martedì, 16 Dicembre 2025

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Sesso: uno studio svela le dimensioni giuste per lui (FOTO)

Non prendiamoci in giro, questo studio è sicuramente stato condotto da uomini. Perché nessuna donna avrebbe mai accettato un risultato simile, piuttosto avrebbe provato e riprovato, cambiato e ricambiato rappresentanti e se fosse stato necessario avrebbe falsato i test.

A parte gli scherzi, gli scienziati dell’Institute of Psychiatry e del King’s College di Londra rivelano che la lunghezza media del pene in erezione è di 13,12 centimetri, e di 9,16 a riposo. Per quanto riguarda la circonferenza, la media è di 11,66 centimetri in erezione e 9,31 a riposo.

Ora, voi uomini vi sentirete tutti sollevati e infatti l’intenzione dello studio era proprio quello di tranquillizzare chi soffre della cosiddetta ‘ansia da pene piccolo’ sulle proprie dimensioni. Ma noi donne lo siamo molto meno. Anzi, l’ansia adesso è venuta a noi. Nel corso degli anni, le nostre aspettative si sono anche abbassate parecchio, ma insomma, non crediamo di pretendere poi troppo. Prima di questo studio, almeno, la lunghezza media era di 15 cm. Non sono molto ma vi assicuriamo che 2 centimetri possono fare la differenza.

E non provate neanche a dire che “la lunghezza non conta, ma conta come lo usi” perché non si spiegherebbe il motivo per cui voi stessi stareste sempre con un centimetro da cucito in mano che fareste invidia anche alla sarta di Kim Kardashian. Non ci credete neanche voi alla favola che “se lo sai usare anche 10 cm bastano” e vorreste convincere noi?
La competizione negli spogliatoi del calcetto e quella con il Rocco nazionale non avrebbero senso se effettivamente la misura del pipino non fosse importante.
Chè poi devi anche saperlo usare è assodato. Puoi avere 30 centimetri ma non sapere neanche da dove iniziare e sarebbero assolutamente sprecati.

Non vogliamo passare come eterne incontentabili ma l’analisi ha preso in considerazione 17 studi per un totale di 15.500 rappresentanti del ‘sesso forte’ e le lunghezze variano da 4,8 centimetri a 21,2 cm in erezione. Siamo un po’ preoccupate. Semplicemente ci stavamo interrogando sulla logistica della situazione. La domanda sorge spontanea: ma come fanno a non perderlo?

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Considerando che si tratta del primo lavoro scientifico con analisi sistematica delle misure maschili, David Veale, uno degli autori, sottolinea: “Pensiamo che questi grafici potranno aiutare i medici a rassicurare la gran parte degli uomini sul fatto che il loro pene rientra nella media. Li useremo anche per testare la discrepanza fra ciò che gli uomini pensano e la realtà”. Ne vedremo delle belle, a quel punto. Quanti megalomani con uno stuzzicadenti nelle mutande dovranno fare i conti con la dura realtà.

Gli stadi di una telefilm dipendente (FOTO)

Sarà capitato a tutti di accendere la televisione e non trovare niente di interessante da guardare, quindi quale opzione migliore se non vedere qualcosa dal proprio computer di casa? Accade tutto molto velocemente: un consiglio da parte di amici su qual è l’ultima serie più in voga, poi una puntata tira l’altra, e alla fine si scopre di essere diventati un telefilm dipendente.

Non è facile essere un’esperta di serie tv: alcuni impiegano anni per guardare un telefilm, altri una settimana per terminare dieci stagioni di Friends o di Beverly Hills 90210, ma alla fine si finisce tutti nello stesso vortice davanti al pc. Telefilm dipendente non si nasce; ci si diventa.

Devi assolutamente guardarlo

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L’imperativo è d’obbligo. I tuoi amici ti parlano sempre di quella serie tv perché è davvero “fantastica, cool” e non devi assolutamente perderla. Sebbene non sia il tuo genere, più persone te la consigliano e ne parlano, e quindi senti il dovere di iniziarla per non sentirti tagliata fuori dalle loro discussioni.

Vedo solo una puntata

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Inizi a dare uno sguardo al telefilm di cui parlano tutti, ma dopo la prima puntata capisci di aver bisogno di vederne un’altra per decidere se ne sei ossessionata oppure no. Senza accorgertene, ti ritrovi ad aver visto otto episodi in un weekend, e l’idea che l’indomani sia lunedì, ti rattrista. Decidi, perciò, che guarderai una puntata a notte, per poter sopravvivere alla giornata lavorativa. La frittata è fatta: quel telefilm è meraviglioso e ti chiedi come hai fatto fino ad ora a non essertene accorta.

