mercoledì, 4 Febbraio 2026

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Donne (mai) in bianco

Credit Photo: social-news.net1news.org

Ormai gli uomini avrebbero dovuto impararlo che tanto loro non decidono niente.
E che se poi ci provi, se mai c’azzecchi, nulla, si fa il contrario. È una questione di principio. Poi sì, ci sono volte in cui noi donne decidiamo di lasciarvelo credere, che se no poi a letto un po’ ci crollate.
Soprattutto adesso che la situazione si è ribaltata. Perché un tempo le donne erano quelle che facevano le sostenute, quelle per cui il sesso era un argomento tabù, ma quelle oggi ti guardano e – con disinvoltura – ti dicono: “Cosa credi che piaccia solo a voi uomini?”. No. Non è che ci credevi sul serio, ma, almeno in quello, preferivi essere l’unico a vantare le proprie gesta eroiche tra le lenzuola. Oggi, invece, te la immagini già lì, al bar con le amiche, Campari e vino bianco, a parlare di quello che lo fa bene e quello che manco ci prova.
Sarà mica gay? No perché alla storia che tenta solo di portarti rispetto non ci si crede più.

In bianco mai. Dicono le donne.
Ma oggi l’espressione rimanda ad un’unica cosa: il matrimonio. Ho capito che oggi va di moda dire che no, io non mi sposerò mai. E così fan tutte. Gli uomini sognano il matrimonio e le donne parlano di schiavitù legalizzata, così che si sentono anche autorizzate ad aver ceduto il posto alla libertà nel cassetto dei sogni segreti. La libertà di non andare mai in bianco, per l’appunto. È diventata anche la scusa di quelle che hanno quell’età in cui tutte le amiche si sposano e loro no. E quindi per sentirsi in pace col mondo – e con se stesse – affermano che loro un uomo non lo vogliono. Ne vogliono più di uno.

Come dargli torto? L’unico a cui avevano deciso di aprire il cuore glielo ha spezzato.
Alla fine è sempre colpa dell’altro. Del resto se è la donna a non andare mai in bianco agli uomini disturba così tanto. Perché se invece tocca a voi, allora siete fighi e non semplicemente str**zi?
Con Sex & The City, le donne si sono prese la loro rivincita sessuale. Quanto meno personale. Perché il ritratto di una donna che rivoluziona il modo di intendere e di volere tra le lenzuola bianche ha sortito i suoi effetti. Ma i pregiudizi non sono stati abbattuti. Eppure si chiama sesso occasionale, non autoerotismo. Si deduce quindi che nel mentre tu non sia da solo. Sesso occasionale, scelta consenziente. Scelta consenziente, bisogno univoco di condividere un’emozione senza ritorno. Perché prima di essere travolti da quel senso di appartenenza in un’epoca in cui tutti abbiamo imparato a dire che “Io non sono nemmeno di me stesso, figurati di qualcun altro” è meglio stringersi la mano, colpettino sulla spalla come si fa tra due vecchi amici, e si lascia libero ogni spazio. Nel letto e nella vita.

Per gli uomini. Per le donne. Per tutti coloro che si sentono troppo soli per dividere la propria vita con qualcuno.

Perché conviene. Ma a chi? (a me no)

Casa che vai, microbi che ti seguono

Casa nuova, vita nuova? Non è esattamente così: esiste infatti un nugolo di microbi che passa indisturbato tra il nostro organismo e le nostre abitazioni. Per questi batteri il nostro corpo non è che un tramite per immettersi nei posti in cui ci stabiliamo: un ecosistema bello e fatto che impiega soltanto 3 ore per impossessarsi di una stanza d’hotel e sole 24 ore per abituarsi a un nuovo appartamento. A rivelarlo è l’Home Microbiome Study promosso dall’Università di Chicago, il primo studio che ha cercato di ricostruire scientificamente il percorso compiuto da batteri e germi nello spostarsi dagli uomini agli ambienti circostanti e viceversa.

Il punto è che, come l’autore della ricerca Jack Gilbert ha dichiarato, esistono microbi capaci di farci aumentare di peso e di influenzare nostro sviluppo neurologico: è giunto, così, il momento di scoprire la loro provenienza. Tra germi e cellule dell’organismo umano il rapporto è di 10 a 1: ciò significa che basta semplicemente toccare qualcosa, starnutire o camminare scalzi per spargere i nostri batteri in un posto.

