lunedì, 21 Settembre 2026

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Famiglie più felici nel Nord Europa, a dirlo è Save the Children

Secondo gli ultimi dati stilati da Save the Children sullo stato delle Madri del Mondo, nel nord Europa si vive meglio grazie alle efficienti condizioni economiche, politiche, sanitarie e sociali che garantiscono il benessere delle madri e dei loro figli.

Per stilare questo rapporto, la Onlus ha registrato 5 valori fondamentali ovvero: salute materna e rischio di morte per parto, benessere dei bambini e tasso di mortalità entro i 5 anni, grado di istruzione, condizioni economiche e Pil procapite e partecipazione politica delle donne al governo.

Da questi dati è stato dedotto che il paese in cui madri e figli vivono meglio è la Finlandia, seguita da Svezia, Norvegia, Islanda, Paesi Bassi, Danimarca, Spagna e Germania. L’Italia si piazza solo all’undicesimo posto, in salita di ben sei posizioni rispetto alle statistiche passate.

In Finlandia -le famiglie più bisognose e non- godono di aiuti economici da parte dello Stato e, dal 1938, della BabyBox, una scatola che contiene tutti i beni di prima necessità per il bebè – come biberon, pannolini, vestiti etc- che viene data alla neomamma prima della nascita del suo bambino.

Gli ultimi posti della classifica sono invece occupati dai paesi dell’Africa sub-sahariana come la Repubblica Democratica del Congo, Niger, Mali e Somalia a causa della povertà, della fame, delle scarse condizioni igieniche e di salute, e dell’alto tasso di mortalità infantile e morte da parto.

In Italia la situazione sembra migliorare di anno in anno grazie all’aumento della presenza femminile al governo, al basso tasso di mortalità infantile o di morte causata dal parto, al periodo concesso alle madri per la maternità e ad un alto livello d’istruzione. L’unica pecca è data dallo Stato che non fornisce aiuti, al contrario della Finlandia, dopo la nascita del bebè, tant’è che le neomamme devono pagare di tasca loro controlli medici, beni di prima necessità per il nascituro e farmaci.

Inoltre in Italia non è stata ancora approvata una legge che tuteli le donne che tornano alla vita lavorativa dopo la maternità, che spesso, non riuscendo a conciliare lavoro e famiglia, sono costrette a dare le dimissioni. La causa di ciò è dovuta anche alle poche strutture di accoglienza per neonati che sono perlopiù private e non alla portata economica della maggior parte delle famiglie italiane, che negli ultimi tempi stanno facendo dei conti salati con la crisi.

Cercasi principe azzurro. Ma da quale favola?

C’era una volta il principe azzurro

Per chi è cresciuta a pane e favole ambientate in valli incantate, con principi e principesse come protagonisti, e sempre dal lieto fine, la ricerca all’uomo ideale è contaminata dall’immagine di un lui dagli occhi azzurri, in sella ad un cavallo bianco.
Che il protagonista del tuo sogno sia l’incarnazione del romantico per eccellenza, il bello e dannato che non piace a mamma e papà, o un tipo stravagante e dalla vena artistica che riesce ad esaudire ogni tuo desiderio, poco importa. Quello che conta è sapere:

Da quale favola proviene il tuo principe azzurro?

“La Bella e la bestia”

La Bella e la bestia

Subisci il fascino dell’uomo burbero e solitario.
Consapevole che dietro quell’aspetto rude si nasconde un animo nobile. Quel tipo di uomo che andrebbe tenuto a distanza se si vuole evitare di soffrire, perché difficilmente ti apre il suo cuore, nel quale sei sicura però di aver fatto breccia.

“Cenerentola”

Cenerentola

Due cuori e una capanna non è il detto che fa al caso tuo.
L’uomo dei tuoi sogni è ricco e detiene un posto di merito nella società. Sarai la sua principessa solo quando indosserai un anello al dito in grado di illuminare gli occhi di chi ti ha sempre osservata con disdegno. È bello, è ricco, ed è tremendamente innamorato.

“Biancaneve”

Biancaneve

Sei un incredibile romantica. Desideri con tutta te stessa un amore nobile e sincero, al punto che qualcuno ne approfitta di te. L’uomo dei tuoi sogni ha un animo tremendamente sensibile, e riuscirà a conquistarti a patto che riesca – come te – ad ascoltare la natura.

“Pocahontas”

pocahontas principe

Ami vivere controcorrente e l’ideale tuo principe azzurro ne è la prova.
Più non rispecchia i canoni del fidanzato modello che tanto piacerebbe alla mamma, più te ne innamori. I tuoi fidanzati, infatti, non piacciono mai alla mamma.

“Hercules”

Hercules

L’uomo per te deve necessariamente avere braccia possenti nelle quali puoi sentirti protetta. I muscoli ti affascinano, ma è necessario che ti stuzzichi anche l’intelletto. Sei esigente. È necessario dunque che il tuo principe si armi di tanta pazienza per domare il tuo caratterino.

