giovedì, 9 Aprile 2026

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Un sorriso al giorno con ‘A little conversation a day’ (FOTO)

Charlie Chaplin diceva “un giorno senza sorriso è un giorno perso”, e di questo aforisma, Heng Swee Lim, ne ha fatto il sua mantra.
Vive e lavora a Kuala Lumpur, in Malesia, è padre, artista e fondatore della pagina Facebook ‘ILoveDoodle’, che sta riscuotendo molto successo.

Si tratta di “A little conversation a day” (tradotto “una piccola conversazione al giorno”) composta da ironiche e divertenti scenette con protagonisti gli oggetti di uso quotidiano.
E così tutto si trasforma: un due punti e una parentesi diventano “giusti” solo quando sono insieme, un telecomando rassicura una televisione e un libro dichiara amore ad una lampadina: “you are my sunshine”.

La missione di questa pagina Facebook è quella di far nascere sorrisi e risate con le illustrazioni, e, a giudicare dalle condivisioni e dai commenti, l’obiettivo di Heng Swee Lim è pienamente raggiunto.

[Credit: Repubblica.it]

I personaggi dei cartoni animati esistono davvero (FOTO)

Personaggi dei cartoni animati nella realtà: la somiglianza sembra davvero irreale, eppure esistono davvero. Ragazzi e ragazze, bambini e anziani assolutamente uguali ai protagonisti della fantasia più amati dal pubblico.

La somiglianza è davvero impressionante. Ecco la carrellata di foto più belle.

Meg dei Griffin, la figlia di Lois e Peter, nella realtà. La ragazza ha indossato lo stesso abbigliamento della protagonista del cartone animato.

I personaggi dei cartoni animati esistono davvero (FOTO)

Ned Flanders dei Simpson, il vicino perfettino di Homer.

I personaggi dei cartoni animati esistono davvero (FOTO)

Peter Griffin in perfetto stile.

I personaggi dei cartoni animati esistono davvero (FOTO)

Carl e Russell di “Up”, come dimenticarli?

E poi ancora Principesse Disney, animali parlanti, divertenti e simpatici, personaggi delle fiabe e incanti di magia diventati realtà. Tantissime le somiglianze nel mondo vero con i protagonisti più amati di favole e cartoni animati.

Qual è il vostro personaggio preferito? Ne avete mai incontrato uno “vero” nella realtà?

Lei alla guida di una Jeep Cherokee (FOTO)

Credits photo Diego Barone Lumaga

“Donna al volante pericolo costante?”

Di certo non in una Jeep. Soprattutto se parliamo di una Jeep Cherokee, in grado di sfatare anche questo mito. Possente e sicura, ma allo stesso tempo elegante e tecnologica: la sintesi perfetta della guida moderna.

Perché anche per scegliere l’auto giusta deve scattare il colpo di fulmine.
Quando arriva, basta un attimo per dire: sì, è proprio quella che cercavo. Sarà inutile allora continuare a sfogliare cataloghi, chiedere pareri, passare le ore su siti specializzati: quando si sente che è lei, l’auto giusta, non resterà che accendere il motore e partire.

Credits photo Diego Barone Lumaga
Credits photo Diego Barone Lumaga

Dal viaggio on the road, alla gita fuori porta: qualsiasi meta diventa facilmente raggiungibile a bordo della Jeep Cherokee che permette una guida sportiva e allo stesso tempo confortevole.

Ci vuole carattere per stare al volante di una Jeep Cherokee e in questo le donne non sono da meno degli uomini. Ha necessità di spazio, è sicura di sè ed ha una certa padronanza anche delle strade: eccola la donna perfetta per una Jeep. Non rinuncia all’eleganza e sa che con quest’auto non passerà inosservata.

Credits photo Diego Barone Lumaga
Credits photo Diego Barone Lumaga

E di solito dietro la scelta di una macchina dall’immagine così imponente vi è una donna estroversa anche nella scelta del look. Chi é affascinato da tale design di certo non si lascia sfuggire i dettagli: una donna che riesce a rendere chic anche il più casual degli outfit.

Credits photo Diego Barone Lumaga
Credits photo Diego Barone Lumaga

Il classico total black può essere valorizzato, ad esempio, attraverso uno stivale modello walker ma arricchito da un elegante disegno fatto da borchie.
L’outfit diviene ricercato grazie a monili, quali collane e anelli che rendono particolare anche uno stile casual.
Credits photo Diego Barone Lumaga
Credits photo Diego Barone Lumaga

Ma non dimentichiamoci anche degli uomini, attratti dalla tecnologia e dal comfort che quest’auto sa regalare.

La Jeep Cherokee mette d’accordo uomini e donne. Per gusto, guida e raggiungimento di mete, anche quelle che sembravano impossibili.

[a cura di Serena Bonamassa e Francesca Viviana Pagano]

Ragazze, manteniamo un abbigliamento urbano (LETTERA APERTA)

Femminilità, questa sconosciuta.
Lo affermo, riaffermo e ribadisco. Perché di femminile, in giro, proprio non c’è nulla.

Onde evitare accuse di moralismo o perbenismo, parto, tuttavia, con un primo presupposto: apprezzo anch’io, molto, le bellezze fisiche offerte dalla genetica. Insomma, combattiamo contro l’adipe in eccesso tutto l’anno, forse tutta la vita, mi sembra giusto volerne mostrare un po’ al mondo, dopo averlo mostrato a noi stesse e allo specchio del bagno.
Ma il secondo presupposto è anche il mio più grande comandamento: i vestiti servono per vestire.

E se aveste ancora dubbi sul significato del verbo vestire, transitivo di terza coniugazione, li chiarisco subito: “coprire qualcuno con abiti“, secondo il Treccani.

Ma quando, girando per le strade della città, mi sembra di essere stata catapultata in uno di quei manga giapponesi +18, inizio a dubitare che tutte siate arrivate alla terza coniugazione.

Ragazze strizzate in shorts inguinali che lasciano poco spazio all’immaginazione e molto spazio ai coloriti versi dei tamarri di passaggio, crop top inconsapevoli, autoreggenti in bella vista e brassiere allo scoperto: il buffet della volgarità è molto ricco.

E non si tratta di corpo sbagliato e vestito giusto, si tratta di sbagliare proprio tutto. Sbagliata è la concezione di femminilità, di sensualità e di donna. Si può essere sexy in tanti modi, giocando con i tessuti e gli accessori, con le movenze, gli occhi da triglia e la vocina di Minnie. Ma mezzo gluteo coperto di denim non è femminile. Così come non si è donne se lo si mostra.

Il viaggio verso la femminilità è lungo e inizia da piccoline. Giochiamo con i tacchi della mamma, usiamo i suoi rossetti di nascosto, ma poi rimuoviamo tutto velocemente, perché non è il momento.

E a guardare questa variegata fauna, vestita solo della propria pelle e di qualche toppa occasionale, non solo penso che non sia il momento, ma che non sia neanche il caso.

Lancio così un appello alle giovani donzelle aspiranti spogliarelliste: non coprirci adeguatamente ci rende esattamente questo, spogliarelliste. E poco importa la laurea, la cultura, l’educazione, la timidezza. Chi ci sta di fronte non andrà mai oltre la biancheria intima in vista. Saremo giudicate per questo, sempre. E molte donne del passato hanno lottato per garantirci qualcosa di migliore. E sono fermamente convinta che se potessero vederci oggi, ci prenderebbero a pedate sugli shorts.

Dunque, lasciamo che sia la moda ad andare di moda, non la volgarità.