Mappando le impronte microbiche di 7 famiglie, tra cui 3 sul punto di traslocare, gli studiosi hanno rilevato per ciascuna di loro una determinata marcatura batterica, in grado di seguire il nucleo familiare tanto nella nuova casa, quanto in alloggi provvisori. Nell’arco di 6 settimane, sono stati effettuati a più riprese prelievi di campioni dei germi presenti su mani, piedi e naso di ogni membro familiare, nonché su pavimenti, piani cottura, maniglie e così via. Ne è risultato che sono ben 21.000 le specie batteriche che si muovono dai palmi delle mani a maniglie o piani cottura o dai piedi al pavimento.

È inoltre emerso che i soggetti che convivevano a stretto contatto fisico avevano un’impronta batterica pressoché uguale; i soggetti più distanti – come per esempio i coinquilini – ne hanno mostrate di meno simili. Bambini e persone sottopostesi a cure antibiotiche si sono rivelati i più predisposti a ricevere i batteri altrui. E i migliori donatori di germi? Gli animali domestici, ma niente paura: si tratta di un dato positivo, perché contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario di chi vive insieme a loro – non a caso, lo stesso Gilbert si è preso un cane.

Basta guardare come si distribuiscono e di che tipo sono i batteri, spiega Gilbert, per sapere quanti uomini sono stati in un appartamento e la tipologia di relazione che intercorre tra loro: se hanno mangiato o dormito assieme, o se mantengono le distanze. Studiare la fauna batterica, perciò, potrebbe in via ipotetica essere un metodo infallibile per capire se il partner ci tradisce o se un estraneo sia entrato di soppiatto in casa nostra.

Buon compleanno Hugh Grant (FOTO)

Attore britannico, vincitore di diversi premi, Hugh Grant è uno dei migliori attori della sua generazione, rappresentando la cultura inglese nel mondo attraverso una serie di commedie romantiche in cui ha recitato. In occasione del suo 54esimo compleanno, noi di Blog di Lifestyle abbiamo deciso di dedicare un intero articolo alla star, passando dai suoi film, ai suoi amori, fino a qualche curiosità e gossip.

Dal teatro al cinema

Dopo essersi laureato a Oxford, Hugh Grant muove i primi passi sul palcoscenico grazie alla compagnia teatrale Jocke’s of Norfolk. Seguono piccole apparizioni televisive, esordisce al cinema nel 1987 con il film “Maurice“, diretto da James Ivory. La pellicola riscuote un successo discreto, convincendo il regista a riconfermare Hugh Grant nel suo lavoro seguente, “Quel che resta del giorno“.
La fama per Hugh Grant arriva nel ’94, con la commedia romantica “Quattro matrimoni e un funerale“, che gli apre le porte ad Hollywood. Nel film, diretto da Mike Newell, è un giovane inglese della classe media che nel corso di quattro matrimoni e un funerale, si incontra e si scontra con una donna, che sarà il più grande amore della sua vita. Il film gli fa ottenere una serie di premi, come il BAFTA e il Golden Globe per il miglior attore.

Grazie a questo film, Hugh Grant si conquista il titolo del bravo ragazzo, e inizia a recitare questa parte nelle successive commedie sentimentali: da “Nine Months – Imprevisti d’amore” (1995) di Chris Columbus, “Mickey occhi blu“, fino a “Notting Hill” (1999), una delle pellicole più romantiche degli ultimi vent’anni, che gli fa conquistare la nomination al Golden Globe.

Hugh Grant non ha solo il fascino del bravo ragazzo, ma dimostra di essere anche il bad guy affascinante in “Il diario di Bridget Jones” (2001) e “Che pasticcio, Bridget Jones!” (2003).
Il suo punto di forza resta comunque il genere sentimentale, che gli fa ottenere un’altra nomination per l’interpretazione in “About a boy” (2002); in “Love Actually – L’amore davvero” (2003) è un improbabile primo ministro inglese innamorato della propria segretaria; in “Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi” (2003) recita con Sandra Bullock; in “Scrivimi una canzone” (2007) duetta con Drew Barrymore, e nel 2009 è insieme a Sarah Jessica Parker in “Che fine hanno fatto i Morgan?

