Expo Milano 2015 sta giungendo al termine: proprio sabato, infatti, la famosa esposizione universale chiuderà i battenti per altri cinque anni. Questi ultimi giorni, però, sono stati molto impegnativi, per il numero di persone presenti e, soprattutto, per le infinite file da fare per visitare i famosi padiglioni.
Uno dei padiglioni più belli – e per questo più visitati – è proprio quello del Giappone. Ma quanto bisogna aspettare per poter entrare ed osservare le sue meraviglie? Tanto, troppo tempo. Si è arrivati perfino a dieci ore di fila – quando con circa 12 di aereo si arriva direttamente nel Paese asiatico.
C’è, però, chi non rinuncia a volerlo visitare e decide di farsi tutte quelle ore di fila. I pensieri di queste pazienti persone sono anche stati incisi sul legno della coda per la fila del Padiglione Giappone. Un mix di disperazione e ironia, ecco tutti i messaggi.
Ieri, 28 ottobre 2015, il Parlamento Europeo – con ben 438 voti su 687 – ha approvato un emendamento che cancella ogni tipo di finanziamento che riguarda l’allevamento dei tori usati durante la corrida. Ovviamente, prima che si parli di legge, dovremo aspettare l’approvazione dell’emendamento da parte dei ministri delle finanze: solo allora, quando i finanziamenti verranno interrotti, si potrà parlare di vittoria.
Questo emendamento, però, è già molto importante, tenendo in conto il fatto che lo scorso anno uno simile non era stato approvato: 58 europarlamentari, infatti, astenendosi, avevano salvato gli allevatori. Ma quei 129 milioni di euro usati ogni anno per questa terribile pratica non sarebbe meglio usarli per altri fini?
Anche se questi “spettacoli” attraggono ancora molti turisti, non si può dire lo stesso di chi in Spagna ci abita: il pubblico della corrida, infatti, negli ultimi anni ha subito un forte declino. Ma proprio per non scontentare i visitatori, lo stato spagnolo, che vede nella corrida un’espressione culturale tradizionale, potrebbe mettere i propri soldi per finanziare questo tipo di attrazione.
È cosa certa, comunque, che questo settore sta arrivando al termine: sia grazie all’emendamento di ieri che allo stop dei finanziamenti da parte di molte giunte locali.
Halloween si avvicina e le principesse più amate dai bambini di tutto il mondo abbandonano i loro abiti ampi e regali, preferendo vestiti più moderni e grintosi. Eccole come non le avete mai viste: sarà una festa da brividi!
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Ariel ed Eric sono sicuramente una delle coppie più belle. Il tema non poteva che essere quello dell’acqua. Ariel è una deliziosa medusa ed Eric un marinaio sexy e affascinante. Dite che il severo Re Tritone approverà?
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Aurora ha invece optato per un mini dress originale e bicolor che mette in risalto il suo fisico perfetto. Avrà finalmente messo d’accordo le fate, sempre occupate a litigare su come debba essere il colore del vestito? Blu e nero, o oro e bianco?
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Mulan, simbolo di forza e indipendenza, è una grintosa poliziotta. Al suo fianco non poteva mancare Li Shang, chi non si sentirebbe sicura al suo fianco?
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La dolce Rapunzel, con la sua lunga chioma e la ranocchietta sulla spalla, è proprio una piratessa coi fiocchi.
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Tiana e Naveen, entrambi vestiti da animali, sembrano molto complici e insieme formano una coppia bellissima.
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Le due sorelle di Arendelle hanno scelto proprio i colori giusti. L’arancione per la vivace ed esuberante Anna e il verde per la più riservata, Elsa.
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La bella Pocahontas, amante della natura e degli animali, è una perfetta Girl Scout. Starà cercando il suo John Smith?
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Che feeling questa coppia! Jasmine e Aladin sembrano proprio pronti per scatenarsi sulla pista da ballo.
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Cenerentola per il suo costume si è lasciata ispirare dai suoi amici topolini. Il suo costume è il Sexy Pizza Rat! Ci auguriamo che non debba tornare entro la mezzanotte, si perderebbe tutta la festa altrimenti.
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A Belle calza proprio a pennello il ruolo della professoressa sexy ma perfettina. La Bestia invece veste il ruolo dello studente un po’ nerd, con tanto di occhiali. Sarà un alunno modello o si meriterà qualche punizione?
È giunta l’ultima settimana di Expo, l’esposizione universale sui temi dell’alimentazione e dello sviluppo sostenibile ed è tempo di bilanci. Gli obiettivi erano chiari: 24 milioni di spettatori e l’idea di una spettacolare vetrina dell’Italia sul mondo. E a quanto pare lo scopo è stato quasi raggiunto. Ma vediamo nel dettaglio i numeri di questo evento di portata globale.
Sono stati 144 i paesi partecipanti a Expo 2015. Insieme a loro, 3 le organizzazioni internazionali, quali Onu, Unione Europa e Cern e 13 le organizzazioni di società civile, come Carita, Oxfam, WWF. Questi, distribuiti tra 58 padiglioni, hanno richiesto l’impiego di 1300 operai per un totale di 4000. Ma che ne sarà di loro?
Secondo quanto appreso da fonti ufficiali, pare che la maggior parte dei giovani selezionati da agenzie di lavoro, quali manpower, saranno ricollocati a seconda delle esigenze del mercato e delle attitudini sviluppate dai ragazzi.
Su quanti, in numero, abbiano visitato l’Expo invece nulla è certo. Molti conteggi agli ingressi sono saltati, soprattutto nel caso delle comitive studentesche. La media di presenze giornaliere è comunque registrata sulle 116 mila persone: un numero che lascia prevedere l’impossibilità di vedere serenamente i padiglioni, specialmente quello del Giappone, che prima ancora che sia aperto, già ha una coda di 9 ore.
Ma tanta fila valeva davvero la candela? C’è chi si ritiene soddisfatto, chi invece si è pentito di averlo visitato. Sta di fatto che in termini organizzativi, la Fiera era ben strutturata, salvo per l’assenza di sufficienti aree di sosta secondo quanto segnalato in una ricerca riportata su Il giornale. Inoltre il 49% degli spettatori ha ritenuto lo spettacolo dell’albero della vita quasi memorabile.
Unico neo di tutta la kermesse rimangono sempre loro, le file. Nelle ultime settimane è stato così difficile accedere ai padiglioni di paesi quali Kazakistan e Palazzo Italia che un cliente insoddisfatto si è rivolto al Codacons ottenendo il rimborso del biglietto Expo, da lui praticamente inutilizzato per questioni logistiche. Nel complesso, il 74% degli italiani intervistati ha considerato la Fiera un successo.
In conclusione, almeno 21 milioni di persone hanno visitato l’Expo, il che ha reso possibile all’Italia di essere al centro dell’attenzione e aumentare il turismo, a dispetto di chi pensava che i padiglioni non sarebbero mai stati conclusi entro il 1 maggio.