mercoledì, 27 Maggio 2026

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Libri cosa scegliere in estate: I Diari della Falena

Libri cosa scegliere in estate: I Diari della Falena di Rachel Klein

Vi hanno mai affascinato i college?

Se ci pensate bene sono i protagonisti di famosi romanzi quali ad esempio Jane Eyre, istituzioni più o meno ricche o povere nelle quali le ragazze venivano condotte per apprendere un mestiere o avere un’educazione o entrambe le cose.

Libri cosa scegliere in estate: I Diari della Falena

Ci troviamo precisamente nel New England, negli anni sessanta, insieme alla protagonista (il nome non si sa) che viene mandata al Brangwyn Hall, un esclusivo collegio femminile. Le vicende che vi accadono le conosciamo perché la protagonista tiene un diario.

Dunque veniamo a conoscenza delle emozioni di questa ragazza ovviamente spaesata che fa amicizia con la compagna di stanza, Lucy e in seguito con Ermessa, molto pallida e molto strana.

Cosa potrà mai essere secondo voi?

Esatto.

Cominciano a susseguirsi una serie di strani eventi prima Lucy rimarrà totalmente affascinata da Ermessa tanto da lasciar perdere la nostra protagonista, poi misteriosi incidenti (ragazze che si suicidano e insegnanti assassinate), malattie etc…

Libri cosa scegliere in estate: I Diari della Falena

Sembra proprio che vi siano delle strane creature in questo collegio o forse sono un frutto della mente instabile (come apprendiamo dalla lettura) della protagonista?

Se siete interessati a questa ambientazione posso suggerirvi anche romanzi come I beati anni del castigo o Il college delle brave ragazze che vedremo prossimamente!

Fra l’altro, cosa che lo ammetto non sapevo, esiste un film tratto da questo romanzo: The Moth Diaries diretto dalla regista di American Psycho ovvero Mary Harron. Il tutto è molto simile comunque a “The Roommate” che ha per protagonista la Blair di Gossip Girl.

Libri cosa scegliere in estate: chi è Rachel Klein?

E’ una scrittrice americana, traduttrice e saggista. Originaria di Philadelphia, attualmente lavora e risiede a Brooklyn con la sua famiglia.

Ku Klux Klan: non è mai tramontato, ecco com’è oggi

Ku Klux Klan, pensate che non esista più vero? Forse state ancora pensando agli incappucciati di bianco e ai terribili crimini pubblici di stampo razzista che commettevano e credete che ormai sia una fetta di storia tramontata.

Sbagliato.

Una petizione contro il Ku Klux Klan

Quanti di voi credono che l’omicidio di Floyd non abbia nulla a che fare con il KKK?

Sbagliato.

Le forze dell’ordine americane, i bianchi cattolici specialmente, aderiscono attivamente al KKK.

Come lo so? Sono state fatte inchieste ed anche interviste, a viso scoperto, perché vanno fieri di far parte di un’organizzazione razzista e terroristica.
Fortunatamente sono in corso petizioni per rendere illegale il KKK (fatelo capire al Congresso).

“Il KKK è ancora attivo in alcune parti del Paese e ha manifestazioni pubbliche. L’odio non dovrebbe essere un modo per riunire le comunità, né dovrebbe essere permesso o tollerato. “ si legge nella petizione.

A partire dal 9 giugno, due petizioni aggiuntive che sono state avviate per dichiarare al KKK un’organizzazione terroristica hanno raccolto una grande quantità di firme, una con 150.000 e l’altra con oltre 99.000 firme.

Perchè ora la petizione? Donald Trump e membri della sua amministrazione hanno individuato l’Antifa come responsabile della violenza nelle proteste scatenate dall’uccisione di George Floyd,

Taylor Swift contro il Ku Klux Klan

Taylor Swift, nota pop star, ha chiesto allo stato del Tennessee, di rimuovere le statue dedicate ai leader durante la guerra di indipendenza degli Stati Uniti. che erano anche suprematisti bianchi e membri del Ku Klux Klan.

