domenica, 5 Luglio 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 641
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Vigliacco: anche le protagoniste dei cartoon vittime di violenza

AleXsandro Palombo torna a far parlare di sè. Questa volta per la campagna choc che vede protagoniste le principesse Disney e i personaggi femminili dei cartoni animati più seguiti. Volti tumefatti, lividi, occhi neri. Una denuncia all’abuso e alla violenza domestica di cui molte, troppe donne sono ancora vittime.
Il suo nuovo messaggio va dritto al punto, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” in cui si vuol denunciare ma anche riflettere.
Le principesse hanno tra le mani una foto segnaletica del loro carnefice, il loro compagno, spesso padre dei propri figli, come accade nella maggior parte dei casi con una scritta: “COWARD” ovvero “VIGLIACCO”.


Una sola parola che racchiude in sè tutta la rabbia, la sofferenza, la paura delle donne che sono costrette a subire abusi, violenze, pressioni. Perchè vigliacchi sono quegli uomini che usano la propria forza fisica, su una donna per di più, senza motivo.

“Sono migliaia le donne che ogni anno vengono uccise per femminicidio, in Italia una ogni due giorni, è un male sociale inaccettabile, mi vergogno come uomo del comportamento di coloro che usano violenza contro le donne, questi esseri non sono uomini ma solo dei vigliacchi, degli esseri spregevoli. Stà agli uomini veri perseguitare e combattere questi codardi” ha spiegato aleXsandro Palombo.

Secondo le Nazioni Unite, il 35 per cento delle donne e delle ragazze a livello globale ha avuto una qualche forma di violenza fisica o sessuale nella vita, con un picco di 7 donne su 10 in alcuni paesi.

Numerose le associazioni e gli enti che si occupano di fornire assistenza e supporto psicologico alle vittime di abusi tra le mura domestiche, ma non solo. Ma questo non basta, perché in molti casi la difficoltà maggiore sta proprio nella denuncia, che non avviene. Donne sottomesse, spaventate a tal punto da non parlare con nessuno degli abusi subiti, nella speranza che un giorno cessino finalmente di fare così male.

Coinvolgendo i protagonisti dei cartoni animati il messaggio può raggiungere anche i nostri bambini, perché non è mai troppo presto per educare i nostri figli a rispettare la donna e condannare qualsiasi forma di violenza.

Solo un PICCOLO uomo usa la violenza sulle donne per sentirsi grande. Un vigliacco, un codardo.
È arrivato il momento di dire: BASTA.

“Colpirla con una sorpresa è l’unica violenza che ti è concessa.”


Credit Doppia Difesa Onlus

Chiara Biasi chiede consigli di moda

Credit photo: matildetavanti.wordpress.com

Chiara Biasi è una delle fashion blogger più famose di tutta Italia, e non solo. Sono milioni gli utenti che, ogni giorno, la seguono sui social network e sul suo blog – Chiarabiasi.it – nel quale lei stessa racconta ciò che più le piace della sua vita, mostrando ai propri fan look sempre diversi ed originali e dispensando consigli di moda e di stile, proponendo anche nuovi outfits.

Grazie alle collaborazioni con vari esperti nel settore della moda e ai viaggi in tutto il mondo, Chiara Biasi è una blogger informata su tutte le ultime tendenze in fatto di stile. O almeno così dovrebbe essere.

Proprio oggi la Biasi ha stupito – o forse deluso – tutti i suoi fan e provocato le risate di tutti coloro che non l’hanno mai amata con un nuovo post su Facebook, pubblicato solo qualche ora fa: “Consiglio: dove posso comprare online (in Italia e non) bei cappotti invernali??“.

Arrivati a questo punto le domande sorgono spontanee: da quando una fashion blogger chiede consiglio ai suoi followers? Non dovrebbe essere lei a dare dritte e consigli di moda?