La stalker

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Il terzo stadio è immediato: scoprire quante più cose sulla nuova serie tv che stai seguendo con passione. Controlli se esiste una pagina ufficiale dello show, e quando scopri che anche gli attori protagonisti stanno insieme nella vita reale, non puoi credere di guardare un telefilm così perfetto. Anche i tuoi social media iniziano a cambiare: i tuoi account si riempiono di frasi tratte dalla serie tv in questione, quando fai amicizia la prima cosa che chiedi è “Quante serie tv segui?”

Vita sociale, questa sconosciuta

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Il quarto stadio generalmente colpisce la vita sociale. Quando i tuoi amici, quelli babbani che non accendono il computer, ti chiedono se puoi uscire con loro, la tua risposta sarà: “Scherzi, devo recuperare le serie tv in arretrato!” A volte sei combattuta non sapendo se guardare un altro episodio di “Game of Thrones” per sapere se il tuo personaggio che ami è sopravvissuto, oppure decidere di fare una doccia.

Tutte le belle cose devono finire

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Inevitabilmente, sai che il tuo telefilm giungerà alla fine, quindi per far sì che la sua morte sia meno indolore, decidi di fare una maratona prima del tragico series finale. Dopo aver visto l’episodio, sei triste ma felice allo stesso momento, perché realizzi che non potevi desiderare di meglio: il tuo telefilm è la perfezione assoluta. E poi arriva la fase della depressione: è finito tutto.

L’accettazione

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Il telefilm che amavi si è concluso. Nessun’altra serie potrà colmare quel senso di vuoto. Improvvisamente sai cosa hanno provato Bryan Adams e Mel C felt quando scrissero la canzone “Baby When You’re Gone.”

La vita va avanti

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Mentre sei ancora nell’elaborazione del lutto, i tuoi amici iniziano a parlare di quest’altro telefilm che ti fa accapponare la pelle, perché sai che nessun altro potrà rimpiazzare la tua serie tv preferita. Ma dentro di te sai che hai bisogno di andare avanti, quindi, con riluttanza, premi play e inizi un nuovo telefilm. Di nuovo ricadi nel vortice e concludi che è stato meraviglioso guardare la prima puntata.

É in quest’ultima fase che una telefilm dipendente riconosce di aver bisogno di aiuto. Niente paura: ci sono delle persone pronte ad aiutarti, ma tutto dipenderà da voi.

Riccardo Scamarcio tra ‘divorzio’ e matrimonio (FOTO)

Ne ha fatta di strada, Riccardo Scamarcio, da quando è uscito sul grande schermo e ha fatto innamorare tutte del misterioso Step. Ed in realtà mai personaggio gli fu più azzeccato. Perché il bell’andriese è sicuramente uno degli attori più tenebrosi del panorama cinematografico.
Ma quanto ci piace Riccardo Scamarcio? Tanto. A tal punto che in occasione dell’uscita del suo ultimo film “Nessuno si salva da solo” nelle sale dal 5 marzo, noi di Blog di Lifestyle abbiamo deciso di ripercorrere alcuni momenti salienti della sua carriera e della sua vita privata, anche se l’attore è sempre stato ben attento a mantenersi lontano dai gossip.

Per la sua giovane età, Scamarcio può vantare diverse partecipazioni, nomination e premi vinti meritatamente grazie alle sue impeccabili interpretazioni nei vari film e fiction. “Tre metri sopra il cielo”, “L’uomo perfetto”, “Ho voglia di te”, “Manuale d’amore”, “Romanzo criminale”, “Mio fratello è figlio unico”, “Mine vaganti” sono solo alcuni dei film in cui ha fatto piangere, sognare e ridere migliaia di fan. Purtroppo per loro però, il suo cuore batte solo per una donna, da ormai dieci lunghi anni. Parliamo di Valeria Golino, sua futura moglie.

