domenica, 5 Luglio 2026

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Cent’anni in un minuto, la bellezza dal 1910 al nuovo millennio

Il bon ton degli anni ’20, il red lipstick degli anni ’50, le acconciature gonfissime e cotonatissime degli anni ’60, il cattivo gusto degli anni ’70: i canoni di bellezza, le mode, il make up, le acconciature, si sono trasformate spesso e tantissimo nell’ultimo secolo.

Così Cut.com ha raccolto i tratti caratterizzanti delle tendenze dell’ultimo secolo, in un simpatico video della durata di sessanta secondi. Un minuto di classe, stile, storia degli usi e dei costumi che ci hanno fatto compagnia negli ultimi cento anni.

La bellezza è cambiata, si è trasformata e chi può dire se sia peggiorata o migliorata? Nessuno, sappiamo solo con certezza che cambierà e si trasformerà ancora, e nel 2110 molti si ritroveranno a ridere dei nostri selfie, helfie e tanto altro. Molti altri li ricorderanno con nostalgia, la stessa che proviamo noi, giovani fanciulle, pur non avendola toccata con mano, nei confronti delle dubbie cotonature anni ’60.

Il mondo si evolve, gli usi e costumi con lui, la storia della moda dietro, a ruota. E il miglior modo per andare avanti è vivere il presente, essere aperti alle idee del futuro e ricordare con consapevolezza quello che ci lasciamo alle spalle. E diciamolo, è un bene che alle spalle ci lasciamo il lamé, le paillettes e i tubini anni ’70.

‘Merry Christmas’, il primo SMS compie 22 anni

Short Message Service è l’acronimo della sigla SMS, il servizio di comunicazione per inviare brevi messaggi di testo che, oggi, compie 22 anni. Era infatti il 3 dicembre 1992, quando, Neil Papworth, ingegnere britannico della Vodafone, inviò il primo sms della storia da un computer a un cellulare con scritto ‘Happy Christmas’. Un anno dopo, nel gennaio del 1993, la Nokia lanciò sul mercato il primo cellulare in grado di mandare brevi messaggi di testo ad altri cellulari, aggiungendo alla tastiera numerica le lettere dell’alfabeto.
Ma i primi messaggini, però, potevano contenere solo 160 caratteri: è per questo motivo che iniziarono a diffondersi le abbreviazioni come ‘k’ o ‘x’ per abbreviare parole troppo lunghe.

Da quella data, gli sms di strada ne hanno fatta parecchia. Se vent’anni fa sembrava una vera e propria invenzione poter comunicare con semplicità attraverso pochi caratteri dal proprio cellulare, oggi la comunicazione è a portata di click. Potremmo mai vivere senza? Contate quanti sms mandate al giorno e la risposta vien da sè.

Facebook, Twitter e WhatsApp oggi sono sinonimo di comunicazione rapida e veloce. Inizialmente, sono stati i giovani a trainare la crescita dell’sms fino ai giorni nostri, epoca dei social network. La crescita degli sms è stata comunque rapissima: nel 2000 sono stati inviati 17 miliardi di messaggi di testo, nel 2002 ben 352 miliardi, nel 2004 918 miliardi. Nel 2008 gli utenti con Sim prepagata erano 2,8 miliardi e sono stati inviati 4.800 miliardi di messaggi di testo che nel 2011 sono saliti a 10.000 miliardi.

Numeri esorbitanti che ci fanno riflettere. Sì, perchè secondo studi sociologici messaggiare e chattare significare instaurare e mantenere un contatto, ma anche migliorare i nostri rapporti interpersonali. Mandare un messaggio ci consente di commentare in gran segreto qualcosa che non va con la collega che sta oltre la scrivania, inviare pensieri a persone con le quali non avremmo parlato volentieri e perchè no, giudicare con le amiche l’apetto fisico di un compagno di classe in tempo reale tra i banchi di scuola.

Per molti inviare un sms significa salvare una vita e fare del bene: è il caso degli sms solidali in caso di terremoti, tsunami e alluvioni. E ha dato modo ad Andrea Fantoni, tecnico informatico di Milano, di vincere nel 2006 il primo Campionato italiano di velocità di scrittura di sms, mettendo a segno un record da Guinness dei Primati.