E i commenti dei suoi fan – tutti rimasti veramente a bocca aperta – non si fanno aspettare. C’è chi le risponde “Ma ce lo chiedi a noi?” o “Non dovresti dirlo tu a noi?” e chi, invece, la insulta con parole poco carine o le chiede se di cappotti non gliene regalino già abbastanza.

Ma, nonostante le critiche, su una cosa però non c’è dubbio: è proprio strano che una fashion blogger chieda consigli di moda, anche a chi di moda proprio non se ne intende.

Giornata contro la violenza sulle donne: è ora di dire BASTA

Credits photo Twelve da espresso.repubblica.it

Domani 25 novembre, si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: vittime di omicidi, stupri, mutilazioni, sono spesso loro le protagoniste delle cronache nere, come dimostrano purtroppo i dati Eures.

I casi di femminicidio in Italia nel 2013 sono stati 179, contro i 157 dell’anno precedente, con un incremento al Sud del 27%. Al centro il numero è raddoppiato: 22 nel 2012, 44 nel 2013 e al nord svettano i casi di violenza all’interno delle famiglie, 8 su 10, e sono frequenti i matricidi e le uccisioni col movente della gelosia. Autori degli omicidi sono spesso mariti, compagni, familiari.

femminicidio

Quindi, quello di domani sarà un giorno importantissimo per ricordare tutte le donne vittime di violenza fisica e psicologica. Si ricorderanno queste donne con varie iniziative in tutto il mondo, in occasione di questa giornata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite. In Italia, piazza del Popolo a Roma si tingerà di rosso e sulle facciate dei palazzi saranno proiettate parole legate a questo tema. A Milano si svolgerà il tour “24 ore per parlarti d’amore“, che attraverserà la città dal Parco Sempione ai Navigli.

In via De Amicis a Milano, esiste il “Muro delle bambole“, una grata con appese decine e decine di bambole, spazio nato il 21 giugno scorso come monito alla “sofferenza” femminile, ma anche alla voglia di riscatto e alla volontà a resistere. Il fine è dare un’immagine plastica e visiva, anche se non banale, del terribile destino che a volte riguarda noi donne, che qualcuno ha deciso di vandalizzare, strappare o addirittura rubare, piccolo segno che ci evidenzia il poco rispetto che ci è concesso e questo deve cambiare. Gli occhi sbarrati delle bambole, valide rappresentanti della nostra infanzia, ci guardano e denunciano statistiche tanto terrificanti.

WallDolls

Anche la moda ha deciso di scendere in campo e affiancare diverse associazioni per partecipare ai vari progetti di sensibilizzazione, che hanno come scopo quello di far luce quella che purtroppo è ancora oggi, una delle piaghe maggiormente radicate nella nostra società.

Il brand di gioielli Pandora ha ideato “We care- accanto alle donne“, che sposa la causa del l’associazione onlus “Fare X bene“, la quale sostiene e promuove la tutela dei diritti delle donne. Da Novembre 2014 fino a Marzo 2015 sarà disponibile questo bellissimo charm denominato “Caring” di Essence Collection e i ricavati delle vendite saranno interamente devoluti a favore di questa causa, per offrire consulenza legale e psicologica alle donne vittime di abusi e violenze.

Topshop, grazie alla collaborazione con la designer di gioielli Solange Azagury-Partridge, ha creato una speciale collezione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Dalla collaborazione sono nati quattro gioielli in oro e argento dal design molto particolare: tutti infatti mostrano la silhouette di una donna in ginocchio che si tiene la testa con le mani. Il forte impatto visivo dei gioielli è ovviamente voluto dalla designer che ha dichiarato che l’idea alla base delle creazioni è quella di voler incarnare la complessità e le emozioni delle vittime. I gioielli hanno dei costi ridotti, circa 20 sterline e il ricavato sarà devoluto all’associazione charity EDV.