Ad ognuna la sua favola.

Selfie mania: anche le star sono vittime dell’autoscatto(FOTO)

cinefilos.it

Selfie, selfie ovunque. La moda dell’autoscatto è ormai diventata talmente tanto celebre e la parola selfie talmente tanto utilizzata che anche le star non sono immuni da questa che è a tutti gli effetti una vera e propria mania e malattia.

Da Selenza Gomez a Madonna, da Hilary Duff a Miranda Kerr, praticamente tutte le star di Hollywood sono cadute sotto il fascino dell’immortalare se stesse davanti all’obiettivo di un tablet o di uno smartphone.

Sorridenti oppure mentre mandano un bacio, con il proprio cane o un’amica vip, in macchina o davanti ad uno specchio, alcune fra le donne più famose del jet set internazionale dello spettacolo si sono rese un po’ meno ‘vip’ e un po’ più ‘comuni mortali’, attraverso la pratica del selfie che è ormai alla portata e nelle intenzioni di tutti.

Ecco così che sul web impazzano le foto di Taylor Swift & Karlie Kloss mentre sensuali si truccano davanti alla fotocamera o della pensierosa Anna Kendrick che osserva un pesce rosso in una boccia.

E ancora la giovane attrice Lindsay Lohan si è scattata un selfie mentre ad occhi chiusi manda un bacio ai suoi fan o la trasgressiva Miley Cyrus in diretta da un suo concerto ha immortalato la propria immagine mentre stava cantando.

E così la selfie mania è diventata una vera e propria “trappola” che ha inghiottito non solo persone comuni ma anche le star più rinomate di Hollywood. Complice sicuramente anche l’applicazione di fotografia più famosa al mondo – Instagram – sulla quale ogni giorno si trovano centinaia e centinaia di questi autoscatti, di celebrità e non.

Cuori infranti, mani bucate

Darsi alle compere sfrenate dopo aver sofferto per la rottura di una storia d’amore è il peggiore attentato che si può fare alle proprie finanze: a sostenerlo sono dei ricercatori che, monitorando più di 2.000 donne, hanno scoperto che fiondarsi nei negozi subito dopo essersi lasciate col partner costituisce un vero e proprio pericolo, portando le disperate clienti a spendere molto di più rispetto a quanto spenderebbero in qualsiasi altra circostanza.

Cuori infranti, mani bucate, dunque: stando ai dati emersi dallo studio, infatti, le donne tendono a spendere in media più di 50 euro in abiti, scarpe e accessori nuovi pur di lenire il loro dolore (contro i 48 spesi non appena percepito lo stipendio e i 35 che “ci si lascia sfilare” quando l’intenzione iniziale era soltanto quella di dare un’occhiata alle vetrine o ai negozi on-line).

Andy Oldham del sito cashback Quidco.com (uno di quelli che permettono alla propria utenza di guadagnare, per intenderci), tra i principali fautori della ricerca, ha notato come effettivamente fare shopping venga a configurarsi come una sorta di terapia: “Tuttavia – ha affermato – le donne dovrebbero prestare attenzione a non spendere troppo, per non finire col rimpiangere la propria avventatezza il giorno dopo“.

Dallo studio si apprende, inoltre, che sono ben 9 su 10 le donne che hanno ammesso che il proprio stato d’animo può condizionare la cifra che spendono quando si danno allo shopping. E più della metà ha addirittura confessato di evitare del tutto di andare per negozi se si sente particolarmente giù, proprio perché consapevole del fatto che finirà con lo spendere troppo. “Per alcune – continua Oldham – non c’è sensazione migliore di quella provata mentre si impugna la propria carta di credito in fila alla cassa o mentre si clicca per il pagamento on-line degli articoli nel proprio carrello virtuale. È qualcosa che può davvero aiutare a sentirsi meglio, perciò non deve meravigliare che molte donne si diano allo shopping nei momenti di tristezza“. Anche la noia e i litigi sono motivi di compere, spingendo le donne a spendere in media rispettivamente 34,50 e 32 euro. Fare acquisti dopo una “giornata no” al lavoro, invece, costa intorno ai 30 euro.

I ricercatori, peraltro, hanno riscontrato che il 56% delle persone evita di fare shopping dopo una brutta giornata perché sa che finirà per spendere più di quanto in realtà vuole. Una donna su due, per di più, arriva a disertare i negozi soprattutto se in compagnia perché teme l’eventualità di trovarsi a chiedere un prestito a chi le sta accanto. Un buon 79% si impone, allora, una soglia-limite per non incorrere nel rischio di spendere troppo: un espediente cui affidarsi per evitare che il tracollo emotivo si trasformi, per giunta, in disastro finanziario.