domenica, 27 Settembre 2026

Costume & Società

Home Costume & Società Pagina 684
Notizie e tendenze sulla società, sul costume, sull’opinione pubblica e sul cambiamento generazionale

Perché nei cartoni Disney non c’è mai la mamma?

Credit Photo: http: images.vanityfair.it

Ci avevate mai fatto caso? Nei cartoni di Walter Elias Disney non vi è mai la mamma. Per i più appassionati non è di certo un mistero. Chi è cresciuto a pane e fumetti animati non ha potuto fare a meno di notare che, salvo rare eccezioni, i protagonisti della Disney sono spesso orfani e quasi sempre orfani di madre. Non si tratta di una coincidenza. Vi è un motivo ben preciso dietro questa scelta – anzi due – che Don Hahn, produttore Disney, ha spiegato durante un’intervista rilasciata a Glamour.

Tra i più appassionati di cartoni Disney – forse anche prima dei bambini – vi sono grafici, fumettisti, animatori. Dove, quindi, di certo la creatività non manca. Ma questa è una di quelle cose dove la fantasia non serve e la spiegazione è molto più vicina alla realtà di quanto si possa immaginare.
Ecco cosa ha raccontato Don:

Vi è, intanto, una ragione pratica legata a questa scelta: le pellicole Disney ruotano tutte attorno alla tematica della crescita, ma un produttore ha solo 80\90 minuti di tempo per renderne chiara la sequenza. Si è ritenuto che in assenza dei genitori tale crescita e assunzione di responsabilità avviene più rapidamente. Rimuovere i genitori, come nel caso di Bambi, costringe a maturare più rapidamente. Belle ha un padre, ma non lo vediamo mai perché si è persa, e allora deve trovare da sola il suo posto nel mondo. Diciamo che è una scorciatoia narrativa.

Quello che nessuno sa è, invece, un tragico avvenimento che riguarda la vita di Walt Disney: nei primi anni ’40 decise di regalare una casa ai propri genitori, il coronamento del sogno di quando era bambino. Purtroppo la caldaia non era stata installata in maniera corretta e ci fu una fuga di gas con i suoi genitori in casa, quando arrivò la signora delle pulizie riuscì a salvare solamente il padre, sua madre morì in maniera tragica. Walt si sentì responsabile della cosa e non volle mai parlare dell’accaduto

I cartoni animati insegnano a crescere.
Anche e soprattutto grazie alla fantasia che ci permette di arrivare con la nostra mente dove vogliamo, se siamo in grado di usarla nel modo giusto. Ma alle volte nemmeno la grande immaginazione di cui è dotato un uomo come Walter Disney riesce a trovare una via di fuga alternativa alla triste realtà.

Il volo più conveniente? Lo segnala Google Now

Può già dirci se il nostro volo è in ritardo, dove abbiamo lasciato l’auto e persino svegliarci prima che arrivi la stazione ferroviaria a cui dobbiamo scendere. Eppure, gli ultimi aggiornamenti di Google Now potrebbero cambiare radicalmente il modo in cui prenotiamo i viaggi, essendo adesso capace di segnalare agli utenti quando calano i prezzi dei voli – sempre sulla base di informazioni relative a nostre precedenti ricerche.

Il servizio, che già offre informazioni utili in viaggio e ricorda appuntamenti imminenti, registrerà tutte le ricerche di aerei fatte e ci aggiornerà non appena i loro prezzi cambiano. Per esempio, se si cerca un volo Roma-Londra a Ottobre, Google Now lo monitorerà e ci avviserà non appena il prezzo di quel volo sarà calato, risparmiandoci grandi sprechi di tempo. L’unica condizione vincolante è che per poter usufruirne occorrerà fare le proprie ricerche tramite Google Flights: qualsiasi altro motore di ricerca non è compatibile con i servizi offerti da Google Now.

Perciò, Google Now, che in precedenza mostrava soltanto informazioni relative a mail di conferma, adesso controllerà automaticamente i prezzi dei voli ricercati su Google Flights, ma non è finita qui: gli smartphone che utilizzano Google Now avranno anche la possibilità di fruire di un “parking detector”, una sorta di assistente personale che indicherà il luogo in cui si è parcheggiata la macchina. Inutile (o forse no) ricordare che mentre Google – dalla prenotazione del volo alla segnalazione del treno giusto – ci pianifica tutto, chi dovrà vivere fisicamente la vacanza dovremmo essere noi.

30 divertenti (s)regole per educare i bambini a tavola

www.nonsprecare.it

Il sogno di ogni genitore è che il proprio figlio impari a comportarsi bene a tavola, soprattutto nei ristoranti o quando ci sono ospiti a cena.

E così inizia una vera e proprio lotta: figli che vogliono mangiare sul divano e genitori che urlano di correre immediatamente a tavola, di sedersi in modo composto – certamente non con le gambe incrociate -, di non appoggiare i gomiti sulla tavola, di tenere il tovagliolo sulle gambe e chi più ne ha più ne metta.

Ma siamo davvero sicuri che l’imposizione di ordini sia la soluzione migliore per educare il proprio figlio a tavola? E – soprattutto – siamo sicuri che i bambini rispetteranno le regole e impareranno ad essere educati a tavola?

Enrica Tesio, madre di due bambini e autrice del blog “Ti asmo”, ha creato un galateo alternativo, formato da trenta divertenti (s)regole per i bambini a tavola. Le (s)regole sono state fatte apposta per i bimbi, per poter avere un pò più di libertà, senza ascoltare alla lettera le noiose regole dei genitori.

