domenica, 5 Luglio 2026

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Foodporn, ecco perchè si è dipendenti dalle foto di cibo

Credit photo: www.wdonna.it

Sui social network sempre più utenti sono colpiti dal “foodporn“: si tratta della moda di fotografare cibi in maniera impeccabile, quasi scenografica, allo scopo di far venire l’acquolina in bocca a tutti coloro che guardano l’immagine. Il termine, di fatti, potrebbe essere tradotto con l’espressione “cibo da mangiare con gli occhi”.

E se, in un primo momento, viene da associare il termine alla sfera sessuale, state tranquilli che non sbagliate.
Il termine “foodporn”, usato per la prima volta da Rosalind Coward nel suo “Female Desire-Women’s. Sexuality today”, sottolinea l’importanza dell’aspetto visivo del piatto: infatti nella foto la cosa fondamentale è il modo in cui la pietanza viene presentata, che fa venire una voglia matta di assaggiarla. Ed è proprio l’aspetto quasi perfetto del cibo che stimola un desiderio molto simile a quello sessuale, fino al punto di vedere la pietanza come ideale sostituta dell’atto amoroso.

Tra acquolina in bocca e desiderio sessuale la differenza è davvero minima: hanno aspettative simili e provocano anche gli stessi effetti sul cervello. E soprattutto creano dipendenza, ecco perchè.

Rilascia dopamina

La dopamina – secondo Norman Doige, autore di “The Brain That Changes Itself” – è la principale causa dell’eccitazione che riguarda il raggiungimento di un qualsiasi traguardo. Così i momenti di eccitazione sessuale, provocati anche da video porno, possono essere al momento in cui si è davanti ad un cibo molto stuzzicante.

Diventa abitudinario

I risultati di uno studio del Brookhaven National Laboratory, il Dipartimento di Energia degli Stati Uniti, parlano chiaro: i livelli di dopamina di chi ama mangiare – e non poco – aumentano in maniera vertiginosa. La stessa cosa accade anche a chi il cibo lo guarda solo attraverso le foto, provocando anche problemi a coloro che hanno disturbi alimentari. Il risultato, secondo lo studio, vale anche per tutti i “pornoconsumatori”, senza alcun dubbio.

Il piacere termina appena finita la consumazione

Come nell’atto sessuale, il piacere che il “foodporn” provoca purtroppo termina appena finito il pasto. La causa di ciò – secondo i ricercatori della British of Columbia – è l’insulina, che si occupa di regolare la presenza di zuccheri nel sangue. Per questo motivo si smette di cercare il cibo e diminuisce anche lo stimolo. Il “foodporn” ha lo scopo di stimolare i sensi, senza mai appagarli fino in fondo. Proprio come le immagini di corpi ritoccate.

Non toccarla neanche con un fiore, la campagna unhate di Benetton (VIDEO)

Oggi, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” anche Benetton scende in campo. Lo fa con un video emozionante.

Una donna a terra, nel deserto, circondata da 7 uomini. Sembrano arrabbiati, sembra che vogliano lapidarla. Ma non tutto va come sembra.

Iniziano a lanciarle addosso qualcosa, si, non pietre ma petali. “Una donna non va sfiorata neanche con un fiore”. Questo è il messaggio che evoca la campagna unhate di United Colors of Benetton.

La ragazza, al centro, indossa un vestito arancione. Non una scelta casuale. Bensì un colore che rappresenta la speranza di un mondo senza più violenza contro le donne.

Il video di conclude con una frase: “END VIOLENCE AGAINST WOMEN NOW” ovvero “FERMIAMO LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE ADESSO”.

Una lotta che va avanti da decenni, ma che ancora non si riesce a vincere. Sono scesi in campo in tanti, enti, associazioni ma anche privati. Anche Alexsandro Palombo, artista leccese lo ha fatto coinvolgendo le protagoniste dei cartoon che per oggi si trasformano in vittime di abusi domestici nella campagna “vigliacco”.

Sensibilizzare potrebbe essere una soluzione. Ma non sufficiente se non accompagnata da provvedimenti delle autorità, che troppo spesso sottovalutano denunce e richieste di aiuto.
Educare i nostri figli, diffondere messaggi positivi, condannare la violenza in ogni sua forma è il punto di partenza per cambiare un aspetto della società ormai marcio.

Ma nel frattempo, il nostro pensiero va proprio a quelle donne che sono, adesso, vittime dei soprusi di mariti e compagni che non meriterebbero neanche di essere chiamati tali. Donne spaventate, sconvolte, che non hanno il coraggio di denunciare. Perché, a volte, non va come si spera. E lo dimostrano le molte vite stroncate per mano di quel compagno che avevano già denunciato alle autorità. Richieste di aiuto lasciate inascoltate, donne abbandonate a se stesse, al loro destino, da sole ad affrontare qualcosa di troppo grande. Vite spezzate solo perché qualcuno ha deciso che era giunto il momento di farla finita. E questa è semplicemente una violazione dei diritti umani. Non può e non deve passare inosservata o essere in alcun modo giustificata.

