Quante volte vi è successo di tornare a casa completamente ubriachi, per poi mettervi nel letto e risvegliarvi il giorno dopo ancora più sconvolti di quando siete rientrati? Mal di testa, ricordi molto sfumati, mal di stomaco terribile e occhi che stanno aperti per non si sa quale motivo.
Sarà successo a tutti almeno una volta, vero? Anche ai personaggi Disney, almeno da quanto sembra da alcune loro divertentissime espressioni del viso. Un’autrice di Buzzfeed, infatti, si è divertita a descrivere i vari stadi dei sintomi post sbornia attraverso le espressioni di alcuni personaggi Disney: ecco le immagini. Vi ritrovate in alcune di queste?
Quando vi risvegliate per un secondo e dimenticate cos’avete fatto la sera prima
Quando cercate di alzarvi dal letto ma vi rendete conto di essere ancora un po’ brilli
Quando state seduti sul bordo del letto e pensate che avete troppi rimpianti
Quando tutto intorno a voi gira (o è la vostra testa?)
Quando il trucco è tutto colato
Quando siete incapaci di fare qualsiasi cosa
Quando non riuscite a trovare il cellulare per il disordine e per il mal di testa
Quando rileggete i messaggi che avete mandato la sera prima
Poi andate sul registro chiamate
Ed infine controllate il vostro conto in banca
Quando sentite di aver bisogno di rimettere
Quando il mal di testa non ha la minima voglia di andarsene
Quando siete colti da terribili flashbacks
Quando provate a stare svegli, ma non ce la potete fare
Quando cercate di camminare ma siete ancora un po’ allegri
Quando non capite se il cibo vi fa bene o vi fa venire il vomito
Quando mangiate e vi accorgete che è stato un errore
Quando dovete fare la doccia seduti
Quando i vostri vicino iniziano a fare casino
Quando cercate di convincere i vostri amici ad uscire
Quando le persone cercano di parlarvi ma non siete ancora pronti
Quando spiegate ai vostri amici ciò che avete fatto
Quando i vostri amici vi raccontano cosa avete fatto la sera precedente
Quando la vergogna vi assale
Quando vi sentite uno schifo ma cercate di fare i grandi
Quando pensate di non poter stare peggio di così
Quando non vedete l’ora di tornare a letto
Quando dite “non berrò mai più”
Quando i vostri amici vi chiedono di uscire, ma non ne volete sapere
C’è chi è vegetariano o vegano per moda, e poi c’è anche chi lo è perché crede in quello che fa, e nei valori etici che la sua scelta comporta. E sicuramente queste scelte sono più salutari di alcuni nostri piatti, o del classico cibo americano, ma non sono sufficienti per l’evoluzione umana.
Secondo un recente studio, mangiare la carne ha consentito ai nostri antenati di evolversi, di crescere, e di perfezionarsi sempre più nel giro di un milione di anni. Questa è un’affermazione non nuova, perchè biologi e scienziati evoluzionisti ne avevano già parlato, ma i recenti studi hanno dimostrato che mangiare carne è stato davvero un elemento cruciale per l’evolversi della specie umana e del suo cervello, cosa che sarebbe stata impossibile con una dieta vegana e alimenti crudi.
Gli esperimenti che hanno portato all’affermazione di questa tesi sono condizionati dal fatto che il cervello umano moderno consuma circa il 20% dell’energia del corpo a riposo, cioè il doppio di quanto consumato dagli altri primati. Ne deriva che carne e cibi cotti sono necessari per fornire la spinta di calorie indispensabili per nutrire un cervello in crescita.
Una ricerca pubblicata sul Proceedings of the National Academy of Sciences, ha analizzato le relazioni che intercorrono tra le dimensioni degli essere umani e quelle del loro cervello. È stato riscontrato che più l’essere umano cresceva in dimensioni più cresceva anche il suo cervello. Ma questo non per l’uomo. Infatti, la nostra specie ha mostrato un cervello più grande e più ricco di neuroni per le sue proprie dimensioni, rispetto per esempio a un gorilla, che è tre volte più massiccio degli essere umani ma ha un cervello decisamente più piccolo.
Perché?
La risposta sembra essere proprio nella dieta vegana (perché priva di proteine animali) dei gorilla, che quindi richiede ore ed ore di nutrimento per fornire abbastanza calorie a sostegno della massa corporea e celebrale. Affinché un gorilla abbia un cervello simile a quello dell’essere umano avrebbe bisogno di 733 ulteriori calorie al giorno, che sarebbero quasi due ore in più dedicate al nutrimento.
