venerdì, 2 Ottobre 2026

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Ricette per Mabon: cosa portare in tavola

Ricette per Mabon: si avvicina l’equinozio d’autunno ed è tempo di prepararsi all’arrivo del freddo.

Abbiamo già parlato di Mabon, delle sue tradizioni e del suo significato, oggi parliamo di ricette.

Ricette per Mabon: i prodotti dell’orto

Mi piace usare per Mabon, delle ricette che hanno a che fare con la terra ed i prodotti dell’orto.

Uso ciò che c’è in giardino o ciò che scambio con gli agricoltori (eh sì ho avviato un gruppo facebook dedicato al baratto di auto produzione).

Dunque abbiamo ricchezza di: zucche, zucchine, fiori di zucca etc.

Di getto mi viene da pensare alla pasta con i fiori di zucca, che è ottima, meglio ancora se la pasta è fatta in casa.

Con la zucca si possono fare tante ricette: la vellutata in primis.

Io amo però una ricetta che mi ha insegnato mia nipote: si prende la zucca e la si taglia a fette, né troppo sottili né troppo spesse, la si griglia alla piastra e poi si condisce con aceto di mele, aglio e rosmarino. Ottima.

Le zucchine che sembrano così prive di sapore e scialbe sono invece perfette per una tempura (farina di riso e acqua frizzante fredda) oppure fate come me: le grigliate e poi fate degli strati con cotto e sottilette, infornate, gratinate et voilà.

Andare nel bosco per le ricette di Mabon

Una cosa che mi piace davvero molto è andare per boschi e campagna in vista di Mabon.

Bottino: funghi, pere selvatiche, mele selvatiche, frutti di bosco, nocciole, gli ultimi fichi.

C’è da sbizzarrirsi! Con i funghi adoro fare le tagliatelle, in bianco con la besciamella on in rosso con la salsa. Fantastiche le crespelle con i funghi.

Con gli ultimi fichi trovati, in campagna non nel bosco, particolarmente dolci per fortuna, ci ho fatto la marmellata. Non l’avete mai fatta? E’ molto semplice: sbucciate i funghi e tagliuzzateli in una pentola. Prendete un fruttapec 2:1, aggiungete zucchero di canna come indicato (io ne ho usato 400), e poi il succo di un limone. Portare a bollore e mescolate finché non addensa. Ecco fatto! Sterilizzate bene i barattoli. Nessuno vi vieta di aggiungerci rum, cannella, mela grattugiata etc.

Con le mele selvatiche ho fatto una bella torta.

Con le nocciole? La nutella casalinga ovviamente: 60 g di nocciole tostate, 100 g di cioccolato fondente, 100 g di zucchero, 70 g di burro, 70 g di latte. Molto semplice: frullare nocciole e zucchero, poi cioccolato. Mettere tutto sul fuoco, a bagnomaria, con burro e latte. Mescolare dopo 10 minuti è pronta la crema.

Queste sono solo piccole indicazioni: potete davvero sbizzarrirvi con gli ingredienti che l’autunno vi propone.

Autunno in Giappone: tradizioni, parole e foglie

L’autunno in Giappone ha un fascino decisamente speciale, forse più delle altre stagioni.

Le giornate iniziano ad accorciarsi, arriva il fresco e come da noi gli alberi si colorano.

Cosa rende allora il loro autunno diverso dal nostro?

Il modo di viverlo. C’è un’espressione o una parola tipica per ogni momento caratteristico, feste e tradizioni particolari.

Curiosi?

Eventi ed attività dell’autunno in Giappone

Il Taiiku no hi si svolge il secondo lunedì di ottobre ed è la giornata dedicata allo sport ed al benessere. Si ricordano le Olimpiadi estive che si sono svolte a Tokyo nel 1964.

Cosa vi piace fare in autunno? I giapponesi si dedicano alla lettura ed all’arte, disegnano e dipingono.

