domenica, 8 Febbraio 2026

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Il regalo perfetto per Natale? Il selfie stick

Il selfie stick sta diventando il regalo must-have di questo Natale. Ci hanno già pensato venditori ambulanti che, camminando per le strade più popolate del centro, mostrano ai passanti e ai turisti queste bacchette magiche per i cellulari. I selfie stick sono i nuovi accessori tech più venduti del momento: bacchette sottili in acciaio, pratiche ed estendibili fino a un metro, permettono di poggiare il proprio cellulare su un’apposita impugnatura così da scattare foto di gruppo o ampi panorami, e restare tutti dentro l’obbiettivo. Addio al classico braccio umano che si allunga.

Se il selfie è diventato argomento mainstream del 2014, complice anche un certo autoscatto di gruppo postato su Twitter da Ellen DeGeneris durante gli Oscar, adesso scattare foto da soli non attira più le persone. Durante quest’anno, gli amanti dei selfie hanno sperimentato ogni tipo di metodo per postare le proprie foto più stravaganti, e i primi a muoversi sono stati i fan degli sport estremi, come gli scalatori di grattacieli che si fanno foto sui grattacieli più alti del mondo.

Il selfie stick è però nato in Asia, dove si è poi diffuso a macchia d’olio in Regno Unito, dopo che gli imprenditori Neil Harvey e Steve Pengelly hanno avvistato uno spazio vuoto nel proprio negozio. “Eravamo al matrimonio di un nostro compagno di scuola a Manila, e improvvisamente abbiamo visto centinaia di persone attaccare i propri cellulari a delle bacchette e scattarsi dei selfie.” Così Harvey racconta l’evento. “Quando abbiamo visto questi selfie sticks, all’inizio abbiamo pensato che fosse strano, poi abbiamo realizzato che lo spazio vuoto al negozio fosse dovuto proprio a questo.”

Da quell’evento, i due hanno fondato una compagnia con base a Plymouth chiamata Selfie Pods, e producono cinque versioni diverse dei selfie stick con costi a partire da 7.99 dollari. Il modello base è semplicemente una bacchetta estendile con un timer che indica il momento dello scatto, ma le versioni più avanzate comprendono un Bluetooth collegato al telefono che permette di controllare quando scattare la foto. Per queste, il prezzo parte da 14.99 dollari.

Harvey e Pengelly hanno venduto 6,000 selfie stick tra agosto e novembre di quest’anno, avendone altri 5,000 in ordinazione per Natale. Sebbene in Asia siano la moda più gettonata del momento, il governo della Corea del Sud ha bannato l’uso ‘irregolare’ dei selfie stick, dopo aver deciso che l’uso del Bluetooth danneggiava i dispositivi di telecomunicazione. Secondo le autorità, infatti, tali strumenti che emettono frequenze, dovrebbero prima essere testati e registrati per impedire che interferiscano con altri dispositivi.

“Molte persone si chiedono quale sia il motivo del bannare i selfie stick.” Ha aggiunto Harvey. “Ma quando ricevi un’ordinazione e vedi le foto che questi oggetti tech producono, capisci quanto siano indispensabili.”

Gli uomini sono idioti, a dichiararlo è la scienza

Ci fanno venire voglia di abbandonarci alla vita monacale e, nei casi più gravi, di cucircela con il ferro filato. Ci chiediamo dall’anno zero se gli uomini abbiano fatto un corso specifico per le ineguagliabili prodezze nonsense che fieri accumulano nel corso della loro breve esistenza. E sottolineo “breve”, dal momento che molte di queste indimenticabili gesta costano davvero caro ai geniali individui in questione. Perché gli uomini sono idioti e a rivelarlo non è la sedicenne mollata dal primo fidanzato, né la divorziata di mezza età, bensì la scienza. E finalmente, noi del gentil sesso tiriamo un sospiro di sollievo, consapevoli di non potercela prendere con il disguido genetico che colpisce i maschietti.

Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal e basato sull’archivio di un premio cinico come il “Darwin Prize” (riconoscimento postumo attribuito a coloro che sono deceduti in seguito ad un atto talmente stupido da rendere grata la razza umana della loro scomparsa) , rivela un’inclinazione degli uomini a compiere azioni prive di senso e con conseguenze catastrofiche. Il premio è stato infatti attribuito su 318 casi considerati, per 282 volte a maschi e solo 36 volte a femmine. Una netta maggioranza che descrive chiaramente la propensione del sesso forte alle “eroiche” gesta. Risultati che confermano la teoria del maschio idiota (MIT, male idiot theory) e sostiene l’incredibile stupidità delle loro azioni.

Ovviamente lo studio pubblicato sul British Medical Journal, è uno scherzo, non fondato su reali osservazioni scientifiche, ma inserito tra le indagini su argomenti grotteschi condotte pur sempre con metodo scientifico.

Insomma, il dato di fatto è che sono tanti e sono idioti. Ma se non facessero gli idioti, probabilmente questa sarebbe una fiaba e non la realtà.

50 Sfumature di Babbo Natale: Santa Claus è Christian Grey (VIDEO)

Christian Grey come non l’avete mai visto: in occasione del Natale, Santa Claus ha deciso di impersonare il “mister 50 sfumature” più sexy degli ultimi 20 anni, regalando a tutti i fan di 50 Sfumature di Grigio una parodia degna di nota.

La storia è sempre quella, il trailer ufficiale del film riproposto perfettamente nelle sue dinamiche: cambiano solo i personaggi, con un elfo e un Babbo Natale al posto di Anastasia Steele e Christian Grey, e la location, diventata l’ufficio di Santa. Anche la musica in sottofondo è quella di Beyoncé, ma il risultato è tutt’altro che sensuale e provocante: grasse risate per tutti gli amanti della Saga, in una parodia tutta da gustare.

Anche Christian Grey ha voluto augurare a tutte noi un felicissimo Natale e un bellissimo Anno Nuovo, il 2015, quello in cui arriverà sugli schermi di tutto il mondo il film più atteso di sempre.

Instagram elimina i fake e le star perdono followers

Ordine e un sospiro di sollievo: è questo l’effetto delle pulizie natalizie prima delle feste. Ma non è stato lo stesso effetto delle pulizie mosse da Instagram, piattaforma social fotografica, che ha eliminato utenze e profili fake o inutilizzati. Milioni di profili multipli, milioni di utenti senza volto, insomma, numeri che alimentavano le copiose schiere di seguaci di numerose star.

Star che si sono viste, all’improvviso, crollare vertiginosamente il numero di followers su Instagram. Alcune più di tutte, come Rihanna che ha perso 1159864 seguaci, come Bruno Mars che ne ha persi 881383 o Beyoncé privata di 831971 followers. E con loro molti altri nomi, a partire da Lady Gaga, Ariana Grande, Justin Bieber, a finire con Selena Gomez, Neymar, Taylor Swift, Justin Timberlake. Nomi che non hanno certo bisogno di profili fake su Instagram per crearsi la dorata e idilliaca aurea di celebrità che li avvolge, ma che, in un modo o nell’altro, finiscono per esserne alimentati.

Come gente ordinaria che necessita di gonfiare il proprio numero di seguaci? L’interrogativo è lecito, nonostante, questo influisca in piccola parte sulla ormai già consolidata fama delle star in questione.

Ma la vera domanda è: meglio un seguace finto e passivo, un numero vacuo di significato o un seguace attivo e interessato? Insomma, meglio la quantità o la qualità?