martedì, 9 Agosto 2022

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Quando la genetica è la protagonista degli spot

È divertente osservare i giochi della genetica: come si mischiano i tratti peculiari e le caratteristiche di due individui estranei, a formare una creatura nuova. Se poi i geni sono quelli portati in passerella o sugli schermi da modelle, attrici e cantanti, non resta che apprezzarne gli splendidi risultati a cui questa fusione dà vita.

La lista di duetti madre-figlia/o, riuscitissimi davanti all’obiettivo fotografico, è copiosa. E copiose sono le aziende che hanno sfruttato il potere della genetica a proprio vantaggio, consapevoli della sua capacità accattivante.

Yasmine e Amber Le Bon, protagoniste della campagna di Yamamay contro il cancro al seno, ne sono un degno esempio. Splendide e sorridenti, simili ma diverse, esclamano “Il cancro non ha età: previenilo anche tu“, durante la Settimana Nazionale della Prevenzione Oncologica.

Quando la genetica è la protagonista degli spot

E prima di loro Emma Stone e sua madre Krista, per Revlon, Sharon e Kelly Osbourne per Mac, le auree Georgia May Jagger e Jerry Hall per Sunglass Hut. Fino alle fiere e italiane Bianca Balti e Matilda, ormai inserita nel fashion system per dare merito alla sua innocente bellezza o la splendida Benedetta Gori, primogenita di mamma Cristina Parodi, di recente debutto sulle passerelle milanesi.

Quando la genetica è la protagonista degli spot

Come non citare poi la splendida Cindy Crawford, icona di Versace negli anni Novanta, che oggi lascia il testimone alla figlia Kaia, protagonista dell’attuale campagna della maison. E ancora Jennifer Lopez, simbolo con i suoi due figli, Emme e Max, della linea baby di Gucci.

Quando la genetica è la protagonista degli spot

Numerosi e differenti, dunque, gli esempi, quando a mischiarsi sono tutte le sfumature della bellezza. Non resta che goderseli e giocare a indovinare di quale dei due genitori è la fossetta sul mento o il colore dell’iride.

Giornata Mondiale dell’Acqua. Si celebra il bene più prezioso

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Una risorsa preziosa, forse la più preziosa. Una risorsa che, purtroppo, troppe volte porta la morte a causa della sua mancanza. Una risorsa che deve essere di tutti: è l’acqua.

Ricorre oggi, 22 marzo, la Giornata Mondiale per l’Acqua, e in occasione su tutto il territorio italiano si terranno tante iniziative, per sottolineare l’importanza di questa risorsa fondamentale e per incentivare la sostenibilità nella gestione delle risorse idriche.
Il World Water Day è stato istituito nel 1992 dalle Nazioni Unite, che hanno invitato tutti i membri a partecipare a questo giorno con attività concrete di promozione all’interno dei loro Paesi.

Il tema scelto per la celebrazione odierna è “Acqua e Energia” affinché si aumenti la consapevolezza delle interconnessioni tra acqua ed energia – beni mondiali molto collegati tra loro – e affinché si dimostri ai decisori politici alcune soluzioni ai problemi di nesso tra acqua-energia e gli impatti positivi di alcune buone pratiche a livello economico e sociale.
Si potrà, inoltre, contribuire al dialogo e identificare così i principali attori da coinvolgere per affrontare le problematiche sociali fra acqua ed energia.

Le problematiche affrontate daranno risultati soprattutto nelle zone meno fortunate, zone in cui acqua potabile, servizi energetici e servizi igenici adeguati sono solo un miraggio.

Molti gli eventi organizzati in tutto il mondo. A Saragozza (Spagna) le discussioni verteranno su come vari partenariati possano contribuire ad attuare le risposte affinché venga garantito il raggiungimento dell’acqua e l’efficienza energetica.
Stoccolma è il luogo d’incontro per eccellenza in cui si discuteranno questioni urgenti del pianeta, sempre legate all’acqua.
A Tokyo, dove si svolgeranno le principali celebrazioni, sarà lanciato il contest “Water for Life”.