Il successo avuto dall’sms negli anni ’90, lo sta avendo oggi la fotografia, prima chiamata autoscatto e adesso selfie: così importante da aver creato un nuovo social tutto per sè, Instagram. Ma questa è tutta un’altra storia.

Non ci resta che augurarti, caro SMS Happy Bday. Noi oggi, dopo 22 anni, lo scriviamo così.

Il drink? Lo paghi con un bacio

I locali italiani aprono le loro porte all’amore ispirandosi a una tendenza diffusasi a Sidney, in Australia. L’idea è stata importata sia dall’enoteca Wineria in zona Sempione a Milano, sia da TheSign di Pozzuoli. Qui i clienti potranno decidere in che modo pagare il proprio conto: con il denaro, oppure scambiandosi un bacio con il proprio partner che verrà immortalato da una foto o da un video e pubblicato sui canali social dei rispettivi locali.

Si arriva in coppia, si ordina da bere e a fine serata è possibile barattare il conto del drink consumato con un bacio. Chiunque può partecipare: fidanzati, amici o amanti, indipendentemente da età, genere o sesso. Un brindisi all’amore da una parte, una strategia di comunicazione dall’altra. I locali possono infatti pubblicizzare il proprio esercizio commerciale sui vari social network, ampliando così il proprio raggio di clienti.

Al TheSign l’iniziativa andrà avanti per tutto il mese di Dicembre. “Chiunque può partecipare e scoprire così che, a volte, un bacio può diventare un baratto straordinario. L’iniziativa andrà avanti per tutto il mese di Dicembre, per salutare la fine del 2014 nel modo più “affettuoso” che esista”, spiegano i proprietari del locale sito al Corso Umberto I 51/A sul lungomare di Pozzuoli.

Dal disegno al peluche, Budsies realizza i tuoi sogni (FOTO)

Mostri, animali fantastici, supereroi, principesse, persone e orsacchiotti. Il sito Budsies si impegna per soddisfare i desideri dei più piccoli, e non solo, dando forma alla loro fantasia a partire da un semplice foglio di carta.

Il concetto è semplice: mandate il vostro disegno a Budsies e nel giro di 5 settimane verrà trasformato in un fantastico ed unico peluche. Il vostro amico sarà poi confezionato a mano e spedito a casa vostra per un prezzo medio di 69 dollari. Una bella idea per un regalo di Natale.

Il motto del sito è “We bring artwork to life“, cioè “Noi portiamo opere d’arte in vita“. Immaginate di poter dare una forma 3D ai personaggi buffi, paurosi e magici di fantasia inventati sulla carta durante la vostra infanzia. I peluche sono alti circa 30 cm e sono realizzati a mano, in modo da consentire la fedeltà al disegno iniziale dei piccoli autori. Il risultato è certamente un gioco inimitabile e irripetibile, proprio come ciascun autore.

Questo è un consiglio per Babbo Natale perché è davvero un’idea, che di sicuro lascerà i piccini a bocca aperta, perché i bambini ancora amano disegnare, creare personaggi nati dalla loro fantasia, colorare creature che prendono vita sui loro fogli bianchi e questi splendidi capolavori potranno prendere forma e trasformarsi in pupazzi in gommapiuma e pezza per far compagnia ai loro piccoli creatori.

Anche un’altra persona ha avuto la stessa idea: la canadese Wendy Tsao ha iniziato nel 2012, dopo aver realizzato il primo pupazzo per il figlio Tim, ha creato un sito, Child’s Own Studio, dove i bambini possono inviare i loro disegni, che grazie al suo lavoro sartoriale prendono vita e sono poi spediti direttamente a casa. Il prezzo non proprio economico di 90 dollari è giustificato dalla creatrice: “Sono pezzi unici e personalizzati di artigianato che non troverete nei negozi di giocattoli“.

Non è mai troppo tardi per un peluche, quindi anche i più cresciutelli possono diventare fan di queste creazioni meravigliose. Babbo Natale avrà presto notizie sicuramente. Nel frattempo potete dare un’occhiata alla gallery con alcune delle più belle opere d’arte trasformate da Budsies in pupazzetti.