martedì, 14 Luglio 2026

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Personalità, il segreto è racchiuso nella lunghezza delle dita

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Anche la lunghezza delle dita può svelare la nostra personalità? Sembrerebbe proprio di sì, ma naturalmente non si tratta di teorie scientifiche ampiamente dimostrate, bensì solo di suggestive ipotesi. Già in passato diverse teorie avevano ipotizzato diversi legami tra la grandezza delle mani e lo stato di salute psico-fisico della persona anche per quanto riguarda la sessualità. Sono tre le tipologie di lunghezza delle dita della mano individuate da questa nuova ipotesi, e ad ogni tipologia corrisponderebbe quindi una diversa personalità.

Categoria A

A questa tipologia appartengono tutti quelli che hanno l’anulare più lungo dell’indice. Si dice siano persone di bell’aspetto, sono molto affascinanti e giudicate irresistibili. Generalmente occupano posizioni di prestigio anche in ambito lavorativo e guadagnano di più rispetto a persone che hanno invece l’anulare più corto. Sono molto sicure di se e determinate nel cercare di raggiungere i propri obiettivi.

Categoria B

Le persone con l’anulare più corto dell’indice hanno moltissima fiducia in se stessi e sono pieni di autostima, tanto da apparire spesso arroganti agli occhi degli altri. Amano stare da soli e non vogliono essere disturbati soprattutto durante il loro tempo libero. Nelle relazioni sentimentali non fanno mai il primo passo ma sono molto lusingate quando ricevono le attenzioni degli altri.

Categoria C

Le persone che appartengono a questa categoria sono quelle che hanno l’anulare della stessa lunghezza dell’indice. Sono persone molto pacifiche che non amano le situazioni di conflitto. Molto bene organizzati, cercano di andare d’accordo con tutti. Nel rapporto di coppia sono fedeli e tendono a riempire il partner di attenzioni e di dolcezza.

E voi, dopo aver misurato lunghezza di indice e anulare, vi riconoscete in queste tipologie caratteriali?

Anche le principesse disney vanno in pensione (FOTO)

Non esiste nessun elisir di eterna giovinezza, ragazze, smettiamola di dannarci. Lo dimostrano anche le nostre principesse Disney, che in un progetto per Cosmopolitan, sono invecchiate grazie alla matita di Isaiah Stephens e lo hanno fatto anche abbastanza bene. Tutte, o quasi, con figli e nipoti a seguito, felici e spensierate nonostante l’età che avanza.

Il loro momento di gloria lo hanno avuto qualche anno fa, adesso è giunta l’ora della tanto amata pensione. Lontano dagli schermi, si dedicano al relax e alle loro passioni.
Belle ha messo su famiglia e la ritroviamo intenta a leggere le favole della buonanotte ai suoi tre piccoli figli, seduti in poltrona. In fondo è sempre stata amante dei libri.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

Mulan e Li Shang si mantengono in forma, e nonostante l’età, allenano i loro nipotini a scherma. E pensare che i comuni nonni preparano torte e cioccolatini e fanno fatica a camminare.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

Ariel è rimasta nel cuore di tutti i bambini, ma anche lei ha abbandonato la vita marina. Da tempo tenta di ricostruire il tesoro di Re Tritone conservato nella caverna delle meraviglie. Il padre, in un attacco incontrollato di rabbia, l’aveva distrutta completamente. La collezione di stoviglie e posate d’argento val veramente la pena, anche se ritrovarle significa scavare in montagne di scartoffie e altri oggetti non identificati.

ariel

Anche Eugene e Rapunzel Fitzherbert mostrano i segni dell’età. E come nella realtà, crudele e sarcastica, l’uomo invecchiando migliora.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

La coppia più trendy dell’anno rimane sempre la stessa, anche in versione cartoon. Ecco John Smith e Pocahontas si trasformano nei Brangelina. Anche se, la nativa americana la preferiamo mora come l’abbiamo conosciuta.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

Anche Aladdin e Jasmine si divertono nel loro salotti con i figli. Il tappeto volante non fa più per loro, meglio un comodo divano.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

Elsa e Anna e Olaf giocano a domini dinanzi ad una tazza di caffè caldo.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

Per ultima Biancaneve si trova da sola sulla sedia a dondolo in compagnia di alcuni animali per sopperire alla mancanza dei 7 nani, ognuno per la sua strada, a quanto pare.

Anche le principesse disney invecchiano (FOTO)

La loro vita l’hanno fatta, sono state nel cuore di tutti i bambini per molto tempo, direi che questa pensione sia più che meritata.

Credits Cosmopolitan

‘Noi mangiamo la pizza, tiè!’ (VIDEO)

Credit: roadtvitalia.it

L’avete visto tutti lo spot, che gira da qualche giorno, in televisione di McDonald’s? Nel caso ve lo foste perso, ve lo riproponiamo noi.

Ecco, questa voglia di Happy Meal e non di pizza ha generato una sorta di indignazione generale, sopratutto di Green Italia, che per protesta ha lanciato lo slogan “Noi mangiamo la pizza, tiè!”, per un flash mob che si annuncia super virale, che si terrà proprio oggi, sabato 18 aprile. “Mangia la pizza e pubblica le foto. Inondiamo Facebook e Twitter di foto #HAPPYPIZZA”, questo l’invito di Green Italia per rispondere allo spot di McDonald’s.