“Femminicidio è quando lei dice basta. E lui la uccide.”

Selfie pericolosi sui grattacieli di Hong Kong (FOTO)

Alexander Remnev viaggia per il mondo insieme a tre amici con i quali colleziona selfie sulle cime dei grattacieli più alti del mondo, sfidando la gravità e il pericolo. Il loto ultimo progetto li ha portati a Hong Kong, nel cuore della Cina, dove hanno scalato le vette del Center Tower, il quinto grattacielo più alto del paese con i suoi 346 metri.

Lo strano hobby del fotografo Alexander Remnev potrebbe definirsi tra i più illegali al mondo, visto che rischia multe e sanzioni per scalare grattacieli, ma il ragazzo russo ha un diversivo per evitare guai con le forze dell’ordine: dimostrare loro che il suo lavoro è sicuro.

Remnev e i suoi amici si definiscono “scalatori di grattacieli“. Viaggiano attraverso il mondo alla ricerca delle strutture più alte, difficili e terrificanti da scalare al fine di raggiungere la cima. Arrivati al punto di toccare il cielo con un dito, si divertono a fare selfie mostrando il panorama da lassù. La loro ultima impresa è il grattacielo di Hong Kong, dove hanno trasportato con sé solo una telecamera, un apparecchio per fare selfie, e nervi d’acciaio in grado di realizzare foto che fanno venire i brividi a chiunque soffra di vertigini.

“Siamo stati fortunati a non incontrare la polizia, anche se abbiamo discusso con le guardie”, racconta Remnov. “Quando gli abbiamo spiegato la nostra missione e mostrato le nostre telecamere, loro ci hanno sorriso e lasciato liberi.” La missione di Remnov è far vedere le città che visita da un punto di vista differente. “Che sia il tetto di una casa o il punto più alto di un grattacielo, vogliamo mostrare questa città sotto una nuova luce”, spiega Remnov. Il fotografo viaggia con tre amici di Mosca e racconta di come non avessero pianificato Hong Kong. “Abbiamo camminato semplicemente per le strade e poi abbiamo iniziato a scalare grattacieli che ci sembravano alti abbastanza da accettare la sfida.”

L’unico momento in cui il gruppo di amici russi ha rischiato è stato quando quasi giunti in cima della Center Tower, si sono resi conto che non c’era spazio per tutti, quindi hanno deciso di farsi indietro. Prima di Hong Kong, Remnov e i suoi compagni hanno scalato le più importanti strutture di Dubai, Kiev e Parigi, ma “Hong Kong resta uno dei posti più belli che abbia mai visitato”, osserva il fotografo. “Non abbiamo idea di quale sarà la prossima città in cui andremo, ma di una cosa siamo certi. Sarà piena di grattacieli!”

Baciarsi? Uno scambio di 80 milioni di batteri

Una ricerca tutt’altro che romantica quella condotta nei Paesi Bassi dai ricercatori della Netherlands Organisation for Applied Scientific Research e pubblicata sulla rivista ‘Open access microbioma’.
Con un bacio di circa 10 secondi vengono trasferiti all’incirca 80 milioni di batteri da una bocca all’altra.
Ma non temete. Perchè gli esperti esortano a non smettere assolutamente di baciarsi, perché la notizia che a primo acchito potrebbe far inorridire gli igienisti con tendenze maniacali, a detta degli esperti, rientra nelle buone azioni che fortificano il sistema immunitario senza ricorrere a chissà quali medicinali.

Sotto esame sono finite 21 coppie, alle quali sono state prelevati dei campioni di saliva per analizzare i batteri presenti sulla lingua prima e dopo il bacio.
Secondo la ricerca, il bacio alla francese è un perfetto esempio di esposizione a una gigantesca mole di batteri in pochissimo tempo. Ma solo alcuni di questo esercito di batteri che un bacio è in grado di trasferire si insediano nella lingua. Circa 80 milioni.

Questo scambio, in realtà, aumenta le difese immunitarie e la popolazione batterica della lingua rimane stabile, mentre sulla saliva i batteri tendono a cambiare.
Questo significa che due partner condividono una comunità simile di batteri orali e che entrambi sono in grado di scongiurare le infezioni che potrebbero trasmettersi l’un l’altro.

Un vero e proprio toccasana dunque oltre che piacevole ed emozionante, visto che baciare ci permette di dimostrare al nostro partner, ma non solo, il nostro amore, la nostra passione o la nostra gratitudine. Tutti sentimenti sani, a cui non dovremmo mai rinunciare.

Ma la ricerca è un punto di svolta anche per le donne vittime di violenza sessuale.
I risultati, infatti, hanno dimostrato che il DNA del partner rimane nella saliva della compagna per almeno un’ora, e forse più a lungo. Tramite il DNA conservato nella loro saliva, in futuro sarà forse possibile identificare gli autori delle aggressioni ed escludere che è invece accusato ingiustamente. Il team proseguirà le ricerche per capire se le tracce genetiche maschili rimangano nella saliva per più di un’ora, e se sia possibile identificarle anche nella saliva di donne già morte.