giovedì, 29 Gennaio 2026

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Cosa fare e cosa non fare in caso di alluvione: io non rischio

Forse avrete sentito parlare della campagna “io non rischio”, che fra le tematiche si occupa proprio di alluvione.

L’obiettivo di questa campagna è informare i cittadini su cosa fare, e cosa non fare, in caso di calamità naturali. Non è ancora partita, ma noi abbiamo deciso di anticiparla. Il motivo è sulle pagine della cronaca: l’alluvione nelle Marche.

Ha causato soprattutto grande tristezza la notizia di quei due uomini, padre e figlio, che hanno perso la vita cercando di togliere l’auto dal garage.

Leggete con attenzione e condividere.

Cosa fare prima dell’alluvione: allerta gialla, arancione e rossa

In caso di alluvione come prima cosa si presta attenzione alle allerte meteo: se sono arancioni, cerchiamo di uscire solo se è strettamente necessario ma se è rossa dobbiamo stare a casa. Se l’allerta è gialla, ma sta piovendo davvero forte, c’è molto vento e il tempo minaccia di peggiorare stiamo a casa comunque.

In previsione di un’allerta arancione o rossa facciamo la spesa di cibo e farmaci qualche giorno prima in modo da non dover uscire.

Organizziamoci con i condomini, se siamo in condominio, per spostarci negli appartamenti in alto se viviamo in una zona a rischio alluvione. Offriamo ospitalità a chi vive ai piani bassi.

Poniamo paratie e sacchi di sabbia negli ingressi, aiutiamo i vicini in difficoltà. Chiudere bene tutte le porte e le finestre.

Il kit da preparare contro l’alluvione

Sarebbe bene, prima dell’allerta alluvione, preparare un kit nel caso in cui si debba lasciare l’abitazione.

Quindi prendere uno zaino impermeabile ed infilarci:

  • chiavi di casa
  • medicinali
  • generali alimentari non deperibili e acqua in bottiglia
  • torcia e radio con batterie di riserva
  • documenti e contanti sigillati in una busta impermeabile
  • coltellino svizzero
  • telefono

Cosa fare durante l’alluvione?

Quando arriva l’alluvione per prima cosa salire ai piani alti. Tenere a portata di mano stivali di gomma, impermeabile e kit.

Staccare luce e gas.

Evitare di uscire di casa, se non si dispone di piani alti cercare rifugio nelle aree predisposte prima che arrivi la piena. Se si è intrappolati in casa ma si è a rischio allertare i vigili del fuoco o la polizia.

Cosa non fare durante l’alluvione?

Non sostare in cantine o garage, non sostare ai piani bassi. Non cercare di recuperare auto o altri beni materiali.

Non sostare sotto i ponti, nei pressi di torrenti, fiumi o scarpate.

Non usare gli ascensori.

Se ci si trova in auto non lasciare il veicolo, non aprire i vetri e chiamare subito i soccorsi.

Cosa fare dopo l’alluvione?

Non intasare le linee telefoniche. Non lasciare l’abitazione e non transitare nelle zone allagate.

Far defluire l’acqua dagli ambienti solo se è possibile, diversamente chiamare i vigili del fuoco.

Non utilizzare le apparecchiature elettriche che sono state a contatto con l’acqua. Pulire tutto ciò che è stato a contatto con acqua e fango.

Aiutare i vicini.

Bomboniere per il matrimonio: i trend del momento

Quando si tratta di scegliere le bomboniere perfette per il proprio matrimonio, molti futuri sposini vanno letteralmente in crisi perché non sanno come orientarsi tra i moltissimi modelli disponibili in commercio. Le bomboniere d’altronde sono fondamentali e devono essere scelte con un certo anticipo: non ci si può permettere di aspettare troppo ad ordinarle, perché si rischia di non riceverle in tempo e di fare una figuraccia con i propri ospiti. 

Vediamo allora insieme quali sono le tendenze del momento per quanto riguarda le bomboniere di matrimonio: quelle più in voga in questi ultimi anni, con le quali non si rischia certo di sbagliare. 

