mercoledì, 15 Luglio 2026

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Calendario Red Hot: la rivincita sexy dei capelli rossi (FOTO)

Succede sempre a dicembre: siamo invasi da calendari per l’anno nuovo, e sembrano avere tutti una sola cosa in comune, e cioè i pochi vestiti.
Ma questa volta è diverso. O meglio, la sostanza è la stessa, ma la forma è ben diversa: tartarughe ben in vista, pose sexy, slip aderenti, e capelli rossi. Stiamo parlando del calendario Red Hot 2016, cioè di bell’imbusti che manco i Bronzi di Riace, e capelli rossi, una minoranza spesso bistrattata.

L’ideatore di questo calendario è il fotografo inglese Thomas Knights, che ha dichiarato: “Molte persone con i capelli rossi da piccole sono state emarginate, se non addirittura bullizzate ma qualcuno, crescendo, è riuscito a costruirsi lo stesso una personalità brillante. Spesso le persone generalizzano, pensando che chi ha i capelli rossi non sia attraente. Si sbagliano”.

Se ci pensiamo, in televisione, sui cartelloni pubblicitari, o sulle riviste patinate si trovano decisamente più spesso modelli mori, castani o biondi in sfavore dell’universo molto ampio dei rossi di capelli, che, oltre ad avere colore hanno anche bellezza.

Se abbiamo bisogno di prove per crederci qui di seguito troviamo qualche immagine tratta dal calendario.

Natale coi nonni, lo spot che commuove il web (VIDEO)

A Natale si pensa a un sacco di cose: dai regali, agli addobbi, al menù del pranzo.
A Natale bisognerebbe stare con la propria famiglia e vivere i momenti di felicità tutti insieme, nessuno escluso.

Partendo da quest’idea, dal valore della famiglia unita, EDEKA, una catena di supermercati tedesca ha lanciato uno spot pubblicitario al limite tra genialità e cinismo, ma pur sempre commovente. Il suo successo è stato decretato dagli utenti della rete, che hanno visualizzato il video più di 26.199.030 volte.

Spesso – e purtroppo – i nonni vengono dimenticati, o messi da parte, ma il protagonista di questo video non demorde e inventa uno stratagemma per riuscire nel suo intento: quello di passare un Natale con tutta la famiglia. Cosa si inventa il nonno? La sua morte. Sì, proprio così, l’uomo ha finto di essere morto per avere tutti a cena a casa sua: “Devo fare questo per avervi con me?”, afferma ai parenti in lacrime.
Godetevi il video, e passate un Natale sereno in compagnia di tutti i parenti e tutte le persone a cui volete bene.

Un consiglio: prima di guardare il video, armatevi di kleenex.

Tè VS caffè: due personalità opposte a confronto

Un po’ come gatto e topo, un po’ come sole e luna, un po’ come il bianco e il nero, i bevitori di caffè e quelli di appartengono a due mondi (di drogati) completamente diversi; praticamente opposti. E le loro personalità viaggiano su inavvicinabili lunghezze d’onda, tanto che è difficile che queste due tipologie di persone si incontrino e diventino amici.
Ma come riconoscere questi due tipi di persone?Due autrici, Francesca Saragaglia, caffè-dipendente, e Azzurra d’Ercole, tè-dipendente, ci spiegano le differenze di personalità tra questi due generi di drogati. Vediamole insieme.

Quando

Caffè: è mattina, mi sono alzata da poco e prima ancora di capire a che giorno della settimana siamo, il primo odore che sento è quello del caffè accompagnato dal rumore della moka che brontola per avvisarmi che è ora di svegliarsi davvero. Questo è il momento della giornata ideale per prendere il mio primo caffè, sapendo già che ce ne saranno altri. Non c’è, infatti, pomeriggio senza caffè.

Tè: dai, intendiamoci, il tè rappresenta uno stile di vita. Non segue regole precise né lancette d’orologio: ogni momento è quello più adatto. Perché vedi, il tè è come il color tortora: sta bene praticamente con tutto. Si adatta perfettamente a una occasione informale e riesce a non stonare mai durante gli eventi mondani. In pratica è il Richard Gere delle bevande.
Lo bevo la mattina presto, alle 5 come si usa in Inghilterra e la sera prima di andare a dormire. Zuccherato, amaro, con il latte, non fa differenza: quella bollente delizia color bronzo mi fa innamorare ogni sacrosanta volta.

Dove

Caffè: per quelli come me, amanti del caffè, il barista di fiducia diventa un amico. Amo i locali piccoli, quelli con elementi di arredamento totalmente diversi ma che si adattano l’uno all’altro senza stonare. Colori chiari, pastello, musica di sottofondo e tante chiacchiere in allegria.

Tè: bere il tè è come andare a letto con una bella donna: non ti importa dove e quando la avrai, ogni luogo è quello adatto. Di certo in amore, così come nelle bevande, mi piace avere un pochino di privacy. Il suo ambiente ideale è calmo e accogliente, sempre pieno di calore e comodità. Chi ama il tè ama se stesso: anche una sola tazzina riesce a metterti in contatto con il tuo IO meglio di quanto farebbe un analista.

Come

Caffè: l’espresso, magari servito al tavolo, è il mio grande amore. Insostituibile. Il semplice odore basta per catalizzare la mia attenzione e rendermi già più attiva ed allegra. Per me caffè è sinonimo di sorriso.

Tè: il come deve seguire tassativamente una certa forma: fine, delicata, precisa. I fan del tè lo bevono rigorosamente nella tazzina: guai a presentarsi con un English Breakfast in plastica, piuttosto che berlo un vero amante del tè preferirebbe un’intossicazione alimentare. Bisogna perciò entrare nel mood: tazzina dai colori delicati, teiera, temperatura costante e, se possibile, un divano grande come la Nuova Zelanda.

