giovedì, 5 Febbraio 2026

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Le parti del corpo su cui si investe di più? Cuore e cervello

Milioni sono le malattie che colpiscono il corpo umano. Milioni, anzi miliardi, sono i denari investiti per avanzare con la ricerca e contrastare le difficoltà in cui, purtroppo, il nostro organismo si imbatte.

Ma ci sono alcune aree anatomiche più privilegiate rispetto alle altre. Il Wall Street Journal, sulla base dei finanziamenti giunti dai venture capitalist alle imprese del campo biomedico, ha stilato una classifica delle parti del corpo su cui si investe maggiormente.

Cuore e cervello

Regnano sovrani per lo sviluppo di farmaci e di strumenti a essi dedicati. Non a casa, dal momento che nei prossimi anni, secondo le stime, il numero di persone colpite dal morbo di Alzheimer subirà un importante incremento, a causa dell’invecchiamento della popolazione. Lo stesso vale per il cuore: le malattie cardiovascolari sono ancora sul podio tra le cause di mortalità e nel 2013 sono stati investiti 710 milioni di dollari, l’investimento tuttavia più basso dal 1999.

Ossa

A seguire cuore e cervello è proprio lo scheletro: sono stati investiti circa 480 milioni di dollari in campo ortopedico, lo scorso anno, meno della metà degli anni 2000, a causa di ritardi nell’approvazione di nuovi dispositivi.

Occhi e orecchie

I disturbi della retina sono quelli per cui si intravede un’ascesa in termini di investimenti. Per quanto riguarda le orecchie, i primi mesi del 2014 hanno visto un picco di finanziamenti, seppur esiguo rispetto alle altre parti del corpo.

Ghiandole endocrine

Molto proficuo è stato l’ultimo biennio per lo studio e la ricerca su organi come il Pancreas e lo studio di trattamenti per il diabete.

Apparato urinario

A fare da Cenerentola è proprio questo apparato, finanziato da un unico grande investitore, che sta sviluppando un trattamento per la cura delle infezioni urinarie.

Il tuo cane ti aspetta: lo spot contro la guida in stato di ebbrezza (VIDEO)

Dare il messaggio giusto nel modo giusto è la chiave di lettura di questo commovente e d’impatto spot USA.

Il noto marchio americano di birra Budweiser, in Italia commercializzata con il nome di Bud, ha creato uno spot emozionante, centrando l’obiettivo della diffusione del messaggio. Infatti, più di 9 milioni di utenti hanno visto lo spot creato per sensibilizzare alla guida in stato di ebbrezza, facendolo diventare subito virale. Budweiser aveva incantato milioni di persone circa un anno fa, quando creò lo spot memorabile dell’amicizia tra un cane e un cavallo.

Questo è incentrato sul legame tra un ragazzo e il suo adorabile labrador, e l’annuncio punta sul ricordare ai giovani che qualcuno aspetta sempre il tuo rientro quando esci la sera, i genitori, i fratelli e anche gli amici pelosi che ci aspettano per le coccole.

Si intitola “Gli amici aspettano“, e nello spot vediamo il protagonista, che dopo le coccole con l’amico a 4 zampe, esce di casa con l’auto e gli amici con alcune bottiglie di birra, salutando il cane con le parole “Ci vediamo più tardi, amico“. La scena cambia e dal tono felice della coppia, pieno di ricordi, passeggiate e momenti vissuti insieme, si passa all’immagine del cane triste che guarda fuori dalla finestra in attesa del suo padrone.

A quel punto si legge: “Per alcuni l’attesa non è mai finita. Ma possiamo cambiare la situazione“.
Con queste parole il ragazzo apre la porta la mattina successiva, accolto calorosamente dal suo cane.
Mi dispiace, ho deciso che non avrei dovuto guidare fino a casa ieri sera, sono stato da Dave“.

Lo spot di Budweiser termina con la didascalia: “La prossima volta che esci, assicurati di fare un piano per tornare a casa in sicurezza. I tuoi amici contano su di te“. Non dimentichiamolo!

