venerdì, 6 Febbraio 2026

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Dimmi che biancheria indossi e ti dirò che uomo sei (e da dove vieni)

Gli occhi saranno anche lo specchio dell’anima, ma nel cassetto più nascosto del nostro armadio e nei meandri del nostro corpo c’è un capo d’abbigliamento che la dice lunga anche sulla nostra personalità: la biancheria intima. E chi l’avrebbe mai detto che la scelta di un boxer, piuttosto che di uno slip potesse fare la differenza? A confermare la questione, uno studio apparso per la prima volta sulle pagine del Telegraph inglese. Gli analisti di John Lewis, uno dei più importanti department store britannico, hanno ideato una mappa del Regno Unito, divisa in aree geografiche in base alle diverse tipologie di intimo indossato dagli abitanti di sesso maschile.

Basterebbe quindi una rapida occhiata all’intimo indossato dall’uomo che si ha di fronte, per inquadrare a grandi linee la sua personalità e capire se è necessario darsela a gambe o è il caso di continuare la sua conoscenza. Non solo. La scelta del suo intimo lascia anche intuire da che parte del mondo provenga il suo possessore. Nord, centro o sud? Sarà il suo boxer o il suo slip a dirlo. Ecco quindi quali sono le scelte degli italiani in fatto di underwear.

Il Nord preferisce il boxer

Per gli uomini del nord la comodità viene prima di tutto e il boxer attillato sembra soddisfare pienamente questa loro esigenza. Un modello che non segna sotto i pantaloni e che una volta indossato non si percepisce più. Già stressati dalla mattina alla sera, mancano solo le mutande a intralciare la loro vita super frenetica. Gli uomini che indossano boxer attillati sono molto sicuri di sé, ricoprono ruoli lavorativi importanti, amano farsi notare, mettendo in mostra le proprie facoltà. E sono stressati, nel caso non fosse chiaro.

Il Centro preferisce l’American boxer

Sembra che a Roma e nelle zone limitrofe gli uomini preferiscono risparmiare, puntando su un modello doppio uso: mutanda e pigiama. Gli American boxer sono un modello a pantaloncino, molto morbido, che una volta indossato sotto i pantaloni crea parecchio spessore e disordine, nonché un calo improvviso della virilità. L’uomo che preferisce questo modello è un tipo legato alla tradizione, alla classicità, che ispira molta fiducia nella propria lei.

Il Sud preferisce lo slip

Lo slip è una vera e propria sicurezza. Un modello classico, indossato da un uomo divertente e anticonformista, che osa con modelli dalle fantasie o illustrazioni particolari. Insomma, il tipo da slip è uno molto vanitoso, che bada molto più alla forma che alla sostanza.

(Crediti Foto: Huffington Post)

Rivoluzione di genere: donne più libere e uomini più collaborativi

Donne. Sono in grado di muovere il mondo nei dieci minuti in cui lui decide catatonico se fare prima la barba o la doccia. Sono multitasking, sono padrone delle arti oscure. Vedono, prevedono, ma soprattutto provvedono.

Signore del ferro da stiro, maghe del bucato, cuoche eccezionali (non in tutti i casi), ma anche madri premurose e donne in carriera. Oggi. Qualche decennio fa la situazione era un po’ diversa.

Ma come fanno a fare tutto? Come fanno a lasciare i bambini a scuola, andare in riunione a Sidney, finire la Salerno-Reggio Calabria e tornare in tempo a recuperare i pargoli? Lo sanno fare, l’hanno sempre fatto, lo faranno.

Ma un po’ di aiuto, nell’era della rivoluzione di genere, lo ricevono dalle dolci metà, sempre più collaborative vista la trasformazione delle esigenze, la mancanza di tempo da parte di entrambi e la differente concezione dei ruoli all’interno di una famiglia, rispetto a qualche decennio fa.

Meno 90 minuti al giorno di faccende domestiche, rispetto agli anni ’60: questo il risultato di uno studio sociologico, condotto dal professor Jonathan Gershuny della Oxford University. E il tempo libero? Poco minore rispetto a quello degli uomini, sempre più indirizzati verso una completa uguaglianza di mansioni fra le quattro mura.

Insomma, volevano una donna che zitta zitta (ma neanche più di tanto), gli stirasse le camicie, gli cucinasse colazione, pranzo, cena, merenda e spaghettata di mezzanotte, gli spolverasse le mensole e gli pulisse il bagno. E fino a qualche generazione fa l’hanno avuta. Poi hanno capito che la loro mamma è già sposata e che una moglie oggi si divide tra carriera, realizzazione personale, figli, preoccupazioni, amore. E in tutto questo non deve dimenticare di essere una donna e di avere diritto alla felicità.