Cercare le prelibatezze dell’autunno: andare in cerca di funghi e castagne, arrostire le patate dolci, gustare i frutti autunnali come pere, kaki ed uva. Non così tanto diverso da noi.

Le parole dell’autunno giapponese

Non a caso l’autunno in Giappone è anche definito Shokuyoku no aki, “autunno dell’appetito” o Dokusho no aki, “autunno della lettura” in riferimento a due argomenti sopra citati: il cibo e la lettura.

Shūki è il termine che definisce il “senso o atmosfera dell’autunno” quella sensazione della stagione che cambia, l’aria si rinfresca, fa buio prima e si sta di più in casa.

Zansho definisce il “calore residuo” ovvero quando ancora non è arrivato proprio il fresco e si sentono gli strascichi del caldo. Quando inizia a far più fresco si dice Shinryō.

Quando il vento diventa fresco e pungente si dice Kogarashi.

Aki no sora wa takai (“Il cielo in autunno è più alto”) è un comune detto giapponese quando il cielo è azzurro, sgombro e sembra più alto.

Yonaga è il termine per definire le sere che si allungano ed il fatto che fa buio prima.

Come sapete in Giappone si usano molto i ventagli: Suteōgi indica il ventaglio estivo che viene riposto e Akiōgi indica invece il “Ventaglio dell’autunno”.

I Momiji nell’autunno in Giappone

I fiori del sakura hanno una contropartita autunnale: gli aceri rossi. Se in primavera si va a guardare i sakura, in autunno si va a contemplare i Momiji con le loro foglie rosse.

Momijigari significa letteralmente la caccia (kari) all’acero (momiji), proprio come per i sakura.

Quando Settembre arriva: come prepararsi alla fine dell’estate

Quando Settembre arriva è inevitabile che il caldo inizi a tramontare. E’ una tragedia per chi ama l’estate ma per chi odia il caldo è una festa.

Oggi parliamo di questo fese che è una sorta di periodo di transito: lasciamo l’estate e ci prepariamo per entrare verso l’inverno.

Vi piace questo mese?

Settembre cosa vuol dire?

Piccole curiosità su questo mese:

  • il nome deriva dal latino september, a sua volta da septem, “sette”, perché era il settimo mese del calendario romano;
  • nel calendario gregoriano era il nono mese
  • nel 37 l’imperatore Caligola mutò il nome del mese in “Germanico” in onore dell’omonimo padre

Settembre cosa mangiare?

Frutta del mese: fichi, uva, prime mele e ancora lamponi, mirtilli, more, pesche, prugne, limoni. Ultimi meloni e angurie.

Verdura del mese: bietole, prime cime di rapa, carote, ultimi cetrioli, cipolle, fagiolini, fagioli, lattuga, melanzane, patate, peperoni, pomodori, radicchio, rucola, sedano, spinaci, zucchine

Pesce del mese: grazie alla Guida al consumo responsabile del pesce di Slow Food, possiamo conoscere il pesce più adatto ad essere consumato in autunno: alalunga, spigola, triglia, rombo chiodato, gallinella, lampuga (inoltre, tutto l’anno: cefalo, mormora, zerro, occhiata)

Settembre cosa accadde?

Ecco le giornate importanti da ricordare:

  • 21 settembre: Giornata Internazionale della Pace
  • 21 settembre: Mabon
  • 22 settembre: Equinozio di Autunno
  • 27 settembre: Giornata mondiale del Turismo

Il 21 settembre nelle festività pagane si celebra Mabon che segna la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. E’ una giornata ideale per riposarsi e riflettere. Raccogliere mele, osservare la natura e fare pic nic sono attività ideali.

Settembre cosa piantare?

Quando Settembre arriva si piantano carote, rucola e ravanelli, la valerianella, l’indivia e la scarola, la riccia, il lattughino da taglio e le cicorie, gli spinaci, le cime di rapa, il prezzemolo, il radicchio, le cipolle invernali e le verze. In questo periodo vanno anche interrati i bulbi dello zafferano.

