lunedì, 13 Luglio 2026

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Fidanzati, perché sbagliano i regali?

I pesci d’aprile? Carini. Se non fosse che nella maggior parte dei casi non si limitano solo al primo di questo mese: per alcune fidanzate, infatti, gli scherzetti irritanti sono una realtà con cui doversi interfacciare tutto l’anno.
Un esempio? A me viene in mente quello del consorte affettuoso alla ricerca di un regalo speciale per la sua Lei, e che finisce con il perdersi con la stessa rapidità delle mappe del cellulare quando sei a Matera.
Il problema non sta nel fatto che gli uomini non abbiano gusto, o magari che non abbiano i soldi; la tragedia, in alcuni casi, è data da una realtà incontrovertibile: i maschi non ci ascoltano. Sono un po’ come lo straniero in vacanza a Ibiza, ascoltano tutto in maniera superficiale ricordando, tra i fiumi di alcol, solo qualche parola chiave.
Sarebbe impossibile per un uomo riuscire ad immagazzinare tutte le informazioni che amiamo dispensare senza freni: per sopravvivere allo stress, quei poveracci molte volte impostano il cervello in modalità aereo.

Questo, infatti, spiega perché un uomo non sappia cosa regalarti quando è il tuo compleanno: non conosce mai veramente le tue reali esigenze e i tuoi desideri nascosti. Per l’uomo, quella straordinaria, misteriosa e attraente borsa di Prada in pelle nera martellata, altro non è che una schifezza inutile.
E gli orecchini a forma di cuore? Per lui sono ridicoli. Meglio spendere soldi per cambiare le spazzole tergicristallo, no?
Poi se ne escono con t-shirt che non indosseremmo nemmeno se dovessimo fuggire in caso di terremoto, e con profumi che servirebbero solo a rianimare una puerpera svenuta.
Non importa chi siano o quanti soldi abbiano: gli uomini non capiscono una mazza di quello che piace a una donna, e pensano che un dispenser per metterci i cerali del latte possa farci piacere. Inutile urlare come matte quando vedete Natalie Portman nella pubblicità di Dior: non avrete mai il piacere di ricevere una busta con le quattro lettere più belle del mondo dopo Chanel. O forse si?

Recentemente sono stata vittima di uno scherzo di pessimo gusto, una sottospecie di pesce d’aprile, ma al contrario.
Se il primo aprile di solito vi viene data una pessima notizia, per poi scoprire che era tutta una ‘bufala’, a marzo le cose potrebbero andare diversamente.
Proprio a marzo, infatti, è il mio onomastico, e il mio ragazzo, che solitamente dispensa regali meravigliosi, per la prima volta ha toppato.
E per toppare non mi riferisco a un regalo orrendo e disgustoso, bensì a qualcosa di più fastidioso di tutto ciò.
Essendo la ricorrenza una di quelle di poca importanza, anche se non per me perché ci tengo da morire, mi aspettavo un regalo semplice e di poco valore: qualcosa di carino e dolce, che potesse servirmi per festeggiare un piccolo evento come questo.
Ma le cose, ahimè, non sono andate proprio così.

Quella sera, dopo avere fatto baldoria assieme, arrivò il momento del regalo: atteso come tutte le donne sanno attendere una busta chiusa con un fiocchetto qualsiasi. Ed era proprio la busta, care amiche, il problema.
Si, perché su di essa c’erano scritte le 4 letterine magiche che ogni donna aspetta nella sua vita almeno una volta, ed essendo la suddetta di dimensioni considerevoli, mi sono venuti i lucciconi nell’intuire che era troppo grande per contenere un profumo.
Era la prima volta nella mia vita che vedevo una busta di Dior: bianca come una spiaggia delle Maldive e con il logo color oro, più fulgente del sole in una giornata d’agosto.
Indugiai nell’aprire, come se il cuore stesse per cedere a causa dell’emozione; il fiocco di Dior era talmente bello che non mi andava quasi di scioglierlo, avrei voluto conservare il ricordo di quel regalo in quel fotogramma: io con la faccia rossa come la Ferrari di Vettel con le mani piene di uno di quei tesori che vedi solo nei film.
Aprire quella busta mi diede la sensazione di un orgasmo, multiplo oserei dire.
Al suo interno, però, non mi aspettava quella borsa meravigliosa di cui parlammo una volta, e che gli mostrai su Vogue.
Dentro le Maldive c’era un iPad: nuovo, il più caro di tutti e color oro. Oro come il logo di quella busta maledetta, che mi ha fatto detestare il mio ragazzo per avermi illusa nella maniera più crudele che ci sia.
A certi simpatici fidanzati servirebbe qualcuno in grado di spiegare che un cellulare può essere messo nella busta di Feltrinelli senza problemi, ma mai, e dico mai, un libro può essere riposto nella scatola dell’ultimo iPhone.