Similmente, se i nostri primi antenati mangiavano solo e soltanto vegetazione, avrebbero avuto bisogno di cibarsi per più di 9 ore al giorno per supportare il fabbisogno calorico. Dunque si evince che i nostri antenati abbiamo mangiato carne durante la loro evoluzione, specialmente per via del pericolo, e delle alte difficoltà di reperimento di tutto quel cibo.
La linea di fondo – come spiega lo studioso Herculano-Houzel – è che, certamente si può sopravvivere con una dieta esclusivamente vegetariana o vegana nella nostra era moderna, ma, così facendo, la sopravvivenza sarebbe stata decisamente più improbabile per i nostri antenati.
Siete nati nei mesi più caldi dell’anno? Allora siete i più magri dello zodiaco.
Uno studio pubblicato sul Journal of Environmental Health Perspectives EHP e condotto dai ricercatori americani della School of Public Health dell’Harvard University dimostra che i nati nei mesi più caldi sono dei veri e propri figurini rispetto agli altri.
I primi bimbi venuti alla luce durante il periodo dell’estate appartengono al segno del Cancro (22 giugno-22 luglio), ovvero quello che inizia col solstizio d’estate, il giorno più luminoso dell’anno. A seguire c’è il Leone, ovvero quel segno che si trova esattamente al centro dell’estate (23 luglio-22 agosto) e al terzo posto, invece, troviamo la Vergine, ovvero il segno che occupa i giorni di fine estate (23 agosto-22 settembre).
E se il leone domina la stagione estiva, il cancro è influenzato ancora dalla primavera mentre il segno della Vergine volge già lo sguardo all’autunno. Nei risultati dello studio rientrano marginalmente anche i Gemelli e le Bilance dei primi giorni, visto che spesso le temperature vanno oltre quelle delle medie stagionali.
Secondo i ricercatori le mamme risentono molto della calura estiva, esattamente come i piccolini che si trovano ancora in grembo. Proprio per questa ragione i bambini nati nei periodi hot saranno di peso inferiore rispetto ai ‘colleghi’ degli altri mesi.
Una volta eliminate diverse variabili come scolarità, età, salute delle mamme, densità del traffico del luogo di residenza e inquinamento, lo studio ha dimostrato che un aumento di circa 9 gradi nell’ultimo trimestre di gravidanza comporta costantemente una riduzione media di peso alla nascita del bambino di circa 17 grammi.
Per quel che concerne la durata della gestazione alcuni studi effettuati nell’area del Massachusetts fra il 2000 e il 2008 hanno evidenziato che la gestazione media è inferiore alle 37 settimane, cioè appena ai limiti inferiori della norma. Non tutti i neonati prematuri sono però anche di basso peso: un neonato di 36 settimane, quindi nato pretermine, può ad esempio pesare 2.600 grammi (un peso normale).
Ovviamente per i cancro e leone le cose stanno in modo diverso, naturalmente a causa della grande afa.
‘Scusa ma, ti vedo solo come un amico’. Questa frase è la definizione perfetta di Friendzone, quella che si trova nei migliori vocabolari. Poche parole, ma micidiali quanto un kalashnikov, hanno ridotto in brandelli i cuori di milioni di innamorati di tutto il mondo.
Sempre più persone, infatti, cadono sotto i colpi dei friendzonatori, persone che sembrano l’altra metà della mela ma che come passatempo hanno quello di farsi adulare, corteggiare per poi palesare la vostra ingenuità davanti ad una dichiarazione. Certo, a volte i prosciutti sugli occhi ce li mettiamo da soli vedendo segnali dove non ci sono, ma quasi sempre non va così.
A dimostrare la dura realtà ci pensa ‘BOOM. Sei stato Friendzoned.’, pagina facebook con oltre 600 mila seguaci, che raccoglie le testimonianze di innamorati rifiutati e di qualche friendzonatore pentito. A screen che farebbero piangere anche il più cinico di noi, vengono accostati commenti ed immagini esilaranti.
Noi di Blog di Lifestyle abbiamo intervistato per voi l’admin della pagina.
Ciao, ti presenteresti ai nostri lettori? Chi c’è dietro “BOOM. Sei stato Friendzoned.”?