“Come persona del Tennessee mi fa male che ci siano monumenti in piedi nel nostro stato che celebrano personaggi storici razzisti che hanno fatto cose cattive. Edward Carmack e Nathan Bedford Forrest erano personaggi spregevoli nella storia e dovrebbero essere trattati come tali” ha dichiarato.

“Dobbiamo sbarazzarci di questo disgustoso simbolo del razzismo. E qualsiasi altro indicatore della supremazia bianca nello stato. Il Tennessee merita di meglio.” ha dichiarato Reese Witherspoon appoggiando la collega.

I “boogaloo bois”  i nuovi KKK

Alcune fasce della società, bianca e cattolica, non vogliono aderire apertamente al KKK così s’inventano movimenti “alternativi” di supremazia bianca. Questi, particolarmente fuori di testa, uniscono la passione per le armi a quella delle camice hawaiane.

Non c’è niente di razzista in tutto ciò vero? Reece Jones, professore di geografia politica presso l’Università delle Hawaii, sta attualmente scrivendo un libro su gruppi anti-immigrati ed ha spiegato come “parte della strategia dei suprematisti bianchi è mascherarsi dietro nuovi nomi e simboli apparentemente innocenti.

Il Ku Klux Klan non è mai morto, sopravvive fra i colletti bianchi, tira i fili di una società in cui è ancora radicato il primitivo, e barbaro, concetto che i bianchi sono migliori dei neri.

Potrete continuare a pensare che sia una leggenda metropolitana ma George Floyd ci ha dimostrato il contrario e il KKK deve essere fermato una volta per tutte.

George Floyd: ucciso per 20 dollari . Bisogna dire basta.

George Floyd come è morto? In un modo ignobile e per 20 dollari.

Quanto vale la vita di un afroamericano si chiede il mondo.

George Perry Floyd di Minneapolis è morto il 25 maggio 2020, ucciso intenzionalmente da un’agente di polizia bianco americano.

Il classico esempio di abuso di potere, quasi sempre rivolto verso la popolazione americana e le minoranze etniche.

George Floyd come è andata?

George stava comprando un pacchetto di sigarette, a Cup Foods, un negozio all’incrocio tra la 38ª strada e Chicago Avenue a Minneapolis in Minnesota. L’impiegato era convinto che la banconota da 20 dollari consegnata da Floyd fosse falsa.

Il commesso ed un collega volevano farsi restituire le sigarette ma George aveva già raggiunto il suo SUV. Gli impiegati chiamano la polizia. Due agenti del dipartimento di polizia di Minneapolis (MPD), Thomas K. Lane e J. Alexander Kueng, arrivarono ​​ed entrarono nel negozio. Raggiungono poi George nel SUV puntandogli una pistola.

George viene arrestato, non fa resistenza ma arrivano altre due volanti con a bordo Derek Michael Chauvin e Tou Thao.

Chauvin: l’omicida di George

L’agente Chauvin, con precedenti per aggressione, fa scendere l’uomo dall’auto, lo stende in terra e lo ammanetta. Senza nessun motivo gli mette un ginocchio sul collo e premendo sulle carotidi gli impedisce di respirare.

A nulla serve che l’uomo gli dica “Non respiro, per favore!”, per otto minuti Chauvin gli tiene il ginocchio sul collo. Arriverà un’ambulanza che lo porterà in ospedale per dichiararne poi il decesso.

L’accaduto è stato filmato dai passanti e dalle telecamere lì attorno: George non ha mai fatto resistenza e ha chiaramente detto al suo assassino che non riusciva a respirare.

Chi era George Folyd?

Era un uomo di 46 anni. Nato a Houston, in Texas, ha frequentato la Yates High School come atleta multisport diplomandosi nel 1993. Ha avuto dei precedenti penali ma la sua vera colpa è stata essere afroamericano.