Barbie Vergine Maria e Ken Gesù, storie di sacrosanta polemica (FOTO)

Credevamo che il cerchio si fosse chiuso con Barbie Principessa Incas, ma poi è arrivata Barbie McDonald. E fin qui ok, una bambina appassionata di cheeseburger può capitare a chiunque.

Ma poi il colpo di scena: una sfilata religiosa, made in Argentina, di Barbie Maria Maddalena, Barbie Vergine Maria, Barbie Maria Addolorata, Barbie Santa Lucia e al seguito – solo perché il peggio non ha fondo – Ken Gesù, Ken San Rocco, Ken San Gaetano e così via.

A dare forma a questa diabolica idea sono stati due artisti del gruppo “Pool and Marianela“, che in occasione della mostra “Barbie, la religione di plastica“, organizzata a Buenos Aires, hanno riprodotto le note bambole della Mattel, sotto le spoglie delle osannate figure sacre.

E ora vi chiederete, quale è stata la reazione della chiesa? Emorragie nasali, congiuntivite, finte stigmate e polemica. Sacrosanta polemica. Soprattutto per quanto riguarda la bambola raffigurante la Difunta Correa, molto venerata in Argentina, e per la cui riproduzione sembra che i due artisti dovessero chiedere una speciale autorizzazione.

La nostra opera cerca di omaggiare e di non arrecare alcun tipo di offesa a nessuna religione. Ci siamo impegnati molto per rispettare tutte le credenze e infatti non rappresentaremo Maometto perché l’Islam considera offensivo raffigurare il Profeta“, spiegano Pool&Marianela.

Da sempre, in effetti, si riproducono figure sacre su qualsiasi tipo di oggetto, anche sui ditali da cucito. Ma, di grazia, vestire degli abiti sacri una Barbie che in passato ha vestito quelli di Cher e Liz Taylor, è una di quelle cose lì, in equilibrio, con il tacco 12, su un filo tra sacro e profano.

Non resta che implorare: “Signore, pietà”.

Musica: il miglior modo per distrarre i bambini in auto

www.nonsprecare.it

Siamo arrivati?“, “Quanto manca?” sono le domande che tutti i bambini fanno ai genitori nei noiosi ed infiniti viaggi in macchina, durante i quali il tempo sembra non passare mai e la destinazione pare essere sempre più lontana.

Ogni viaggio “on the road” diventa un problema per i genitori, che non sanno mai cosa fare per far passare il tempo più velocemente e per intrattenere i propri figli. Quali sono i modi più usati da madri e padri per occuparli?

Uno studio condotto da un importante psicologo della musica, il dottor Herbert, svela che il mezzo più popolare e più efficace come passatempo in auto per i bambini è la musica: ben l’80% dei genitori la preferiscono l’ascolto di canzoni rispetto all’uso dell’Ipad, ai giochi o ad una bella e sana chiaccherata.

Dallo studio effettuato dall’Università di Oxford emerge che i brani preferiti dai genitori per distrarre i bambini sono Happy” di Pharrell Williams e Let it go” del cartone animato “Frozen: brani con testi semplici, frasi ripetute e melodie memorabili.

Entrambe le canzoni condividono la stessa progressione di quattro accordi, comune in tutti i brani pop. E proprio per il ritmo riconoscibile queste canzoni diventano familiari, portando una carica di positività e di benessere durante quei viaggi senza fine.

Per la stessa ragione, ad entrare nella classifica delle canzoni preferite dalle famiglie per i viaggi stradali sono “Roar” di Katy Perry e “What makes you beautiful” dei One Direction. Ma non manca nemmeno la solita canzoncina che riproduce il suono delle ruote degli autobus in movimento.

Le scelte dei genitori infatti cadono su quei brani composti da testi semplici e da un ritmo molto energico, ai quali si aggiungono melodie facilmente riconoscibili, in modo che la canzone possa essere ricordata con più facilità.