Ciao. Mi chiamo Enrico e abito a Udine. Non ho mai detto molto su di me perché ho sempre preferito tenere la pagina “anonima”.
Come è nata l’idea di una pagina sulla Friendzone?
Nel 2013 l’argomento Friendzone spopolava in tutto il mondo grazie al programma MTV “amici o fidanzati”, ma in Italia non esisteva ancora una pagina dedicata. Ho colto la palla al balzo e l’ho aperta io. L’obiettivo è stato sin dall’inizio quello di trattare l’argomento in modo ironico, per ridere ed esorcizzare un fenomeno che di per sé è molto triste.
A scrivere alla pagina sono più i friendzonati o i friendzonatori?
Scrivono quasi solo friendzonati alla ricerca di conforto e di consigli utili: la posta interna della pagina è una specie di portale di consulenza e sostegno psicologico. Molti friendzonati ci inviano le loro storie per farle pubblicare e riderci sopra.
Ogni tanto ci scrivono anche alcuni friendzonatori per “auto-denunciarsi” e confessare i propri peccati del passato.
Qualche suggerimento su come uscire vincitori dalla Friendzone?
La Friendzone è come una malattia grave: meglio prevenirla che curarla. Ci sono molti consigli per evitare di entrarci, ma pochi per uscirne una volta che ne sei dentro.
Per evitarla bisogna coglierne i segnali: quando l’altra persona usa parole come “migliore amico”, “fratellino” e “ti amo di bene”, parla continuamente di altre persone come suoi potenziali partner, evita o ignora appositamente i segnali amorosi che le vengono mandati, significa che la Friendzone è in agguato.
Una volta dentro alla Friendzone, il pasticcio è fatto. Non rimane altro che raccogliere le proprie forze e staccarsi da quella persona per un tempo sufficiente a dimenticarla. Uscirne in maniera vittoriosa è quasi impossibile.
La tortura e la morte. SCHERZO. Non c’è nulla di peggio della Friendzone
Immaginavi ci fossero così tanti nemici della Friendzone o il grande seguito della pagina ti ha stupito?
Il successo della pagina mi ha stupito enormemente. Quando l’ho aperta pensavo che si sarebbe assestata sui 50.000 fans, ma invece è cresciuta dieci volte tanto. Ho toccato un argomento molto sentito e che, finora, era sempre rimasto latente.
Tra tutte le storie di friendzonati passate dalla pagina, qual è quella che ti è rimasta impressa?
“Ero al concerto di Vasco Rossi a San Siro.
Le coppie che venivano inquadrate sul maxi schermo dovevano baciarsi.
Ad un certo punto inquadrano un tipo e una tipa. Lui si avvicina per baciarla e lei si mette la mano davanti alla bocca.
Ho visto la delusione negli occhi del ragazzo. Un intero stadio ha pianto per lui.”
“BOOM. Sei stato Friendzoned.” ha rilevato più friendzonatori uomini o sono più le donne ad infliggere questa specie di tortura?
Numeri alla mano, le ragazze friendzonano un po’ di più. Scrivono comunque anche molte ragazze friendzonate, più di quel che si possa pensare. Se dovessi stimare un rapporto in percentuale, direi 60% uomini e 40% donne.
Come spiegheresti la friendzone ai nostri genitori?
Tra le cause che scatenano la Friendzone ci sono sicuramente i computer e i cellulari (le chat generano molti equivoci sui rapporti) e la televisione, che ci mostra film e telefilm con dei concetti di amore ed amicizia completamente distorti. Le vecchie generazioni, non avendo avuto a che fare con questi mezzi di (dis)informazione, non hanno conosciuto a fondo il concetto di Friendzone e faticano a capirlo.
Per semplificare il concetto, basta dire che la Friendzone è quando qualcuno è innamorato di un’altra persona, ma viene visto solo come un amico.
Salutaci con un monito per i friendzonatori.
Esistono due tipi di friendzonatori: quelli benigni (in buona fede) e quelli maligni (che illudono appositamente per tornaconto personale).
Ai friendzonatori benigni non si può dire nulla, sta al friendzonato rendersi conto della propria situazione e intraprendere delle azioni.
Ai friendzonatori maligni dico invece: siete dei parassiti per questa società, meritate di restare da soli.
Ringrazio per l’opportunità dell’intervista e saluto chiunque segua la mia pagina. Finché ne avremo la possibilità, continueremo a farvi ridere.