Ci sono, poi, molti altri luoghi ed eventi che celebreranno la Giornata Mondiale dell’Acqua, ma bisognerebbe ricordarsi che l’acqua è un bene comune, che va usato con rispetto ogni singolo giorno.

#Happy è la parola d’ordine in questo primo giorno di primavera

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Oggi ricordati di essere felice.

Giovedì 20 marzo 2014, è la Giornata Internazionale della Felicità.
In questa giornata di rivoluzione tutto il mondo è chiamato a sorridere.
E abbiamo a disposizione per farlo ore di luce e ore di buio che si equivalgono.
Sì, perché oggi ha inizio la primavera. Ce lo ha ricordato anche Google con il suo doodle.

Primavera-di-Google

In Italia sono diverse le iniziative pensate per celebrare questa giornata speciale, nonostante questo sia solo il secondo anno di coordinamento da parte dell’ONU.
A Milano, ad esempio, è stato organizzato un Happy Happening con lo scopo di rendere Corso di Porta Romana un percorso che induce al sorriso, per le prossime 24 ore. Potranno parteciparvi tutti, mentre chi non sarà presente fisicamente potrà inviare la propria selfie sorridente tramite Radio Popolare.
Le più belle saranno scelte ed esposte in ogni angolo della città: dalle vetrine dei negozi, ai lampioni delle strade, ai muri della città.

Non da meno è, invece, l’iniziativa dell’Amministrazione Postale delle Nazioni Unite, che si appresta a rappresentare la “felicità” in tutte le lingue ufficiali delle nazioni: emetterà sei francobolli a tema, sui quali verrà riportata la parola felicità in inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese e russo.

Un omaggio speciale oggi va sicuramente a colui che ha, con la sua iniziativa, regalato un momento di pura felicità a molti paesi. Si tratta di Pharrell Williams, in testa a tutte le classifiche con la sua hit Happy.
Il canale video YouTube oggi alla voce che corrisponde all’hashtag #HAPPY, è pieno di video che ritraggono persone che sulle note di Happy cantano e ballano più felici che mai.

Alcuni di questi, sono visibili sul sito del cantante, http://24hoursofhappiness.com/.

Sydney International Food Festival: diciotto Paesi a tavola

Dimmi di che sai e ti dirò chi sei: che sapore e sapere s’intreccino è risaputo, ma che adesso si usino addirittura le pietanze per ritrarre le varie nazionalità vuol dire davvero prenderci gusto. È così che l’agenzia pubblicitaria WHYBIN/TBWA ha appetitosamente scelto di promuovere l’International Food Festival di Sydney, riproducendo le bandiere nazionali di 18 Paesi con composizioni culinarie i cui ingredienti altro non sono che cibi tipici dai colori corrispondenti a quelli della propria terra d’origine.

Il festival, che si svolgerà per tutto il mese di ottobre 2014, è il più grande che ci sia in Australia: soltanto lo scorso anno, infatti, ha attirato ben un milione di amanti della cucina, tanto locale quanto globale, offrendo iniziative veramente stuzzicanti quali il Night Noodle Market – il mercatino notturno di soli cibi asiatici – o il Breakfast on Bondi, che prevede il consumo del «pasto più importante della giornata» sulla famosa omonima spiaggia.

Affamati di sapori, dunque, ma anche di saperi legati all’identità culturale di un luogo che si spera non diventi mai comune: riconoscere il tricolore nel trito e ritrito trittico basilico-pasta-pomodoro sembra, allora, disconoscerne un po’ la portata (che certamente non si limita alla pastasciutta). E se, da un lato, gli stranieri non conoscono che gli stereotipi culinari del nostro Paese, dall’altro è anche vero che moltissimi connazionali si rifiutano ancora di provare piatti esotici nel timore di guastarsi il palato. L’unica, in ogni modo e in ogni posto, resta assaggiare per credere. O, meglio, per sapere.