# Bomboniere solidali

Senza dubbio, le più gettonate rimangono le bomboniere solidali che continuano a riscuotere un grandissimo successo e la cosa non sorprende affatto. In moltissimi scelgono questi portaconfetti perché non hanno nulla di diverso da quelli tradizionali, ma permettono di compiere un gesto davvero nobile. L’intero ricavato della vendita delle bomboniere solidali infatti viene utilizzato dall’organizzazione che le vende per finanziare i propri progetti umanitari e fornire dunque un aiuto concreto a chi ne ha realmente bisogno. Le bomboniere solidali di Save the Children ad esempio, che sono le più consigliate in questi ultimi anni, permettono di garantire un futuro ai bambini meno fortunati in Italia e nel mondo. Esteticamente, i portaconfetti sono molto carini: nel catalogo se ne possono trovare di varie tipologie, tutti personalizzabili con nastrini di diversi colori e dal prezzo assolutamente onesto. Di certo, questa è un’opzione che vale la pena prendere in considerazione. 

# Vasetti di miele / confettura

In alternativa, molto popolari negli ultimi anni sono anche le bomboniere per matrimonio realizzate con piccoli vasetti di miele o di confettura. Si tratta di un’opzione che in molti scelgono proprio per evitare di cadere nella banalità dei classici portaconfetti e per donare ai propri ospiti un qualcosa che possa rivelarsi anche utile e che non rischi di essere accantonato in un cassetto. I vasetti di miele o di confettura si possono acquistare anche presso una cooperativa sociale o un’azienda agricola della propria zona: hanno sicuramente più valore. Bisogna però preoccuparsi di confezionarli in modo carino in modo che si prestino a fare da bomboniera: dettaglio di cui spesso ci si deve preoccupare personalmente.

# Bomboniere green

Altrettanto di tendenza negli ultimi anni sono le cosiddette bomboniere green: definite così per via del fatto che in qualche modo permettono di supportare la sostenibilità ambientale. Rientrano in tale definizione differenti bomboniere, ma tra le più gettonate quando l’occasione è il matrimonio troviamo le piantine grasse. Naturalmente, anche in tal caso è importante confezionarle in modo carino, rimanendo a tema e cercando di renderle il più accattivanti possibili. 

Sempre per quanto riguarda le bomboniere green, altrettanto interessanti sono le matite con semi da piantare che si trovano anche nel catalogo dei regali solidali di Save the Children e permettono anche di fare beneficenza dunque. Si tratta di matite che una volta consumate si possono mettere in vaso per veder crescere una bella piantina. Idea originale e divertente. 

Siccità cosa fare: un jeans costa 3.800 litri d’acqua

Torniamo a parlare del problema “siccità cosa fare?”. È doveroso perché in tv continuano a dirci che ci facciamo docce troppo lunghe, che sprechiamo tanta acqua e via dicendo. Ma come mai nonostante tutti i nostri sforzi la situazione non migliora mai?

È presto detto, abbiamo iniziato a parlarne nello scorso articolo: Siccità cosa fare una bistecca costa 4600 litri di acqua. Leggendolo scoprirete che in realtà il problema non è la durata delle nostre docce.

Dunque abbiamo scoperto che ruolo ha la carne, oggi parliamo di vestiti.

Siccità cosa fare: quanto costano i nostri indumenti in acqua?

Siccità cosa fare? Siamo portati a credere, soprattutto dai mass media, che con piccoli sacrifici quotidiani (come docce più brevi), si possa risolvere il problema della siccità.

E invece no, perché il problema è a monte.

Un esempio? Un jeans nuovo di pacca costa 3.800 litri d’acqua. Non male vero?

In Cile è stata scoperta un’enorme discarica a cielo aperto di vestiti. Tutta acqua e corrente sprecati, per non parlare dell’inquinamento ambientale.