In vaso si possono seminare  carote, rucola, prezzemolo, lattuga da taglio o spinaci.

E’ tempo di trapiantare cavoli, cavolfiori, cicorie, porri e finocchi.

Occhio alle fasi lunari: è bene scegliere la luna crescente per seminare carote, insalate da taglio, rape, cime di rapa e cavoli e la luna calante invece per cipolle, insalate da cespo, spinaci.

Libri per l’estate: Goccia a goccia nasce il fiume

Libri per l’estate: Goccia a goccia nasce il fiume romanzo di esordio di Dipika Rai.

La condizione della donna è sempre un argomento scottante.

Se ci fate caso in ogni parte del mondo, ogni cultura ha la sua interpretazione.

In linea di massima nei paesi arabi e indiani c’è ancora una forte sottomissione del “sesso debole” che deve adeguarsi alle regole imposte dall’uomo.

Molte donne sono anche disposte ad ubbidire passivamente ma altre ad un certo punto decidono che è ora di prendere in mano la situazione.

E’ proprio il caso di Mamta.

Libri per l’estate: Goccia a goccia nasce il fiume

Lata Bai e Seeta Ram sono sposati da diverso tempo, hanno molti figli di cui la maggiore è Mamta.

Il padre la detesta: è stata la prima femmina, cercava di difendere la madre dalle botte ed una voglia rossa sulla fronte che per anni ha inibito i pretendenti.

Ridotta a mangiare un chapatti al giorno, Mamta ha un legame speciale con sua madre, Lata Bai, che le racconta sempre numerose favole.

Finalmente si va avanti un pretendente che prende accordi con il padre della ragazza per averla in sposa. Seeta Ram s’indebita pur di darla via e manda uno dei figli a lavorare per la Big House,

Mamta è diventata una moglie, una serva ed una matrigna. Nel suo destino non ci sono amore e felicità ma solo il disprezzo e le botte del marito.

Un episodio particolarmente grave porterà Mamta a confrontarsi con il futuro che l’attende e a rivedere il ruolo della donna. Lata Bai ha sempre accettato il suo destino, mostrando alla figlia che le donne non hanno scelta…ma se non fosse così?

Libri per l’estate: Goccia a goccia nasce il fiume

C’è da dire che il titolo originale rende meglio Someone else’s garden, Il giardino di qualcun altro, che è la frase con cui Seeta Ram parla della figlia Mamta. Perchè darsi peso per curare e sfamare una figlia di cui non vede l’ora di sbarazzarsi? Tanto un giorno, lui spera molto presto, sarà un problema di qualcun altro.

Prima terribile tematica affrontata nel libro: le figlie sono un problema. I maschi possono lavorare, portare soldi a casa, prendere una moglie ricca, accendere la pira dei genitori. Le figlie non servono a nulla: sono pesi, bocche in più da sfamare ed un giorno si dovrà mettere insieme una dote per darle via. E’ qui che le ragazze imparano il loro ruolo.

Seconda grave tematica: le mogli. Le ragazze cresciute come “giardini di qualcun altro” passano dal padre al marito, non hanno voce in capitolo e non hanno diritti. Il padre può picchiarle, il marito può picchiarle, i figliastri e anche la suocera. Il loro destino è subire e sfornare figli, meglio per loro se maschi.

A tutto questo aggiungiamo: una povertà estrema, lo strozzinaggio e le razzie e il traffico di organi.

Goccia a goccia nasce il fiume, per quanto ogni tanto sia ripetitivo o prolisso o confuso, è un romanzo che affronta bene tematiche scottanti che crediamo non ci riguardino. Mamta è una donna convinta di una certa cosa che si rende conto che in realtà c’è sempre una scelta, basta avere la forza e la buona volontà per fare il salto nel vuoto. Mi ricorda molto “La treccia” più o meno per lo stesso motivo.

Da leggere.