Così, meno stress, più tempo libero, niente da rinfacciare: il futuro pare roseo, visto da qui.

Comprare una macchina fotografica: aspettative contro realtà (VIDEO)

Sono in molti coloro che sognano di diventare fotografi, e ognuno di loro inizia allo stesso modo: una macchina fotografica presa in prestito o di seconda mano, qualche scatto agli amici o ai luoghi di vacanza, ed ecco che ci si sente subito fotografi provetti. Insomma, nella nostra immaginazione basta comprare una Reflex per sentirci fotografi.

Perfino Stewie dei Griffin lo aveva detto: “Ogni bella ragazza con una macchina fotografica crede di essere una fotografa. Hai fatto una foto in bianco e nero di una sedia da giardino con la sua ombra e l’hai sviluppata in farmacia? Allora sei maledetta e intellettuale.”

Questo video divertente mostra in pochi minuti le grandi aspettative che ognuno di noi ha avuto comprando la prima Reflex, ma anche le successive delusioni che ne sono conseguite dal suo acquisto – il costo della macchina fotografica, quello scatto che non è riuscito bene, e gli amici a cui non interessava nulla del nuovo hobby.

Protagonista del video è un giovane ragazzo che sogna di poter stringere la sua prima Reflex tra le mani. Tra il dire e il fare, scopre l’esorbitante prezzo della macchina fotografica. Questo non lo ferma: avrà tra le mani uno strumento che lo farà sentire un professionista, ma la realtà è ben diversa quando una coppia di persone lo deridono per strada. Ma sopratutto l’aspettativa di fare uno scatto geniale e originale viene smentita quando il ragazzo fotografa una tazzina in vecchio stile, e la qualità della foto non è esattamente il massimo. Una foto semplice, in teoria, che non è uscita bene.

Un video tutto da ridere che mostra con sagace ironia quanto le aspettative per qualcosa si rivelino una cocente realtà. La strada per diventare fotografi professionisti è lunga per tutti, ma l’importante è guardare agli errori commessi, andare avanti e cercare sempre di migliorarsi.

Il sex personal trainer: 8 consigli per risolvere i problemi sotto le lenzuola

Il sesso, si sa, è fondamentale in un rapporto di coppia. Due corpi che si uniscono, si amano, in un momento unico, intimo. Ci sono tuttavia, soggetti che soffrono di disturbi sessuali e vivono il momento di intimità con timore e disagio.

Per loro -ma non solo- nasce una nuova figura: il sex personal trainer.
Come in palestra, il sex personal trainer è un coach personale, che vi aiuterà ad “allenarvi” nell’arte amorosa.
Il compito del sex personal trainer è quello di ascoltarvi, osservarvi mentre fate l’amore, notare gli errori, darvi consigli e farvi usare qualche “sex toys” per ravvivare le cose.

Uno dei primi al mondo a fare questo mestiere è stato Eric Amaranth che, con il suo intervento, riesce a far capire ai clienti quello che davvero vogliono, anche quei piaceri che non ritenevano possibili.

arriva il sex personal trainer e i problemi sotto le lenzuola svaniscono

“L’imbarazzo passa dopo i primi 5 minuti” assicurano i suoi allievi. I problemi che Eric si trova ad affrontare più frequentemente riguardano l’autostima, le preoccupazioni e la classica ansia da prestazioni. Problemi a tutti conosciuti a cui Aramanth trova soluzioni.
Insomma non si smette mai di imparare e questo va sempre ricordato. Al dottor “stranamore” si rivolgono coppie di ogni età e genere. Coppie omosessuali, coppie giovani e coppie navigate, trans, e chiunque voglia imparare a vivere un momento così bello nel modo giusto.

8 CONSIGLI DI ERIC AMARANTH

1. Decidere con il partner di considerarsi una squadra, il cui obiettivo è ottenere i migliori risultati possibili sul piano sessuale.
2. Pianificare i momenti giusti per fare pratica.
3. Chiedere e fornire accurati feedback al partner, in modo da capire meglio dove si sbaglia.
4. Quando si è diventati bravi in qualcosa, continuare a cimentarsi anche dopo aver fatto pratica. L’allenamento deve essere costante.
5. Non lasciare che le sovrastrutture culturali influenzino quello che si pensa sul sesso. La vita sessuale è una cosa personale, che non può essere influenzata dalle opinioni altrui.
6. Non lasciare che la propria mente condizioni il piacere. Bisogna diventare talmente bravi da considerare il sesso come un hobby, come il proprio sport preferito.
7. Cercare di migliorarsi sempre. Ci sono sempre abilità nuove da imparare e sperimentare.
8. Apprezzare sempre la persona con la quale si ha un rapporto.