Tutte le conquiste di Hugh Grant

Invidiato per anni da tutti gli uomini della terra per essere il fidanzato di Liz Hurley, Hugh Grant è stato legato all’attrice e modella dall’87 al 2000, diventando all’epoca una delle coppie più famose del pianeta. In seguito, Hugh si è fidanzato dal 2004 al 2007 con l’ereditiera Jemima Goldsmith. Attualmente è impegnato con Tinglan Hong, dalla quale ha avuto due figli: Tabitha, nata nel settembre 2011 e Felix, nato il 29 dicembre 2012. Nel gennaio 2014 riconosce il suo terzo figlio, nato nel settembre 2012 dalla relazione con la producer tv svedese Anna Elisabet Eberstein.

Vita spericolata

Bello e dannato, Hugh Grant negli anni ’90 è all’apice della carriera. Il 27 giugno 1995 a Los Angeles viene arrestato dalla polizia con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico, perché sorpreso in un luogo pubblico con una prostituta. Invece di vedere la sua carriera crollare a picco, Hugh vede la sua popolarità crescere, anche in seguito al perdono dell’allora fidanzata Liz Hurley, che porterà avanti la loro relazione per un altro paio d’anni, fino a lasciarsi definitivamente. Nel 2007 viene invece arrestato per aver aggredito un fotografo.

Romantico e ironico, Hugh Grant ha saputo raccontare, attraverso i personaggi dei suoi film, la fortuna di essere un inglese, con tutti i suoi problemi e i suoi difetti. Anche se ultimamente lo vediamo brizzolato, con qualche ruga e chiletto in più, per le sue fan resterà sempre il classico bravo ragazzo della porta accanto.

Apre l’AntiCafè a Roma. Qui solo il tempo è denaro

“Il tempo è denaro”, e a Roma è proprio così. Nella capitale d’Italia ha aperto, in via Veio, quartiere San Giovanni, AntiCafè: un bar in cui non si paga per quello che si consuma, bensì per quante ore o giorni si passano nel locale, e non importa se avete mangiato fino ad abbuffarvi o se avete solo fatto un piccolo spuntino.

AntiCafé è nato per promuovere un modo nuovo di concepire la condivisione di uno spazio dove studiare, lavorare o incontrare persone nuove. L’idea base è quella di trasformare il concetto stesso di caffetteria in un luogo aperto a freelance, imprenditori, sognatori e a tutti coloro che vogliano essere i protagonisti di un cambiamento, e a coloro che non vogliono alzarsi per forza una volta finita la loro tazza di caffè.

Un idea venuta dall’est

L’iniziativa dell’AntiCafè si ispira agli Ziberflat russi, e alle versioni simili in Ucraina e a Londra. Un gruppo di 3 amici, due bulgari e un italiano, tra i venti e i trent’anni, conosciuti a Parigi, si sono impegnati per portare quest’idea anche nel resto d’Europa. Inizialmente sono riusciti ad aprire due locali nella capitale francese – anche grazie a un prestito bancario – e poi si sono spostati in Italia. Per ora, con grande successo.

Come funziona?

La formula consiste in questo: entri, ti siedi, lavori,studi, giochi o semplicemente chiacchieri e consumi solo se vuoi ma la consumazione è compresa nel prezzo orario.
Al suo interno si trovano: due reti wireless, stampante, scanner e proiettore, spine, anche a terra, snack e drink – no alcolici – microonde e tostapane per scaldare il cibo che ti puoi anche portare da casa.
Il bancone del bar è comunque anche ad accesso libero durante tutta la giornata con bevande calde e fredde, spuntini dolci e salati, e un piatto caldo a mezzogiorno proposto a 5 euro.

I costi dell’AntiCafé sono di 200 euro per un mese con la formula “all you can stay”, di 14 euro per l’intera giornata e di 4 euro per la prima ora e 3 per tutte le successive alla prima – divisibili in 10 minuti.
Gli orari d’apertura sono sette giorni su sette, dalle 9 alle 23 durante la settimana e dalle 10 alle 23 nel weekend e si può prenotare.

Siete pronti a provarlo?
Per maggiori informazioni visitate il sito internet.

[Credit: greenme.it]