Perché

Caffè: il caffè nella mia vita è essenziale. Rilassa e dà una sferzata di energia allo stesso tempo. Mi concede una pausa, seppur breve, dagli impegni quotidiani. Per quei minuti lavoro, università e impegni familiari sono lontani e, dopo aver lasciato vuota la tazzina, sarà più facile affrontare il tutto.

Tè: essere bevitori di tè non ha una ragione ben precisa: di sicuro un vero estimatore adora la calma, la pace e l’introspezione. L’appuntamento giornaliero non è una scadenza, ma una coccola. Quando bevo il tè mi congiungo con me stessa, metto in ordine le idee e calmo i miei nervi. Se non esistessero bustine e filtrini sarei già finita in qualche pagina di cronaca nera.

Con chi

Caffè: non c’è persona con cui non valga la pena prendere un caffè. Quattro chiacchiere con le amiche sedute al tavolino di quel locale tanto carino sono sempre gradite. Consigli, critiche e progetti futuri scorrono e nascono più facilmente. Ma anche un incontro con quel ragazzo che tanto ci attrae rende il caffè un alleato speciale.

Tè: è bello prendere il tè con le amiche e spettegolare fino a quando la teiera non si raffredda. In verità però io adoro il tè in solitudine, meglio se su una poltrona. Reclinabile. Magari con la stufetta accesa vicino ai piedi e il cellulare in modalità aereo. Bere tè richiede tempo e pace: mi riesce difficile immaginare la vita senza.

Come lo accompagno

Caffè: adoro bere il caffè con affianco un cioccolatino fondente, ma anche biscotti alla cannella o crostatine alla frutta sono ben accette. Una piccola coccola dolce che migliora la giornata.

Tè: certo, il tè è come un vestito di Valentino: non stona mai. Ma esattamente come un abito di haute couture lo si può abbinare con qualcosa in grado di migliorarne alcuni aspetti. Io, ad esempio, lo accompagno rigorosamente con i biscotti. Di quelli leggeri, non troppo zuccherati. Certe volte lo zucchero non serve.

Dopo

Caffè: Come mi sento dopo aver bevuto il mio caffè? Potrei spaccare il mondo. Sono attiva, carica, allegra e pronta ad affrontare le mille sfide che ogni giorno la vita pone davanti a chiunque.

Tè: Una persona dopo il tè è come l’uomo dopo un rapporto sessuale: attraversa un momento refrattario. Dopo ci vuole la pennichella.

Viaggi all’estero

Caffè: amo viaggiare e amo andare all’estero, ma ogni volta sorge un problema comune a tutti quelli che hanno la mia stessa caffè-dipendenza. Trovare un espresso decente diventa un impresa titanica. Così mi ritrovo a spendere molti, forse troppi, soldi per trovare quello con la giusta quantità di caffeina. Sono così giunta all’unica conclusione possibile: portare la mia fidata moka con me.

Tè: adoro andare in giro per il mondo e scoprire le tante varietà di tè esistenti. Personalmente ho adorato il tè bevuto in Turchia e ho acquistato quintali di varietà diverse in Inghilterra. Per grazia di Dio si tratta di una bevanda buona quasi ovunque, per cui le crisi di astinenza oltre confine sono assolutamente scongiurate.

A cura di Azzurra d’Ercole e Francesca Saragaglia

Una vita da Darth Vader (FOTO)

Credits: boredpanda.com

Essere Darth Vader non è facile, e lo sa bene il cattivo di ‘Star Wars’ che oltre a prepararsi per l’imminente settimo capitolo della saga cinematografica, deve anche occuparsi di tutte le faccende quotidiane. Di cosa stiamo parlando? Il fotografo e web designer polacco, il 28enne Pawel Kadysz, si è divertito a immaginare Darth Vader alle prese con la vita di tutti i giorni. Ecco quindi il Signore dei Sith che si alza, si lava i denti, fa la spesa, mangia e legge.

Il progetto di Pawel è molto ambizioso: con “The Daily Life Of Darth Vader”, ovvero “La vita quotidiana di Darth Vader”, il fotografo ha programmato uno scatto al giorno per un anno. Ha iniziato lo scorso ottobre e il progetto andrà avanti fino ad ottobre prossimo. Ci vorrà una gran fantasia per riuscire a immortale Darth Vader in altre piccole faccende casalinghe. Ecco alcuni scatti del progetto:

Si inizia la mattina, con Darth che si alza per fare colazione (da notare la tazza con i cereali), si lava i denti e si prepara per il ‘lavoro’.

Poi ci sono le faccende domestiche: Darth Vader è alle prese con la pulizia, il ferro da stiro, è in cucina, ha a che fare con la lista della spesa (chissà se ha dimenticato di comprare qualcosa?), e infine si dedica alla palestra.

Giunge la sera, quindi Darth Vader si dedica ad attività più o meno rilassanti.

Infine, ci fa sorridere mentre afferra una foto di se stesso da giovane, quando ancora era un bravo Jedi e si chiamava Anakin Skywalker.

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Una galleria fotografica che sembra semplice e ingenua, in confronto alla malvagità del cattivo di ‘Star Wars’, ma che speriamo non abbia offeso nessun fan del personaggio. L’intento di Pawel Kadysz lo capiamo, è quello di mostrare che tutti i villain sono persone comuni che devono fare i conti con il loro quotidiano.

Credits photos: boredpanda.com