Il mondo s’indigna, non c’è spazio per il silenzio, l’America insorge e protesta: Chauvin non deve passarla liscia ma soprattutto è ora di smetterla. Di smetterla con il razzismo, con l’abuso di potere, con la supremazia bianca e con il KKK.

A chi legge chiedo di manifestare il proprio supporto alla comunità afroamericana: è ora di dire basta.

Se non ora quando?

Coronavirus come nasce: Wuhan di Fan Fang

Coronavirus come nasce? Si sono susseguite tante teorie e tante ipotesi, il centro da cui è iniziato tutto è Wuhan, cittadina cinese che è diventata protagonista della pandemia.

Un giorno d’improvviso tutto cambia, la normalità viene sconvolta, le persone sono chiuse in casa e la minaccia del virus si diffonde.

Fang Fang, scrittrice cinese, decide di tenere un diario del lockdown, sfidando la censura.

Sessanta giorni, dal 25 gennaio al 26 marzo 2020, in 60 capitoli pubblicati online che sono diventati un libro, ‘Wuhan. Diari da una città chiusa’.

Wuhan di Fan Fang: coronavirus come nasce

Ci poteva essere il coronavirus senza lockdown? No ed a chiarirlo è Fang Fang che decide di scrivere un diario della pandemia laddove tutto ebbe inizio, a Wuhan.

La scrittrice e poetessa cinese Fang Fang, pseudonimo di Wang Fang, decide di mettere nero su bianco la situazione cinese, le menzogne del governo e la realtà della situazione. E mentre il governo cancella i suoi scritti dal web questi vengono messi per iscritto su carta.

Le azioni di tutti i giorni rallentano, la vita rallenta, quella che era una città caotica e veloce si ferma, non c’è più nessuno in giro tranne i netturbini.

Fang Fang prosegue nei piccoli gesti di ogni giorno, con la tristezza delle vittime del virus, delle loro famiglie ma anche scoprendo che c’è molta solidarietà fra le persone. Una giornata di sole, una giornata di pioggia, un cibo donato, un gesto inaspettato sono piccoli regali di una vita quotidiana straziata da un male inaspettato.

Coronavirus come nasce: il diario di Fan Fang

E’ stato un libro che ha fatto molto scalpore, soprattutto perché in Cina vi è una rigida censura: i cinesi non sbagliano, il governo non sbaglia e non ammette gli errori. Ma Fang Fang vuole che sia racconta la verità: il governo cinese era a conoscenza del virus dal 31 dicembre ma ha sottovalutato e minimizzato, ha nascosto i numeri dei contagi finché la situazione non è precipitata.

Tutti i proventi della vendita del libro, preceduto a maggio dall’uscita in ebook in America e in traduzione in 25 lingue, per volontà della scrittrice, saranno donati “per aiutare chi ha messo a rischio la propria vita per questa città”.

In Germania ed Inghilterra il libro ha suscitato diverse perplessità: si può pubblicare un libro vietato dalla Cina? Non sarà un libro destinato ad aumentare i pregiudizi verso la Cina? Il titolo stesso “diario proibito” lascia adito a sospetti, è stato poi riconvertito in “diari da una città chiusa” proprio per non creare screzi con il governo cinese.

Nel diario è presente una forte critica contro il governo cinese ma anche contro la cultura che porta i cinesi ad essere molto orgogliosi e poco propensi ad ammettere gli errori. Una lettura che consiglio.
  

Chi è l’autrice dei diari di Wuhan?

Fang Fang, 65 anni, autrice pluripremiata di numerosi libri in cui ha raccontato la società più disagiata di Wuhan, vincitrice tra l’altro del premio Lu Xun Literary Prize nel 2010, in Italia finora è stato pubblicato solo il romanzo ‘Il Sole del Crepuscolo’, da Garzanti nel 2001.