia bianca e un cardigan blu.

baby george

Accanto a Baby George sedeva la mamma del piccolo principe, la splendida Kate Middelton Duchessa di Cambridge. Vestita di un tradizionale rosso molto natalizio. Sul sedile anteriore, ad accompagnare l’erede al trono e sua madre, c’era il Principe Harry lo zio del piccolo con completo blu e cravatta celeste ed una curatissima barba un pò lunghetta ma perfettamente alla moda.

baby george

Su un’altra macchina, diretta sempre a Buckingham Palace, viaggiava invece il nonno del piccolo Baby George, il Principe Carlo, accompagnato dalla moglie Camilla che indossava per l’occasione un’importante collana di perle.

baby george

Tanti altri erano poi gli ospiti illustri presenti al pranzo questo pomeriggio. Come la Principessa Eugenia di York, figlia del Principe Andrea e di Sarah Ferguson, e Zara Phillips accompagnata dal marito Mike Tindall. Presente anche l’ultimo figlio della Regina Elisabetta, il Principe Edoardo con la moglie Sophie Wessex.

Questo pranzo permette alla Regina di ricongiungersi anche con familiari normalmente un po più distanti dal Palazzo Reale e che non sono invitati a unirsi a lei il giorno di Natale.