martedì, 3 Febbraio 2026

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Gli uomini innamorati sono disposti a tutto

Chi dice che solo il gentil sesso crede alle favole? Fate innamorare un uomo e chiedetegli qualsiasi cosa: lui, per la sua amata, la farà.

Più inclini al rischio se innamorati, questo afferma lo studio di un team di psicologi dell’Università di Innsbruck. Gli esperimenti mostrano, infatti, come il campione di uomini cui venivano mostrate foto del sesso opposto, immaginando uno scenario dai risvolti romantici, fosse molto più disposto a correre rischi o a infilarsi in situazioni pericolose, rispetto al campione di controllo.

E la storia del principe che salva la principessa dalla torre più alta del castello, minacciata da un drago, ha origini ben più antiche: in passato gli uomini dovevano mettere a rischio la propria vita per conquistare cibo, territorio e una donna che garantisse la discendenza.

Insomma, con le dovute eccezioni, gli uomini innamorati sanno essere più romantici di una classe di ragazzine davanti a un film romantico.

La sindrome dell’impavido cavaliere colpisce gli uomini non appena il battito del loro cuore accelera. E no, non basta una tachicardia, ci vuole proprio l’amore. Perché è la cosa che sappiamo fare meglio, tutti, uomini e donne. Perché è quello che cerchiamo, in questa vita.

Principi azzurri sparsi per il mondo, salvateci pure…

Un messaggio per le vittime dell’MH17

Lei, Renuka Manisha Virangna Birbal li ha guardati negli occhi per l’ultima volta, prima che i 298 passeggeri salissero a bordo dell’aereo MH17 della Malaysia Airlines che li avrebbe condotti verso la tragica morte. Renuka li ricorda attraverso un messaggio postato sulla propria bacheca Facebook. Un messaggio straziante, un tributo a quelle famiglie distrutte, a quelle vite stroncate e il ricordo del loro entusiasmo. Avevano visi sorridenti, pronti a iniziare una nuova vita ricorda Renuka. Una vita stroncata da un missile maledetto che ha abbattuto l’aereo in volo.

Renuka scrive delle ultime parole scambiate con i passeggeri durante il check-in, ricorda le loro voci, i loro visi, ricorda le famiglie numerose che stavano finalmente tornando a casa. In particolare ricorda la voce di un bambino che le sorrise per poi chiedere preoccupato: “Mamma, quando rivedremo le nostre valige?” Un innocente preavviso di quello che sarebbe successo di lì a poche ore.

un messaggio per le vittime dell'mh17

Renuka descrive nonne che scattavano foto ai loro nipoti, un uomo pronto a iniziare una nuova vita a Kuala Lumpur, in Malaysia, una coppia di giovani sposi entusiasti di passare la propria luna di miele in quel paradiso.
Un uomo che si stava recando al funerale della propria mamma e un bambino che le disse: “Ci vediamo presto”.

Era il 17 luglio 2014. Un ultimo sorriso, un ultimo saluto e quell’ultimo buon viaggio a passeggeri e colleghi.

un messaggio per le vittime dell'mh17

Erano 298 e nessuno di loro si è salvato. 44 i malesi (tra cui 15 membri d’equipaggio e due bambini), 28 gli australiani, 12 gli indonesiani (tra cui un bimbo), 9 gli inglesi, 4 i tedeschi, 4 i belgi, 3 i filippini. E, ancora, uno statunitense, un canadese, un neozelandese e un residente di Hong Kong.

Tutti hanno un nome, una storia, tutti avrebbero avuto un futuro, una vacanza meravigliosa da passare in compagnia dei propri parenti o amici, una magica luna di miele. Sì perché a bordo c’erano bambini partiti per le vacanze con la mamma e il papà, c’erano giovani sposi. Qualcuno, invece, aveva lasciato Amsterdam per inseguire la squadra del cuore, altri invece erano diretti a Melbourne dove era in programma una conferenza internazionale sull’Aids. Poi c’era chi tornava a casa.

I corpi sono caduti in un campo di girasoli e lì si sono fermate per sempre anche le loro storie.

Da Capri a San Francisco: ecco dove è vietato girare in costume

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Sono moltissime le proibizioni in alcune città italiane: quella di non girare per strada in minigonna, quella di non mangiare gelati per strada e perfino quella dii non stendere i panni del bucato in vista nel centro storico.

Non poteva mancare, poi, il divieto di girare per strada in costume. E guai a chi osa infrangere le regole: i “ribelli” saranno costretti a pagare una multa che va dai 25 ai 500 euro.

Questo divieto, presente in alcune città ormai da qualche anno, nasce proprio dalle lamentele degli abitanti di queste località balneari, che sono stufi di vedere passeggiare per strada persone in costume da bagno. Basterebbe che le donne usassero un pareo e gli uomini indossassero una Tshirt, rinunciando alla libertà del petto nudo.

Il costume non è l’unico indumento utilizzabile al mare. Soprattutto quando si passa dalla città per andare in spiaggia. Anche perché avete mai visto persone girare in bikini in città non di mare?