Si stima che l’industria tessile consumi 79 trilioni di litri di acqua ogni anno, ovvero il 20% del consumo idrico mondiale.

Lo sapevi che per produrre una tonnellata di materia tessile sono necessari ben 200 tonnellate d’acqua? Adesso lo sai.

Una maglietta di cotone costa 2.700 litri di acqua dolce.

Per non parlare dei diserbanti utilizzati per mettere in piedi i campi di cotone, che hanno impoverito e distrutto la terra e della quantità colossale di energia che occorre per produrre i vestiti.

Siccità cosa fare: comprare meno vestiario

Siccità cosa fare? Comprare meno abiti. Ebbene sì. Compriamo vestiti con molta leggerezza e facilità, incuranti che si tratta di acqua consumata.

Abbiamo armadi stracarichi eppure continuiamo ad acquistare.

Sarebbe bene invece adottare una tecnica minimalista, meno vestiario, riparare un capo che si scuce piuttosto che buttarlo e soprattutto passare all’usato.

Storcere il naso non aiuterà a salvare il pianeta, vendere e comprare capi usati sì. Molta meno acqua ed energia sprecati.

A volte ritornano: Pennywaise è sempre vivo

Vi siete mai liberati di Pennywaise? Questo è il vero nome di It, il malvagio clown inventato da Stephen King.

Fu interpretato da Tim Curry in una miniserie degli anni ‘90, talmente bene che terrorizzò un’intera generazione scatenando la fobia dei clown nella maggior parte delle persone che lo hanno guardato.

Ma It è morto? Nella miniserie, e poi nel film, il clown alla fine muore sconfitto dai perdenti. Oppure no?

Dove abbiamo rivisto Pennywise?

In realtà Pennywise non è morto, per niente. È stato temporaneamente sconfitto.

Riappare in diversi romanzi di Stephen King, ad esempio ne Le creature del buio dove un personaggio incontra “un clown con occhi argentati e un mazzo di palloncini in una mano” che si suppone fosse It. In Later il protagonista effettua il rito di Chud per sconfiggere un’entità malefica che lo perseguita.

In altri romanzi, come L’acchiappasogni e L’ultima missione di Gwendy, compare Derry e compaiono riferenti sul fatto che It in realtà sia riapparso anni dopo esser stato sconfitto dai Perdenti ormai adulti.

In realtà It non può morire, in quanto la sua vera forma è i Pozzi Neri, ovvero un’entità oscura che vive in un altro mondo.

Quindi no, non è mai morto e non può essere sconfitto.

Pennywise che ha ispirato Stranger Things

Inutile negarlo, in Stranger Things, Pennywise è ovunque.

Partendo dai ragazzi in bici, che ricordano tantissimo i Perdenti per arrivare all’inizio della storia: un ragazzino viene rapito, come inizia la storia di It con il rapimento di Georgie.

La città di Hawkins subisce più o meno lo stesso destino di Derry, un mondo malvagio e parallelo è attaccato ad essa.

E poi c’è Vecna, che sfrutta gli incubi e le paure delle persone, proprio come It, facendo vedere loro cose terribili che però non stanno in realtà accadendo.

Ricorrono anche la possessione e la levitazione delle vittime e la casa maledetta in cui si trova il mostro.

Pennywise: The Story of IT

It ritorna a vivere nel documentario Pennywise: The Story of IT dove vengono raccontati i retroscena della miniserie.

Il documentario è stato realizzato da John Campopiano (Unearthed and Untold: The Path to Pet Sematary) e Christopher Griffiths (Leviathan: The Story of Hellraiser and Hellbound: Hellraiser II), ed è stato prodotto da Gary Smart, Brady William Gorman e Laurance Gornall.

Hanno partecipato alcuni attori e lo stesso Tim Curry, che nonostante la malattia ha voluto dare il suo contributo.

Ci sono filmati inediti, dietro le quinte e interviste su come il team sia riuscito a rendere così spaventoso il personaggio creato da King.

Ma la domanda di sempre è: King scriverà mai un altro libro su It?