1. La pagnotta va aperta e svuotata

La mollica è l’unica parte commestibile del pane, non c’è dubbio. La scorza o si butta o la mangiano mamma e papà.

2. La buccia del mandarino deve essere tolta in un unico pezzo

Guai a chi osa spezzare la buccia: la pena sarà dura.

3. La stagnola che chiude lo yogurt va tolta e leccata

E il cucchiaino? Non vorrete dare una cosa in più da lavare alla mamma, vero?

4. Cercare di togliere la suddetta stagnola lasciando intatta la pellicola di yogurt che si forma sul vasetto a mo’ di tappo

Si è difficile, ma il tempo aiuterà.

5. I Ringo ovviamente vanno divisi in due e la crema va raschiata con i denti

Perchè esiste ancora qualcuno che non lo fa?

6. La Girella va srotolata

Un pò come la liquirizia.

7. Il Tegolino e i Kinder Cereali vanno sezionati

Fate molta attenzione, mi raccomando.

8. Il Buondì privato della calotta di zucchero

Un duro lavoro di selezione.

9. Le confezioni monoporzione delle merendine vanno fatte esplodere

Conoscete per caso altri modi per aprirle?

10. Una volta arrivati alla cialda, la punta del cono va morsa e il gelato succhiato dal buco

Come se fosse un succo.

11. Il Billy si beve senza cannuccia, direttamente dal forellino

Altrimenti come si fa a sporcarsi la maglia?

12. Per il succo di frutta bevuto con la cannuccia succhiare rumorosamente e poi soffiare nel brick fino a gonfiarlo come fosse un palloncino

E poi posarlo a terra e farlo esplodere, magari ancora con qualche goccia di succo.

13. I Bucaneve vanno infilati nelle dita prima di essere portati alla bocca

Come se aveste dei bellissimi anelli.

14. Lo spaghetto va risucchiato

Così da sporcare qualsiasi cosa ci sia intorno.

15. La banana va divisa in tre parti uguali, inserendo l’indice nella sommità

Un geometra nato.

16. I fagioli nella minestra non sanno nuotare e pertanto, vanno pescati

SOS, servono aiuti, fuori dalla minestra

17. L’acqua va versata fino all’orlo, si beve sorseggiando dal bicchiere appoggiato sul tavolo

Altro che equilibristi.

18. Se si mangia il cioccolato bisogna mostrare i denti neri come fossero cariati

Le cose o si fanno bene o non si fanno proprio, giusto?

19. Una mezza fetta di limone deve trasformarsi nel paradenti di Rocky

Dopo alzatevi e urlate “Adriana!”.

20. La carta del Panettone va raschiata con i denti

Guai a chi non lo fa.

21. I grissini vanno infilati nel labbro superiore a mo’ di tricheco

I grissini e non solo: le patatine fritte, le carote e anche le posate.

22. La gabbietta del tappo dello spumante serve a fare sculture di arte moderna, che poi finiscono sempre per essere sedie

A tavola, come in cucina, bisogna essere inventivi.

23. I tappi di metallo delle bottiglie come stampini

Semplici tattoo.

24. L’involucro delle cannucce va sparato come una cerbottana

3, 2, 1… inizia la guerra!

25. Il picciolo della mela va fatto girare dicendo l’alfabeto

Compiti anche a tavola, cosa chiedere di più?

26. Prima si legge la barzelletta del Cucciolone, poi si conteggiano i dieci morsi

Ormai è un rito.

27. I Cri cri si grattano via gli zuccherini con i denti, poi si passa al cioccolato, poi la nocciola

Peggio di un lavoro di squadra.

28. Il grissino va usato come cannuccia per succhiare l’acqua

La mamma non compra mai le cannucce.

29. Le Sottilette si mangiano ripiegandole su loro stesse

Si sa dalla preistoria.

30. I Sofficini, è inutile, non sorridono

La dura verità.

Il segreto del successo? Un bell’ufficio

È stato ormai ampiamente dimostrato: un bell’ufficio aiuta a migliorare la salute, il benessere e la produttività di chi ci lavora. L’ultima parola in merito l’ha avuta il World Green Building Council, i cui esperti hanno appurato che dalla qualità dell’aria alla vista panoramica, esistono effettivamente delle circostanze che influiscono sulla soddisfazione e sulle prestazioni lavorative: morale della favola? Gli edifici dovrebbero essere progettati proprio in funzione delle persone che ci lavorano.

Mentre le strutture a ridotto consumo di carbonio non sono nell’immediato più salutari e più stimolatrici di produttività per chi si muove al loro interno, misure “green” come la luce o la ventilazione naturale possono creare un circolo virtuoso al livello di design, che offre soltanto aspetti positivi, sia per le persone che per il pianeta. Una migliore qualità dell’aria si è rivelata poter migliorare la produttività dall’8% all’11%, ma anche altri fattori hanno un notevole impatto: panorami naturali, illuminazione, rumorosità, acustica, accesso ad aree di svago come palestre, spazi verdi e così via.

Jane Henley, a capo del World Building Council, sostiene che “le prove che un design curato vada a migliorare la salute, il benessere e la produttività sono ormai più che evidenti. È giunto il momento di investire davvero in questo campo“. La priorità andrebbe perciò data alla costruzione di strutture a basso impatto ambientale, dotate di aria pulita, di luce naturale e di ambienti a misura d’uomo: l’unica strada per rendere le persone più sane, felici e motivate sul proprio posto di lavoro.