Il cuore è una questione di matematica

La matematica non è di certo una materia dal grande sex appeal, ma potrebbe essere la risposta ai nostri problemi d’amore. Alcuni matematici hanno infatti sviluppato una serie di teorie volte a trovare il partner perfetto: e, tra i suggerimenti proposti, c’è anche quello di non instaurare nessuna relazione definitiva prima dei 22 anni.

È stata la Dottoressa Hanna Fry dello University College di Londra, autrice del libro “La Matematica dell’Amore“, a enunciare queste teorie all’ultima edizione dell’Oxford Literary Festival: tra le varie proposte da lei formulate, figura anche quella di uscire con amiche un po’ meno attraenti quando si è in cerca dell’amore. Una teoria, questa, nota come “teoria della scelta discreta”, secondo cui trovandosi in presenza di un’alternativa irrilevante è possibile cambiare il proprio punto di vista sulle scelte da prendere.

L’idea è che se ci sono due donne A e B, che un uomo ritiene ugualmente attraenti, la terza donna che si aggiungerà, avendo un aspetto meno piacente, farà sì che la donna A risulti più bella agli occhi di quell’uomo. La Fry ha dichiarato: “Se dovete proprio scegliere una complice, cercate qualcuno che vi assomigli il più possibile, soltanto lievemente meno carina“.

Un altro matematico, Peter Backus, che quando elaborò la sua teoria era dottorando alla Warwick University, ha scritto anch’egli un trattato intitolato “Il motivo per cui non ho una fidanzata“, lavoro condotto in un periodo di 3 anni di totale scarsità di relazioni interpersonali. Peter Backus ha, così, calcolato – utilizzando una formula matematica chiamata “l’equazione di Drake” – che tra tutte le donne disponibili nel Regno Unito, soltanto 26 erano davvero papabili per lui. Ed è riuscito persino a stabilire che c’era soltanto una possibilità su 285.000 di incontrare una di loro durante un’uscita serale. Fortunatamente, è riuscito a intercettarne una nel corso di una cena con amici, e l’ha sposata.

Ad ogni modo, secondo la Dottoressa Fry, ci sono sempre dei metodi per aumentare le possibilità di incontrare quello giusto: e, nel suo libro, fornisce suggerimenti non solo per trovare l’amore, ma anche per tenerselo stretto. Analizzando i dati relativi ai siti d’incontri, la Fry ha scoperto che non sempre gli utenti più attraenti ottengono risposte più significative: al contrario, sono quelli ad avere qualcosa di diverso rispetto alla massa ad avere più successo. Così, per esempio, gli uomini calvi non dovrebbero coprirsi la calvizie con un cappello perché proprio quello che viene ritenuto un difetto potrebbe risultare, agli occhi di qualcun’altro, una potenziale attrattiva. È proprio l’imperfezione a stimolare in un corteggiatore l’iniziativa perché sarebbe inutile farsi avanti con chi, in virtù della propria bellezza inequivocabile, avrà già a che fare con miriadi di mosconi.

La Dottoressa Fry ha, inoltre, elaborato un’altra strategia, quella del “Periodo ottimale per fermarsi”: stando a questa teoria, bisognerebbe iniziare a cercare il marito o la moglie ideale soltanto una volta passato il 37% del proprio periodo di “frequentazioni”. Sarebbe a dire che una persona intenzionata a sposarsi entro i 35 anni, che plausibilmente comincia a uscire con qualcuno dall’età di 15 anni, dovrebbe smettere di avere appuntamenti romantici all’età di 22 anni.