“Prepariamola in casa, compriamola, andiamo in pizzeria con i bambini, con gli amici, con il nostro amore… “. Green Italia sta coinvolgendo man mano moltissime persone, soprattutto i napoletani, per natura, “genitori” della pizza.

“A Napoli con sole 1 euro e 50 centesimi – ricorda infatti Maturo, il portavoce di Green Italia Campania – si mangia una bella pizza a portafoglio e poi se si scelgono ingredienti a chilometri zero e di qualità, è più salutare, nutriente e appagante di qualsiasi altro alimento. La pizza non è sponsor di Expo – sottolinea sempre Maturo, in polemica alla multinazionale dell’hamburger che è invece partner dell’esposizione universale dedicata quest’anno proprio al cibo – ed è una specialità italiana che risale alla notte dei tempi. Sulla pizza non si scherza.

Aderiamo all’evento, questa sera, mangiamoci una buona pizza italiana, la migliore della vostra città. Facciamolo vedere a tutti, pubblichiamo le foto della nostra #HAPPYPIZZA sui social, e facciamo capire al mondo intero che noi italiani preferiamo la nostra pizza, più buona, saporita ed economica di un Happy Meal.

Viaggiare ci rende più creativi e fiduciosi

Credit: skyscanner.it

Viaggiare, andare all’estero, mettere la propria vita in valigia e partire per molto lontano è sicuramente un’esperienza che arricchisce, questo lo sanno tutti. Incontrare nuove culture, nuove popolazioni e nuovi valori è una cosa che forgia il nostro carattere e la nostra personalità; e che secondo alcuni scienziati ci rende anche più creativi.

I ricercatori che si sono avvicinati a questo tema hanno preso come esempio tutti quei filosofi e quegli scrittori, tra cui Ernest Hemingway e Aldous Huxley, che hanno trovato la loro fortuna creativa inseguito a viaggi. Negli ultimi anni, quindi, psicologi e neuroscienziati hanno cominciato a studiare con una maggiore attenzione attenzione il rapporto che collega vivere all’estero e i cambiamenti a livello mentale.

Questo perché la creatività è strettamente legata alla plasticità cerebrale e alle interconnessioni del nostro cervello, che sono influenzate dall’ambiente e dalle abitudini e quindi sono anche sensibili al cambiamento, come, per l’appunto, un viaggio o un trasferimento all’estero. Vengono infatti attivate sinapsi diverse nel cervello, che danno nuova energia alla nostra mente.

Uno dei più importanti studiosi sul collegamento tra creatività e viaggi all’estero, Adam Galinsky, ha affermato che: “Le esperienze vissute all’estero rafforzano sia la flessibilità cognitiva sia la capacità di approfondire e di integrare i pensieri, la facoltà di stabilire collegamenti profondi tra forme molto diverse”. E poi ancora: “La chiave è la disponibilità a farsi coinvolgere, la capacità di immergersi in un’altra cultura e di adattarsi. Chi vive all’estero senza confrontarsi con la cultura locale non riceverà grandi benefici”.

In poche parole, se fate un viaggio dall’altra parte del mondo, ma non mettete piede fuori dal vostro super hotel, se non toccate con mano la vera essenza di quel luogo, allora la vostra creatività rimarrà sempre quella.

Gli studiosi, però, hanno anche scoperto che chi viveva in più paesi diversi, non era per forza di cose ancora più creativo. Questo perché, secondo gli autori, vivendo in troppi posti diversi non si ha la possibilità di immergersi nella cultura locale, perché ci si sposta troppo spesso. Si ritorna così all’idea che, per ottenere un effetto positivo, serve un coinvolgimento più profondo.

Ma anche la distanza culturale è un fattore importante: i ricercatori hanno scoperto che vivere in un posto dove la cultura è profondamente diversa dalla nostra porta un grado di creatività inferiore rispetto a uno dove la cultura è più simile. Questo perché, certe volte, una cultura esageratamente differente rispetto a quella di provenienza, spaventa e intimidisce le persone, e ciò comporta un restare separati dalla cultura straniera, da quella ospitante del nostro viaggio.

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E, dulcis in fundo, gli studiosi hanno messo in relazione il viaggiare e la fiducia di sé. Questo perché le esperienze interculturali che possiamo sostenere ci mettono alla prova: “molte ricerche hanno dimostrato che la capacità di confrontarsi con persone provenienti da un altro contesto e di uscire dalla propria zona di sicurezza aiuta a costruire un senso di sé più forte. La capacità di modificare le nostre idee e i nostri valori è legata alla ricchezza delle nostre esperienze culturali”. Quello che è stato notato, dunque, è che viaggiare rafforza il senso di fiducia nei confronti dell’umanità in generale, perché quando ci confrontiamo con altre culture, con nuove tradizioni, nuovi valori, e nuove persone, ci rendiamo conto che quasi tutti ci trattano nello stesso modo. Di conseguenza aumenta la fiducia.

Naturalmente, anche se un bel viaggio all’estero è il modo più facile ed efficace per uscire dalla propria zona di sicurezza, andare in un paese straniero non è per forza di cose l’unico modo per far scattare il meccanismo cognitivo della creatività. Se non potete permettervi o non riuscite per i vostri impegni a prendere un biglietto aereo, allora prendetene uno della metropolitana: i ricercatori dicono che, per mettere in moto la creatività, basta un po’ di aria nuova, quindi anche recarsi in un quartiere della città che non conosciamo ci può essere d’aiuto più di quanto si immagina.

[Credit: internazionale.it]