Quella dell’uso di abiti sopra il costume da bagno è proprio una questione di rispetto nei confronti degli abitanti, e non solo. Anche gli albergatori gradirebbero che i loro clienti si presentassero nella sala da pranzo e nella hall dell’hotel non totalmente scoperti.

In città come Capri, Sorrento, Lipari e Lerici i sindaci sono diventati molto severi, non credendo più alla scusa del caldo insopportabile. E lo fanno soprattutto per tutelare i propri cittadini.

Per chi invece proprio non sopporta doversi vestire anche al mare, può optare per altre località, ma attenzione: anche città come Barcellona e San Francisco hanno adottato questa proibizione. Ed è San Francisco a stupire di più: proprio la città dell’anticonformismo e della libertà di espressione decide di vietare alle persone di girare per strada e sui mezzi pubblici in costume.

Ma non si tratta solo di un questione di decoro, c’è in gioco anche la salute. Non è molto igienico sedersi solo con delle mutandine su sedie in cui si sono appoggiate milioni di persone: ciò potrebbe portare alla formazione di gravi infezioni.

Tutte modelle e fashion blogger. Tutti artisti e dj

Credit: blogspot.com

Ormai sono tutte modelle e fashion blogger, tutti dj e artisti. Il problema principale è che, fin troppo spesso, non presentano nessuna dote in questi campi.

Sicuramente con l’avvento della tecnologia quello che era il semplice “voler comunicare” ha preso una piega estremamente complicata. Se non si posta, se non si condivide, allora sembra di non far parte del mondo.
Da qui hanno preso vita quelle “occupazioni” tanto richieste specialmente dai giovani.

Modelle

Quando i selfie in bagno o le foto allo specchio non sono più abbastanza allora via agli shooting e ai book fotografici pagati un occhio della testa credendo che facciano più miracoli di un trattamento estetico.
Sicuramente ci sono belle ragazze che possono avere successo in questo mondo e che meritano di svolgere la professione di “mannequin”, ma questo genere di ragazze sono in numero limitato.
Tutte modelle, sì, ma con Photoshop e tanta immaginazione.
La maggior parte delle modelle-finte-modelle sono alquanto discutibili come la situazione economica italiana, poi certo, “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, però certe cose proprio non se possono vedé.
Se madre natura non è stata proprio dalla tua parte, se hai due cosciotte da elefante e barcolli anche su tacco 5, allora metti da parte la tua aspirazione da modella, sono certa che avrai altre qualità.

Fashion Blogger

Se ancora si fa la domanda “chi sono i tuoi eroi?”, allora state pur certi che la maggior parte delle ragazzine risponderà che vorrebbe essere la Ferragni e la Biasi della situazione.
Per essere una fashion blogger dovreste essere belle, giovani, meglio se ricche, e native del web: più follower hai sui social network, più sarai amata. Questi sono i concetti chiave, ma non è che se fotografate con il vostro smartphone il cibo che mangiate, le scarpe che comprate, i vestiti con cui uscite e i posti che visitate allora siete delle fashion blogger. Manco se pubblicate ogni 10 secondi su Instagram – rigorosamente con il filtro X-Pro ma l’hashtag #nofilter – vostre foto, sempre nella stessa posizione e con la stessa faccia.

Artisti

Qui la domanda principale è: si può decidere di diventare artisti da un giorno all’altro? Mi spiace deludervi, ma sono fermamente convinta che essere artisti sia una condizione interiore.
Ci sono quelli che disegnano, che scrivono poesie, che si autocitano, che si credono grandi fotografi e che lodano le loro geniali pensate. Ecco, questi fanno tutti parte della specie peggiore che la natura abbia messo al mondo; speriamo siano in via d’estinzione.
Il mondo è pieno di persone che si sentono artisti, al di là delle loro effettive capacità comunicative, e per capacità comunicative si intende una sviluppata ed educata sensibilità verso le multiformi espressioni dell’autentico contenuto artistico. E sono quasi certa la vista di quelli delle “grandi pensate” sopra citate sia ofuscata dalle più grandi banalità.

Dj

Ragazzi – perché siete soprattutto voi maschietti a cimentarvi in questo lavoro – siete a conoscenza del fatto che non basta avere un Mac e una console per diventare dj, vero?
Le vostre capacità dovrebbero andare ben oltre al software e al playlist di canzoni commerciali e tamarre da far partire ogni qualvolta voi – e magari solo ed esclusivamente voi – vogliate animare la serata. Ma forse questo non vi interessa, come non vi interessa che lo stacco tra una canzone e l’altra sia peggio di una pallonata in faccia. A voi frega solo andare alle feste, o, come dite voi, di essere chiamati alle feste.
Se l’unica volta che avete avuto a che fare con le note musicali è quando suonavate il flauto alle medie, bè allora, per il bene della comunità, ritiratevi.

Il mondo è bello perché è vario, quindi, per favore, smettetela di copiarvi tutti.