Da qualche giorno infatti i gossip più salienti li vedono protagonisti per la notizia, a quanto pare diffusa involontariamente, del loro imminente matrimonio. Ne avevamo già parlato, ma quello che non sapete è che i futuri sposini volevano tenersi la novità tutta per loro. E la diffusione di notizie ha fatto infuriare Riccardo Scamarcio che si è confidato con La Stampa: “Che devo dire? Sono sconcertato. La nostra è una decisione intima, che non volevamo fosse divulgata, tutto quello che è successo ci ha veramente travolto. La notizia è venuta fuori, non pensavamo accadesse, e mi dispiace”
“Il matrimonio – ha continuato – è una cosa nostra, privata, questo vale per me e anche per la mia futura moglie. Si, sono fatti nostri, perché mai dovremmo essere obbligati a parlarne? Diciamo anche che è una scelta romantica, sia per me che per quella che sta per diventare mia moglie”

Uno Scamarcio romantico, quindi, quello che vuol coronare il suo sogno d’amore in tutta privacy e nella terra natale. Inoltre ha dichiarato di essere molto felice in questo momento della sua vita proprio per la stabilità del suo rapporto con la Golino.

Ma prima di sposarsi Scamarcio dovrà affrontare un duro divorzio. Al Cinema s’intende. Sarà Gaetano in “Nessuno si salva da solo”, uno scrittore venduto ai reality show, uno che sperava di trasformare le illusioni in ideologie. Marito stanco, padre cinico, Gaetano è la sintesi di ciò che a vent’anni si augurava di non diventare. A Vanity Fair ha dichiarato di non essere poi così diverso dal personaggio che interpreta. “Abbiamo vari punti in comune. Io non sono così cinico ma posso arrivare ad esserlo. Poi sono uno che tende a minimizzare, a trovare una soluzione. Di fronte a un problema dico “Ok, vai. Adesso si sistema”. Sono stato educato a non drammatizzare, ma a semplificare i problemi. Ed è un bene, perché con la vita che faccio adesso se fossi superproblematico non sarei qui. Sarei chiuso in un manicomio.”

Non delude mai Riccardo Scamarcio, in nessun film, in nessuna fiction, sempre preciso, immedesimato nel suo personaggio, capace di emozionare anche solo con uno sguardo. E forse proprio dei suoi occhi così penetranti ne ha fatto un punto di forza, pieni di sogni ma anche di determinazione e passione per quello che fa. E qualche sogno si può dire che l’abbia certamente raggiunto. Nei suoi 36 anni un primo bilancio risulta certamente positivo. Scamarcio incarna il classico ragazzo di provincia che si trasferisce nella grande città con una valigia colma di speranze e tanta voglia di affermarsi. E che dire, meglio di così?

Per il momento ci limitiamo a fargli i nostri auguri per il suo matrimonio e un grande in bocca al lupo per il film in uscita. Nel frattempo però ci godiamo anche qualche scatto che lo ritrai nella sua affascinante bellezza.

‘Say it with Nutella’, ma in Francia non si può dire proprio tutto

Credit photo: www.italymagazine.com

Nutella, la crema di nocciola più conosciuta, più amata e più desiderata in tutto il mondo. La crema che fa venire l’acquolina in bocca a milioni di persone ha lanciato, più di un anno fa, in Italia, la campagna di marketing “Dillo con la Nutella“, riproposta da poco anche in Francia.

Con “Say it with Nutella” i consumatori hanno la possibilità di personalizzare l’etichetta del proprio barattolo, con nomi e frasi, e poi condividere la loro trovata sui social. Ma, almeno in Francia, non si può dire tutto perché alcune parole sono assolutamente proibite.

Lesbica“, “ebreo“, “musulmano” sono solo alcuni dei termini vietati dalla Ferrero, che però accetta “gay” e “cristiano”. Non si direbbe che questa campagna sia del tutto “politically correct”, ma l’azienda si difende in qualche modo, spiegando così le ragioni di tutto ciò: “I messaggi negativi o offensivi sono stati rimossi dal campo delle possibilità. L’idea è quella di usare il barattolo di Nutella come mezzo di comunicazione per condividere entusiasmo. Allo stesso modo, sono state rimosse parole che si riferiscono alle comunità che spesso hanno subito attacchi da parte di persone maligne.” Sui barattoli, infatti, sono vietati anche termini come “Hitler“, “genocidio” e “massacro“.

Non solo parole che la Ferrero definisce “negative ed offensive“, ma anche “cancro“, “diabete” e “obesità” appartengono alla famosa lista delle parole da eliminare. Forse perché qualcuno incolpa la Nutella di essere una delle colpevoli per la diffusione di questi sempre più comuni problemi?

A quanto pare si, anche perché “olio di palma” e “boicottaggio” sono ancora altre parole omesse da quelle possibili sulle confezioni della famosa crema alla nocciola. Parole queste che evidenziano il problema causato dall’olio di palma, ingrediente che, oltre tutto, distrugge l’ambiente e la fauna, causando la deforestazione e la distruzione di habitat di oranghi.