Le principesse Disney invecchiate (FOTO)

Le favole della Walt Disney ci hanno sempre mostrato le loro eroine delle persone belle, buone e perfette. E se invece questo mito venisse sfatato? Considerando che la maggior parte dei personaggi dei cartoni che hanno più di 40 anni sono i cattivi (guardate ad esempio Capitan Uncino, Ursula, Crudelia Demon o Jafar) è divertente finalmente vedere che anche le principesse Disney sentono il peso degli anni. Dopo tutto sono passati più di cinquant’anni da Cenerentola e vent’anni dal primo film di Pocahontas.

L’Huffington Post americano e l’artista Tiara Chiaramonte si sono divertiti a immaginare come sarebbero alcune delle principesse Disney ai giorni nostri. Insieme, hanno dato vita a una Jasmine invecchiata, una sirenetta Ariel con molte più rughe, e una Cenerentola che nonostante il peso degli anni, riesce ancora a far colpo sul suo Principe Azzurro, rappresentato, nell’immagine sotto, come un toy boy. Viva la Cenerentola cougar!

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Scopriamo insieme come se la cavano le sue ‘coetanee’ ai giorni nostri:

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Nel 2015, Ariel si è data alla carriera musicale, vestita come una cantante folk, in grado di fare concorrenza a Shania Twain. La sua “In Fondo al Mar” è l’hit del momento. Una voce più profonda con una tinta di capelli più argentata.

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Pocahontas si dedica a organizzare matrimoni e cerimonie nella foresta per coppie etero e gay. I suoi capelli sono diventati un’attrazione locale e il sogno segreto di ogni abitante del bosco.

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Non solo principesse Disney. Il sito web BuzzFeed e Loryn Brantz hanno aggiunto i principi a questa divertente lista. Guardate questo Eric invecchiato, che però appare lo stesso molto sexy. Ariel è una donna fortunata.

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Infine, Aladdin. I capelli sono passati dal corvino folto al bianco lunare, con un’aggiunta di occhiali che lo rendono intelligente e sexy allo stesso tempo. A quanto pare cavalcare per anni su un tappeto magico ti rendono più giovane dentro.

E voi, cosa ne pensate? Le principesse Disney con qualche ruga in più vi piacciono?

Perché le donne sono in ritardo? Ecco la verità (VIDEO)

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Luogo comune o profonda verità? Quello che è certo è che quando si parla dei ritardatari cronici le prime ad essere tirate in causa siamo proprio noi donne. Ma perché le donne sono in ritardo? Non è una malattia chiaro, anche se per chi subisce spesso i nostri ritardi sembrerebbe proprio che invece lo sia.

Essere in ritardo è un fattore psicologico e soprattutto sociologico, ha a che fare con il nostro inconscio, con la paura dell’abbandono e con una forte tendenza egocentrica: se gli altri mi aspettano vuol dire che sono importante e che mi vogliono bene. La donna ritardataria è anche una sognatrice, una con la testa sempre tra le nuvole a cui il tempo sfugge via senza che lei ci dia troppo peso o importanza.

Lasciando da parte però gli aspetti più impegnativi e sociologici legati al ritardo, concentriamoci su quelli più frivoli, perché le donne sono in ritardo? La risposta è ovvia, perché non hanno niente da mettersi.
In questo simpatico video, la blogger Tess Masazza racconta in maniera simpatica ed auto ironica quali sono i pensieri e i comportamenti di una donna che deve prepararsi per un appuntamento, e intendiamoci non si tratta solo di incontri amorosi, la vera ritardataria lo è con tutti: fidanzato, amici, famiglia, nessuno escluso.

Il blog e i video di Tess trattano gli argomenti di vita quotidiana femminili con estrema naturalezza e ironia ed è impossibile non identificarsi. Certo tutto è estremizzato, ma il panico che coglie ognuna di noi quando già in ritardo osserva impietrita l’armadio spalancato davanti a se realmente convinta di non avere nulla da mettersi, o quando la matita appena messa sugli occhi cola giù sul viso proprio quando il make up ci sembrava perfetto, no in questi casi di sicuro non si tratta di un’esagerazione.