Altra maison scesa in campo per le donne è quella di Vic Matié, che collabora con l’associazione “Doppia Difesa” fondanta dalla showgirl Michelle Hunzinker e dall’avvocato Giulia Bongiorno e che da anni si occupa delle donne vittime di stalking e violenze. In occasione di un evento promosso proprio da Doppia Difesa e Rai Cinema, tenutosi il 25 Ottobre, il brand ha messo all’asta un tronchetto stringato open toe, con tacco in acciaio saldato a mano, indossate dalla campionessa Federica Pellegrini, in occasione della sfilata del brand.

A Palermo, si svolgerà l’evento “Una sfilata contro la violenza sulle donne” con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza e soprattutto dare coraggio alle donne vittime di abusi, affinché decidano di denunciare ed uscire dal loro doloroso silenzio. Alla sfilata faranno da testimonial tre donne che in passato hanno subito degli abusi e che hanno reagito, trovando il coraggio di denunciare. Tutte le donne che sfileranno non saranno modelle di professione, ma donne delle istituzioni locali, provinciali e regionali.

GiornataMondialeControlaViolenzaSulleDonne1

Donne dimostriamo di essere forti e ricordiamoci chi siamo e cosa vogliamo dalla vita e di sicuro non saranno le botte e i maltrattamenti da parte di uomini che dicono di amarci.

Drunk Blocker, l’app che evita figuracce da ubriachi

Credit photo: play.google.com

Sarà successo a tutti di fare brutte figure da ubriachi, soprattutto quando si ha il cellulare in mano: messaggi compromettenti e alquanto fastidiosi che, riletti quando la sbornia è passata, fanno venire voglia di non uscire di casa per settimane, o forse mesi, tanto è l’imbarazzo.

Il problema è che per molti ogni uscita, ogni festa e ogni sabato sera sono perfetti per una bella sbronza, che abbassa tutte le difese e fa fare figuracce degne di un Oscar. In questi casi lo smartphone andrebbe nascosto o lasciato a casa: non vorrete risvegliarvi in un incubo la mattina dopo vero? Ma il più delle volte l’incubo diventa realtà: il telefono è pieno di messaggi imbarazzanti e quasi indecifrabili, di frasi indecenti sui social e di foto che non dovrebbero mai e poi mai uscire dalla propria galleria fotografica.

Fortunatamente la tecnologia aiuta anche in questo caso, con un applicazione che blocca lo smartphone e tutti i social network presenti su di esso. Si chiama Drunk Blocker ed è l’app perfetta per chi ama divertirsi, bere fino allo sfinimento e mandare messaggi che da sobri non si invierebbero mai, anche se in fondo è proprio quello che vogliamo, perchè si sa: “in vino veritas“.

Drunk Blocker non è l’unica app che aiuta a non rovinare la reputazione e la dignità degli amanti dell’alcol, ma si distingue da tutte perchè ha una funzione in più: oltre a bloccare i messaggi, impedisce anche l’uso dei social netowork. Scordatevi di utilizzare Facebook, Messanger, Twitter, Instagram, Tumblr e Snapchat, almeno per quelle ore in cui pensate di essere fuori come un balcone.

L’applicazione, infatti, ha come caratteristica principale quella di bloccare il cellulare e tutti i social per tutte le ore che lo ritenete necessario. Usare Drunk Blocker è facile come prendere una sbornia: una volta aperta l’applicazione, si imposta l’orario in cui si vuole sospendere l’uso del cellulare, si verifica il livello di difficoltà del test di sobrietà e si finisce con un bel click su “Star the party!”.

E, anche se cercherete di fare i furbi – anche se proprio non vi conviene, a meno che non vorrete essere derisi dal mondo dei social – potrete accedere al vostro smartphone prima dell’orario stabilito solo se passerete il test di sobrietà: da ubriachi le possibilità sono a livelli sotto lo zero.

Farai di tutto per mandare comunque dei messaggi, ma noi siamo qui per te. Siamo come il tuo amico che si assicura che tu non faccia cavolate. Non manderai più dei messaggi da ubriaco!” è questo lo slogan dell’azienda, che sta accanto a tutte le persone dalla sbornia facile, evitandogli di perdere la propria – anche minima – serietà.