lunedì, 2 Febbraio 2026

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Candice, prima modella curvy sul calendario Pirelli

Con Candice Huffine è proprio il caso di parlare di rivincita delle forme. Anzi, si tratta di una vera e propria rivoluzione delle curve morbide e abbondanti nel campo della moda e in casa Pirelli in particolare, essendo Candice la prima modella curvy ad apparire sulle pagine del celebre calendario, per l’edizione 2015.

Le sue misure non mentono. Secondo quanto riportato dai media, la bella it girl americana di 29 anni corrisponderebbe alle misure 90-60-90, con un peso di 90 chili e 1.80 di altezza. La modella avrebbe già posato per Vogue America, per realizzare ora un sogno quasi proibito, aggiungendo il suo nome alla lunga lista di top model come Adriana Lima e Isabel Fontana. Top model bellissime ma che corrispondono a quei canoni di magrezza richiesti sul campo. Candice è quindi un’eccezione, uno strappo alla regola per aprire il mondo della moda anche ai chili in più.

Per dimostrare come la bellezza non debba necessariamente essere sinonimo di magrezza.

“Ieri sera, prima di venire sul set assieme alle altre pensavo al fatto di rappresentare una novità. E mi sono venute le lacrime agli occhi! È veramente un cambiamento forte voler inserire una modella con la mia immagine nel calendario più famoso del mondo” ha dichiarato Candice, entusiasta di poter comparire sulle pagine del Calendario Pirelli, grazie a Steven Meisel il fotografo dell’edizione 2015, grande e stimato artista del settore, che l’ha voluta tra le modelle di quest’anno.

È l’ora del tradimento

Credit Photo: www.curiosandoinrete.com

È l’ora del tradimento

Se è vero che il tradimento arriva quando meno te lo aspetti, è altrettanto vero che ha degli orari ben precisi.
AshleyMadison. com, sito di incontri extraconiugali, ha stabilito le fasce orarie in cui pecchiamo di infedeltà. Lo ha fatto intervistando 3.000 tra gli utenti italiani iscritti al sito.

I risultati?

Per il 35% degli uomini e il 37% delle donne d’Italia, il momento migliore della giornata per tradire il proprio partner è la sera, tra le 19 e le 22.
Si tratta di quella fascia oraria che si presta, infatti, ad ogni tipo di scusa: la partita di calcetto, l’impegno di lavoro improvviso, l’amica che chiama all’ultimo minuto perché in preda ad una delusione d’amore. Sono queste le scuse perfette per raggiungere l’amante e concedersi una serata di passione.

Il 29% degli uomini intervistati e il 31% delle donne dichiara, invece, di tradire durante la pausa pranzo: tra le 13 e le 15.
Si tratta di coloro che scelgono il loro amore occasionale sul posto di lavoro. Così, invece di consumare il pranzo, dedicano le loro migliori attenzioni al collega prescelto.

A sorpresa scopriamo di essere un popolo di mattinieri.
Un buon 17% maschile contro il 12% femminile tradisce tra le 7 e le 9 del mattino.
A quel punto le scuse variano dal bisogno di fare jogging, al capo esigente e che ti costringe agli straordinari.
C’è chi preferisce la tarda mattinata.
Il 14% delle italiane e il 9% degli italiani dichiara di tradire tra le 10 e le 13.

La notte a quanto emerge da questo sondaggio siamo tutti più fedeli.
Costretti dall’altra metà della mela a restare in casa? Fatto sta che solo il 6% delle donne e il 10% degli uomini tradisce al calar della notte.

Bere tanto migliora lo status sociale

sceltedivino.it

Bere spesso – e tanto – aiuta a migliorare il proprio status sociale. Sia per gli uomini che per le donne.

A rivelare questa sorprendente scoperta è la dottoressa Tara Dumas, ricercatrice del Centre for Addiction and Mental Health che ha sede in Canada. La scienziata e il suo team hanno studiato un campione di 357 giovani adulti provenienti da Toronto in un periodo compreso fra il maggio e il giugno del 2012.

La ricerca ha riguardato una questione molto particolare: quanto gli episodi di sbronze – correlati anche al numero di drink e alla frequenza con cui esse capitavano – hanno influenzato l’opinione dei soggetti riguardo i loro amici.

Il risultato? Più un uomo beve drink pesanti e più è visto come socialmente rilevante. Allo stesso tempo più una donna beve cocktail in generale e più il suo status symbol ne giova in termini di crescita di popolarità e importanza.

Questa ricerca suggerisce dunque come uno posizione sociale elevata è spesso associata a modelli di comportamento rischiosi, come quello del bere molto e cocktail forti. Questo perchè il farsi vedere esperti bevitori cambia l’ottica e il modo di valutarci di chi ci sta di fronte: non dare il minimo segno di cedimento anche dopo aver sorseggiato 5 drink è sintomo di grande controllo di se stessi e di superiorità sociale.

E questo porta ad un maggior rispetto e ad una migliore considerazione da parte di tutta la comunità di amici e conoscenti. Almeno questo è quanto ha rilevato la ricerca della Dumas. Perchè poi – a pensarci bene – lo status sociale di un individuo dipende da ben altri fattori piuttosto che dalla sola capacità di reggere bene l’alcol.

Il mondo visto attraverso i cappelli (FOTO)

twitter.com

Ogni paese ha la sua storia, la sua cultura, le sue feste e le sue tradizioni. E anche i suoi cappelli.

Il sito “Booking Venere” ha realizzato un’infografica con 80 cappelli molto significativi: infatti ogni copricapo rappresenta un determinato paese.

Nell’infografica sono raffigurati moltissimi cappelli, tra cui alcuni molto riconoscibili: è presente il chepi francese, ma anche il sombrero messicano e la kefiah saudita. E come non distinguere, tra gli ottanta berretti, il “Rastacap” jamaicano?

Numerosissimi cappelli sono facilmente individuabili proprio perché rappresentano fortemente la cultura e l’essenza di un paese. Un tempo i diversi cappelli, copricapi e berretti indicavano la funzione, il ruolo e il lavoro di una persona, oltre che – naturalmente, come succede ancora oggi – l’appartenenza sociale.

I disegni del sito “Booking Venere” sono stati creati per fare un viaggio virtuale indietro nel tempo e nel mondo, per capire al meglio le usanze dei differenti luoghi e delle diverse nazioni.

Ma non tutti i copricapi raffigurati sono così famosi. Chi conosceva, prima di vedere queste immagini, il “Daka Thopi” del Nepal? E il “Aso Oke hat” della Nigeria? Pare proprio che questi siano nomi sconosciuti proprio a tutti.

Questa infografica, nonostante sia molto carina e divertente, è anche abbastanza limitata perché sembra fondata su alcuni stereotipi.

I pregiudizi sono tanti e vengono soprattutto dagli stranieri. La Germania, per esempio, è vista come il paese degli “ubriaconi”, che passano le loro giornate bevendo birra e mangiando würstel e crauti. L’Italia, invece, da molti è considerata il paese della mafia, anche se viene associata a moltissime cose molto più caratteristiche, come la moda e il mangiar bene.